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  • Originariamente inviato da bluclaudino Visualizza il messaggio
    Ho visto Dune, mmm.. mi sono sentito come se m mancasse un background enorme sulla storia, non è che dovevo leggermi/vedermi altra roba prima?

    In ogni caso un film che finisce con "tutto questo è possibile.. perchè lui è il quisaz aderàH" detto da una bimba suora pelata e con gli occhi azzurri sbrilluccicanti non posso giudicarlo senza pensarci de volte asd E' un bel film, con delle scene davvero fighe, dove si è spinto troppo nel voler riportare delle caratteristiche del libro senza i mezzi necessari (tipo gli scudi, sono veramente abominevoli).. comunque e un film sull'epopea giudaica (soprattutto pre-cristiana) se non ho capito male, in chiave sci-fi :seseh:
    Mi sembra ci siano tre versioni. Una col montaggio originale di Lynch, una estesa e una fan edit che accorpa le due cose in maniera ottimale.
    Ma aspetta altre fonti :seseh:

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    • Originariamente inviato da bluclaudino Visualizza il messaggio
      Ho visto Dune, mmm.. mi sono sentito come se m mancasse un background enorme sulla storia, non è che dovevo leggermi/vedermi altra roba prima?

      In ogni caso un film che finisce con "tutto questo è possibile.. perchè lui è il quisaz aderàH" detto da una bimba suora pelata e con gli occhi azzurri sbrilluccicanti non posso giudicarlo senza pensarci de volte asd E' un bel film, con delle scene davvero fighe, dove si è spinto troppo nel voler riportare delle caratteristiche del libro senza i mezzi necessari (tipo gli scudi, sono veramente abominevoli).. comunque e un film sull'epopea giudaica (soprattutto pre-cristiana) se non ho capito male, in chiave sci-fi :seseh:
      Il film è tratto dai romanzi del ciclo di “Dune”, scritti da Frank Herbert, e voleva essere la risposta “colta” al successo planetario della saga di “Star Wars”. Come saprai fu prodotto da Dino De Laurentiis e diretto da un giovane David Lynch, che accettò una sfida molto ambiziosa sia con un genere per lui atipico sia con un kolossal ad alto budget ed enormi aspettative commerciali.

      C’erano già stati dei tentativi di portare al cinema le opere letterarie di Herbert relative a Dune, ad esempio Alejandro Jodorowsky fu quello che maggiormente si avvicinò ad un progetto compiuto, ma tutti fallirono sia per l’estrema complessità della trama, da molti ritenuta “infilmabile”, sia per i grandiosi effetti visivi necessari. Lynch lavorò anche alla sceneggiatura, insieme allo stesso Herbert, impiegando anni (mi pare 4) per completare il film, arrivando ad un budget faraonico, per i tempi, di oltre 40 milioni di dollari. Il risultato finale è un’opera colossale, enigmatica, farraginosa, magniloquente, disordinata, straordinaria nelle atmosfere e con costanti oscillazioni tra il geniale e l’irrisolto.

      Fu accompagnato da numerose critiche alla sua uscita per l’impenetrabilità della trama (cosa, invero, già insita nei libri di Herbert che, anche per questo, hanno avuto grande successo), e non venne apprezzato in America, dove fu un flop, mentre andò decisamente meglio in Europa, recuperando a fatica il budget speso. Questo "insuccesso" commerciale diede poi vita ad una serie di versioni diverse del film, partendo da una fantomatica “versione originale” di oltre 5 ore, che però nessuno ha mai visto. Al momento sono note 3 release principali della pellicola: quella di 137 minuti uscita nelle sale nel 1984, una versione “speciale” successiva di 190 minuti con l’aggiunta di diverse scene tagliate, molto caotica nel montaggio e disconosciuta da Lynch (chi l’ha vista ricorderà che risulta diretta da “Allen Smithee”, pseudonimo utilizzato a Hollywood da tanti registi per indicare la loro volontà di rinunciare al film), e infine una versione “estesa” di 177 minuti, ben più equilibrata e attualmente circolante nella maggior parte delle edizioni Home Video. In alcuni paesi, ad esempio nel Regno Unito, circola anche una versione di 183 minuti in cui compaiono sequenze inedite, mai viste in nessuna delle tre prima citate.

      Per quanto sia un film di difficile decifrazione e di ardua classificazione in termini di giudizio sintetico, è divenuto per molti, compreso il sottoscritto, un cult assoluto, un’opera complessa di potente fascinazione che tenta, riuscendoci in buona parte, di portare la fantascienza su un piano più metafisico, astratto e concettuale, sicuramente ostico per quelli abituati a prodotti mainstream di più immediato coinvolgimento. Potente ed irrisolto, è un esemplare atipico ed esclusivo nella filmografia di David Lynch.
      "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


      Votazione Registi: link

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      • Originariamente inviato da David.Bowman Visualizza il messaggio
        Il film è tratto dai romanzi del ciclo di “Dune”, scritti da Frank Herbert, e voleva essere la risposta “colta” al successo planetario della saga di “Star Wars”. Come saprai fu prodotto da Dino De Laurentiis e diretto da un giovane David Lynch, che accettò una sfida molto ambiziosa sia con un genere per lui atipico sia con un kolossal ad alto budget ed enormi aspettative commerciali.

        C’erano già stati dei tentativi di portare al cinema le opere letterarie di Herbert relative a Dune, ad esempio Alejandro Jodorowsky fu quello che maggiormente si avvicinò ad un progetto compiuto, ma tutti fallirono sia per l’estrema complessità della trama, da molti ritenuta “infilmabile”, sia per i grandiosi effetti visivi necessari. Lynch lavorò anche alla sceneggiatura, insieme allo stesso Herbert, impiegando anni (mi pare 4) per completare il film, arrivando ad un budget faraonico, per i tempi, di oltre 40 milioni di dollari. Il risultato finale è un’opera colossale, enigmatica, farraginosa, magniloquente, disordinata, straordinaria nelle atmosfere e con costanti oscillazioni tra il geniale e l’irrisolto.

        Fu accompagnato da numerose critiche alla sua uscita per l’impenetrabilità della trama (cosa, invero, già insita nei libri di Herbert che, anche per questo, hanno avuto grande successo), e non venne apprezzato in America, dove fu un flop, mentre andò decisamente meglio in Europa, recuperando a fatica il budget speso. Questo "insuccesso" commerciale diede poi vita ad una serie di versioni diverse del film, partendo da una fantomatica “versione originale” di oltre 5 ore, che però nessuno ha mai visto. Al momento sono note 3 release principali della pellicola: quella di 137 minuti uscita nelle sale nel 1984, una versione “speciale” successiva di 190 minuti con l’aggiunta di diverse scene tagliate, molto caotica nel montaggio e disconosciuta da Lynch (chi l’ha vista ricorderà che risulta diretta da “Allen Smithee”, pseudonimo utilizzato a Hollywood da tanti registi per indicare la loro volontà di rinunciare al film), e infine una versione “estesa” di 177 minuti, ben più equilibrata e attualmente circolante nella maggior parte delle edizioni Home Video. In alcuni paesi, ad esempio nel Regno Unito, circola anche una versione di 183 minuti in cui compaiono sequenze inedite, mai viste in nessuna delle tre prima citate.
        Macchè io non sapevo NULLA asd Pensavo fosse un survival nel deserto, seriamente asd Quindi danke schon :-*

        Originariamente inviato da David.Bowman Visualizza il messaggio
        Per quanto sia un film di difficile decifrazione e di ardua classificazione in termini di giudizio sintetico, è divenuto per molti, compreso il sottoscritto, un cult assoluto, un’opera complessa di potente fascinazione che tenta, riuscendoci in buona parte, di portare la fantascienza su un piano più metafisico, astratto e concettuale, sicuramente ostico per quelli abituati a prodotti mainstream di più immediato coinvolgimento. Potente ed irrisolto, è un esemplare atipico ed esclusivo nella filmografia di David Lynch.
        Che sia ammantato da una cult-atmosphere è palese dalla prima inquadratura asd Inoltre è ottimo nel restituire un'epica millenaria, pur con qualche ingenuo scivolone (la supersonda killer a siringa, volante, costruita con una tecnologia 8'000 anni avanti alla nostra e si ferma in faccia a Paul perchè rileva solo il movimento asd), il pubblico odierno è un po' troppo smaliziato.. forse purtroppo..

        Però a tratti mi dicevo "no, questo film ha qualcosa di sbagliato, non per come è stato fatto ma nel perchè è stato fatto", mi sembrava fuori luogo.. quindi probabilmente io mi metterei in una posizione di mezzo, non è assolutamente brutto anzi, ma non lo riesco a vedere come un capolavorone, a quanto ho letto in giro è ritenuto così da diversi e mi fa piacere nonostante tutto :seseh: Perchè è ambiziosissimo.. diciamo che non l'ho assimilato/capito a fondo e via asd

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        • E' un film di Lynch, uno dei più grandi geni cinematografici viventi, e questo basta e avanza per capirne i lati positivi.

          Ma capolavoro non è perchè la lavorazione travagliata, i troppi rimaneggiamenti del montaggio, le tante versioni, l'impossibilità del regista di avere l'assoluto controllo artistico dell'opera e le difficoltà insite nel progetto (già solo per il complesso materiale narrativo ispiratore), lo hanno reso un film incompiuto, irrisolto e non equilibrato.

          E' un film di culto, di grande fascinazione e visivamente potente, su questo non ci piove.
          "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


          Votazione Registi: link

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            • Concordo con le opinioni di David Bowman qui su: gran film, Dune. Non un capolavoro (per me), ma dotato di un fascino e di atmosfere molto particolari. Anche per chi non ha letto i romanzi, s'intravede una mitologia di fondo non indifferente che, sebbene all'inizio possa giustamente spiazzare, proseguendo non fa che accrescere l'alone di interesse attorno al protagonista.

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              • Sorry, daddy!

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                • Originariamente inviato da David.Bowman Visualizza il messaggio
                  Questo adattamento di Polanski de "Le locataire chimerique" di Roland Topor, è uno splendido incubo gotico, denso di suggestioni kafkiane e di elementi surreali, che fonde insieme thriller, horror, commedia nera e registro del grottesco. Questo importante film contiene tutte le ossessioni del grande regista franco-polacco e va a completare, insieme ai precedenti "Repulsion" (1965) e "Rosemary's Baby" (1968), un'ideale trilogia sul tema degli appartamenti inquietanti, ovvero dell'orrore indicibile che, a volte, si nasconde dietro la banalità del quotidiano (i vicini di casa o le persone che ci circondano). Grazie anche al superbo lavoro di fotografia di Sven Nykvist (tipico collaboratore di Bergman) il film ci regala atmosfere da incubo, splendide suggestioni orrorifiche in chiaro scuro e momenti di assoluta tensione difficili da dimenticare. Dal punto di vista tecnico la pellicola è sontuosa: impossibile non citare, ad esempio, il grande lavoro fatto nelle inquadrature aeree ed i frequenti cambi di prospettiva con l'uso della Louma, metodo che sarà poi imitato anche dal nostro Dario Argento nel funambolico "Opera" (1987).

                  In bilico perenne tra horror e black comedy, il film è un perfetto esempio di estrosa capacità nella fusione dei generi e di costruzione della tensione psicologica. Come un sogno, o meglio un delirio, sempre più tetro e stravagante, ci immerge nella mente di Trelkovski attraverso un viaggio denso di simboli e di metafore, dove tutto è suggerito e quasi nulla viene spiegato. Il labile confine sogno-realtà, follia-razionalità su cui si muove questo horror psicologico, conducono lo spettatore in un percorso straniante molto simile ad un labirinto fatto di specchi. I temi cardine, qui espressi con fertile ambiguità, sono la paura del "diverso", la moderna incapacità di comunicare e la solitudine che spesso ci accompagna pur vivendo tutti in promiscuità. Un altro tema, tipicamente polanskiano, è quello di come le apparenze, vedi il modo di vestire o di parlare, finiscano, spesso, per caratterizzare una persona o meglio il modo con cui "gli altri" ci vedono: come se finissimo per diventare "quello che sembriamo" piuttosto che "quello che siamo". I tanti simbolismi di natura psicoanalitica supportano degnamente le tematiche predette: il palazzo alveare che disgrega la psiche, i geroglifici sulle mura del bagno, il macabro orrore nascosto nelle pareti, le figure immobili dietro ai vetri, la metamorfosi finale, fino alla personalità multipla. Da rimarcare anche l'eccellente lavoro fatto anche dal Polanski come attore protagonista, che, tra le altre cose, si doppia da sè anche nella versione italiana del film. E' un film profondamente polanskiano, emlematico per comprendere la sua poetica, nonchè imperdibile per gli amanti degli horror psicologici non convenzionali.
                  Aggiungerei che è un film imperdibile per chiunque ami il cinema, non solo per gli amanti dell'horror
                  Non sapevo che Polanski si fosse doppiato da sé, ne conosci la motivazione? Lo ha fatto anche per altri paesi?
                  Riguardo le possibili interpretazioni, io penso che:
                  Spoiler! Mostra


                  In ogni caso lo ritengo un grande film, forse un capolavoro. Dico "forse" perché Rosemary's Baby nella sua maggiore semplicità mi sembra leggermente più compiuto,, mentre Repulsione lo piazzo un paio di gradini sotto ad entrambi. La cosa certa è che Polanski è davvero un grande regista, probabilmente il migliore nel trasporre il kafkiano (intendendolo più come un sentimento che altro) e forse anche uno dei migliori cineasti ad aver appreso al meglio la lezione hitchockiana, sia per quanto riguarda la capacità di narrare (anche in opere minori come La nona porta è palpabile il piacere di essere coinvolti, guidati da un grande regista come lui) sia per quanto riguarda il mescolamento di humour e mistero, capace di generare un crescendo incalzante gustosissimo e talvolta spassoso (quanto fa ridere la scena in cui Trelkovski va a vedere il film di Bruce Lee al cinema?). E' uno dei maggiori registi viventi, ma non sono in molti a citarlo quando ce ne sarebbe bisogno.
                  https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

                  "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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                  • Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio
                    l'avevo già usata, ma:

                    AHAHAHAHAHAH xD
                    CIO' CHE PIACE E CIO' CHE E' BELLO, BADATE BENE, SONO DUE E DUE COSE SOLTANTO!
                    cit. me stesso

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                    • Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio
                      Lynch rifiutò Il ritorno dello Jedi e fece Dune.
                      Pensa che oggi potevamo avere TESB di Cronenberg e TROTJ di Lynch :seseh:

                      Comunque Lynch potrebbe anche accogliere le richieste della Universal e fare un DC restaurato come si deve.

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                      • xD

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                        • Originariamente inviato da SE7EN Visualizza il messaggio
                          Pensa che oggi potevamo avere TESB di Cronenberg e TROTJ di Lynch :seseh:
                          sinceramente, potrebbe essere stato un bene. sono molti gli autori "impegnati" che una volta messi a confronto con le grandi produzioni hanno fatto dei pasticci.
                          CIO' CHE PIACE E CIO' CHE E' BELLO, BADATE BENE, SONO DUE E DUE COSE SOLTANTO!
                          cit. me stesso

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                          • Originariamente inviato da Gidan 89 Visualizza il messaggio
                            Non sapevo che Polanski si fosse doppiato da sé, ne conosci la motivazione? Lo ha fatto anche per altri paesi?
                            non so la motivazione precisa, credo per il fatto che lui sia perfettamente in grado di parlare la nostra lingua ed anche perchè i distributori italiani hanno ritenuto la sua parlata italiana adeguata allo spirito del film ed al suo successo commerciale nel nostro paese.

                            Che io sappia Polanski ha doppiato se stesso anche nelle versioni in francese ed in inglese :seseh:
                            "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


                            Votazione Registi: link

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                            • Originariamente inviato da Roy E. Disney Visualizza il messaggio


                              xD
                              asdasdasd
                              "Non discutere mai con un idiota: la gente potrebbe non notare la differenza"

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                              • Rivisto Aliens (Special Edition)

                                Giustamente diversissimo dal capolavoro di Scott dove la solitudine di Ripley veniva rapportata a un’unica grande minaccia, a differenza della scelta di Cameron di eliminare il senso claustrofobico, inserendo una dinamica più accessibile e personaggi carismatici, alternando l’azione alla tensione quanto occorre.
                                Tra le altre cose, col senno di poi, si percepisce un autocitazionismo nel futuro Avatar per quanto riguarda i marine e la loro figura e un buon senso sempre più carente nell’uomo, ma sempre più attendibile dalla macchina.

                                Fra le perle di questa director’s cut, questa aprirebbe dei mondi a nuovi sequel



                                Ed è bellissimo lo scambio dei veri nomi Ellen-Dwayne sul finale.

                                P.s. inoltre rivedendolo, l'amore per Alien Isolation è diventato ancora più intenso.

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