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  • Originariamente inviato da SE7EN Visualizza il messaggio
    Inland Empire è una sega mentale rivolta ai fan "hard" di Lynch, l'avanguardia di cui non si sentiva il bisogno.

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    • La profonda mancanza di spiritualità di colui che non percepisce, ma giudica l’arte, il suo rifiuto e la sua mancanza di disponibilità a riflettere sul significato e sullo scopo della propria esistenza nel significato più alto del termine, assai sovente vengono mascherate con l’esclamazione primitiva fino alla volgarità: "Non mi piace!", "Non mi interessa!". Il bello è celato a coloro che non cercano la verità.

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      • Originariamente inviato da axeman Visualizza il messaggio
        Che poi poche storie, come ha ampiamente dimostrato Outis non è più un discorso di digitale o pellicola, ma in primis di scelte fotografiche.
        Come ha ben mostrato con la scena di skyfall, esteticamente meravigliosa. Ed è in digitale.

        Così come ci sono film in pellicola con un'estetica pessima.
        Facessi un film sulla Rivoluzione Francese i Sanculotti mi si presterebbero al digitale,per i colori vividi e sgargianti, ed ovviamente liberi da qualsiasi suggestione foto-cinematografica di là a venire.


        Ma gli anni '30 di Dillinger sono "nativi", impregnati di una estetica testimoniata (o finanche anticipata/influenzata) dal cinema dell'epoca.


        Quando vestivano nero e bigio, niente toni lucidi e plasticosamente squillanti usciti dalle telecamere di Mann.
        "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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        • Ma tu confondi il mezzo con l'estetica.
          Se vedi gli ultimi lavori di deakins col digitale, ti rendi conto che ormai il mezzo digitale non costituisce più un vincolo estetico caratteristico, ma si presta ad un utilizzo del tutto sovrapponibile alla pellicola, a livello estetico.

          --- Aggiornamento ---

          Poi sull'estetica di PE ne possiamo parlare, la si può trovare più o meno riuscita ed adeguata, ma non dipende (solo) dalla scelta di usare il digitale piuttosto della pellicola.

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          • Pure na gif innocente è stata editata. Regime del terrore. :huh:


            Originariamente inviato da axeman Visualizza il messaggio
            ma si presta ad un utilizzo del tutto sovrapponibile alla pellicola, a livello estetico.
            Vallo a dire a P.T.A o Tarantino... comunque effettivamente Skyfall sembra girato su pellicola. Cosa che non mi sento di dire di True Grit, invero.
            La profonda mancanza di spiritualità di colui che non percepisce, ma giudica l’arte, il suo rifiuto e la sua mancanza di disponibilità a riflettere sul significato e sullo scopo della propria esistenza nel significato più alto del termine, assai sovente vengono mascherate con l’esclamazione primitiva fino alla volgarità: "Non mi piace!", "Non mi interessa!". Il bello è celato a coloro che non cercano la verità.

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            • Originariamente inviato da outis81 Visualizza il messaggio
              È così, non prendiamoci in giro

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              • Originariamente inviato da Dwight Visualizza il messaggio
                Pure na gif innocente è stata editata. Regime del terrore. :huh:
                No comment...




                Originariamente inviato da Dwight Visualizza il messaggio
                Cosa che non mi sento di dire di True Grit, invero.
                Che è girato con una Arricam LT, una Arriflex 235 e una Arriflex 535 B, tutte e tre telecamere con pellicola asd

                A volte ho l'impressione che vi dimentichiate che il girato viene digitalizzato e i processi di "sviluppo" della pellicola ormai sono tutti digitali. E che quindi il lavoro di color correction può portare a un quadro cromatico diverso dal "solito" film-like.

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                • Originariamente inviato da outis81 Visualizza il messaggio





                  Che è girato con una Arricam LT, una Arriflex 235 e una Arriflex 535 B, tutte e tre telecamere con pellicola asd

                  .
                  e con questa direi game, set, match asd

                  Commenta


                  • Entrambi mattutini prima di andare al lavoro? asd

                    Tra l'altro questa "gaffe" per me è un segno ulteriore che la querelle pellicola/digitale è in realtà una falsa querelle, che oltre tutto secondo me si basa su un assunto fondamentalmente erroneo, ossia che la resa fotografica di un film sia dipendente in gran parte dalla fase di ripresa. Ovviamente non è così, la resa fotografica è il risultato di un processo in cui la lavorazione dell'immagine post-ripresa è fondamentale.

                    Diciamolo con una battuta: non basta girare in pellicola per avere una fotografia come quella di Days of Heaven. Oltre che, certo, delle riprese ben congegnate, ci vuole un lavoro sopraffino di sviluppo della pellicola.

                    Ecco, e qui secondo me c'è il malinteso più grande. Oggi anche i film su pellicola vengono "sviluppati" digitalmente. Tutto il lavoro di color correction viene fatto con i programmi di montaggio, non certo con processi chimici. E questo è un motivo per cui un film come A proposito di Davis, che pure è girato su pellicola, abbia una colorimetria così particolare, ovviamente ottenuta con una color correction digitale.

                    Ci sono ovviamente ancora delle differenze tra girare in pellicola e in digitale (uno su tutti, la resa del nero), ma se con la color correction un film su pellicola può sembrare digitale e uno digitale sembrare ripreso su pellicola, allora di che stiamo a parlare? asd

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                    • Dolls (2002) di Takeshi Kitano

                      Ok, so che per molti è un capolavoro, ma io oggi scrivo qua per ammettere che non mi sia piaciuto.
                      Kitano non è sicuramente per tutti e tra i suoi film che ho visto finora ho apprezzato veramente solo Kikujiro. In questo caso la premessa mi è parsa interessante, ma il film poi prende totalmente un'altra piega. Più di altri, credo che questo film richieda una forte conoscenza della cultura locale per essere veramente compreso e apprezzato.
                      Inoltre, il deciso sbilanciamento della storia dei due personaggi principali a dispetto degli altri due racconti minori non gioca a favore della fluidità del film e non mi ha aiutato ad apprezzarlo del tutto.
                      E' un film che comunque mi ha colpito per la potenza di alcune immagini e soprattutto per la rappresentazione delle diverse stagioni.
                      Contribuisci anche tu a definire i migliori film di ogni decennio secondo il forum di BadTaste. Entra in questo topic.

                      Qui trovi il riepilogo dei decenni già votati e la situazione attuale del decennio in corso di votazione.

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                      • [FONT=Times New Roman][FONT=Calibri]Amour (Haneke, 2012)

                        SPOILER!!!!

                        Film sopravvalutatissimo, che ci mette due ore e passa (era proprio necessario?) per raccontarci questa storia di vecchiaia e malattia, prevedibile in ogni suo sviluppo e niente affatto “soprendente”, come si legge in giro. Frega ancora una volta tutti, Haneke, e si porta a casa premi su premi con un racconto di “amore” che praticamente tutti hanno frainteso, visto che l’eutanasia perpetrata dal marito è stata da ogni spettatore e critico intesa come atto d’amore estremo, mentre a me sembra il frutto di una esasperazione giunta al culmine. Nessuno l’ha letto in questi termini, questo film, il cui titolo sembra piuttosto assumere una valenza sarcastica. Solo inteso così, d’altra parte, il film avrebbe un minimo di attrattiva. Diversamente, è un film destinato al dimenticatoio, almeno per me. I film sorprendenti e spietati sono ben altri.


                        [FONT=Times New Roman][FONT=Calibri]Registicamente povero e persino disonesto (la scena dell’ictus cerebrale, con il rubinetto lasciato aperto), un’interminabile sequela di piani fissi, certamente adatta a questo racconto di vecchi, purché si comprenda nella nozione pure il vecchio che sta dietro la macchina da presa.
                        [FONT=Times New Roman][FONT=Calibri]Cominciano ad essere più numerosi i film di Haneke che mi hanno lasciato indifferente rispetto a quelli che mi sono davvero piaciuti.
                        [FONT=Times New Roman]

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                        • Originariamente inviato da outis81 Visualizza il messaggio
                          Tra l'altro questa "gaffe" per me è un segno ulteriore che la querelle pellicola/digitale è in realtà una falsa querelle
                          Case closed! :
                          La profonda mancanza di spiritualità di colui che non percepisce, ma giudica l’arte, il suo rifiuto e la sua mancanza di disponibilità a riflettere sul significato e sullo scopo della propria esistenza nel significato più alto del termine, assai sovente vengono mascherate con l’esclamazione primitiva fino alla volgarità: "Non mi piace!", "Non mi interessa!". Il bello è celato a coloro che non cercano la verità.

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                          • Originariamente inviato da Ellie Arroway Visualizza il messaggio
                            [FONT=Calibri]Amour (Haneke, 2012)

                            SPOILER!!!!

                            Film sopravvalutatissimo, che ci mette due ore e passa (era proprio necessario?) per raccontarci questa storia di vecchiaia e malattia, prevedibile in ogni suo sviluppo e niente affatto “soprendente”, come si legge in giro. Frega ancora una volta tutti, Haneke, e si porta a casa premi su premi con un racconto di “amore” che praticamente tutti hanno frainteso, visto che l’eutanasia perpetrata dal marito è stata da ogni spettatore e critico intesa come atto d’amore estremo, mentre a me sembra il frutto di una esasperazione giunta al culmine. Nessuno l’ha letto in questi termini, questo film, il cui titolo sembra piuttosto assumere una valenza sarcastica. Solo inteso così, d’altra parte, il film avrebbe un minimo di attrattiva. Diversamente, è un film destinato al dimenticatoio, almeno per me. I film sorprendenti e spietati sono ben altri.


                            [FONT=Calibri]Registicamente povero e persino disonesto (la scena dell’ictus cerebrale, con il rubinetto lasciato aperto), un’interminabile sequela di piani fissi, certamente adatta a questo racconto di vecchi, purché si comprenda nella nozione pure il vecchio che sta dietro la macchina da presa.
                            [FONT=Calibri]Cominciano ad essere più numerosi i film di Haneke che mi hanno lasciato indifferente rispetto a quelli che mi sono davvero piaciuti.
                            Hai detto bene quando hai scritto che è un film sull'anzianità diretto da un regista anziano (Haneke ha 72 anni, non è anzianissimo ma comincia ad avere 'na certa come si dice a Roma). Proprio per questo, sarei presuntuoso nel dire che a 25 anni sia riuscito a recepire davvero tutto quello che Amour comunica. Ora, non so tu quanti anni abbia, però, perché trascuri la via di mezzo interpretativa? Cioè, il gesto del protagonista non deve essere inquadrato per forza o "in un gesto d'amore estremo" o "in un gesto "di esasperazione giunta al culmine" trascurando l'idea che invece forse è proprio l'unione delle due cose a rendere il film così vero. La prima inquadratura dice già tutto: sadicamente, Haneke ci rende spettatori dello "spettacolo della vita". E' un film disperato, profondo, horror (specialmente per persone un pò più anzianotte di me). E' un film sull'amore che si contamina con la crudeltà dell'esistenza. Comunque, il fatto che Trintignant si lasci morire dopo aver ucciso la moglie come lo interpreti? E' per forza un atto d'amore, seppur calato in un contesto di tragica fatalità. Gli ultimi 20 minuti di film (ad occhio e croce) sono di uno spessore grandissimo.
                            https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

                            "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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                            • Originariamente inviato da Gidan 89 Visualizza il messaggio
                              Hai detto bene quando hai scritto che è un film sull'anzianità diretto da un regista anziano (Haneke ha 72 anni, non è anzianissimo ma comincia ad avere 'na certa come si dice a Roma). Proprio per questo, sarei presuntuoso nel dire che a 25 anni sia riuscito a recepire davvero tutto quello che Amour comunica. Ora, non so tu quanti anni abbia,
                              ne ho 38, e alla morte penso in continuazione.

                              . Comunque, il fatto che Trintignant si lasci morire dopo aver ucciso la moglie come lo interpreti?
                              ma questo non è espresso chiaramente, in realtà non sappiamo che fine faccia, il marito. Sono le trappole del "non detto", che io apprezzo, purché non si esageri.

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                              • Originariamente inviato da Ellie Arroway Visualizza il messaggio
                                [FONT=Calibri]un’interminabile sequela di piani fissi, certamente adatta a questo racconto di vecchi, purché si comprenda nella nozione pure il vecchio che sta dietro la macchina da presa.
                                ;D

                                Che dire? Non sono film fatti per me (Haneke, per quel che ho visto, non ne fa mai), quindi il mio parere è viziato alla fonte.

                                Mi pare di aver letto che sui Cahiers abbiano accusato il regista di fare della pornografia della sofferenza; ma secondo me il film non ha nemmeno quella forza lì. E' tutto abbastanza piatto e scontato, appunto.

                                La cosa che mi ha colpito è che l'unico sussulto (si fa per dire) di partecipazione emotiva io l'abbia avuto per il breve episodio della badante stronza che viene velocemente licenziata: una delle poche sequenze "tradizionali" da un punto di vista drammaturgico. Ma poi il film torna velocemente a fotografare algidamente una realtà straziante. Poi, boh, sono troppo stupido per capire cosa capperi c'entrasse il piccione. Accolgo volentieri delucidazioni.

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