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  • Originariamente inviato da lt.aldo.raine.89 Visualizza il messaggio
    Parlavate del Conformista...

    Storia che non mi ha mai convolto troppo e che forse allo stesso regista non interessava troppo raccontare, è comunque un soggetto reminiscente di parecchio cinema francese del decennio precedente, se non sapessi che è un film di Bertolucci avrei pensato che fosse stato realizzato oltralpe appunto...
    Non troppo tempo fa avevo visto: "Prima della Rivoluzione". E in effetti i debiti con la Nouvelle Vague sono ancora più evidenti nella formazione del nostro. Mi aspettavo un film molto più acerbo, stilisticamente, e invece soino molte le soluzioni di regia che ho trovato creative ed efficaci. :sisisi:

    Il conformista devo ancora vederlo, ma anche questo (e forse ancor di più) m'è sembrato un film ingiustamente caduto nel dimenticatoio o comunque ridimensionato oltre i suoi evidenti meriti, probabilmente perché non più nello spirito dei tempi...

    Concordo con chi ha definito 900 un grandissimo film.
    [FONT=lucida grande]"Il cinema non fornisce ciò che desideri, ti spiega come desiderare." Slavoj Žižek

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    • Originariamente inviato da ColonelBlimp Visualizza il messaggio
      Me la sono persa...

      - - - Updated - - -
      ma...l'hai commentata...:uhhm:
      Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
      Spoiler! Mostra

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      • Originariamente inviato da franzo89 Visualizza il messaggio
        Non troppo tempo fa avevo visto: "Prima della Rivoluzione". E in effetti i debiti con la Nouvelle Vague sono ancora più evidenti nella formazione del nostro. Mi aspettavo un film molto più acerbo, stilisticamente, e invece soino molte le soluzioni di regia che ho trovato creative ed efficaci. :sisisi:

        Il conformista devo ancora vederlo, ma anche questo (e forse ancor di più) m'è sembrato un film ingiustamente caduto nel dimenticatoio o comunque ridimensionato oltre i suoi evidenti meriti, probabilmente perché non più nello spirito dei tempi...

        Concordo con chi ha definito 900 un grandissimo film.
        Ecco, Prima della rivoluzione lo adoro. Così come Novecento.
        Ma poi parliamo dello stesso regista di Strategia del ragno, Ultimo tango a Parigi, L'ultimo imperatore, per dire..

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        • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
          ma...l'hai commentata...:uhhm:
          Ah, scusa...asd pensavo avessi aggiunto una spiega alla tua metafora per rafforzarla.

          No, beh, non ho cambiato idea... nel senso che ho l'impressione che tu approcci a volte queste cose con una mentalità estremamente pragmatica, quasi matematica che - secondo me - in determinati ambiti risulta castrante o comunque limitativa.

          Credo che il tuo problema con il Fellini post LA DOLCE VITA (che non è tutto oro colato, tutt'altro!) sia il fatto che sei abituato a un certo tipo di struttura e di regole, una sorta di "manuale del bravo regista/sceneggiatore" e quindi se un regista come Fellini cambia le regole, le sposta, tu rimani spiazzato, perché non vedi più ciò che ti è familiare e che ti è d'aiuto per dare un nome a una cosa: "questo è un film, quella è una cupola, quello là è un albero".

          Sai quanti Grandi della Pittura sono stati derisi per il modo non ortodosso col quale dipingevano, da Van Gogh a Picasso...? Oppure vatti a leggere su Wikipedia la risposta letteralmente isterica del pubblico (e della critica) alla Prima della Sagra della Primavera di Stravinsky.

          La reazione più o meno scandalizzata che ti ha investito qui a proposito di AMARCORD deriva dal fatto che, a differenza di QUEI capolavori là, lo stile di Fellini è già stato compreso, rimasticato e digerito da parecchi decenni e ha influenzato una marea di registi successivi della più eterogenea provenienza. Quindi colpisce (o scogliona, a seconda del carattere) avere la sensazione di dover ricominciare da capo a spiegare che quel bozzettismo, quel carattere svagato e apparentemente sfilacciato (ma in realtà controllatissimo e calibrato al millimetro), quel tipo di narrazione ondivaga, costruita per associazione di idee o rime emotive è frutto di una superiore coscienza artistica.

          In un'intervista che ho visto alla TV parecchio tempo fa, un incauto giornalista chiedeva a Fellini quanta parte giocasse l'improvvisazione nei suoi film; "L'improvvisazione è una cosa da dilettanti", fu la risposta quasi stizzita del regista.

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          • Originariamente inviato da ColonelBlimp Visualizza il messaggio

            In un'intervista che ho visto alla TV parecchio tempo fa, un incauto giornalista chiedeva a Fellini quanta parte giocasse l'improvvisazione nei suoi film; "L'improvvisazione è una cosa da dilettanti", fu la risposta quasi stizzita del regista.
            Ecco, su queste cose non ci metterei la mano sul fuoco, perché se non ricordo male Fellini non era proprio coerentissimo nelle interviste e si prendeva spesso gioco degli intervistatori. Inoltre è indubbio che fosse un regista che lavorava più di pancia che di testa.

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            • Originariamente inviato da -teo
              Ecco, su queste cose non ci metterei la mano sul fuoco, perché se non ricordo male Fellini non era proprio coerentissimo nelle interviste e si prendeva spesso gioco degli intervistatori. Inoltre è indubbio che fosse un regista che lavorava più di pancia che di testa.
              Sì, ma poi guardi i suoi film e registicamente vedi sempre che è tutto controllatissimo: la grandezza del quadro, il movimento della mdp rispetto a quello degli attori, l'uso della luce; è verissimo che lavorava a partire da una sorta di "gran bordello organizzato" (basta guardarsi i dietro le quinte di alcuni suoi film: complice il fatto che tanto risonorizzava interamente, è tutto un urlare "spostati, grida di più, ma che cazzo fai?? voi là in fondo correte più in fretta!!"), ma è evidente che era un modus operandi che gli serviva per giungere alla visione "pura" che era imprigionata da qualche parte all'interno della materia magmatica delle sue fantasie. Un po' come nelle "Prigioni" di Michelangelo.

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              • D'altronde è celebre anche l'aneddoto di Mastroianni che, avvicinato per LA DOLCE VITA, chiese timidamente se poteva leggere la sceneggiatura, e Fellini gli disse: "Eccola!", e gli consegnò un suo disegno di un uomo nudo che nuotava beatamente con un enorme pisello a penzoloni e delle Sirene che ci giravano intorno! asd

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                • Originariamente inviato da ColonelBlimp Visualizza il messaggio

                  No, beh, non ho cambiato idea... nel senso che ho l'impressione che tu approcci a volte queste cose con una mentalità estremamente pragmatica, quasi matematica che - secondo me - in determinati ambiti risulta castrante o comunque limitativa.
                  Vero. Quoto tutto.

                  Originariamente inviato da ColonelBlimp Visualizza il messaggio
                  Credo che il tuo problema con il Fellini post LA DOLCE VITA (che non è tutto oro colato, tutt'altro!)
                  Oh meno male, avevo paura che Fellini fosse intoccabile xD
                  Io in realtà, pur riconoscendo la sua importanza ed il suo status di Capolavoro, noto uno sbilanciamento di struttra anche ne La dolce vita (che infatti non mi è piaciuto, soggettivamente) :uhhm:

                  Originariamente inviato da ColonelBlimp Visualizza il messaggio
                  sia il fatto che sei abituato a un certo tipo di struttura e di regole, una sorta di "manuale del bravo regista/sceneggiatore" e quindi se un regista come Fellini cambia le regole, le sposta, tu rimani spiazzato, perché non vedi più ciò che ti è familiare e che ti è d'aiuto per dare un nome a una cosa: "questo è un film, quella è una cupola, quello là è un albero".
                  Oh, finalmente capisco il tuo punto di vista.
                  Ma quindi intendi dire che di norma la gente si affeziona e interessa ai personaggi di Amarcord al punto da sentirsi desiderosa di sapere la loro storia come prosegue?

                  Originariamente inviato da ColonelBlimp Visualizza il messaggio
                  Quindi colpisce (o scogliona, a seconda del carattere) avere la sensazione di dover ricominciare da capo a spiegare che quel bozzettismo, quel carattere svagato e apparentemente sfilacciato (ma in realtà controllatissimo e calibrato al millimetro), quel tipo di narrazione ondivaga, costruita per associazione di idee o rime emotive è frutto di una superiore coscienza artistica.
                  mmm inizio a capire....però a questo punto il film diventerebbe "oggettivamente" e "volutamente" bozzettistico, e "soggettivamente" toccherebbe capire se ciò sia un difetto o meno (se colpisce o scogliona insomma). Io critico Fellini perchè, se avesse curato di più gli episodi, si sarebbe passato da bozzettistico ad episodico, che è ben diverso.

                  - - - Updated - - -

                  e se ci spostassimo nel topic di Fellini?

                  p.s. e della ridondanza e pleonasticità dei bozzetti del Casanova? Qual'è la tua opinione?
                  Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
                  Spoiler! Mostra

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                  • Originariamente inviato da ColonelBlimp Visualizza il messaggio
                    Sì, ma poi guardi i suoi film e registicamente vedi sempre che è tutto controllatissimo: la grandezza del quadro, il movimento della mdp rispetto a quello degli attori, l'uso della luce; è verissimo che lavorava a partire da una sorta di "gran bordello organizzato" (basta guardarsi i dietro le quinte di alcuni suoi film: complice il fatto che tanto risonorizzava interamente, è tutto un urlare "spostati, grida di più, ma che cazzo fai?? voi là in fondo correte più in fretta!!"), ma è evidente che era un modus operandi che gli serviva per giungere alla visione "pura" che era imprigionata da qualche parte all'interno della materia magmatica delle sue fantasie. Un po' come nelle "Prigioni" di Michelangelo.
                    Chiaro, siamo d'accordo!

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                    • Originariamente inviato da -teo Visualizza il messaggio
                      Chiaro, siamo d'accordo!
                      Che poi, sia chiaro, mi immagino anche che quella dell'improvvisazione sia stata una domanda frequente all'epoca (considerata la miopia del giornalismo di oggi e di ieri) e Fellini fosse anche infastidito dal fatto che in qualche modo si sottostimasse la consapevolezza e il lavoro duro che c'è sempre dietro a un prodotto artistico. Un po' come l'immagine classica del compositore romantico: seduto al pianoforte (o addirittura sdraiato sull'erba) con lo sguardo perso verso l'orizzonte ad aspettare di essere colto dalla Musa dell'Ispirazione.

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                      Originariamente inviato da UomoCheRide

                      p.s. e della ridondanza e pleonasticità dei bozzetti del Casanova? Qual'è la tua opinione?
                      Le farò sapere (mi sampeizzo un momento) - e nel caso le farò "ridondare" il capo di mazzate :mrgreen:- non appena l'avrò visto. Mi manca ancora, purtroppo. E pure IL CONFORMISTA, se è per questo. Sono una brutta persona.

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                      • Il Terzo Uomo di Carol Reed (1949)

                        Rivisto al cinema nella versione restaurata. Che dire? Da appassionato di noir e Hitchcock, me lo son goduto nonostante l'avessi già visto.
                        Il grande schermo esalta alcuni particolari che nelle visioni domestiche inevitabilmente un po' si perdono: la splendida fotografia espressionista, l'irriconoscibile (per chi l'ha vista di recente) Vienna post-bombardamenti dell'epoca, spettro in macerie di quella che fu la capitale dell'Impero Asburgico e della Secessione, e i volti degli abitanti di questa città in rovina, cosmopolita più per costrizione che per vocazione. Per non parlare della bellezza di Alida Valli.
                        Evito di dilungarmi sul resto, data l'importanza del film (l'unica "pecca" per me è il celeberrimo, ma un po' invadente, tema per cetra della colonna sonora). Se qualcuno non l'avesse ancora visto, consiglio di non perdere l'occasione.

                        Ah, nel ciclo di film restaurati a breve proietteranno anche "Amarcord";D

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                        • Si parlava di B.Bertolucci. Ho visto il conformista e l'ultimo imperatore, e vorrei sapere che opinione avete di quest'ultimo.
                          Per me ha grossi problemi di gestione della narrazione, che risulta pesante, ridondante, sfilacciata. E la regia super-manierista appesantisce ancor più.
                          Un kolossal troppo colossale senza solide fondamenta.

                          - - - Updated - - -

                          Originariamente inviato da Nonno Abe Visualizza il messaggio
                          Ah, nel ciclo di film restaurati a breve proietteranno anche "Amarcord";D
                          Puoi passare il link?
                          Spoiler! Mostra

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                          • Originariamente inviato da Cooper96 Visualizza il messaggio
                            Si parlava di B.Bertolucci. Ho visto il conformista e l'ultimo imperatore, e vorrei sapere che opinione avete di quest'ultimo.
                            Per me ha grossi problemi di gestione della narrazione, che risulta pesante, ridondante, sfilacciata. E la regia super-manierista appesantisce ancor più.
                            Un kolossal troppo colossale senza solide fondamenta.

                            - - - Updated - - -



                            Puoi passare il link?

                            Ciao Cooper, intendi il link del cinema? Si tratta però di un cinema della mia città (Vicenza). Tuttavia aderisce alla Fice per cui probabilmente c'è un cinema simile anche dalle tue parti con un analogo programma.
                            Ecco il link comunque:http://www.araceli.it/cinema/



                            - - - Updated - - -

                            Riguardo L'ultimo Imperatore, è un film che non ho mai amato particolarmente. Ho sempre avuto problemi con certi kolossal ultrapatinati degli anni '80 e '90.
                            Per me le cose migliori di Bertolucci rimangono quelle dei '70 (con innegabili punte in "Novecento" e "Il conformista").

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                            • Bertolucci è sempre stato un amante dei movimenti di macchina e, soprattutto, dei carrelli al punto da definire la mdp un fallo penetrante verso la vagina-oggetto della ripresa.
                              L'ultimo imperatore, secondo me, è un grandissimo film e sono state due ore e mezza che non ho minimamente accusato. E' uno di quei film che oggi non fanno più: maestoso, da grande schermo, col ritmo dilatato ma giusto per poter raccontare la storia di una vita.
                              Così come le 5 ore di Novecento, film fiume ma mai minimamente noioso.
                              Non capisco, però, come si possa giudicare "senza solide fondamenta" un film (in questo caso aggiungo una postilla a margine, di secondaria importanza: riconosciuto mondialmente come uno dei più belli mai fatti).

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                              • Originariamente inviato da Nonno Abe Visualizza il messaggio
                                Il Terzo Uomo di Carol Reed (1949)

                                Rivisto al cinema nella versione restaurata. Che dire? Da appassionato di noir e Hitchcock, me lo son goduto nonostante l'avessi già visto.
                                Il grande schermo esalta alcuni particolari che nelle visioni domestiche inevitabilmente un po' si perdono: la splendida fotografia espressionista, l'irriconoscibile (per chi l'ha vista di recente) Vienna post-bombardamenti dell'epoca, spettro in macerie di quella che fu la capitale dell'Impero Asburgico e della Secessione, e i volti degli abitanti di questa città in rovina, cosmopolita più per costrizione che per vocazione. Per non parlare della bellezza di Alida Valli.
                                Evito di dilungarmi sul resto, data l'importanza del film (l'unica "pecca" per me è il celeberrimo, ma un po' invadente, tema per cetra della colonna sonora). Se qualcuno non l'avesse ancora visto, consiglio di non perdere l'occasione.

                                Ah, nel ciclo di film restaurati a breve proietteranno anche "Amarcord";D
                                A me non è piaciuto. Uno dei pochi noir che non mi hanno coinvolto. Anche perché molto della trama si poggia su un "segreto di Pulcinella"
                                Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
                                Spoiler! Mostra

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