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  • Borg McEnroe

    Un po' troppo Borg-centrico, pieno di flashback che servono più a fare minutaggio che a caratterizzare i personaggi e con il senso di rivalità che emerge solo nell'estenuante sfida finale, senza che la regia o il montaggio inventino grandi cose nella rappresentazione di questo sport.
    Tutto sommato è un film senza pretese e si può tranquillamente vedere in un momento in cui non si ha la testa per qualcosa di più impegnativo.
    Avevo letto di alcuni paragoni con Rush e a mio parere è ovviamente inferiore.

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    • E' Borg-centrico perchè è una produzione scandinava, più che altro meglio non vedere proprio McEnroe se deve essere dipinto come il giocatore scorretto con gli avversari infortunati che non è mai stato

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      • avete presente il detto secondo il quale l'uomo è attratto da ciò che lo terrorizza? Anche se si copre gli occhi, non può non dare una sbirciatina. ecco questo per dire che spinto dal commento di Gidan ho visto The Place. Pur senza concordare sul suo giudizio lapidario, devo ammettere che il film è una palla. Più che altro, dovrebbe creare tensione e non la crea, genera solo tanta noia. Secondo me, il problema maggiore è proprio la regia. La sola scena del confronto De Niro/Pacino in "Heat" è superiore per tensione a questo film. Ok che paragonare Mann e Genovese è indecoroso, però la regia è statica - e non c'entrano le limitazioni del set -: niente dettagli, niente particolari, niente carrelli.... solo campi controcampi e qualche inquadratura a figura intera....

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        • Originariamente inviato da Atlantide Visualizza il messaggio
          avete presente il detto secondo il quale l'uomo è attratto da ciò che lo terrorizza? Anche se si copre gli occhi, non può non dare una sbirciatina. ecco questo per dire che spinto dal commento di Gidan ho visto The Place. Pur senza concordare sul suo giudizio lapidario, devo ammettere che il film è una palla. Più che altro, dovrebbe creare tensione e non la crea, genera solo tanta noia. Secondo me, il problema maggiore è proprio la regia. La sola scena del confronto De Niro/Pacino in "Heat" è superiore per tensione a questo film. Ok che paragonare Mann e Genovese è indecoroso, però la regia è statica - e non c'entrano le limitazioni del set -: niente dettagli, niente particolari, niente carrelli.... solo campi controcampi e qualche inquadratura a figura intera....
          Eh, aggiungici che ogni dialogo è didascalico e stupido ("lei è un mostro!" "no! do solo da mangiare ai mostri!" e musica pop a bestia per enfatizzare il battutone ) ed il montaggio è orripilante ... Poi ne vogliamo parlare di Mastandrea? Che aura di mistero, che charme! I dialoghi con la Ferilli da mani nei capelli. La Rorwacher che fa sempre la stessa parte ... no dai, oltre ad essere una palla è decisamente brutto!!! La sagra del non talento.
          https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

          "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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          • sulla rorwacher non mi esprimo perché la trovo deliziosa e sarei di parte. Concordo sul resto delle interpretazioni sciatte, Giallini al suo peggio, Muccino fa il classico ruolo alla muccino....la battuta sui mostri l'ho trovata una delle meno peggio sinceramente, quella che mi ha sconcertato è stata "tu da che parte stai?" Mastrandrea si abbandona sullo schienale della sedia: "da questa"

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            • Streets of fire di Walter Hill (1984)

              È uno di quei casi in cui ho scoperto prima la colonna sonora del film. Tonight is what it means to be young è presente da diverso tempo nelle mie playlist e mi ero quindi promesso che prima o poi avrei visto il film. A prescindere dalla musica mi chiedo come, in più di dieci anni che guardo film con passione e desiderio di scoprire più cose possibili, non fossi ancora incappato in questa visione.

              Dalla prima scena, caratterizzata da un montaggio frenetico e quasi confuso, con le didascalie che sottolineano l'ambientazione della vicenda in una sorta di mondo alternativo e con l'esibizione di Nowhere fast già avevo capito che mi sarei trovato di fronte a un cult che sarebbe diventato tra i migliori film che ho visto negli ultimi mesi.
              Pur essendo ambientato in una realtà spaziotemporale diversa dalla nostra, d'altronde un po' come The warriors, il film riesce comunque a essere anni '80 in tutto e per tutto. I personaggi entrano subito nel cuore con un paio di battute grazie anche a costumi e ambientazioni che contribuiscono a creare un'atmosfera di ribellione e desiderio di sentirsi giovani.

              Il film perde un po' nella parte centrale poiché già si risolve, anche troppo sbrigativamente, il problema che aveva fatto scatenare gli eventi. Fa comunque in tempo a riprendersi per regalarci un confronto degno dei migliori western e un grandissimo finale dalle tinte melodrammatiche.

              Per quanto mi riguarda una commistione di generi per un film che funziona perfettamente e di cui probabilmente si parla troppo poco, mi sorprende ad esempio che su IMDb abbia una misera valutazione di 6,7.

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              • Imdb ed in generale gli aggregatori online di voti sui film pre era internet non sono da prendere in grande considerazione. Hanno medie molto più basse di tanti film usciti nell'era internet.

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                • Originariamente inviato da aldo.raine89 Visualizza il messaggio
                  Streets of fire di Walter Hill (1984).
                  Lieto della scoperta, è tra i miei cultissimi ingiustamente troppo obliati, un film anni ottanta e allo stesso tempo puro Cinema, perciò totalmente fuori dal tempo.



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                  • Il Filo Nascosto

                    Movimenti sinuosi nei suoi anfratti borghesi, attraverso Day Lewis/espressione e PTA/creatore che cuce non costruisce, si insinua quasi epidermico nell’intimo microdettaglio di un tema scottante, disfandosi di ipocrisie proforma e scivolandogli alle spalle per colpirlo al cuore.


                    The Post

                    Film d’inchiesta cui per fortuna Spielberg mette l’uniforme d’ordinanza, ma il nostro alla sagra del parrucchino ci va solo se può essere retorico, didascalico e illustrativo, per un Cinema che ruzzola dal classico al vecchio in men che non si dica e che in fondo non è nulla che non si sia già visto altrove e meglio.


                    "Spesso contraddiciamo una opinione, mentre ci è antipatico soltanto il tono con cui essa è stata espressa."

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                    • Meglio tipo in Spotlight?

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                      • Mute:

                        Piegato dalle logiche produttive della piattaforma che finanzia, Duncan Jones firma un pilot tv ,sia nella forma narrativa che nella resa visiva,spacciato per un lungometraggio cinematografico, dove il rimando visivo plateale e qualche scelta scenografica,derivativa anche questa, sono le uniche componenti simpatiche dell'operazione; Baracconata raffazzonata, scritta,diretta e montata(personaggi che entrano ed escono senza la benchè minima logica) in maniera svogliata o approssimativa,delirante.
                        Ultima modifica di HAL 9000; 26 febbraio 18, 00:07.

                        "Utilizzo le mie capacità nel modo più completo, il che io credo è il massimo che qualsiasi entità cosciente possa mai sperare di fare"

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                        • visto per la terza volta questo piccolo capolavoro (sottovalutatissimo imho)

                          Anomalisa (2015) di C. Kaufman

                          sarebbe riduttivo, e anche abbastanza mortificante, identificare il contenuto della pellicola dalla sinossi, visto che la visionarietà di Kaufman traspare immediatamente dalle minuzie che con dovizia di cura del dettaglio si premura di cesellare finemente.

                          basterebbe in tal senso citare il nome dell'hotel presso il quale alloggia il protagonista (per una conferenza motivazionale): il Fregoli, nome tutt'altro che casuale che declina in maniera liminale quella che vuol'essere la chiave di decriptazione del viaggio introspettivo del protagonista accedendo a quella parte della coscienza che come una sottilissima membrana cartilaginosa si frappone tra la realtà circostante e la cognizione lisergico-paronoide che si ha della stessa.

                          una trama all'apparenza minimale che in realtà si stratifica in un serie di minuscoli indizi, pezzi di un puzzle tridimensionale che sembrano mai perfettamente collimare, almeno sino al delirante finale.

                          bellissime le armosfere, il nichilismo si fonde perfettamente ad un decadentismo nostalgico quasi surreale che nell'ultimo atto, emorragicamente diviene cyberpunk visionario.


                          Slumber - Il demone del sonno (2017) di J. Hopkins

                          un soggetto che sulla carta mi attizzava un bel po' visto che si rifà ad alcune leggende appartenenti al folklore (fine '800) del piccolo paesino natio dei miei nonni materni (e un soggetto del genere me lo ricordo anche ne L'occhio del gatto del 1984), peccato che il film si riveli una mezza fetecchia e ho stoppato dopo 40 min.
                          Ultima modifica di Bender77; 26 febbraio 18, 08:51.

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                          • Originariamente inviato da SE7EN Visualizza il messaggio
                            Meglio tipo in Spotlight?
                            Due righe su Phantom Thread e The Shape of Water ce le concedi?

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                            • Originariamente inviato da SE7EN Visualizza il messaggio
                              Meglio tipo in Spotlight?
                              tumblr_mi418aFN8r1rvufhzo3_250.gif


                              "Spesso contraddiciamo una opinione, mentre ci è antipatico soltanto il tono con cui essa è stata espressa."

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                              • Omicidio al Cairo di Tarik Saleh
                                ci sono dei temi interessanti, principalmente la corruzione a livelli esagerati della polizia e degli apparati dello stato, l'arrivo della primavera araba, la speculazione affaristica con la complicità del regime, lo sfruttamento dei migranti africani, tuttavia il film è scontato, abbastanza confusionario e non si può dire sia ben riuscito
                                poi fares fares con la sua faccia sembra tutto meno che egiziano
                                In qualche strana maniera noi svalutiamo le cose appena le pronunciamo. Crediamo di esserci immersi nel più profondo dell'abisso, e invece quando torniamo alla superficie la goccia d'acqua sulle punte delle nostre dita pallide non somiglia più al mare donde veniamo. Crediamo di aver scoperto una caverna di meravigliosi tesori e quando risaliamo alla luce non abbiamo che pietre false e frammenti di vetro; e tuttavia nelle tenebre il tesoro seguita a brillare immutato. (Maeterlinck)

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