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  • Originariamente inviato da Bender77 Visualizza il messaggio
    mi hai fatto un regalo che non hai idea!..mi ricordavo di aver letto l'anno scorso che il clown sarebbe dovuto uscire come comparsa in uno dei futuri lavori del regista, ma non avevo idea che addirittura alla fine fosse incentrato su di lui.

    Ovviamente recupero..grazie
    L'ho scoperto seguendo il profilo Letterboxd di Nanni Cobretti


    Letterboxd

    Hemingway una volta ha scritto: "Il mondo è un bel posto e vale la pena lottare per esso." Condivido la seconda parte.

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    • Nemesi di Walter Hill
      A me è piaciuto, è vero che ricorda La pelle che abito ma nel film di Almodovar latrasformazione aveva un altro significato, e infatti ha esiti completamente opposti. Bravissima la Weaver e molto brava anche la Rodriguez soprattutto quando recita da donna, un po’ meno convincente come uomo anche se ad un certo punto le hanno pure appiccicato un batacchio (non so se digitalmente o fisicamente)
      In qualche strana maniera noi svalutiamo le cose appena le pronunciamo. Crediamo di esserci immersi nel più profondo dell'abisso, e invece quando torniamo alla superficie la goccia d'acqua sulle punte delle nostre dita pallide non somiglia più al mare donde veniamo. Crediamo di aver scoperto una caverna di meravigliosi tesori e quando risaliamo alla luce non abbiamo che pietre false e frammenti di vetro; e tuttavia nelle tenebre il tesoro seguita a brillare immutato. (Maeterlinck)

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      • Ancora in mood Halloween, ho recuperato due Carpenter minori che non avevo mai visto

        Fog (1980)
        Uscito subito dopo Halloween e secondo film di Jamie Lee Curtis, è un film curioso ma abbastanza anonimo. Alla vigilia del centenario di un cittadino di mare, una nebbia misteriosa uccide le persone e sembra collegata al passato della città. Carino l'affresco cittadino e Carpenter sa tenere benissimo la tensione (anche grazie alla bella colonna sonora), ma c'è veramente poco altro. La risoluzione finale salva-tutti è di una faciloneria incredibile.Si fa vedere per carità, ma è il film di Carpenter più dimenticabile che ho visto.

        Christine (1983)
        Questo mi è piaciuto molto di più, pur essendo anche questo un film minore. Tratto da un romanzo di Stephen King, parla di una macchina assassina e gelosa. Lo spunto è francamente ridicolo, sono sorpreso che abbiano deciso di farci un film sopra, evidentemente avevano finito i romanzi di King da adattare.
        Comunque sia, Carpenter gira tutto con serietà e dà spessore alla storia e al film. Di fatto è una storia di ossessioni più che di spaventi e sangue. Arnie diventa ossessionato dalla macchina, non ha interesse al di fuori di essa ed è violento verso chiunque si mette in mezzo tra lui e Christine. Di fatto per più di metà film la macchina non fa niente di speciale, è tutto giocato su Arnie e l'effetto che ha la macchina sulla sua vita.
        Nonostante lo spunto ridicolo, un film molto godibile e da vedere per tutti i fan di Carpenter e King.

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        • Una donna fantastica di Sebastian Lelio
          un notevole passo in avanti rispetto a Gloria (film che ho detestato) anche se il lupo perde il pelo e a metà film piazza una sequenza fotocopia del finale dell'altro
          come film su tematiche LGBT l’ho trovato molto migliore rispetto al pretenzioso quanto trash 120 battiti, in Una donna fantastica la protagonista desidera solo vivere i propri sentimenti e il proprio lutto come chiunque, ed invece è sempre vista dagli altri solo sotto l'aspetto dell'essere transgender, e quindi contro la sua volontà come simbolo di perversione

          Una questione privata di Paolo Taviani
          la dimostrazione che in Italia bisogna smettere di finanziare il cinema con soldi pubblici
          un film inutile, la fiera dell'autoriale già visto, recitazioni dallo scarso al pessimo (mamma mia la Bellé ...) e a metà film la scena del batterista alla quale stavo per alzarmi e andarmene
          i Taviani saranno pure dei mostri sacri, ma a tutto c'è un limite


          In qualche strana maniera noi svalutiamo le cose appena le pronunciamo. Crediamo di esserci immersi nel più profondo dell'abisso, e invece quando torniamo alla superficie la goccia d'acqua sulle punte delle nostre dita pallide non somiglia più al mare donde veniamo. Crediamo di aver scoperto una caverna di meravigliosi tesori e quando risaliamo alla luce non abbiamo che pietre false e frammenti di vetro; e tuttavia nelle tenebre il tesoro seguita a brillare immutato. (Maeterlinck)

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          • Recentemente Carpenter ha girato questa cosa, sempre a proposito di Christine...
             

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            • La ragazza nella nebbia di Donato Carrisi

              ad un certo punto del film, Carrisi fa dire ad uno dei personaggi che "tutti gli scrittori copiano"

              un'idea carina, in pratica ha detto apertamente nel film che anche lui ha copiato, da Gone Girl, dal quale prende l'idea del delitto che diventa caso mediatico (oddio, se è per questo arriva in ritardo pure su Maccio Capatonda) e anche spudoratamente una scena e un personaggio fotocopia di quello che nel film di Fincher era interpretato dalla Patatowski

              però ha copiato bene, nel senso che partendo da questi spunti li ha rielaborati in una forma originale, pervenendo alla scrittura di una sceneggiatura piuttosto interessante, che avrebbe sicuramente meritato di meglio, e cioè di essere tolta dalle mani di Carrisi e affidata ad un regista vero

              perché il problema di questo film è che è diretto proprio da cani, tutto il resto viene dopo
              In qualche strana maniera noi svalutiamo le cose appena le pronunciamo. Crediamo di esserci immersi nel più profondo dell'abisso, e invece quando torniamo alla superficie la goccia d'acqua sulle punte delle nostre dita pallide non somiglia più al mare donde veniamo. Crediamo di aver scoperto una caverna di meravigliosi tesori e quando risaliamo alla luce non abbiamo che pietre false e frammenti di vetro; e tuttavia nelle tenebre il tesoro seguita a brillare immutato. (Maeterlinck)

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              • che è l'arroganza di quasi tutti quelli che credono che per essere regista basti andare davanti al monitor e gridare "azione" e "stop"

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                • Originariamente inviato da Green Arrow Visualizza il messaggio
                  Recentemente Carpenter ha girato questa cosa, sempre a proposito di Christine...
                  Bello!

                  Come un po' tutte le colonne sonore di Carpenter, onestamente

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                  • Io la penso all'opposto: è la sceneggiatura ad avere dei buchi di logica, forzature, oltre che trattare un tema sempre scivoloso e a rischio banalità (in parte evitato) come il ruolo dei media. Invece la regia è elegante, visivamente è di buona fattura, e funziona la suspense nonostante non vi sia una goccia di sangue, con alcune scelte ardite - una sequenza con musica brasiliana che non rivelo per evitare spoiler - azzeccate. Servillo invece non mi è piaciuto questa volta. Comunque Carrisi ha iniziato come sceneggiatore prima di diventare scrittore, ha bazzicato i set, non è un novellino improvvisato. E comunque l'ispirazione non è Gone Girl, ma chiaramente il caso Cogne ed altri delitti degli ultimi anni molto mediatici, c'è tanto di plastico nel film a rievocare un noto programma tv che ci ha marciato su queste efferatezze
                    Ultima modifica di Medeis; 02 novembre 17, 11:11.

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                    • 8439.jpg
                      MR BROOKS Regia Bruce A. Evans
                      Uh! Il dvd ce l’ho da mo’, preso usato a poco, ma era finito a prendere polvere in una cassettiera, sviato alla mia attenzione dalla lettura di recensioni sparse abbastanza ridicolizzanti il film. Ma per essere un prodotto commerciale targato Buena Vista HE ( cioè Disney) i suoi galloni di v.m.14 se li guadagna con una storia discretamente disturbante e francamente violenta ( un “peccato” il finale “alleggerito”…), che pilota un ramificato intreccio di situazioni parallele, deliberate da personaggi che hanno almeno un’unghia di non convenzionalità . Superato lo stallo (temporale) di interazione dell’alter ego immaginario del protagonista (Kevin Costner, nella parte di un altolocato imprenditore non troppo fighetto e passabilmente tormentato oltre che sociopatico da manicomio;e un William Hurt gaudente sadico mafiosetto)e frenata una pignoleria talebana per la verosimiglianza, scorre senza noia una trama dove confluisce un cast di supporto (Demi Moore la detective di serial killer; la moglie ed in specie la figlia dello schizzato di successo, calcolatore con residui cristiani di senso di colpa…)accessoriato di discreti casini personali, fusi nell’intreccio che _tenendo conto della deriva esistenziale intrapresa dal tossico degli omoicidi_ sostanzialmente regge. Regia, montaggio e fotografia adeguati alle accelerazioni od introspezioni chiamate dalla storia, col mix audio che piazza dei punti esclamativi da sussulto.

                      Un cenno di sinossi : industriale stimato è invece un insospettabile serial killer che combatte come un drogato (cit.) con le sue pulsioni omicide, peraltro istigate dal suo diabolico doppio immaginario (!). Medita di smettere ad ogni costo, per non infangare il credito guadagnato in famiglia e nella sua comunità. Ma un errore ed un sospetto lo costringono a pianificare altre morti.
                      Valido (imho).


                      "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                      • Originariamente inviato da Lord Vell Visualizza il messaggio
                        Ah, quindi l'hai poi visto! Piaciuto?
                        Looper di Rian Johnson

                        Il film più ambizioso del suo trittico ed il meno riuscito. Il primo atto è solido, si riconferma l'eccellente abilità di tratteggiare ogni personaggio con poche incisive pennellate (ecco perché si permette il lusso di scrivere storie così popolate di personaggi). Ad esempio: ponendo subito il protagonista sotto pressione e facendoci vedere di che pasta è fatto (con la scelta di tradire il migliore amico) e con ciò esponendo in modo organico la professione del looper e la mitologia della storia.
                        Nel secondo atto (da quando Joe arriva alla casa) cominciano i problemi: lo spettatore intuisce subito chi è il bambino, e tutto verte sullo stare lì ad aspettare che ci arrivino anche i due Joe mentre intanto costruisce i rapporti madre-Joe e madre-figlio...creare la relazione sentimentale Joe-madre è una scelta obbligata e prevedibile altrimenti non ci sarebbe il conflitto Joe vs Joe, diciamo che Johnson è bravino a costruirla in breve tempo e a renderla sufficientemente credibile da giustificare le scelte di Joe-presente. Ho apprezzato la bassa macelleria compiuta da da Bruce Willis, anche se la facilità e rapidità con cui avviene l'eliminazione dell'organizzazione gli danno un sapore "togliamo in fretta sta gente dal plot che ingombra, anche se fino a questo momento sono stati la spada di Damocle sulla testa di tutti gli altri".
                        Terzo atto carico emotivamente e che appaga. Tralasciando un carro incoerenze e forzature nella storia enorme, ma sono uno che chiude volentieri un occhio su questi aspetti in favore di sviluppi emotivi forti.
                        La realtà futuristica di non mi ha convinto: sembra di stare nel mondo reale "nostro" con ogni tanto qualche gadget avveniristico isolato. Gadget che purtroppo hanno ben poco peso nella storia (escluso il viaggio nel tempo senza il quale non ci sarebbe manco la storia) ne sono originali.

                        Nell'estetica purtroppo ci sono i lens flare che detesto. Non ho visto particolari guizzi alla regia purtroppo, seppur si notano i tratti tipici di Johnson.



                        Paterson di Jim Jarmusch

                        L'ho visto perché mi attirano i prodotti mumblecore e perché stravedo per Adam Driver. Purtroppo trattasi di un film di rara inconsistenza e impalpabilità, noioso. L'amato Driver si impegna ma nulla può di fronte al nulla che dice, che fa e che lo circonda. Aggiungo: la moglie fannullona e hipster è insopportabile.
                        Spoiler! Mostra

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                        • Essi Vivono.

                          Ieri sera, presi dalla nostalgia con gli amici ci siamo rivisti un cult di Carpenter. Film di 94 minuti, semplice con una prima parte molto lenta e che esplode nella seconda parte. Un tema che è sempre di attualità e una storiella raccontata tramite un personaggio semplice e bonario. Non sarà ricordato probabilmente come un capolavoro, ma ci sono quelle 3-4 scene cult che non si può far a meno di riguardare con gusto e quel pizzico di nostalgia. Finale tra l'altro amarissimo e aperto a qualsiasi intuizione.

                          Figlio dei suoi tempi, soprattutto per la semplicità della storia e la morale neanche troppo in sottofondo. Oggi un film del genere, verrebbe surclassato da effetti speciali, esplosioni e azione fine a se stessa... costruendoci magari degli intuili seguiti.
                          "So the son saves the father and the father saves the son and it works out perfectly.
                          And I draw that line all the way from Phantom Menace to Return of the Jedi.
                          That’s the story of Star Wars." - Dave Filoni


                          # I am one with the Force and the Force is with me #

                          -= If You Seek His Monument Look Around You =-

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                          • "L'Austista" film targato Netflix con Frank Grillo.Ottimo action movie con una trama tanto semplice quanto efficace.
                            Voto:7
                            "Non discutere mai con un idiota: la gente potrebbe non notare la differenza"

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                            • The War - Il pianeta delle scimmie
                              Con un po' di ritardo l'ho recuperato. Il film mi è piaciuto abbastanza, tuttavia alla fine la sensazione è stata quella della "montagna che ha partorito un topolino". Ma forse è colpa mia che, viste le premesse messe in campo, mi aspettavo un finale col botto... con bombe nucleari sganciate in qualche città dai militari. Avrebbero potuto giustificare (anche senza farla vedere) la statua della libertà sulla spiaggia... immagine simbolo del primo film originale. Ho gradito molto l'idea della mutazione del virus... un po' meno la fine del cattivo di turno.
                              :twisted: LA VOSTRA SERENITA' E' UN BUON SINTOMO... ALLEVIA LA TENSIONE E LA PAURA DI MORIRE. :twisted:

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                              • Un film in sala e due recuperi...

                                La battaglia dei sessi (Valerie Faris e Jonathan Dayton, 2017)
                                Da appassionato di tennis e da amante della storia pop dei '70 non potevo perdermelo. Classico film carino con tutti i limiti dei biopic, che deve tutto ai due protagonisti, Stone e Carrell alle prese con ruoli tutt'altro che semplici (specie il secondo).

                                Io, Daniel Blake (Ken Loach, 2016)
                                Ken il Rosso continua la sua meritoria opera di denuncia delle storture socio-economiche britanniche (a monte ci sono stati i tagli al welfare voluti dai conservatori) e immerge lo spettatore nell'odissea di un povero cristo (ogni riferimento cristologico è puramente voluto) stritolato dentro gli ingranaggi di una burocrazia kafkiana. Peccato che stavolta la retorica prenda la mano e si scivoli spesso nel patetismo (specie il ritratto della madre single) con svolte fin troppo da feuilleton. Diciamo che preferisco il Loach incazzato e asciutto di una volta che, ogni tanto, affiora, come nella scena più celebre del film, quella del graffito. Meglio comunque un Loach minore di tanti altri.

                                Wonder Woman (Patty Jenkins, 2017)
                                Cioè, quegli esauriti degli americani son diventati matti per 'sta roba?!? Io ho resistito fino all'incursione nelle trincee. Poi ho deciso che il tempo è prezioso e che può essere impiegato in modo più proficuo, tipo contando le macchine che passano per la strada. Non c'è nulla che funzioni. Girato male (l'abuso di rallenty dovrebbe essere penalmente perseguito, specie se li si fa senza la minima inventica), mancanza totale di tempi cinematografici, con una postproduzione orrenda (tra la videogioco e l'Asylum), recitato peggio (e sì che la Gadot era l'unica cosa che avevo salvato da "BVS").

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