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  • Originariamente inviato da Roy E. Disney Visualizza il messaggio
    Ma è spoilerosa la rece di Ellie? Appena ho letto il titolo ho alzato la testa xD
    A me purtroppo è capitato l'occhio prima sullo spoiler che sullo titolo del film...
    L'altro giorno invece scrivendo "jedi" su google mi è subito apparsa un'intervista il cui titolo rivelava uno spoiler minore, ma sempre di spoiler si trattava... poi in qualche commento qua e là ne avevo letto uno bello grosso, ma voglio sperare che si trattasse solo di una supposizione infondata o che quantomeno nel film la cosa riesca a rivelarsi comunque in modo sorprendente...
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    • Originariamente inviato da mr.fred Visualizza il messaggio
      E' impossibile fare una recensione di qualsiasi opera senza fare spoiler.
      Furbo chi legge.

      Che pensiero profondo.
      https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

      "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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      • Trovi? Grazie. :-*

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        • Originariamente inviato da Roy E. Disney Visualizza il messaggio
          Ma è spoilerosa la rece di Ellie?
          [FONT=Calibri]Non lo è. Io non faccio mai recensioni spoilerose. Non è nemmeno una recensione, se vogliamo. La nuova Morte Nera è nella locandina. Vi siete abbuffati di immagini, rumours, notizie, trailer e spot per mesi e adesso la mia “rece” sarebbe spoilerosa? Non ho rivelato nulla di nulla, è solo un parere a caldo.

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          • Bravo.
            Ma forse c' è chi neppure l' ha vista la locandina.

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            • [FONT=Calibri][FONT=Calibri]Inoltre è tutto talmente già visto e telefonato, in questo film, che spoilerare davvero qualcosa sarebbe difficile. E’ la copia speculare di Guerre Stellari.
              .

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              • Noooooooooooooooooooo. Se è davvero la copia speculare già ho capito un'altra cosa asd
                https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

                "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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                • Mi sono fermato al "no" della risposta di Ellie xD

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                  • poi sarà interessante finalmente parlare della "poetica" di Abrams, cioè se ne abbia una o no. Perché qui fa tutto bene, dalla direzione degli attori al camera-work, ma quale sarebbe, in definitiva, la sua "cifra stilistica"? L'aver rinunciato alla CGI onnipresente è "cifra stilistica" o piuttosto mera saggezza?

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                    • La recensione di ellie non è assolutamente spoilerosa.
                      Dio mio qui è il delirio oramai, stamattina c'era un tizio che si lamentava perché io e fred mettevamo i link a delle recensioni.

                      Rovinano l'esperienza.

                      - - - Updated - - -

                      Originariamente inviato da Ellie Arroway Visualizza il messaggio
                      poi sarà interessante finalmente parlare della "poetica" di Abrams, cioè se ne abbia una o no. Perché qui fa tutto bene, dalla direzione degli attori al camera-work, ma quale sarebbe, in definitiva, la sua "cifra stilistica"? L'aver rinunciato alla CGI onnipresente è "cifra stilistica" o piuttosto mera saggezza?
                      https://twitter.com/fpontiggia1/status/677036224478056450

                      Lui è un critico (cinematografo.it e fattoquotidiano) è ha detto la stessa cosa.
                      Non ho mai visto un film di questo regista (non amo la fantascienza) per cui non posso parlare.

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                      • Irrational man
                        Devo dire che mi ha sorpreso abbastanza.
                        Parte come una storia in classico stile Allen - storie d'amore, tradimenti, pessimismo - poi ad un certo punto prende una piega che non mi aspettavo, quasi macabra, diventando una specie di Match Point più crudele. Il tutto procede con la consueta leggerezza che rende ancora più drammatica la scena finale che mi ha fatto venire i brividi :sisisi:

                        Letterboxd

                        Hemingway una volta ha scritto: "Il mondo è un bel posto e vale la pena lottare per esso." Condivido la seconda parte.

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                        • Originariamente inviato da Andy Visualizza il messaggio
                          Irrational man
                          Devo dire che mi ha sorpreso abbastanza.
                          Parte come una storia in classico stile Allen - storie d'amore, tradimenti, pessimismo - poi ad un certo punto prende una piega che non mi aspettavo, quasi macabra, diventando una specie di Match Point più crudele. Il tutto procede con la consueta leggerezza che rende ancora più drammatica la scena finale che mi ha fatto venire i brividi :sisisi:
                          Non vedo l'ora di vederlo.
                          https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

                          "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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                          • EDEN di Mia Hansen-Love
                            forse il film dura troppo (il soggetto è esile, e la regista perde tempo con cose di poco conto) e fatica a rendere credibile il passaggio degli anni per il protagonista, ma al netto delle riserve si tratta di un lavoro meritevole, che a modo suo ibrida il giovanilistico francese e l'indie americano (la presenza della gerwig è casuale?) crogiolandosi con questi toni sommessi, i ritmi blandi, il recitar rilassato, gli ambienti cool in cui cova un disagio sordo e ovattato. Mi è venuto in mente l'ultimo Linklater. Però, ripeto, si fatica un pò, e solo l'atto finale acquista spessore (anche poetico) e convince davvero, invischiando il protagonista in un diminuendo disarmante che lo obbliga a confrontarsi col suo scacco esistenziale, ma in sordina, senza scossoni tragici.
                            non conosco l'autrice ma mi sento di consigliare.

                            THE INTERPRETER di S.Pollack
                            ultimamente gira in Tv e mi è venuta voglia di rivederlo dopo un bel pò. l'ho sempre amato molto.
                            mi pare prorpio il classico filmone non apprezzato quanto meriterebbe,.
                            a distanza di anni suona tra l'altro più attuale che mai, e pare un vero e proprio testamento spirituale per un grande veterano della new hollywood che chiuse splendidamente la carriera dopo qualche prova mediocre.
                            fatti salvi alcuni difetti (il solito leggero overacting di S.Penn), c'è tutto quel che serve a quel gran cinema di livello medio/alto che tanto ci(mi) manca: conduzione ponderata del racconto, regia di classe ma senza grilli formali per la testa, suspense a regime, personaggi adulti e ragionevolmente sfaccettati, fermezza nel parlare della realtà e del presente in maniera problematica e forte (basti l'incipit) ma senza scadere nella pornografia dell'orrore.
                            il tutto ancorandosi saldamente ai meccanismi di genere, comunque sottilmente lavorati dall'interno e mai adottati in maniera pedestre.
                            un film chiaramente d'altri tempi, anni '70 ma alieno dal vintage, convenzionale in superficie ma ricco, stratificato e complesso se scrutato meglio.
                            per certi versi è il mio film ideale, ne guarderei uno così ogni settimana.
                            il motivo di fondo è l'utopia donchisciottesca (e in quanto tale doppiamente commovente) del voler gestire le questioni internazionali col raziocinio e con la parola e non con le bombe; e per chi è sensibile a certe questioni la conclusione è da lacrime agli occhi.
                            Nicole Kidman meravigliosa e ancora al suo meglio, benchè forse al canto del cigno.
                            il film è girato per lo più dal vero (e per la prima volta, come ricorderete, dentro l'ONU), il che ovviamente non guasta.

                            grande film, grandissimo pollack (pace all'anima sua)

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                            • Sapevo che avrei dovuto preservare le energie...

                              Star wars - Episodio VII: Il Risveglio Della Forza

                              Reboot/remake/sequel chiamatelo come vi pare, perché qui si segue un bel binario prestabilito, forzatamente sorretto da un sottilissimo filo di lana, purché peró faccia felici i feticisti del brand e non fosse per un paio di momenti prevedibili, ma efficaci, ci troveremmo di fronte ad un tonfo clamoroso.


                              "Spesso contraddiciamo una opinione, mentre ci è antipatico soltanto il tono con cui essa è stata espressa."

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                              • Originariamente inviato da papermoon Visualizza il messaggio
                                THE INTERPRETER di S.Pollack
                                grande film, grandissimo pollack (pace all'anima sua)
                                Concordo, bellissimo film.

                                Non Essere Cattivo
                                Apprezzato moltissimo. Un film crudo, violento, schietto, duro ma anche emozionante e (poche volte) ironico e commovente. Davvero Bello.
                                Scorrevole dall'inizio alla fine, è sorretto da Luca Marinelli e Alessandro Borghi: le due colonne portanti di questo prodotto. Tutte le vicende che vivono, la loro alchimia, la loro vita, la "merda" quotidiana, le loro trovate per sbarcare il lunario con i tentativi di cambiare vita e "non essere cattivi" coinvolgono lo spettatore con facilità disarmante.
                                Bravissimi i due attori, hanno dato corpo e anima a due personaggi scritti e diretti con un'onestà talmente tanto essenziale e priva di retorica da far rimpiangere come non mai un regista come Claudio Caligari, che che davvero ci ha lasciato con il suo capolavoro.
                                Il film è breve (dura un'ora e mezza) e sebbene non sia esente da difetti (ho avvertito molto la velocità di ritmo, soprattutto all'inizio con cambi di scena repentini e con un montaggio un po' frenetico: è questo a non avermi fatto empatizzare immediatamente con i personaggi; per fortuna poi rallenta e fa andare i due bravissimi attori a ruota libera, riuscendo a coinvolgere con successo) rappresenta veramente un tipo di cinema che non si vede tutti i giorni, perché se è vero che molti nostri registi scelgono di raccontare la vita violenta, in pochissimi sono in grado di spogliarla di metafore, retorica o intellettualismi vari per mostrarla invece così com'è: con tutta la sua crudezza e brutalità, che colpiscono al cuore dello spettatore.
                                Claudio Caligari lo sapeva fare.

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