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  • Originariamente inviato da gas74 Visualizza il messaggio
    Una volta tanto non siamo d'accordo... a me "Only lovers" non è piaciuto per niente
    Idem... forse non proprio del tutto ma di sicuro poco. Loro due bravissimi.

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    • Nel suo disegno sociologico per me è Carpenter al 101%.

      Io piango (molto) raramente davanti a un film. A volte sfioro la commozione, ma nel finale di Starman la lacrima scende sempre.

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      • Visto "Still Alice", un filmettino insulso e piatto; vorrebbe essere legittimamente delicato ed emozionante, vista la storia trattata, ma la fattura è così sciatta e scolastica da rendere difficile salvare qualcosa in più delle interpretazioni di Julianne Moore e, sì, anche Kristen Stewart. Anche loro, però, soprattutto la Moore che nell'ultima scena è veramente molto brava, sono svalorizzate da una scrittura dei personaggi assolutamente incolore; dispiace, insomma, pensare che un'attrice di così grande talento vincerà per uno dei suoi lavori più dimenticabili.

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        • Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio



          non c'entra 'na pippa :seseh:
          Neanche "Boyhood", motivo per cui non capisco il raffronto fatto sopra (non mi riferisco a te, Sir Dan ).
          D'altro canto, "Blue Valentine", molto bello, intendiamoci, si dipana attraverso una struttura molto classica, concentrandosi su momenti focali nella vita di una coppia, momenti intensi raccontati con grande bravura e che, comunque, prevedono un'ellissi di ciò che intercorre in mezzo.
          La genialità di "Boyhood", la sua grandezza alle volte troppo sottostimata, insita nella poetica di un autore sottovalutato come Linklater, sta nel muoversi come un flusso di memoria, in tutti quegli attimi che si dipanano prima e dopo gli eventi cardine di una vita (noi non vediamo il diploma, non vediamo le percosse), esaltando l'importanza di quegli istanti semplici e, a detta di molti, banali, nel cogliere i quali sta però sul serio la capacità di vivere pienamente e raggiungere il senso dell'esistere.
          Una scelta coerente con il monologo della Arquette, che, non essendo stata in grado, come molti di noi, di capirne l'importanza sente alla fine di aver avuto
          Spoiler! Mostra
          .
          Quindi, ammesso e non concesso che uno debba fare sempre impropri raffronti (senza offesa per Natalio, che ho apprezzato altre volte nelle sue diesamine), "Boyhood" ha dalla sua una maggiore sottigliezza, anche se questo vuol dire lavorare su scene di minor (facile?) impatto emotivo, per quanto realizzate molto bene da Cianfrance e interpretate meravigliosamente da Gosling e da Michelle Williams. Al limite li si potrebbe prendere come film complementari, due pellicole che coprono ciascuno momenti diversi della vita, mettendo insieme i quali si arriva ad avere un quadro completo e integrato.

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          • Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio
            Carpenter ti stima?
            Ah ah sì esatto siamo amici...asd
            Ovviamente intendevo condiviso tra me e Blu... ma ero stanco!xD

            --- Aggiornamento ---

            Originariamente inviato da Dae-su Visualizza il messaggio
            Neanche "Boyhood", motivo per cui non capisco il raffronto fatto sopra (non mi riferisco a te, Sir Dan ).
            D'altro canto, "Blue Valentine", molto bello, intendiamoci, si dipana attraverso una struttura molto classica, concentrandosi su momenti focali nella vita di una coppia, momenti intensi raccontati con grande bravura e che, comunque, prevedono un'ellissi di ciò che intercorre in mezzo.
            La genialità di "Boyhood", la sua grandezza alle volte troppo sottostimata, insita nella poetica di un autore sottovalutato come Linklater, sta nel muoversi come un flusso di memoria, in tutti quegli attimi che si dipanano prima e dopo gli eventi cardine di una vita (noi non vediamo il diploma, non vediamo le percosse), esaltando l'importanza di quegli istanti semplici e, a detta di molti, banali, nel cogliere i quali sta però sul serio la capacità di vivere pienamente e raggiungere il senso dell'esistere.
            Una scelta coerente con il monologo della Arquette, che, non essendo stata in grado, come molti di noi, di capirne l'importanza sente alla fine di aver avuto
            Spoiler! Mostra
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            Quindi, ammesso e non concesso che uno debba fare sempre impropri raffronti (senza offesa per Natalio, che ho apprezzato altre volte nelle sue diesamine), "Boyhood" ha dalla sua una maggiore sottigliezza, anche se questo vuol dire lavorare su scene di minor (facile?) impatto emotivo, per quanto realizzate molto bene da Cianfrance e interpretate meravigliosamente da Gosling e da Michelle Williams. Al limite li si potrebbe prendere come film complementari, due pellicole che coprono ciascuno momenti diversi della vita, mettendo insieme i quali si arriva ad avere un quadro completo e integrato.
            La pensiamo spesso uguale, ma tu ti esprimi sempre meglio!

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            • Principessa Splendente e Si Alza il vento
              lo studio Ghibli va forte quest'anno e mette a 90 una buona fetta di film (di TUTTI i generi) usciti quest'anno. imperdibili tutti e due, seppur non perfetti. dovendo scegliere a quale dei due affibbiare il titolo di "capolavoro" la scelta ricade ovviamente sulla Principessa, una favola narrata in un modo che non si vedeva più da molto tempo. nuovo e rispettoso al tempo stesso, nonchè molto, MOOOOLTO verosimile nel ricostruire un'esperienza di crescita e maturazione. mi ha coinvolto, commosso e mi ha fatto tornare voglia di rimettermi a studiare la cultura giapponese che un tempo amavo ed esaminavo. davvero un piccolo, ma neanche troppo, gioiello...eppure, nonostante la sua leggerezza, è un'opera monumentale: 2 ore e 10 di film d'animazione favolistico non sono da tutti, ma la storia regge, così come regge la poesia. unici difetti? il rapporto tra Kaguya e Sutemaru è un po' troppo abbozzato e tirato via superficialmente, e non tutti i passaggi sono approfonditi nel giusto modo. per come sono fatto io, avrei gradito pure 2 ore e mezza di film, ma mi rendo conto che fare così tanta animazione sia pure difficile. è un film nuovo che riecheggia di antico... non mi sembra neppure fatto oggi proprio come prodotto audiovisivo, non sapendo la data di realizzazione lo avrei detto disegnato negli anni 80 o 90. per Si Alza il vento: non è tra i migliori Miyazaki, ma comunque non sfigura affatto in fianco ai suoi altri lavori. per me è comunque migliore di Ponyo, Laputa o Kiki. anche qui abbiamo un'opera "monumentale" per gli standard animati ed anche qui, se devo esseresincero, il punto debole è il rapporto amoroso tra i due. è molto tenero, a tratti commovente, ma forse un po' troppo tirato via rispetto al resto. tutto il film ha un'aria fintamente dimessa che rispecchia il carattere apparentemente freddo del protagonista che non ha bisogno di sbragarsi in picchi emozionali per far volare i suoi sogni fino a realizzare un aereo sobrio, elegante e funzionale in pieno spirito giapponese. "Less is more" insomma.
              CIO' CHE PIACE E CIO' CHE E' BELLO, BADATE BENE, SONO DUE E DUE COSE SOLTANTO!
              cit. me stesso

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              • Originariamente inviato da Dae-su Visualizza il messaggio
                Neanche "Boyhood", motivo per cui non capisco il raffronto fatto sopra (non mi riferisco a te, Sir Dan ).
                D'altro canto, "Blue Valentine", molto bello, intendiamoci, si dipana attraverso una struttura molto classica, concentrandosi su momenti focali nella vita di una coppia, momenti intensi raccontati con grande bravura e che, comunque, prevedono un'ellissi di ciò che intercorre in mezzo.
                La genialità di "Boyhood", la sua grandezza alle volte troppo sottostimata, insita nella poetica di un autore sottovalutato come Linklater, sta nel muoversi come un flusso di memoria, in tutti quegli attimi che si dipanano prima e dopo gli eventi cardine di una vita (noi non vediamo il diploma, non vediamo le percosse), esaltando l'importanza di quegli istanti semplici e, a detta di molti, banali, nel cogliere i quali sta però sul serio la capacità di vivere pienamente e raggiungere il senso dell'esistere.
                Una scelta coerente con il monologo della Arquette, che, non essendo stata in grado, come molti di noi, di capirne l'importanza sente alla fine di aver avuto
                Spoiler! Mostra
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                Quindi, ammesso e non concesso che uno debba fare sempre impropri raffronti (senza offesa per Natalio, che ho apprezzato altre volte nelle sue diesamine), "Boyhood" ha dalla sua una maggiore sottigliezza, anche se questo vuol dire lavorare su scene di minor (facile?) impatto emotivo, per quanto realizzate molto bene da Cianfrance e interpretate meravigliosamente da Gosling e da Michelle Williams. Al limite li si potrebbe prendere come film complementari, due pellicole che coprono ciascuno momenti diversi della vita, mettendo insieme i quali si arriva ad avere un quadro completo e integrato.
                Va bene, Boyhood è un flusso di memorie a differenza di Blue Valentine che è soprattutto un resoconto (racconto mi sembra dozzinale come termine) della quotidianità che logora i rapporti intra ed interpersonali, però io alludevo a un'altra cosa, evidenziando due temi, uno conseguente dell'altro, che tu stesso hai evidenziato: la quotidianità e il "realismo" (oddio che brutta definizione, ma non ne trovo di migliori).
                Senza fare un paragone di dubbia onestà intellettuale tra il personaggio della Williams e quello della Arquette visto che una è il fulcro della vicenda e l'altra no, molti dei critici hanno evidenziato il fatto che Boyhood è un'opera finalmente "vera", "reale", quotidiana, gloriosamente senza picchi emotivi.
                Ma è tutto vero? Cioè, a parte la genesi creativa (che è la cosa più geniale che abbia visto in vita mia, e sono il primo a dirlo), quanto di più attinente ad una presunta corrente realistica ha rispetto non tanto alle opere contemporanee (perché paragonarlo ad un Malick, come ho visto fare, che ha un altro uso strumentale del dato naturale è non solo superficiale e poco attinente, ma denota anche e soprattutto una scarsa capacità di sensibilità artistica) quanto a quella di Cianfrance oppure alla stessa trilogia Before di Linklater, che ritengo molto più onesta di Boyhood nel rapporto pretese artistiche/presentazione allo spettatore?
                La risposta è semplice, ben poco.
                Perché la pecca più lampante di Boyhood (forse l'unica) è questo mormorato riferimento a un cliché neanche troppo debordante
                Spoiler! Mostra

                che, de facto, fa dell'opera un cult movie in potenza, idea che ci potrebbe stare se il film avesse, sulla carta, ben altre pretese.
                Ecco tutto.
                Boyhood sarebbe stato una bomba atomica se avesse seguito il canovaccio della trilogia Before, il problema non è neanche tanto Linklater stesso (a cui per il lavoro fatto andrebbe eretta una statua, sia chiaro per l'ennesima volta), quanto il fatto che la pellicola è talmente tanto influenzata dalla cultura di questi anni da partire già corroborata in partenza.
                E quindi sì, il paragone ha senso nell'ambito di cui sopra (che era poi quello che ho scritto), trovo molta più onestà in BV e nella trilogia Before rispetto a Boyhood.
                Poi vabbè, la mia opinione non conterà niente perché ho poco più di cento messaggi, sono iscritto da un mese e nella mia banalità difendo a spada tratta Nolan (e McConaughey) e la sua poetica con il rischio di essere etichettato come un ottuso plebeo schiavo delle emozioni, non mi interessa.

                In ogni caso, non ho visto Only Lovers Left Alive, forse perché Jarmusch lo conosco poco e non mi pare, comunque, avere lo stesso stile di Cianfrance.
                Forse intendi che il surrealismo della scena finale coi fuochi d'artificio sia riconducibile alle opere prime di Jarmusch e al setting di OLFA, blu?
                Secondo me sono due cose diverse, in Jarmusch il surrealismo è grottesco e preponderante, in Blue Valentine è, in due scene particolari, contraltare del realismo e serve proprio ad esaltare quest'ultimo.

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                • Originariamente inviato da Natalio Visualizza il messaggio
                  Poi vabbè, la mia opinione non conterà niente perché ho poco più di cento messaggi, sono iscritto da un mese e nella mia banalità difendo a spada tratta Nolan (e McConaughey) e la sua poetica con il rischio di essere etichettato come un ottuso plebeo schiavo delle emozioni, non mi interessa.

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                  Non devi fare questo tipo di ragionamento, fortunatamente siamo su un forum dove non conta la quantità di post, ma la qualità Sarebbe potuto essere anche il tuo primo post, saresti stato comunque degno di attenzione.
                  Boyhood non è piaciuto neanche a me (nel grafico relativo che potrai trovare nel topic specifico del film, sono l'unico ad averlo bocciato). Il discorso è questo: tutto il bel post di Dae-su è ultra condivisibile, nel senso che il film nelle intenzioni è sicuramente un progetto ambizioso ed artisticamente importante. Il fatto è che almeno personalmente non ho visto nessuna qualità rilevante in tutto ciò che ho visto. Ok, Linklater decide di saltare i passaggi importanti della vita del protagonista, o meglio, decide di soffermarsi sempre sul "prima" e sul "dopo", cercando di evitare la sensazione di "già visto" e decidendo di dare risalto alla semplicità delle piccole cose. Questo percorso alternativo avrebbe avuto senso se come contraltare del film di pancia ci si fosse impegnati ad allestire un'opera quantomeno cerebrale, intellettualmente appagante (magari con uno sguardo da antropologo/sociologo volto a scandagliare la società di questi anni presi in considerazione) e visivamente curata. Invece mi son trovato di fronte un film che sembra esattamente un classico per famiglie mainstream depauperato di tutti gli elementi di facile presa emotiva .... e basta. Nonostante il vero invecchiamento degli attori, non ho mai creduto neanche per un attimo che quella proiettata sullo schermo potesse essere la vita reale. E questo perchè? Perché la sceneggiatura presenta una serie di personaggi (quelli secondari in particolare) davvero monodimensionali e finti, tipo il professore universitario. Insomma, è chiaro che tutto è costruito e sceneggiato, fin troppo.
                  Il mio ovviamente è un parere soggettivo, ma Boyhood l'ho dimenticato dopo due ore.
                  https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

                  "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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                  • Originariamente inviato da gas74 Visualizza il messaggio

                    La pensiamo spesso uguale, ma tu ti esprimi sempre meglio!
                    Ma figurati; scrivi sempre cose molto interessanti

                    Originariamente inviato da Natalio Visualizza il messaggio
                    Poi vabbè, la mia opinione non conterà niente perché ho poco più di cento messaggi, sono iscritto da un mese e nella mia banalità difendo a spada tratta Nolan (e McConaughey) e la sua poetica con il rischio di essere etichettato come un ottuso plebeo schiavo delle emozioni, non mi interessa.
                    Ma ci mancherebbe e, anzi, ti ho letto con piacere.

                    Comunque, quanto al finale, oltre a dare la lettura dell'intera opera, a me sembra chiaramente una sorta di incipit di "Before Sunrise", facendo di quest'opera un tassello importante nella costruzione del mosaico cinematografico messo in piedi da Linklater, dove, come in un puzzle, tutti i tasselli messi insieme garantiscono uno sguardo più ampio sulla realtà. In tal senso c'è anche coerenza con "Waking Life", dove apparivano Jesse e Celine, ma dove anche i bambini dell'inizio non si distanziano poi molto dai protagonisti di questo film.
                    E' un po' come se il nostro avesseun caleidoscopio e ci raccontasse una sfumatura di colori diversi, che però esistono in quanto parte di un tutt'uno.
                    Per il resto, sul serio, ti ho letto con piacere anche se non sono d'accordo su alcune questioni, mi spiace (forse questione di sensibilità personale), specie sull'idea dei cliché; c'è qui una storia comune a tanti, e giusta visto che il film ambisce ad agire sulla memoria e i ricordi dello spettatori, su più livelli, raccontata, però, con la sensibilità giusta per non cadere mai nello stereotipato, a mio avviso. Inoltre, mi viene difficile pensare a questo film "a parte la genesi creativa", essendo che, cito Sir Dan sperando di non travisarlo, questa è in fondo arte concettuale (anche se capisco cosa vuoi dire).

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                    • I Cavalieri dello Zodiaco - La Leggenda del Grande Tempio

                      Riassuntino veloce veloce che si concede rare, ma notevoli soluzioni visive e una miriade di puttanate narrative.


                      "Spesso contraddiciamo una opinione, mentre ci è antipatico soltanto il tono con cui essa è stata espressa."

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                      • Ma che film vai a vedere!!!??? asd

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                        • Colpa del lato oscuro asd


                          "Spesso contraddiciamo una opinione, mentre ci è antipatico soltanto il tono con cui essa è stata espressa."

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                          • The Lego Movie
                            Visivamente merita tanto. :seseh:
                            Come storia in se invece, un po' noioso; mi ha dato l'impressione del "già visto"; interessante comunque la parte finale:
                            Spoiler! Mostra


                            Big Hero 6
                            Anche questo film è perfetto visivamente, ma non è così intrigante nella storia e nella sua costruzione.

                            Quest'anno, dopo capolavori eccezionali (Ratatouille, Wall-E, Gli Incredibili, Toy Story, Ernest & Celestine, La Bottega Dei Suicidi, L'illusionista e Appuntamento a Belleville), non abbiamo avuto chissà quali filmoni d'animazione. Peccato.

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                            • Sembra che sia "La storia della principessa splendente", sia "Si alza il vento" siano eccezionali... Fred li sponsorizza come tali e io in linea di massima di Fred mi fido. Il secondo dovrei vederlo a breve.

                              Ah intendevi 3D... pensavo animazione in generale

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                              • non abbiamo avuto filmoni d'animazione in 3D...se guardi al 2D è tutta un'altra storia. e comunque boh, Lego Movie noioso è la prima volta che lo sento. su BH6 concordo invece. non mi capacito ancora del suo successo insieme a quello di Dragon trainer 2

                                --- Aggiornamento ---

                                Originariamente inviato da gas74 Visualizza il messaggio
                                Sembra che sia "La storia della principessa splendente", sia "Si alza il vento" siano eccezionali... Fred li sponsorizza come tali e io in linea di massima di Fred mi fido. Il secondo dovrei vederlo a breve.
                                confermo il giudizio. lo mettono in quel posto a un buon numero di film veri candidati ai premi importanti. se penso che quasi certamente faranno vincere Dragon Trainer 2 o uno di quegli altri , madonna mia ...
                                CIO' CHE PIACE E CIO' CHE E' BELLO, BADATE BENE, SONO DUE E DUE COSE SOLTANTO!
                                cit. me stesso

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