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  • Originariamente inviato da expendable Visualizza il messaggio
    umanistica.. c'ha una visione degli uomini manco fossimo bacarozzixD
    E ha pienamente ragione ad averla!xD
    E comunque non solo in "America Oggi", se è per quello. Già ai tempi di "Nashville", per restare sul corale, non scherzava affatto. La visione di Altman è sempre stata pessimista, ma non per questo meno umanistica.

    Comunque anche per me non c'è partita: pur apprezzando parecchio "Magnolia", "America Oggi" gioca in un altro campionato. E il terremoto finale alla fine non è un evento catartico come la pioggia di rane: tutto è destinato a riprendere come prima, senza speranza. Splendido il viscido nonno di Jack Lemmon.:musino:

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    • Visto Skyfall chiudendo la prima visione dei tre film Craig.
      Mi sono piaciuti tutti e tre, in diversa maniera. Ora è tardi, ma se riesco domani provo a fare un commento più articolato.

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      • The Dark Knight (2008), di Christopher Nolan

        Niente altro da aggiungere.

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        • Il posto delle fragole (1957), di Ingmar Bergman

          Idem.

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          • Eh beh... due prodotti molto diversi asd

            Bellissimo il film di Bergman, contento che ti sia piaciuto.

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            • Si però mi ha messo addosso una malinconia assurda mi sento vecchio dentro.. non benissimo asd Comunque molto bello, e con delle soluzioni nel montaggio da far invidia tutt'oggi :seseh:

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              • Beh è vero, come bilancio esistenziale è un film che tocca corde molto forti. Adesso dei "big" di Bergman cosa hai visto? Il posto delle fragole, Fanny e Alexander, Sussurri e grida e Il settimo sigillo?

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                • Originariamente inviato da outis81 Visualizza il messaggio
                  Eh beh... due prodotti molto diversi asd
                  Isak é Bruce Wayne che non cadde nel pozzo e che nom andò a teatro quella sera :seseh:

                  - - - Updated - - -

                  Originariamente inviato da outis81 Visualizza il messaggio
                  Beh è vero, come bilancio esistenziale è un film che tocca corde molto forti. Adesso dei "big" di Bergman cosa hai visto? Il posto delle fragole, Fanny e Alexander, Sussurri e grida e Il settimo sigillo?
                  Yes.. vorrei vedermi Persona, ma non vorrei affrettare e non godermelo :uhhm:

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                  • Persona è molto considerato qui dentro, anche grazie al suo uso molto sperimentale del linguaggio. Ma nella mia personale classifica viene dopo quei titoli, per quanto abbia delle sequenze incredibili.

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                    • Il lungo addio:voto 8

                      Roba di classe da studiare nelle scuole di cinema,decostruzione di un genere e di un personaggio fatta con ironia ed eleganza,con un uso dello spazio e delle inquadrature molto simbolico e significativo,spesso meta-cinematografico. Epico in maniera inversa alle aspettative, nonostante lo scarso successo all'epoca penso sia stato un film decisamente importante per il suo genere. Gould è perfetto per questa variante del ruolo,come gli altri attori, l'intreccio è volutamente sregolato e privo della suspense convenzionale, crea una suspense tutta sua verso la prossima mossa di Altman nel sovvertire i vari stereotipi,non solo dell'hard-boiled.
                      Capisco che ad uno a cui non interessa questo discorso il film possa risultare noioso e poco interessante,per me rimane un gioiello con un posto preciso nella storia del cinema e per ora il più bel film che abbia visto di Altman..

                      Taxi Teheran:voto 8/8.5
                      Non so se abbia un topic,non l'ho trovato,ma ne meriterebbe uno,è imperdibile,vi consiglio assolutamente di vederlo. Una donna affianco a me si lamentava della scarsa credibilità della situazione,"si capiva che era finto, è venuto male", ma a Panahi di una critica del genere fregherebbe poco, sa benissimo che è impossibile rappresentare la realtà nella sua essenza, al massimo si può provare a dare effetti di realtà a ciò che si riprende. Taxi Teheran ne ha svariati, ma tutto all'interno di una finzione cinematografica palese e consapevole che suggerisce un alone di verità al suo interno.
                      Il film è molto coinvolgente e quasi commovente nelle continue allusioni alla situazione del regista,ma soprattutto colpisce a fondo quando riflette sulle potenzialità e sui risvolti pericolosi del mezzo,sul bisogno di "glorificare l'uomo al cinema", così contrapposto allo sguardo lucido di una videocamera che riprende esattamente tutto ciò che vede, spesso il contrario di quella glorificazione. E' meta-cinema veramente significativo, un viaggio senza metà in cui tutti sono "alla ricerca di un soggetto", incluso lo stesso regista, che molto ironicamente si rappresenta come un pessimo guidatore del mezzo che più dev'essere capace di districarsi fra le arzigogolate vie di Teheran.
                      Duro e tenero, un film deluso da se stesso nella consapevolezza di essere finto, sa di non avere un "sordido realismo" ma piuttosto una delicata sensibilità nel discutersi, portando un grande stimolo intellettuale e pratico verso il cinema. Il finale "senza coda" è quasi strappalacrime, un film che non può finire perché dobbiamo essere noi a continuarlo. Miglior film dell'anno per me..

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                      • Originariamente inviato da outis81 Visualizza il messaggio
                        Persona è molto considerato qui dentro, anche grazie al suo uso molto sperimentale del linguaggio. Ma nella mia personale classifica viene dopo quei titoli, per quanto abbia delle sequenze incredibili.
                        Beh lo vedrò appena mi verrá voglia, per ora Fanny e Alexander é quello che mi ha appassionato di più :musino: Ma Bergman, a passo di tartaruga, lo completerò prima o poi asd

                        Su Persona, é il "2001" di Bergman?

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                        • Beh oddio, completarlo non lo so... a me mancano comunque un bel po' di titoli.

                          La mia personale preferenza va a Sussurri e grida. Il settimo sigillo subito dopo, anche per come Bergman si appropria e fa suo un discorso iniziato da Dreyer.

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                          • Originariamente inviato da outis81 Visualizza il messaggio
                            The Dark Knight (2008), di Christopher Nolan
                            Originariamente inviato da bluclaudino Visualizza il messaggio
                            Il posto delle fragole (1957), di Ingmar Bergman


                            Scherzi a parte, no.. non vedere subito Persona.
                            Io ti consiglierei di andare cauto, lasciandolo quasi per ultimo.

                            Aiutandoci con wiki:



                            Questa è la parte più leggera della sua filmografia, pur sempre analitica e angosciata, ma portata in scena con dialoghi e personaggi più vicini alla commedia alleniana che verrà.
                            Tranne “Monica e il desiderio”. Questo già più embrionale per il Bergman che arriverà dopo. Racconto di illusione-disillusione di un’estate (si, è il prossimo da vedere asd), apparentemente minore (che forse poi lo è), ma comunque letale nei suoi piccoli intenti così vicini a una situazione reale.




                            Uno l’hai visto, l’altro è pur sempre imprescindibile…parliamo dei più noti.
                            I successivi elencati aggiungeranno alla sua poetica un nuova ricerca sperimentale: il silenzio di Dio. Attraverso la malattia di una donna, lo stupro di una ragazzina e persino un’ “indagine” umana a livello antropologico (“Il volto”) e altre caratteristiche che culmineranno, dando persino una risposta, nel monologo finale di “Luci d’inverno”, dove tirerà fuori l’ennesimo e forse definitivo punto di riflessione. Letale, per quanto mi riguarda.. a me ha aperto un mondo.



                            Quella che appunto sarà la parte finale, al tempo stesso quella a cui darei maggior priorità di recupero.
                            Tralasciando il fatto che il primo è uno dei più sottovalutati e psicologici della sua filmografia, coi successivi filmerà la figura del dolore con una minuzia tale da farti dubitare se è vero o finto quello che vedi in scena (“Sussurri e Grida”), scaverà a fondo, nelle stesse fondamenta, di una vita matrimoniale ("Scene da un matrimonio"), fino a smuoverle sia dentro che fuori allo schermo (in questo senso, è ciò che poi successivamente farà Kubrick con “Eyes wide shut”) e fra una madre e una figlia (“Sinfonia d’autunno”).
                            “Fanny & Alexander”, per finire, dovrebbe essere il film di Natale di tutto questo recupero. Il testamento, il capolavoro definitivo di un genio del cinema. Per me il più grande in assoluto.

                            (Il post è abbastanza limitante, ma sono arrivato 15 minuti prima in ufficio e volevo approfittarne. Ora quei 15 minuti sono passati, e quindi... asd)

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                            • Mi salvo il post e lo butto nella cartella "Consigli" in cima xD Superesaustivo grazie :musino:

                              Comunque ho visto Sussurri e Grida, Il Settimo Sigillo, Fanny e Alexander ed ora Il posto delle fragole..

                              Andrò cauto, si.. in ogni caso sto alternando Bergman ad Hitchcock, infilandoci ogni tanto film recenti di attori giovani, o qualche supernoto imprescindibile tipo finire la trilogia de Il Padrino, vedere qualcosa di Herzog (Fitzcarraldo consigliatomi da teo), qualcosa di Resnais, di Ford, vedere più Kurosawa dei soliti tre e continuare con gli HongKongesi asd

                              Un botto di roba xD

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                              • Ogni film dura prevalentemente 90 minuti.. nel periodo che recuperai la sua filmografia capii che quella era la durata perfetta di un film asd certo devi saperlo riempire xD

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