annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

L'ultimo film che hai visto?

Comprimi
X
 
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • Originariamente inviato da mr.fred Visualizza il messaggio

    Favola l' ho visto a teatro due anni fa, divertentissimo ma non capisco il senso di un adattamento cinematografico così oleografico.
    Farlo uscire come evento per soli tre giorni si è dimostrata una mossa vincente che lo ha portato a incassare più di molti film per così dire "veri" (anche se sempre di spiccioli parliamo).

    qui a Torino lo daranno d'estate al palazzo reale. Quindi lo sconsigli?
    Ultima modifica di UomoCheRide; 05 luglio 18, 22:23.
    Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
    Spoiler! Mostra

    Commenta


    • Paul - (Greg Mottola, 2011)

      Non l'avevo mai visto.. e forse sarebbe stato meglio non vederlo.

      commendiuccia stupidissima, sterotipata e rovinata dal pessimo doppiaggio di Elio sull'alieno Paul. non capirò mai la politica che detta che certi individui estranei al mondo del doppiaggio, debbano per forza essere inseriti in certe dinamiche. il film, almeno in italiano, è abbastanza rovinato da questa scelta assurda.

      un alieno che parla milanese.. ma che cazz

      per il resto Simon Pegg riesce a rovinare qualsiasi film con la sua presenza, anche senza parlare. un attore pessimo per le commedie e per qualsiasi altra roba (vedi in star trek, davvero odioso) mi chiedo davvero cosa lo spinga ad intraprendere ancora questa carriera. la sceneggiatura del film dovrebbe essere sua.. e purtroppo si vede.

      vabè, domani avrò già scordato sto filmaccio.
      "So the son saves the father and the father saves the son and it works out perfectly.
      And I draw that line all the way from Phantom Menace to Return of the Jedi.
      That’s the story of Star Wars." - Dave Filoni


      # I am one with the Force and the Force is with me #

      -= If You Seek His Monument Look Around You =-

      Commenta


      • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio

        qui a Torino lo daranno d'estate al palazzo reale. Quindi lo sconsigli?
        Parli del film o dello spettacolo teatrale? Io ho visto e ti posso consigliare solo lo spettacolo teatrale.

        Commenta


        • Parlavo del film, si.
          Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
          Spoiler! Mostra

          Commenta


          • Originariamente inviato da Naihir Visualizza il messaggio
            per il resto Simon Pegg riesce a rovinare qualsiasi film con la sua presenza, anche senza parlare. un attore pessimo per le commedie e per qualsiasi altra roba (vedi in star trek, davvero odioso) mi chiedo davvero cosa lo spinga ad intraprendere ancora questa carriera.
            Secondo me il fatto che gran parte degli spettatori (me compreso) la pensi diversamente da te su questo punto.

            Commenta


            • Originariamente inviato da Admiral Ackbar Visualizza il messaggio
              Secondo me il fatto che gran parte degli spettatori (me compreso) la pensi diversamente da te su questo punto.
              dubito sia così amato.. ma se così fosse, pazienza non mi pare sto gran attore. non fa ridere, non è simpatico ed ha sempre la stessa faccia per ogni cosa che fa, così O.O

              tanto per dire, il suo Star Trek lo trovo assolutamente il più brutto e debole dei tre. un confezionamento per nerd fatto di ovvietà e già visto.

              il personaggio che fa nei MI di Tom Cruise è irritante, quanto l'impronta che ha dato al suo personaggio in ST.
              "So the son saves the father and the father saves the son and it works out perfectly.
              And I draw that line all the way from Phantom Menace to Return of the Jedi.
              That’s the story of Star Wars." - Dave Filoni


              # I am one with the Force and the Force is with me #

              -= If You Seek His Monument Look Around You =-

              Commenta


              • Saving Private Ryan di Spielberg

                Esordisco dicendo subito che le scene di battaglia, per meticolosità nella ricostruzione, resa estetica iperreale ed immersività sono lo stato dell'arte e non hanno eguali nel mio parco di visioni.
                Il film è scritto in larga parte bene, con buone dosi di sottintesi ed ironia che rendono interessanti i dialoghi ed una macrostoria ben delineata e ritmata.
                Tuttavia, e lo dico con la massima umiltà, ho avuto vari problemi col film. Il primo e di gran lunga il più grave, è che non ritengo credibile l'innesco della storia. Che all'esercito importi qualcosa del soldato Ryan ultimo di quattro fratelli non me la bevo. Sono io a sottovalutare la bontà degli ufficiali dell'esercito?
                Poi: quando uno del plotone minaccia di disertare (poco dopo che è stato liberato il prigioniero tedesco) non mi sono bevuto neanche il discorso motivazionale di Tom Hanks, che ho trovato stucchevole (idem la lettera di Lincoln letta dal pezzo grosso dell'esercito).
                Poi: quando trovano Ryan e decidono di rimanere la storia si affloscia, stanno lì a condividere storielle in attesa del nemico. Sarebbero risultate scene migliori se fossero state raccontate mentre mostravano i preparativi della difesa, e non si percepisce il senso di "ultima resistenza" e di grave minaccia che incombe.
                Poi: la colonna sonora del Maestro Williams durante il film non emerge, è impalpabile, vedrò se ad un ascolto separato cambierò opinione.
                Infine, ed è una critica scevra di qualsiasi vena politica, mettere come prima inquadratura e come ultima inquadratura del film la bandiera USA è stato molto molto fastidioso. Che invece di essere un simbolo USA possa essere vista come un simbolo di libertà, fratellanza, ecc. lo posso capire ma, dite quello che volete, l'effetto che mi ha fatto è di fastidio intenso, e l'ho percepito come un mettere in avanti le mani e dire "stiamo raccontando la storia dei Buoni contro i Cattivi, dei Giusti contro i Malvagi, quindi questo è un film Buono e Giusto" prima ancora di mostrare qualsiasi fatto della storia.
                Ultima modifica di Cooper96; 12 luglio 18, 11:55.
                Spoiler! Mostra

                Commenta


                • Originariamente inviato da Cooper96 Visualizza il messaggio
                  Saving Private Ryan di Spielberg

                  Infine, ed è una critica scevra di qualsiasi vena politica, mettere come prima inquadratura e come ultima inquadratura del film la bandiera USA è stato molto molto fastidioso. Che invece di essere un simbolo USA possa essere vista come un simbolo di libertà, fratellanza, ecc. lo posso capire ma, dite quello che volete, l'effetto che mi ha fatto è di fastidio intenso, e l'ho percepito come un mettere in avanti le mani e dire "stiamo raccontando la storia dei Buoni contro i Cattivi, dei Giusti contro i Malvagi, quindi questo è un film Buono e Giusto" prima ancora di mostrare qualsiasi fatto della storia.
                  No, no, no, caro Cooper.
                  Spielberg non inquadra la bandiera americana. Spielberg sta inquadrando la luce del sole oscurata dalla bandiera americana e se hai ben presente il ruolo che ha la luce nella filmografia del nostro ti rendi conto che non è assolutamente un inno all'America e ai Buoni.

                  Commenta


                  • Originariamente inviato da teo Visualizza il messaggio

                    No, no, no, caro Cooper.
                    Spielberg non inquadra la bandiera americana. Spielberg sta inquadrando la luce del sole oscurata dalla bandiera americana e se hai ben presente il ruolo che ha la luce nella filmografia del nostro ti rendi conto che non è assolutamente un inno all'America e ai Buoni.
                    Frena, frena, frena. Mi stai aprendo un mondo. Non avevo mai fatto caso a questo aspetto sinceramente (la bandiera davanti al sole) e anche io come Cooper ho sempre trovato abbastanza fastidiosa quella scena finale. Puoi spiegarmi, per favore?

                    Commenta


                    • Belli i primi 30 minuti con lo sbarco, poi cala sempre di più, sino al crollo nel finale con la battaglia per difendere il ponte a mio avviso.

                      Commenta


                      • Per Spielberg la luce è sempre qualcosa di positivo. Vado a memoria: le luci delle astronavi in Incontri Ravvicinati (film che tra l'altro passa dal nero dei titoli di testa ad uno stacco sul cielo luminoso), la luna di E.T. nel climax del film (che poi diventa il sole al tramonto nel finale), la bomba atomica nell'Impero del sole che viene scambiata per qualcosa di positivo dal bambino, la luce che esce dall'arca dell'alleanza e scioglie i nazisti, ma rivedendo la filmografia è chiaro che la luce del sole (o della luna) ha sempre un messaggio positivo.
                        Seconda premessa: Spielberg non ha mai fatto propaganda come la potrebbero fare Eastwood o Bay. Ogni volta che si ha a che fare con qualcosa di politico il focus del discorso è sempre spostato sulla persona, sull'individuo e non sulla patria (Lincoln trova umanamente giusto abolire la schiavitù; i giornalisti del Post pubblicanoperché è un loro dovere morale; il Ponte delle Spie non parla dell'America che dà un'occasione di difesa al nemico, ma l'uomo che ritiene giusto di doverlo fare; Schindler che tradisce gli ideali della sua nazione). Anzi, molto spesso ciò che è governativo o legato alla patria è un ostacolo (E.T., Lo squalo, The Terminal, Sugarland Express e, se vogliamo andare di metaforoni, Duel).
                        Terza premessa che si lega ad un discorso che faceva Cooper: la figura della madre e del padre. Spielberg amava la madre e disprezzava il padre. Se pensate ai vari genitori nei suoi film la madre è sempre quella che meglio capisce i protagonisti e i bambini, mentre il padre è sempre una figura distante (ne L'impero del sole alla fine il bambino abbraccia la madre e il padre se ne sta lì imbambolato come se non ci fosse, in E.T. il padre di Elliot è menzionato una volta, in Incontri Ravvicinati e in Lo Squalo il padre è la figura che distrugge -o rischia di distruggere- le famiglie). Quindi il fatto che in Ryan la madre abbia perso tutti i figli eccetto uno è già una scusa più che valida per salvare sto povero ragazzo, secondo la poetica del regista.
                        Nel corso del film la pattuglia di Tom Hanks si lamenta continuamente del fatto che devono rischiare la vita per questo ragazzo finché -ora non ricordo perfettamente, è da tanto che non lo vedo- capiscono che è una questione umana e non americana.
                        Il padre putativo muore dicendo a Ryan di meritarsi la sopravvivenza altrimenti il loro sacrificio sarebbe stato vano.
                        Alla fine Ryan al cimitero si domanda proprio questo mettendo in crisi la sua esistenza (chiede al morto: "Dimmi che sono un brav'uomo")
                        Il film si apre con la stessa inquadratura con la quale si conclude, ma all'inizio quell'inquadratura ci dice solo: "Ecco una storia americana sui reduci, sul coraggio, sul sacrificio".
                        A fine film invece abbiamo visto di tutto e allora quell'inquadratura finale, unita alla domanda di Ryan stesso davanti alla tomba, diventa altro: è stato giusto?
                        Da un lato c'era la tragedia di una madre, giustificabile (ecco perché il sole riesce a vedersi attraverso), ma dall'altro la bandiera che tra l'altro pare scolorita sta coprendo la luce positiva del sole e questo per Spielberg non è per niente, in nessuno dei suoi film, da Duel a Ready Player One, qualcosa di positivo.

                        Quindi per me è un errore considerare Ryan un film "pro-America". E' molto più sottile la faccenda.

                        Commenta


                        • Originariamente inviato da teo Visualizza il messaggio
                          Quindi il fatto che in Ryan la madre abbia perso tutti i figli eccetto uno è già una scusa più che valida per salvare sto povero ragazzo, secondo la poetica del regista.
                          Non ci avevo pensato, e ti do ragione. Tuttavia date le premesse di realismo nel film a me non va giù. Forse più semplicemente è un limite mio che non ho la visione ottimista e umanista di Spielberg e ciò mi impedisce di apprezzarlo appieno.

                          Originariamente inviato da teo Visualizza il messaggio
                          Il padre putativo muore dicendo a Ryan di meritarsi la sopravvivenza altrimenti il loro sacrificio sarebbe stato vano.
                          Alla fine Ryan al cimitero si domanda proprio questo mettendo in crisi la sua esistenza (chiede al morto: "Dimmi che sono un brav'uomo")
                          Il film si apre con la stessa inquadratura con la quale si conclude, ma all'inizio quell'inquadratura ci dice solo: "Ecco una storia americana sui reduci, sul coraggio, sul sacrificio".
                          A fine film invece abbiamo visto di tutto e allora quell'inquadratura finale, unita alla domanda di Ryan stesso davanti alla tomba, diventa altro: è stato giusto?
                          Piano . La domanda è anche risolta, sempre nella stessa scena. Non è un interrogativo aperto di Ryan che fa un bilancio esistenziale manco fosse un film di Bergman. Per come la vedo io vuole essere un invito di Spielberg allo spettatore ad essere persone migliori: così come la squadra del capitano si è sacrificata per salvare Ryan, così milioni di soldati si sono sacrificati per noi delle generazioni future, e dobbiamo tutti noi meritarci questo sacrifico (sempre secondo Spielberg).

                          Certo sarebbe interessante un film su Ryan post guerra schiacciato dall'ansia di essere all'altezza del sacrificio di molte vite, uno standard impossibile da soddisfare.


                          Originariamente inviato da teo Visualizza il messaggio
                          Da un lato c'era la tragedia di una madre, giustificabile (ecco perché il sole riesce a vedersi attraverso), ma dall'altro la bandiera che tra l'altro pare scolorita sta coprendo la luce positiva del sole e questo per Spielberg non è per niente, in nessuno dei suoi film, da Duel a Ready Player One, qualcosa di positivo.
                          Si potrebbe anche interpretare come tutte le cose positive (il sole) sacrificate per la Patria. Si potrebbe interpretare in vari modi, tuttavia mi sembrano tutti passi molto lunghi queste interpretazioni e non c'è altro nel film che supporta quest' interpretazione (ad ogni modo complimenti per le belle parole), e sono un po' scettico. Poi ammetto che di Spielberg conosco poco poco.
                          Ultima modifica di Cooper96; 12 luglio 18, 16:57.
                          Spoiler! Mostra

                          Commenta


                          • In realtà il fatto è ispirato a una storia vera.

                            " Il film, anche se non se ne fa menzione, è ispirato a una storia vera, quella dei quattro fratelli Niland, tutti soldati dell'eserctito Usa.

                            Nel mese di giugno 1944, le autorità statunitensi scoprono che Robert Niland, paracadutista della 82esima divisione Airborne è stato ucciso il 6 giugno e che suo fratello Preston, della 4a divisione di fanteria è morto in battaglia il 7 giugno. Questi due tragici destini travolgono la famiglia dei soldati, già prostrata per la scomparsa di Edward Niland, pilota della US Air Force, precipitato il mese precedente, nel Pacifico. Tre dei quattro figli Niland hanno quindi sacrificato la loro vita per la Patria. Due sono morti, uno è scomparso e presumibilmente anche lui deceduto. Per una famiglia è davvero troppo

                            E per Washington non ci sono dubbi: l'unico sopravvissuto, il paracadutista Frederick Niland, detto Fritz, deve essere riassegnato immediatamente in un'unità non combattente negli Stati Uniti. Fritz si trova in Normandia, non è disperso ed è lì, sul fronte in Normandia, che apprende della morte dei due fratelli.
                            Gli viene comunicata dal cappellano militare e a riportarlo a casa da sua madre non è l’eroica impresa di una squadra di soldati ma una decisione presa a tavolino grazie alla "Sole Survivor Policy".
                            Si tratta di una direttiva voluta dal del Ministero della difesa statunitense che prevede una serie di norme per proteggere i membri di una famiglia dai combattimenti se già altri familiari hanno perso la vita servendo l’esercito. Fu promulgata a seguito della tragedia dei cinque fratelli Sullivan, morti tutti insieme nel 1942 dopo l’affondamento della nave da guerra su cui erano imbarcati.

                            Per la cronaca, Edward, il fratello Niland disperso nel Pacifico e creduto morto fu poi ritrovato e salvato. Si era lanciato con il paracadute dal suo aereo e aveva vagato per le giungle della Birmania prima di essere catturato. Tenuto prigioniero per un anno venne liberato nel maggio del 1945."


                            Tra l'altro un altro fatto come conseguenza della morte dei fratelli Sullivan fu che, per regolamento, duo o più fratelli non poterono più prestare servizio a bordo della stessa nave, proprio per evitare che si ripetessero tragedie del genere.

                            Commenta


                            • Fahrenheit 451
                              .
                              L'origine televisiva tradisce una certa mancanza di profondità e di energia, nonostante la realizzazione sia senz'altro al di sopra della media. Se già non si conoscesse la storia (editoriale e cinematografica) potrebbe essere tranquillamente preso per un episodio "speciale" di Black Mirror, e temo che con gli spettatori più giovani andrà così. Dopodichè non può che risultare interessante l'attualizzazione della vicenda e l'ambientazione costantemente notturna che richiama echi di Blade Runner, anche se con minor fortuna (va detto che scegliere come location l'anonima Cleveland non ha giovato). In conclusione non indimenticabile ma neanche dimenticabile come una qualsiasi produzione Netflix.

                              Commenta


                              • Carrie di de Palma

                                Davvero bell e godurioso, ho molto apprezzato la miscela fra satira della vita liceale e horror. Da notare come per tutto il film eccetto il magnetico ballo finale (nel quale sai che le cose finiranno male e de Palma sfrutta abilmente questa consapevolezza per creare lunghi minuti di tensione) ci siano varie scene horror prive di elementi sovrannaturali in cui l'orrore è generato da fatti di vita quotidiana (magnifica la scena iniziale in cui il bullismo delle ragazze incute spavento) o da una madre fondamentalista cristiana. Sissy Spacek col suo fisico macilento è perfetta per il ruolo.
                                Musiche spettacolari.



                                Ho rivisto The Lego Movie di Lord&Miller.
                                Sempre divertentissimo, con gran ritmo e non banale nei contenuti, tuttavia specie verso il finale c'è un eccessivo numero di gag che spezza i vari momenti. Inoltre la parte live action ""stona"" per come fa perdere di rilevanza agli eventi del mondo Lego, seppur ci sia un certo margine di ambiguità su quanta "autonomia" abbiano gli abitanti del mondo Lego, visto che Emmett si muove nel mondo live action.
                                Spoiler! Mostra

                                Commenta

                                In esecuzione...
                                X