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  • Inizialmente doveva essere quello il suo esordio.... visto? Qualcosa dal Frusciante si impara..asd

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    • Originariamente inviato da Roy E. Disney Visualizza il messaggio
      Piramide di paura è di un sottovalutato assurdo. C'è molto più Sherlock Holmes li che nei due film di Ritchie e la serie con Benedetto.
      Uno dei miei film preferiti, io ci vedo moltissime similitudini con il primo Harry Potter, non a caso il regista è Columbus!!
      "Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi."

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      • Columbus era grande in quei tempi, sia come regista che come sceneggiatore. Magari oggi i film per bambini/famiglie avessero quello stesso approccio..

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        • C'era di mezzo anche Spielberg che con intrattenimento per famiglie se ne intende ancora oggi...

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          • Grande connubio.

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            • Originariamente inviato da CdS Visualizza il messaggio
              Uno dei miei film preferiti, io ci vedo moltissime similitudini con il primo Harry Potter, non a caso il regista è Columbus!!
              Perchè "non a caso il regista è Columbus"? :huh: Il regista di Piramide non è Columbus.
              Però è un film spielberghiano fino al midollo.

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              • Columbus è sceneggiatore.

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                • Si lo so ho detto una cavolata ^^'

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                  • Originariamente inviato da Darkrain
                    Si lo so ho detto una cavolata ^^'
                    anch'io ^^'
                    "Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi."

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                    • Apollo 13 : meritevole :seseh:.

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                      • The Grand Budapest Hotel


                        "To be frank, I think his world had vanished long before he ever entered it - but, I will say: he certainly sustained the illusion with a marvelous grace!"

                        Bellissimo. Anderson è oggettivamente un fuoriclasse e, come avete detto praticamente tutti, stilisticamente (e tecnicamente) il film è un distillato da applausi. Termini come “elegante”, “raffinato”, “certosino”, infatti, ad Anderson non si sono mai risparmiati, ma stavolta l’impressione di trovarsi di fronte a qualcosa di 'perfetto' è difficile da scansare: ogni singolo ingranaggio è esteticamente ineccepibile e al tempo stesso estremamente funzionale, col risultato di un avvincente libro pop-up dal ritmo serrato e dalla composizione squisitamente anulare (e qui pari complimenti al regista e allo sceneggiatore). Il cast è diretto alla perfezione, animandosi ad intermittenza come in una staffetta di carillon, e su tutti, ovviamente il plauso va a Mr. Fiennes, capace di reinventarsi e dar vita ad un personaggio interessante (@Roy: non mi aspettavo che la Ronan - deliziosa - avesse tutto questo screen time.. anche se immagino che sul minutaggio della stessa saresti stato ancora più generoso asd). Sorvolando su montaggio e fotografia, veniamo un attimo al capitolo scenografie. L’unica cosa che mi sento di scrivere è: "Stockhausen, se il 22/2/2015 non ti dovessero premiare, perdonali, perché non sanno quello che fanno. Nel dubbio (e nel mentre), preparati al peggio." Ottimo anche l’accompagnamento musicale targato Desplat, che si era comunque già distinto in positivo nel lavoro precedente del regista.

                        Detto questo, però (perché c’è un però), se per alcuni versi è sicuramente il lavoro migliore del regista, continuo a preferire un The Royal Tenenbaums (e non solo). Indubbiamente il confronto sul piano tecnico è impari, ma quell’Anderson lo trovavo più interessante. Meno meraviglioso (perché, ribadisco, con Anderson di eleganza, raffinatezza e stile si è sempre parlato), ma più interessante e diversamente personale. Questa nota si riallaccia un po’ alla vexata quaestio sulla (presunta) freddezza dei film di Anderson o sulla loro (altrettanto presunta) superficialità. Bene, a mio avviso termini come algido e vacuo ad Anderson non si applicano proprio, perché la sostanza c'è sempre, così come uno spettro variabile di contenuto dall'impatto emotivo, anche se l'attenzione è dirottata altrove. Ora però di anni ne sono passati parecchi e la (mia) sensazione è che Anderson sia maturato solo parzialmente, impegnato a perfezionare uno standard formale già notevole. Anche in quest'ultimo film, certo, l’omaggio è sentito, colto e stratificato, ma per me resta un divertissment. Comunque bellissimo.

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                        • Ma anderson è riuscito a dare il giusto spazio a tutti i pg nonostante il cast interminabile! Gli unici risicati sono Wilson e la Seydoux ma per il resto c'è poco di secondario.

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                          • Originariamente inviato da Milanismi Visualizza il messaggio
                            Ma anderson è riuscito a dare il giusto spazio a tutti i pg nonostante il cast interminabile! Gli unici risicati sono Wilson e la Seydoux ma per il resto c'è poco di secondario.
                            Chi ha detto il contrario?! asd

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                            • Io nell’albergo ci torno stasera, visto che le ferie iniziano domani e il bd preso qualche giorno fa è ancora vergine asd

                              Un certo calore Anderson è riuscito a farmelo provare coi Tenenbaum ma, soprattutto, con Darjeeling. A parer mio quella è la sua opera più personale e autobiografica.
                              Nel corso degli anni ha affinato sempre più uno stile personale e, come avvenuto ad altri (P.T. Anderson, ma pure Refn) la tecnica ha surclassato il linguaggio, e ne è derivata una sorta di freddezza nei contenuti.
                              Mentre The Master è un’opera che nella sua enormità necessita della totale assenza di vivacità con lo spettatore, il Grand Budapest, per come si pone, per l’atipicità dei suoi personaggi, sfugge il giusto compromesso fra forma e contenuto e il vigore registico risulta a grossomodo sprecato in qualche occasione. Ma giusto perché, imho, questa è una fase di passaggio, perché Wes il capolavoro deve ancora realizzarlo. Poi è anche vero che in questi casi il soggettivismo dello spettatore la fa da padrone.

                              Sul monitoraggio della Ronan, effettivamente un po’ di vuoto viene lasciato. Ma in quel poco che appare buca lo schermo.
                              Come dissi, quel primo piano sulla giostra è un trionfo stilistico, nonché un frame capace di farmi perdere il contatto con la terraferma xD

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                              • Ecco, direi che hai sviscerato piuttosto bene quello cui accennavo nel mio ultimo paragrafo. :seseh:

                                Bd anche per me, ieri sera. E mentre lo vedevo mi chiedevo dove fosse 'sta giostra. asd

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