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  • Originariamente inviato da trabant Visualizza il messaggio
    io invece ho notato l'inquadratura del viso del giornalista che telefona alla "talpa" riflesso nel metallo del telefono nella cabina, che ricorda la scena iniziale de Il ponte delle spie, con Rylance che appare prima riflesso e poi inquadrato direttamente (se non vado errato)
    A me ha ricordato anche soluzioni tipiche di Breaking Bad, ma forse perchè il personaggio in questione è Odenkirk

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    • Mi accodo con un bel sorriso stampato in faccia alle recensioni positive su "The Post": come prendere un argomento tutto sommato poco intrigante e trasformarlo in Cinema puro. Pura goduria registica.

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      • Finalmente terminato un periodo di due mesi di fase trasloco, posso tornare un po' a respirare e, soprattutto, a godermi di tanto in tanto qualche film almeno in home video. Di recente ho recuperato questi.


        Voyage of Time (2016), di Terrence Malick

        Malick continua il suo percorso di approfondimento di quanto inaugurato in The Tree of Life, con questo documentario in cui vuole raccontare soprattutto la storia delle origini, dell'evoluzione e della probabile fine della vita sulla Terra. Rispetto al film del 2011, dove il tema veniva coniugato con una riflessione marcatamente cristiana sul male e sulla teodicea (con dubbi esistenziali quali potevano essere quelli di una famiglia americana del dopoguerra), qui l'approccio più filosofico e ontologico. Se da un lato posso apprezzare questo slittamento, e se sicuramente ci sono, al solito, delle immagini incredibili e uno splendore visivo, dall'altro non si può negare che alla fine questo documentario non è molto di più di un upgrade di quanto fatto con la sequenza cosmologica di TTOL. Con la differenza, però, che lì la sequenza era inserita in un discorso filmico molto più interessante e strutturato, c'era un commento musicale più ispirato, anche nelle associazioni concettuali, ed infine all'epoca la sequenza era molto originale. Non ho ancora visto Song to Song, ma della produzione post-TTOL Voyage of Time è sicuramente il film che mi è piaciuto meno e che trovo meno interessante.


        The Neon Demon (2016), di Nicolas Winding Refn

        Refn è un regista che da sempre ha giocato e gioca con i significanti cinematografici e con una messa in scena estetizzante, e questo film non è da meno. Non l'ho mai trovato un regista con qualcosa di particolarmente interessante da dire, ma sicuramente uno di quelli con qualcosa di interessante da mostrare. Anche questo The Neon Demon non è da meno: certamente non è il suo film più valido e certamente il tema e il mondo narrativo del film non sono il massimo dell'originalità, per quanto vivono di stereotipi e di una rappresentazione macchiettistica, impossibile da prendere sul serio (neppure come satira critica) del mondo della moda. Detto questo, c'è da dire che ho trovato il film molto conturbante nelle atmosfere, nel suo sviluppo quasi ovattato e onirico, nel suo giocare in modo un po' puerile e naif con il morboso. Ne esce fuori un film comunque bello (a tratti incredibilmente bello) da vedere, un film che lavora tutto di regia, fotografia, musica e un cast femminile mozzafiato. Certo Refn è intellettualistico e naif, ma con la mdp comunque ci sa fare.


        Arrival (2016), di Denis Villeneuve

        Questo non è un recupero, ma una seconda visione in home video dopo la prima in sala quando è uscito. Confermo quanto ho scritto all'epoca. Un bel film che usa una struttura narrativa generale piuttosto tipica della fantascienza per narrare in realtà dell'accettazione da parte della protagonista dell'ineluttabilità del tempo e del destino. Con rimandi non casuali a un certo uso del montaggio di Malick, pecca forse di una certa freddezza in certi momenti e credo che sia un po' affrettato nel finale, ma resta comunque un bel film. Amy Adams fantastica, potrebbe essere la donna della mia vita.

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        • Ehm...ma se Amy Adams ( il suo personaggio,naturalmente...) ci mette 2\3 di film solo per capire chi ' azzo è la bambina delle sue " visioni" ,l' accettazione della ineluttabilità del destino consta sostanzialmente in una distaccata solidarietà " civica" connazionale. Come dire che trovo raccapricciante ciò che hanno fatto a Pamela Mastropietro; però come eventualmente uomo di scienza ed intelletto mi autorizzo pure ad avere riserve ed a cercare criticità nei comportamenti della povera vittima , evidentemente prima che divenisse " ineluttabilmente" cadavere.
          "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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          • PTA ha ragione da vendere quando parla delle capacità attoriali della Adams
            Luminous beings are we, not this crude matter.

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            • perche´, che dice?
              Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
              Spoiler! Mostra

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              • Voyage nella filmografia malickiana è davvero solo un'appendice, bella quanto vi(mi) pare ma tale resta.

                UNA DONNA FANTASTICA (S.Lelio)
                Di cosa si parla è chiaro come il sole (l'identità transgender, il desiderio di sentirsi una "natural woman", la fatica di farsi accettare come semplice essere umano bisognoso di piangere un lutto), ma il regista ha il merito di evitare i soliti clichè da film impegnato (un po' come, pur alludendo, evita di pronunciarsi sulla persistenza anatomica del "coso": conta come ci si sente dentro) puntando piuttosto su sottili scarti di genere (c'è anche un po' d'horror) e poggiando la storia sulle spalle (robuste) e sul volto della protagonista. L'espressione disorientata con cui l'eroina sembra chiedersi a ogni piè sospinto: "ma cosa vogliono tutti da me?" è più eloquente di venti conferenze intese a sviscerare i temi di cui sopra.
                A proposito: lei mi ha ricordato un po' la Rodriguez del "Nemesi" di W.Hill.
                Ma al di là di questo si tratta davvero di un buon film, diretto con nitore, eleganza e sottile visionarietà, e narrato con minuziosa pazienza pur tra qualche manicheismo. Un film che conserva in segreto il calore delle più belle storie d'amore in salsa latino-almodovariana, e si notino in tal senso i piccoli stocchi espressivi, in primis la luce rossa che avvolge l'ultimo bacio col suo lui bruciaturo: a differenza di chi tende a esagerare, il nostro usa con discrezione una fonte luminosa infradiegetica e "dice" tra le righe.
                Ma d'altra parte il film intero sembra pensato per gravitare verso quella breve accensione cromatica, come un melò lungamente inibito ma nostalgico di un po' di colore.

                La butto lì nel caso in cui: il precedente "Gloria" merita?
                Mi incuriosisce a sto punto anche Disobedience, con la Weisz e la Mcadams.

                CINQUANTA SFUMATURE - LA MARATONA (XXX)
                Scherzo non l'ho visto.
                Ultima modifica di papermoon; 10 febbraio 18, 16:40.

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                • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
                  perche´, che dice?
                  http://www.indiewire.com/2018/02/pau...er-1201926078/
                  Anything—and Better Than Anyone’ ‘She Can Do Absolutely
                  Anche per me è la migliore, è bravissima e ha un aspetto che le consente di essere credibile sempre e ovunque.
                  Ultima modifica di mr.fred; 09 febbraio 18, 10:47.

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                  • Dopo svariati anni, ieri sera mi sono voluto rivedere il PLANET OF THE APES di Burton.

                    Non avevo un buon ricordo, e questa visione me l'ha peggiorato ancora: film a dir poco imbarazzante ... poco da aggiungere ...

                    Dialoghi ed azioni da 3a elementare ... scenografie/inquadrature posticce e finte che più non si può ... le scimmie rese fin troppo antropomorfe in viso, da risultare ai limiti del ridicolo ...

                    Mammamia.

                    Difficilmente stronco dal tutto un film, e questo è uno dei rari casi.
                    Ex utente Matt80 dall'autunno 2007

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                    • Come al solito ottime Review Tom.

                      Raw

                      E poi arriva, come uno lampo, l’horror dannatamente seducente con la sua carnale (è proprio il caso di dirlo) morbosità, la sua perversione sexy e al tempo stesso raccapricciante, opinabile bei sottotesti, ma indubbiamente sorprendete nel Cinema di genere.


                      "Spesso contraddiciamo una opinione, mentre ci è antipatico soltanto il tono con cui essa è stata espressa."

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                      • Originariamente inviato da papermoon Visualizza il messaggio

                        La butto lì nel caso in cui: il precedente "Gloria" merita?
                        Mi incuriosisce a sto punto anche Disobedience, con la Weisz e la Mcadams.
                        Gloria non mi era piaciuto particolarmente, ma non dare troppo peso alla mia opinione, difficilmente mi appassiono ed empatizzo con le vicende di personaggi che hanno trenta o quaranta anni più di me.
                        Vorrei vedere Una mujer fantastica, ma non riesco a trovarlo in lingua originale.
                        Appena visto il trailer di Disobedience, il tema è piuttosto abusato, anche se è curioso vedere come può venire fuori un melodramma ambientato ai giorni nostri.

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                        • L'ho visto l'altro giorno in un cinemello non lontano da me, comunque credo si trovi nei soliti meandri.

                          Ma Gloria è proprio un classico dramma geriatrico o c'è qualche guizzo, un approccio un po' particolare? Perché sennò mi sa stuccherebbe anche me.

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                          • Originariamente inviato da papermoon Visualizza il messaggio
                            L'ho visto l'altro giorno in un cinemello non lontano da me, comunque credo si trovi nei soliti meandri.

                            Ma Gloria è proprio un classico dramma geriatrico o c'è qualche guizzo, un approccio un po' particolare? Perché sennò mi sa stuccherebbe anche me.
                            Oddio, dramma geriatrico non lo definirei, dato che la protagonista aveva 53 anni all'epoca del film. Rientra più nella categoria "dopo il divorzio". Qualche guizzo comunque ce l'ha, anche se non è che mi abbia conquistato. In ogni caso me lo ricordo, per quel che mi ricordo, piacevole.

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                            • Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio
                              PTA ha ragione da vendere quando parla delle capacità attoriali della Adams
                              Se dovessi scegliere la mia attrice preferita attualmente in circolazione, punterei sicuramente su di lei. A parte che personalmente la trovo bella, molto bella anche in versione acqua e sapone. Ma la trovo di un'espressività a volte quasi struggente, con a volte dei semplici sguardi. Penso per esempio al fugace scambio di sguardi nel finale di Her.

                              Originariamente inviato da mr.fred Visualizza il messaggio

                              http://www.indiewire.com/2018/02/pau...er-1201926078/


                              Anche per me è la migliore, è bravissima e ha un aspetto che le consente di essere credibile sempre e ovunque.
                              Grazie per il link fred, mi era sfuggito quell'articolo
                              Ultima modifica di Tom Doniphon; 09 febbraio 18, 19:17.

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                              • Good Time

                                Come sia stato possibile accostare questo film a Fuori Orario per me resta un mistero. Lì l'assurdo si manifestava sotto forma della notte metropolitana che investiva in pieno l'innocente protagonista, qui è il protagonista stesso che compie azioni razionalmente senza costrutto in una New York popolata da figli sì di un dio minore ma frutti concreti di questo tempo. Anche il lungo flashback centrale più che una concessione al grottesco appare come ulteriore squallore gettato in faccia allo spettatore. E in fondo il film, oltre la forma psichedelica e schizofrenica imbevuta in una colonna sonora synth intrusiva come quelle dei film di Sergio Leone, non è altro che una sinfonia sui perdenti, che siano handicappati o schizzati o donne succubi delle loro madri anziane o ragazzine senza futuro. Forse privo di un perfetto bilanciamento che lo mantiene (non troppo) distante grandi classici, per me resta comunque molto interessante.
                                Ultima modifica di Massi; 09 febbraio 18, 19:42.

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