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  • The Martian

    C'è del meta involontario qui, uno spettatore sopravvissuto che giunge a fine pellicola, qualcuno potrebbe addirittura parlare di ermetismo, visto che si fa di tutto, complice inoltre la moda musicale a' la guardian of the galaxy, per spezzare empatia e drammaticità, ma l'onta della prevedibilità è in definitiva il decisivo colpo di grazia.


    "Spesso contraddiciamo una opinione, mentre ci è antipatico soltanto il tono con cui essa è stata espressa."

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    • Sense8 ce l'avevo già in lista perchè a mia sorellaè piaciuto e anche qui sul forum a parte qualche divisione mi pare sia stato apprezzato e magari pure Jupiter se capita

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      • Originariamente inviato da outis81 Visualizza il messaggio
        Blackhat (2015) , di Michael Mann
        Lo dicevo che andava a finire così. asd

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        • Mann è un regista legato a doppio filo allo script. Non mi si venga a dire che questo è al livello dei suoi migliori, perché questa volta mi incazzo davvero e ne ho per tutti asd

          Attenzione che in questi giorni c'ho il mestruo, quindi siete avvisati. :twisted:

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          • finalmente io e Outis riprendiamo a essere d'accordo.

            Non è neanche lontanamente brutto, la mano di Mann si vede, però...quel senso di fiacchezza c'è. più che altro, a livello del tutto personale, non riusciva a fregarmene un tubo di quello che vedevo. (un po' la critica che alcuni hanno fatto a The Martian ... che per quanto non sia un film poi migliore di Blackhat beh, se dovessi scegliere tra quale dei due rivedere ecco...)
            CIO' CHE PIACE E CIO' CHE E' BELLO, BADATE BENE, SONO DUE E DUE COSE SOLTANTO!
            cit. me stesso

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            • Visti oggi alla Festa del Cinema:

              Room, di Lenny Abrahamson
              Grande performance di Brie Larson e del piccolo Jacob Tremblay, assolutamente fenomenale. Prima parte molto avvincente e angosciante; c'è un uso della musica molto intelligente che rende il racconto quasi fiabesco e onirico. Qualche minuto in più non avrebbe fatto male, si poteva insistere di più sulla condizione in cui vivono madre e figlio e rendere ancora più claustrofobico l'ambiente. La seconda parte è un po' troppo prolissa, ma Abrahamson riesce comunque a bilanciare bene le varie anime del film.

              The Wolfpack, di Crystal Moselle
              Fantastico documentario sugli Angulo, sette fratelli che hanno vissuto la loro vita rinchiusi in un appartamento di Manhattan a causa di un padre ai limiti dell'ipocrisia e dell'iperprotettività. E' un film frenetico, rock, e pieno di grinta, in cui vita e cinema si fondono in modo potente e avvincente.

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              • Originariamente inviato da outis81 Visualizza il messaggio
                Mann è un regista legato a doppio filo allo script. Non mi si venga a dire che questo è al livello dei suoi migliori, perché questa volta mi incazzo davvero e ne ho per tutti asd

                Attenzione che in questi giorni c'ho il mestruo, quindi siete avvisati. :twisted:
                No no, dai, ora voglio proprio leggerle! >

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                • Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio
                  Dipende. Lo script di Miami Vice se l'avesse diretto un altro sarebbe uscito una cagata.
                  Beh insomma, non dipende: hai citato giusto l'unico suo film (prima di Blakchat) dove l'aspetto della scrittura è secondario rispetto alla messa in scena.

                  Infatti gli è andata bene una volta, alla seconda no. Peraltro Mann non è uno di quei registi (tipo Malick o Sokurov) a cui basta l'accostamento di immagini per creare orizzonti di senso. E in questo film i limiti si vedono tutti. Una fantastica messa in scena in funzione del nulla porta comunque a un prodotto deludente.

                  L'accoglienza così negativa sarà anche stata esagerata, ma certo non immeritata.

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                  • Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio
                    Non è un caso che Blackhat sia il suo film più vicino a MV.
                    Vero, ma al il lavoro in MV per me complessivamente era di ben altro livello. Anche perché lì Mann lavorava molto bene anche sui silenzi.

                    Comunque dai, io adesso mi riguardo Seven

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                    • Originariamente inviato da outis81 Visualizza il messaggio
                      Comunque dai, io adesso mi riguardo Seven
                      Tipo lo guardi dormire? :?

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                      • Originariamente inviato da Maddux Donner Visualizza il messaggio
                        Tipo lo guardi dormire? :?
                        "L'orrore... l'orrore" asd


                        Seven (1995), di David Fincher

                        E va bene, in barba ad ogni criticismo cinico e disincatato, per me questo film si merita anche l'appellativo di capolavoro.

                        Una pietra miliare che ha imposto un nuovo standard (peraltro mai eguagliato) e che ha generato numerosi epigoni, soprattutto in tv.

                        Scritto, diretto e recitato magnificamente, inutile per me aggiungere altro.

                        Piccola curiosità, negli extra del blu ray c'è lo storyboard di un finale alternativo mai girato,

                        Spoiler! Mostra


                        Preferisco di gran lunga il finale vero.

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                        • Originariamente inviato da outis81 Visualizza il messaggio
                          Preferisco di gran lunga il finale vero.
                          Ci mancherebbe, l'altro è una menata.

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                          • Originariamente inviato da Maddux Donner
                            Ci mancherebbe, l'altro è una menata.
                            Diciamo che è proprio una merda asd Per fortuna hanno deciso diversamente.

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                            • Chinatown di Roman Polanski

                              Che goduria. Al di là della vicenda intricata e coinvolgente (ma tutto sommato dimenticabile) quello che qui davvero colpisce è l'assoluta perfezione di regia e recitazione. Polanski dirige con misura e con gusto, dimostrando di essere un genio anche solo per la sua sublime capacità di confezionare e ritmare un prodotto non propriamente nelle sue corde (e su commissione). Jack Nicholson vale da solo il prezzo del biglietto ma Faye Dunaway non è da meno.
                              Chinatown è l'unico vero film hollywoodiano del regista polacco, ed innegabilmente il suo punto punto di vista esterno (sul genere), coadiuvato da una super sceneggiatura di Robert Towne (vincitrice dell'Oscar), risulta l'elemento determinate per la riuscita della pellicola. Con questo voglio dire che Polanski ha diretto un noir atipico, perlomeno visivamente, così personale e diverso dal solito (sia relativamente al genere che alla propria filmografia) ma allo stesso tempo sinceramente, intimamente attinente al genere di appartenenza.
                              Gran finale.
                              https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

                              "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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                              • Il film più sopravvalutato del mestierante = seven

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