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  • Originariamente inviato da Mr Bloody Visualizza il messaggio
    Concordo. La Plaza è una delizia: ha un imperitura espressione irriverente sul viso che fa sorridere solo a guardarla xD
    asd Mito.

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    • La Plaza è una pazza non si capisce mai quando scherza e quando è seria xD

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      • Originariamente inviato da Ladida
        asd Mito.

        Oddio xD

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        • Era agli Young award o sbaglio? O è proprio nello show? Comunque una pazza totale asd

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          • Originariamente inviato da outis81
            Il fatto che un film sia bello o accattivante piuttosto che brutto e insulso è parzialmente o totalmente indipendente dal fatto che ci abbiano speso "troppo" o "troppo poco".

            In un discorso di successo o insuccesso economico del film, beh, è chiaro che non si può prescindere dal budget. Ma io ero a un livello molto più di base. cioè, per dire se un film ci piace, ci interessa veramente che abbiano speso "troppo"? (poi per quantificare questo "troppo" bisognerebbe conoscere veramente tutti gli elementi della produzione)
            Senza nulla togliere alla sensatezza di queste asserzioni integro il discorso osservando che talvolta la carenza di budget è preventivamente sfruttata a fini pubblicitari, per dire"...abbiamo una sceneggiatura troppo innovativa e spregiudicata e nessuno ha il coraggio di finanziarci...". Direi che "a naso" si può _ per curiosità_ immaginare se i soldi spesi per un film poi "si vedono" sullo schermo o magari ad esempio il budget di una commedia è di quasi totale pertinenza di un attore che magari ripete stancamente se stesso in situazioni statiche senza variare neanche ...il vestiario.
            Infine il marketing, indispensabile e che per molti versi non ha costi comprimibili (es: si spende uguale a comprare una pagina su un quotidiano, sia per film grandi o piccoli), finendo così per disperdere l'aurea di "maledettismo" che le produzioni indie altrimenti coltivano con furbesco raziocinio.
            "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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            • Originariamente inviato da henry angel Visualizza il messaggio
              Senza nulla togliere alla sensatezza di queste asserzioni integro il discorso osservando che talvolta la carenza di budget è preventivamente sfruttata a fini pubblicitari, per dire"...abbiamo una sceneggiatura troppo innovativa e spregiudicata e nessuno ha il coraggio di finanziarci...". Direi che "a naso" si può _ per curiosità_ immaginare se i soldi spesi per un film poi "si vedono" sullo schermo o magari ad esempio il budget di una commedia è di quasi totale pertinenza di un attore che magari ripete stancamente se stesso in situazioni statiche senza variare neanche ...il vestiario.
              Infine il marketing, indispensabile e che per molti versi non ha costi comprimibili (es: si spende uguale a comprare una pagina su un quotidiano, sia per film grandi o piccoli), finendo così per disperdere l'aurea di "maledettismo" che le produzioni indie altrimenti coltivano con furbesco raziocinio.

              Su questo sono assolutamente d'accordo. Mi domando che senso abbia però dire "hanno speso troppo". Troppo in base a che cosa?

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              • Esiste una vasta aneddottica , anche mitizzata, sull'artigianalità delle produzioni italiane diciamo pure di genere e di "serie B" capaci di ottenere con minimi investimenti un'alta resa cinematografica. In un film alla Terminator prendere delle cassette della frutta, impilate ed annerite dal fumo di pneumatici bruciati in luogo di più costose ed elaborate scenografie che devono rendere l'idea di grattacieli distrutti da una esplosione nucleare. Tuttavia oggi i confronti andrebbero fatti su sfx, digitali per molta parte,comunque largamente fuori portata per i medio-piccoli film prodotti oggi in Italia, e non soddisfano perciò i criteri comparativi della tua domanda.
                "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                • Aspetta però, secondo me stiamo andando troppo in là. La discussione è nata da un commento di un utente, che in merito a Pirati 3 ha detto "bello, ma è costato troppo". Ecco, io qui già ho le mie perplessità: troppo rispetto a cosa? Rispetto a ciò che si vede nel film? Rispetto alla media dei costi di un blockbuster? Fossero anche questi due punti, non sapendo noi concretamente tutte le fasi della produzione, come possiamo dire che è costato "troppo"? E infine, cosa che secondo me conta più di tutto: come spettatori, cosa ci interessa dei costi di produzione?

                  Stasera ho rivisto dopo un po' di tempo:

                  Shutter Island (2010), di Martin Scorsese

                  Non sarà sicuramente un capolavoro di Scorsese e certamente non si pone il paragone con i suoi grandi film, ma onestamente devo dire che a una revisione questo elegante e raffinato film di genere non mi è dispiaciuto per nulla. Paga una sceneggiatura piuttosto inverosimile (il role playing in psichiatria e in psicologia clinica non si usa certo così), ma su questo script piuttosto "normale" Scorsese ci mette tutta la sua classe di cineasta di razza, e francamente si vede. Geniale la Schoonmaker in montaggio: nella prima parte, quando il personaggio di Di Caprio è nel pieno delle dinamiche, senza alcuna consapevolezza, fa dei tagli di montaggio molto grezzi, che non rispettano le regole di continuità della posizione spaziale dei personaggi. Montaggio teso a sottolineare lo stato d'animo del personaggio e mezzo stilistico che riprende in The Wolf of Wall Street.

                  Insomma, un esercizio di stile da parte di Scorsese per un puro film di genere: ma ragazzi, che stile!

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                  • Da segnalare anche un Michael Shannon immenso nella pellicola.

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                    • Due maturi galeotti, dopo lunga detenzione riescono ad evadere dal bagno penale. Uno è un banchiere deciso sopra ogni cosa di vendicarsi dei tre soci d’affari che lo hanno raggirato, derubato e fatto ricadere su di lui le colpe di gravi reati, cagionandogli pure il definitivo risentimento ed allontanamento dell’unica figlia, ormai diventata una giovane donna ridotta in miseria.
                      L’altro è uno scienziato, che con la moglie sta perfezionando sconvolgenti esperimenti sull’annichilimento della materia. Trovato momentaneo rifugio nell’inaccessibile laboratorio di quest’ultimo, l’uomo della finanza elabora uno sconcertante piano di rivalsa, da consumare a Parigi dove è comunque ricercato a vista…
                      Probabilmente girato tutto o quasi in teatri di posa, le inquadrature sono strette anche in esterni , salvo “scatenarsi” scenograficamente nelle sequenze mute ambientate ai domicili dei soci di banca. Misurati e convincenti gli attori, anche se i febbrili rappresentanti della Scienza sono carichi di furore teatraleggiante espressionista.
                      Ma in ottanta minuti scarsi trova posto tra il thriller ed il melodramma ( il rapporto padre/figlia e figlia/fidanzato) una qualificante parte fantastica o fantascientifica con effetti speciali. Il protagonista , ad un certo punto quasi imprendibile, anche grazie ad un impensabile stratagemma, vorrà redimersi dal suo “superomismo”, che gli spiana una possibile riabilitazione pubblica ma lo incatena a comportamenti esecrabili, ancora una volta nelle condizioni di non essere del tutto preparato a presentarsi al cospetto della brava figlia. Conforta il perdono e poter cogliere brevemente uno scampolo della felicità di lei, elevato letteralmente fino in cima alla Torre Eiffel.

                      @outis81. Sì, è una affermazione irrefutabile. Magari l'utente in via retorica voleva polemizzare sull'opportunità di spendere tanti soldi per fare un qualsiasi prodotto di finzione ed intrattenimento che costa boh, come un bel pezzo di autostrada ( generando peraltro indotto e ripagandosi in varie maniere...).
                      "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                      • Originariamente inviato da outis81 Visualizza il messaggio
                        Aspetta però, secondo me stiamo andando troppo in là. La discussione è nata da un commento di un utente, che in merito a Pirati 3 ha detto "bello, ma è costato troppo". Ecco, io qui già ho le mie perplessità: troppo rispetto a cosa? Rispetto a ciò che si vede nel film? Rispetto alla media dei costi di un blockbuster? Fossero anche questi due punti, non sapendo noi concretamente tutte le fasi della produzione, come possiamo dire che è costato "troppo"? E infine, cosa che secondo me conta più di tutto: come spettatori, cosa ci interessa dei costi di produzione?

                        Stasera ho rivisto dopo un po' di tempo:

                        Shutter Island (2010), di Martin Scorsese

                        Non sarà sicuramente un capolavoro di Scorsese e certamente non si pone il paragone con i suoi grandi film, ma onestamente devo dire che a una revisione questo elegante e raffinato film di genere non mi è dispiaciuto per nulla. Paga una sceneggiatura piuttosto inverosimile (il role playing in psichiatria e in psicologia clinica non si usa certo così), ma su questo script piuttosto "normale" Scorsese ci mette tutta la sua classe di cineasta di razza, e francamente si vede. Geniale la Schoonmaker in montaggio: nella prima parte, quando il personaggio di Di Caprio è nel pieno delle dinamiche, senza alcuna consapevolezza, fa dei tagli di montaggio molto grezzi, che non rispettano le regole di continuità della posizione spaziale dei personaggi. Montaggio teso a sottolineare lo stato d'animo del personaggio e mezzo stilistico che riprende in The Wolf of Wall Street.

                        Insomma, un esercizio di stile da parte di Scorsese per un puro film di genere: ma ragazzi, che stile!
                        E che Di Caprio!
                        https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

                        "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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                        • Originariamente inviato da Gidan 89 Visualizza il messaggio
                          E che Di Caprio!
                          Sì concordo, mi sono dimenticato di parlare degli attori: Di Caprio domina e regala momenti veramente intensi. Mi è piaciuto anche Ruffalo.

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                          • Film di genere di alta scuola. Non mi stanco mai di rivederlo. Che regia nei flashback in trincea..
                            Inoltre ha una delle colonne sonore più toccanti di sempre.

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                            • Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio
                              Take Shelter

                              rivista questa fantastica seconda opera del giovane Jeff Nichols
                              si può dire che appartiene alla categoria dei film paranoici post-11/09, in particolare ha alcune caratteristiche in comune col cinema di Shyamalan, per l'uso particolare che fa del linguaggio classico, per la qualità tattile della messa in scena (spesso esplicitata da precisi elementi narrativi, super-sensi o sensi debilitati), per il suo portato emozionale che travalica la logica

                              Nichols sprofonda i personaggi in panoramici paesaggi tutt'altro che rassicuranti e sempre inglobati dalle volatili e minacciose immensità aeree, richiama un grande cinema del passato, un particolare modo di composizione dell'immagine e lo porta a misura di un racconto piccolo ma universale.
                              per altro rinchiude i personaggi in primi piani stringenti, li ritaglia nell'inquadratura, li assale con pareti e ombre ricavando dagli attori interpetazioni intense.
                              il racconto procede per accumulo sorretto da una corrispondente partitura musicale discreta, minimale e inquietante (di David Wingo, compositore abituale di Gordon Green e ora anche di Nichols), per poi esplodere splendidamente nei due climax finali

                              col successivo Mud, Nichols si è riconfermato tra i migliori giovani talenti in circolazione, capace di riscoprire il cinema classico in forme assolutamente personali e moderne. ora aspetto il suo prossimo film, uno sci-fi "carpenteriano".
                              e non vedo l'ora che faccia un western

                              take shelter ce l'ho tra i prossimi film, da vedere al più presto. Ho invece visto mud e l'ho trovato davvero splendido, commistione perfetta tra classicismo e linguaggio moderno. Nichols è davvero uno da tenere molto attentamente d'occhio...se il prossimo è uno sci-fi, sono già ufficialmente sull'attenti asd

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                              • Mi state facendo venire voglia di rivederlo. Take Shelter per me è in Top10 2012: budget misero, Nichols da applausi, coppia centrale di interpreti pazzeschi (specialmente Shannon). Recupera axe, recupera. asd

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