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  • Originariamente inviato da papermoon Visualizza il messaggio
    No, non ne siamo sicuri. Anzi, penso sia verosimile che il nostro abbia dei rimpianti legati al passato, alla carriera, a un vecchio amore perduto (respinto? morto?) di cui auspica la "reincarnazione"; però stabilire cosa ci sia di oggettivo dietro questa rimuginazione è dura (e Coppola imo lo lascia volutamente nel vago, un pò come fa lynch in certi suoi film).

    Se non ricordo male alla fine veniamo a sapere che la data di nascita sulla carta d'identità (che si presume debba essere compatibile col suo aspetto attuale di uomo anziano, quando viene ritrovato ai piedi della scalinata) è il 1930 e rotti.
    Evidentemente il nostro non poteva essere giovane (cioè, ringiovanito, nella sua fantasticheria) al tempo della guerra, e presumibilmente la sua ri-nascita (via fulmine) in realtà è la sua nascita (al che si allude ad esempio col motivo dei denti che rispuntano)
    Cosa gli è successo per davvero allora? Chi era quest'uomo? Boh, a noi in pratica resta solo la rimuginazione, che ci dice molto, certo, ma lascia anche molto nel vago.

    Chiaramente per me questa classica confusione tra oggettivo e soggettivo è fascinosissima.
    In un certo senso universalizza la vicenda, la rende emblematica della condizione umana in generale, perchè credo che tutti nella vita prima o poi sviluppino rimpianti e il desiderio di "tornare indietro", e il fatto che quest'uomo non abbia un'identità del tutto definita permette a qualunque spettatore di identificarcisi (questo quantomeno nelle intenzioni del regista).

    La ragazza dici? Mah, è possibile che lei abbia lasciato lui, che lui abbia lasciato lei (per i suoi studi), o forse è morta e lui si sente in colpa, boh.
    Il risultato (il rimpianto esistenziale) non cambia in fin dei conti.
    Nato il 1938, si scopre che la data di nascita è quella "sognata" nel giorno del fulmine :sisisi: E si, nasce il giorno del fulmine, l'ho interpretata come una metafora orgasmica asd

    Comunque si, non cambia nulla, film molto interpretativo ma comunque comprensibilissimo :sisisi: E' per questo che mi è piaciuto, non ti dice cosa pensare ma ti dice chiaramente come farlo, quindi non ci si perde nel viaggio (come in certe robe di Lynch asd).

    --- Aggiornamento ---

    Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio
    blu, ora se hai coraggio guardati Twixt asd
    Mi stai sfidando? asd

    Lo userò come intermezzo nella maratona Lynch, se sopravvivo al filotto mi tatuo la spilla di Walker Texas Ranger sul cuore asd

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    • Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio
      cmq nei film di Lynch le chiavi di lettura ci sono eccome.
      Massì lo so, scherzavo asd Io però proprio non lo capisco.. troppo arzigogolato per i miei gusti..

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      • Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio
        cmq nei film di Lynch le chiavi di lettura ci sono eccome.
        Infatti, è blue che è refrattario.

        Twixt comunque in confronto è una passeggiata di salute, se ha digerito questo (no, gli è piaciuto! asd) figuriamoci.

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        • Originariamente inviato da papermoon Visualizza il messaggio
          Infatti, è blue che è refrattario.

          Twixt comunque in confronto è una passeggiata di salute, se ha digerito questo (no, gli è piaciuto!!!!!!!!! asd) figuriamoci.
          Aggiungi, enfatizza!!!! asd

          Comunque dovevi tenerti basso.. ora me lo aspetto leggero come una piuma.. temo il contraccolpo asd

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          • Originariamente inviato da Milanismi Visualizza il messaggio
            Hook io non riesco più a godermelo in età adulta
            Guarda, io paradossalmente me lo godo più da adulto, credo che dipenda dal punto di vista con cui lo si guarda alla fine.
            "Compatisco quelle povere ombre confinate in quella prigione euclidea che è la sanità mentale." - Grant Morrison
            "People assume that time is a strict progression of cause to effect, but *actually* from a non-linear, non-subjective viewpoint - it's more like a big ball of wibbly wobbly... time-y wimey... stuff." - The Doctor

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            • io ieri mi sono rivisto "Titanic" e lo reputo ancora oggi dopo 17 anni un capolavoro
              "Non discutere mai con un idiota: la gente potrebbe non notare la differenza"

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              • Ho recuperato My Blueberry Nights.
                Spesso si sente parlare di registi orientali che falliscono miseramente non appena lavorano in America. È proprio il caso di Wong Kar-Wai. La cosa che più stupisce è che il film non solo era scritto ma anche voluto dal cineasta cinese. Un cast ben assortito, dove praticamente nessun ruolo sembra sprecato, non basta per salvare un filmetto dalla trama banale che si distingue solo per la ricerca estetica del regista, comunque depotenziata rispetto al solito. Dopo quel capolavoro di 2046 era fisicamente impossibile appagare gli affezionati, soprattutto debuttando sul mercato statunitense. Norah Jones recita inaspettatamente bene, tuttavia il suo personaggio è ricalcato sulla classica anima romantica e ferita che intraprende il solito sentiero di scoperta interiore per lasciarsi il passato alle spalle. Bocciato. Attendo un ritorno in grande stile con The Grandmaster.

                Siccome in questo periodo sono in vena di film romantici ho colto l'occasione per pareggiare la filmografia di Malick con To the Wonder. Sarà che le mie aspettative non erano alte, sarà che dai più ne avevo sentito parlare male, ma a me è piaciuto e neanche poco. Terrence Malick, proseguendo su terreni battuti prima con The New World e poi con The Tree of Life, porta avanti la sua poetica di esplorazione del rapporto tra uomo e donna come divinità reincarnate sulla Terra, componendo la sua opera più estrema e radicata nelle immagini. Il film è essenzialmente una costola dell'ultima fase di sperimentazione visiva del regista texano voluta per mettere in scena ramificazioni tematiche che non avevano trovato spazio di espansione nei film precedenti, di conseguenza la prospettiva di dare vita a un'appendice non necessaria è centrata quasi in pieno. Principale vittima di questa autoindulgenza, probabilmente dovuta al fatto che la storia ha forti connotati autobiografici, è il personaggio di Javier Bardem, che appare quasi gratuito nel contesto della vicenda. Nonostante ciò, il risultato affascina sia per la disarmante bellezza delle immagini naturalistiche fotografate da Lubezki sia per l'interessante portata comunicativa delle stesse, di lettura relativamente semplice. Purtroppo la sequenza con Romina Mondello è una caduta di stile troppo evidente per essere perdonata, non solo sul piano recitativo ma anche su quello espressivo. Promosso con piccole riserve.

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                • Originariamente inviato da SE7EN Visualizza il messaggio

                  Siccome in questo periodo sono in vena di film romantici ho colto l'occasione per pareggiare la filmografia di Malick con To the Wonder. Sarà che le mie aspettative non erano alte, sarà che dai più ne avevo sentito parlare male, ma a me è piaciuto e neanche poco. Terrence Malick, proseguendo su terreni battuti prima con The New World e poi con The Tree of Life, porta avanti la sua poetica di esplorazione del rapporto tra uomo e donna come divinità reincarnate sulla Terra, componendo la sua opera più estrema e radicata nelle immagini. Il film è essenzialmente una costola dell'ultima fase di sperimentazione visiva del regista texano voluta per mettere in scena ramificazioni tematiche che non avevano trovato spazio di espansione nei film precedenti, di conseguenza la prospettiva di dare vita a un'appendice non necessaria è centrata quasi in pieno. Principale vittima di questa autoindulgenza, probabilmente dovuta al fatto che la storia ha forti connotati autobiografici, è il personaggio di Javier Bardem, che appare quasi gratuito nel contesto della vicenda. Nonostante ciò, il risultato affascina sia per la disarmante bellezza delle immagini naturalistiche fotografate da Lubezki sia per l'interessante portata comunicativa delle stesse, di lettura relativamente semplice. Purtroppo la sequenza con Romina Mondello è una caduta di stile troppo evidente per essere perdonata, non solo sul piano recitativo ma anche su quello espressivo. Promosso con piccole riserve.
                  Circa quasi concordo, anche se il fatto che il film non sia una ciofeca non esclude il fatto che qualitativamente sia uno dei suoi film peggiori. Bardem poteva essere un personaggio interessante, se ben approfondito.
                  Sacrosanta l'annotazione sulla Mondello.

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                  • Originariamente inviato da Mj23
                    io ieri mi sono rivisto "Titanic" e lo reputo ancora oggi dopo 17 anni un capolavoro
                    E lo sarà per sempre.

                    @bullock- trovo un pò pesante la prima ora e mezza! Incomincia a funzionare soprattutto nel terzo atto.

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                    • High Crimes Crimini di Stato di Carl Franklin(2002).

                      Recuperato questo thriller drammatico con Ashley Judd e Morgan Freeman, filmetto che può piacere o meno, la Judd e il grande Morgan Freeman insieme lavorano bene, solo non ho letto il romanzo da cui è tratto.

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                      • The Grandmaster

                        Lascia abbastanza interdetti. Da una parte ci sono pagine di cinema, di quello che assurge ad arte e ci riesce perfettamente. Dall'altra c'è una narrazione eccessivamente didascalica, a tratti persino documentaristica, che svilisce il valore della storia, lasciando narrare immagini di rara potenza.
                        E' comunque una pellicola che, visti sopratutto i tempi, fa tanto bene alla sopravvivente settima arte.

                        P.s. Ho rivisto il Rublev di Tarkovskij, che capolavoro. Non adoravo un film in questa maniera da quando scoprii Bergman. E' un monumento da conservare gelosamente, per sempre.

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                        • Finalmente dopo anni ad ad aver rinviato la visione mi sono visto Super 8
                          Il film è davvero ben girato ed è davvero un omaggio a quel filone giovanil-avventuroso nato sotto sotto l’egida creativa di Spilberg tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta(tra cui anche i Goonies)
                          Voto: 7,5
                          "Non discutere mai con un idiota: la gente potrebbe non notare la differenza"

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                          • Originariamente inviato da Mj23 Visualizza il messaggio
                            Finalmente dopo anni ad ad aver rinviato la visione mi sono visto Super 8
                            Il film è davvero ben girato ed è davvero un omaggio a quel filone giovanil-avventuroso nato sotto sotto l’egida creativa di Spilberg tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta(tra cui anche i Goonies)
                            Voto: 7,5
                            Beh, Abrams è una "creatura" di Spielberg...

                            Commenta


                            • Originariamente inviato da Green Arrow Visualizza il messaggio
                              Beh, Abrams è una "creatura" di Spielberg...
                              :seseh:esatto...infatti Spilberg ha fatto anche da produttore in questo film
                              "Non discutere mai con un idiota: la gente potrebbe non notare la differenza"

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                              • L'alba del pianeta delle scimmie.
                                Premetto di non aver visto i film precedenti di cui questo, se non ho capito male, è remake, non so quindi dire quanto di nuovo c'è in questo film rispetto agli altri. Comunque mi è piaciuto. La sequenza finale sul ponte è molto bella, la colonna sonora buona, gli effetti speciali ottimi. Complimenti a Serkis per il lavoro fatto in mocap: dà un'anima a Cesare, riesce a trasmettere emozioni solo attraverso mimica e posture, veramente un ottimo lavoro. Attendo quindi il sequel. Voto: 7

                                I sogni segreti di Walter Mitty
                                L'ho visto giusto ieri sera. Mi è piaciuto anche questo film, anche se alle volte la vena comica di Stiller esce e stona con il resto della storia (si veda la sequenza in stile Benjamin Button, direi demenziale, ma da cui forse emerge la vera vena del regista). Come in un romanzo di formazione, il protagonista affronta un viaggio che lo porta a ritrovare se stesso: la seriosità della vicenda viene trasmessa non tanto dalla storia in sè, o dalle situazioni in cui il protagonista si ritrova, ma piuttosto dalla natura. E' la natura che parla più di tutto il resto (alla Malick, ma il paragone inizia e finisce qui!!!). Da sottolineare la prova, purtroppo breve, di Sean Penn: un idolo. Voto: 7,5

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