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  • Mi sono visto finalmente Perfetti Sconosciuti, su Netflix.

    Che dire ? davvero molto bello ed una spanna sopra il solito cinema italiano.

    Ci sono forse uno o due colpi di scena un filo forzatini, diciamo così, ma per il resto tanto di cappello.
    Ex utente Matt80 dall'autunno 2007

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    • Zombi (Versione Argento)
      Non lo vedevo da anni, forse una decina e mi ha fatto ricordare il perché voglio bene a Romero, agli zombie e ad Argento prima degli anni Ottanta. Il film è una mina diretta che non ha un attimo di tregua: si è dentro l'apocalisse, in mezzo al caos e non c'è tempo per riposarsi (giusto verso il finale i tempi si dilatano un pochino). La musica dei Goblin martella costantemente, ma è un bel sentire. Ogni tanto si nota il montaggio troppo frenetico, ma nulla che rovini la visione. Un film fantastico.

      Dawn of the dead (Theatrical Version)
      La versione americana, invece, è puro Romero. Dura una decina di minuti in più che non aggiungono molto al livello del macroracconto, ma ne cambiano il ritmo (molto più dilatato, molto più interessato anche a come gli uomini vivi si sentono) e soprattutto il tono. Ecco, è in questa versione che si può parlare di critica al consumismo dove infatti gli zombi nel centro commerciale hanno più minutaggio e si mostrano anche nel finale (nella versione Argento il film taglia sull'elicottero e il nero). La musica dei Goblin è assente, se non con il tema principale che fa capolino ogni tanto, a favore di musica minimale e dissonante. Questo provoca una strana lettura delle sequenze. Il film diventa più tragico e serio, mentre nella versione di Argento l'azione intrattiene molto di più.

      Nei prossimi giorni guardo anche la versione presentata a Cannes.

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      • 45hhhhh.jpg

        PROJECT ALMANAC Regia di Dean Israelite
        Liceale molto portato per gli studi ma di limitate risorse economiche s’industria in esperimenti tecnico-scientifici _ supportato dalla sorella e da due amici d’infanzia_ per accedere con borsa di studio al MIT, sulle orme del deceduto papà, già brillantissimo ingegnere. Ulteriore sogno : far breccia nel cuore di una graziosa compagna di classe. Rovistando, in cerca di spunti, nei progetti sparsi lasciati dal genitore noterà un particolare a dir poco sconvolgente…
        Nei crediti gran risalto alla produzione by Michael Bay e zero ai nomi del cast , anche se un pregio del film è la capacità di restituire l’energia giovane e la voglia di fare di un quasi breakfast club di cervelli e svampite/i con gli ormoni a palla ,la determinazione di mordere la vita e (in quasi tutti) l’autoindulgenza al narcisismo ( meglio popolari e benvoluti che sfigati e soli, anche perché “nessuno si salva da solo”…); con il privilegio e l’onere immediato di misurare immediatamente le conseguenze delle loro azioni/reazioni, destinate comunque a lasciare uno “strascico” di avvenimenti grandi o piccoli di cui è impossibile avere il controllo (in)diretto. Alla peggio si può decidere di “bruciarsi” la possibilità di osare, di accontentarsi, magari di vendersi casa per permettersi gli studi ed avere un (non?) futuro, modificabile in quanto non scritto e non vissuto; per quanto esistere sia un “loop”sostanzialmente indescrivibile. Neanche poco per un teen-movie fantascientifico che magari si dilunga volutamente troppo sugli aspetti da romcom e non dà a vedere il suo potenziale “filosofico”: oserei dire un “Arrival”al contrario, centrifugato dalle riprese P.O.V. (e pseudo-tali) ed F/X sfiziosamente non invasivi. Sarebbe stato forse più equilibrato concepirlo come mini-serie tv , comunque un film _ home video Paramount anche in BD_discreto/buono (imho).

        "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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        • Profondo Rosso di Dario Argento

          Bellino. L'intreccio è (molto) più coinvolgente di Suspiria, qui abbiamo un protagonista ben più interessante, attivo, continui battibecchi con la spalla femminile e una tensione continua dovuta alla spada di Damocle dell'assassino; la vicenda è più umana e ancorata al reale (ubriaconi, malati di mente, non riuscire ad arrivare a fine mese e frecciate su cosa è un "lavoro vero", Suspiria invece era una noia, seppur esteticamente ancora più raffinato e la colonna sonora migliore.
          In ogni caso i punti di forza del film sono prevalentemente tecnici, per questo credo che Argento non faccia per me.


          Arietty di Hiromasa Yonebayashi (Studio Ghibli)

          Tecnicamente sempre eccellente, ho molto apprezzato la cura nei dettagli e lo sforzo immaginativo nel ricostruire la vita delle persone minuscole che riutilizzano oggetti che per noi persone di dimensioni normali hanno tutto un altro scopo. Le musiche sono molto belle e cantabili.
          Tuttavia la storia è lineare, scontata ed elementare, povera tematicamente (rispetto ad esempio a Mononoke), molto buonista (sono tutti pieni di buone intenzioni e amore), non c'é un vero conflitto e non ho capito perché la governante dovrebbe essere ostile agli esserini minuscoli. Nel finale poi sfocia in un melenso ("conoscerti mi ha ridato la voglia di vivere"...) esagerato viste le basi.
          Ultima modifica di Cooper96; 21 luglio 18, 11:15.
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          • Originariamente inviato da Cooper96 Visualizza il messaggio
            Profondo Rosso di Dario Argento

            Bellino.
            Se avessi scritto "è una merda" forse mi avrebbe fatto meno male.

            https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

            "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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            • Originariamente inviato da Gidan 89 Visualizza il messaggio

              Se avessi scritto "è una merda" forse mi avrebbe fatto meno male.
              grande Gidan! ti quoto in pieno!
              "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


              Votazione Registi: link

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              • Anon di Andrew Niccol. Film che mi ha lasciato interdetto. Niccol presenta il suo solito scenario distopico, tanto suggestivo quanto plausibile: siamo infatti in un mondo dovbe la privacy è abolita e si vive nella trasparenza più assoluta - concetto già trattato da Dave Eggers in "The Circle". Quello che mi ha lasciato perplesso del film è il suo approccio. Noi infatti seguiamo il film da parte del protagonista, il detective sal, che deve risolvere una serie di omicidi da parte di un misterioso hacker. Su 100 minuti di film, ne perdiamo 60 seguendo una blanda indagine da thriller che non convince. La cosa sorprendente è che nei primi minuti, incontriamo il personaggio della Seyfried che è un personaggio tipicamente Niccoliano. Come il Vincent Freeman di Gattaca e il Will salas di In Time, anche questa ragazza appartiene a una sottoclasse: quella degli individui che non condividono informazioni. Come i due eroi sopracitati anche lei vive in uno stato di insofferenza e anche lei anela la fuga da quel mondo in cui lei si sente aliena (ma nell'accezione latina di "Alienus" "straniera in terra straniera" ). Anche lei, come molti dei protagonisti di Niccol, viene incolpata di omicidi che non ha commesso (topos tipicamente hitchcockiano). Non capisco quindi come mai Niccol non abbia centrato il focus della vicenda su di lei. Anche perché, negli ultimi 40 minuti,il personaggio di Sal subisce tutto quello che ho descritto sopra -viene "disconnesso" e quindi impossibilitato a operare rimanendo senza scopo e viene incolpato di un omicidio che non ha commesso - oltre al fatto che si ripresenta la tematica di mistificazione della realtà e della dicotomia tra reale/virtuale, concetti già affrontati in S1m0ne. Quindi, un film di Niccol, tipicamente niccoliano dove però il regista vuole (deliberatamente?) cambiare prospettiva, riuscendovi solo in parte - tanto è vero che il film ingrana quando torna sui binari consolidati della poetica del regista. Ripeto: mi ha confuso l'approccio. E' come se avessimo visto "Gattaca" dalla prospettiva del detective fratello del protagonista, piuttosto che dalla prospettiva del personaggio di ethan hawke

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                • L 'onorevole Angelina:
                  Una grande Magnani in un film di rivalsa proletaria, sempliciotto ma efficacie. La grande Anna si diverte a mostrarsi sfatta, spettinata, scomposta, ruvida, roca, rugosa, volgare (memorabile quando urla ala figlia di "pulire il pupo che si è liberato" prima di salire in macchina col ricco rampollo Zeffirelli). Piuttosto implausibile l'atteggiamento delle comari (tra cui la grande Ave Nichi) che si accorgono troppo tardi della "corruzione dei figli", e piuttosto datato l'umorismo che vede un padre di famiglia occuparsi di una casa. Molto bello tuttavia il uso monologo sgrammaticato (volutamente) in cui si mostra l'importanza per un padre di famiglia vessato sul lavoro e sulla società di avere almeno il rispetto dei figli. Piuttosto fuoriluogo il finale a "tarallucci e vino".

                  Tre colonne in cronaca
                  Forse il miglior film di Vanzina, da un romanzo di Augias, ingiustamente bocciato al botteghino. Volontè è sempre grande, senza strafare, e caratterizza il suo personaggio di un sorriso sornione. Il suo personaggio e le sue azioni, sono tutte motivate dalla sua situzione familiare...un uomo distrutto dagli affetti che deve salvare l'unica cosa rimastagli, ossia il suo giornale. Il suo dialogo su come "un chirurgo sporco di sangue può fare schifo ma poi ci si rende conto che c'è giustizia dietro quel sangue..." spiega ogni sua azione. Curiosamente, il libro rivelatore, al finale, sarà frapposto tra altri due libri di Pirandello. Molti i riferimenti all'attualità: chi sarà questo miliardario milanese con le mani ovunque che gira in elicottero? E chi sarà questo milanese attaccato a "poteri oscuri militari e politici" che ha in casa un biscion...pardon, un serpente? E per quanto possano sembrare implausibili certi delitti, in Italia, come racconta Dapporto nel film, non abbiamo avuto delitti bizzarri...come il caso Calvi (un uomo che si "impicca da solo" al ponte dei frati neri a Londra)?
                  Completano il quadro un Dapporto in versione milanese, che rappresenta il personaggio ligio e sempre punito dagli eventi (un personaggio che negli anni 70 sarebbe andato a Enrico Maria Salerno), un sornione e volgare Castellitto (sue le battute piu godibili...fosse stato un film "natalizio" il suo personaggio sarebbe stato interpretato da De Sica e parlerebbe allo stesso modo), un sempre simpatico Ghiani (un poliziotto buono ma poco competente, amante della fantascienza piu che dei gialli..forse uno dei tanti meridionali che hanno messo una divisa per bisogno). Peccato che il pubblio non abbia premiato il film, cosa che avrebbe potuto portare i fratelli Vanzina a prendere strade meno sguaiate. Ma del resto, come dice Dapporto del film, gli italiani "piu che LeCarrè, amano la Carrà".

                  Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                  • Vacanze in America:
                    Film mediocre, ma piccolo cult firmato Vanzina, e uno dei pochi film della loro ditta che possono ritenersi godibili. Il film riesce a riportarmi all'infanzia, quella nni 90, quando internet e i voli lowcost erano lontani e l'America era vista come una mecca da chi ignorava tutte le contraddizioni sociopolitiche del luogo ma si "drogava" di musica, telefim americani e film a stelle e strisce. Trama esile, scusa per ammucchiare gag, ma che riesce paradossalmente a riassumere il bagagio di esperienze che chiunque ha vissuto/sognato di vivere durante le gite di gruppo con gli amici. Io, personalmente, ho fatto spesso vacanze con gruppi di amici quasi completamente maschi, li ho ascoltati fare programmi su quante ipotetiche conquiste avrebbero potuto ottenere (nonostante fossimo tutti testimoni di anni e anni di inconcludenza sentimentale e due di picche da parte di tutto il gruppo XD), e puntualmente dopo i primi due giorni di tentativi e di ritorni in camera con le pive nel sacco, li ritrovavo i giorni successivi a ubbriacarsi al pub. Inutile fingere che alcuni italiani in vacanza non siano anche questo. Quando ero Erasmus in Germania, sentivo turisti 40enni, i quali credevano di poter parlare liberamente a causa della barriera linguistica, discutere ad alta voce in metropolitana (nota: nelle metro in Germania non parla nessuno. A parte gli italiani) di quale "night club" frequentare la sera seguente.
                    Gli elementi ci sono tutti: la coppia romantica che si corteggia, la componente adulta che si preoccupa per un gruppetto che si allontana, il gruppetto che trasgredisce e va a raggiungiere mete non previste dal viaggio, gli scherzi in albergo (nota: ho sempre criticato la stupidità del personaggio di Calà che gira nudo per un albergo invece di rubarsi due lenzuola dal letto della stanza, poi ho scoperto che Calà si è davvero ritrovato, anni dopo, a restare chiuso dalla propria stanza mentre era nudo quando girava Vita Smeralda - quindi la stupidità del personaggio resta credibile in quanto giustificata dall"attore" che lo interpreta XD), gli abbordaggi costosi e mal ripagati, l'esaltazione nel vedere le luci della grande città (la prima uscita di Calà, inquadrato dal basso e circondato dalle luci di New York), la spaghettata in albergo, gli spaghetti in valigia, la partita di calcio, la nostalgia a cantare le canzoni italiane, l'amico che viene abbordato dalle meno avvenenti del locale, etc etc. Tre storie esili che si intrecciano, una per ogni target di pubblico: una coppia prete/madre per gli adulti (notare come Don Buro sia lontanissimo dai successivi personaggi Desichiani e che rinunci anche alle avances delle donne), una coppia romantica per i sentimentali, e un trio con Calà a capo del gruppo per creare gag a raffica. Curioso come il film abbia meno difetti di tutti i suoi epigoni successivi....in tutti i film "cinepanettone" successivi, assistiamo a battute a sfondo razzista, misogeno, omofobo, celebranti il gallismo e il rampantismo alto borghese italico. Qui invece abbiamo una donna che non è solo donna oggetto ma è una donna indipendente che, trascurata dal fidanzato ossessionato dai gadget (l'elettronica di consumo era la moda del momento e negli 80 ci stavamo trasformando tutti in altoconsumatori di questi prodotti), prende lei l'iniziativa ma poi, ligia ai propri impegni morali ci ripensa; Abbiamo un prete campagnolo (quindi forse anche "compagno", una sorta di debitore ai preti della commedia campagnola alla Pane e Amore ma al contempo epigono, anche per prestanza pugilistica, del Don Camillo) che arriva a picchiare due razzisti americani che insultano le persone di colore, un gruppo di galletti ricchi che vengono costantemente puniti, sia sul piano del gallismo (si ritrovano in periferia - oggi nei film vacanzieri non si mosrano mai le periferie- a giocare a scopone) che sul piano economico (vengono "pelati" a Las vegas), addirittura Calà reagisce con molto pragmatismo alla festa del suo amico architetto, e arriva agli insulti solo dopo che è stato accusato a sua volta di essere "antico" (quindi è una sorta di "fallo di reazione). Ovviamente il film resta mediocre, ma si mantiene in linea con molte avventure vacanziere mediocri che si giravano negli anni 60 (tipo Ischia operazione amore o Copacabana Palace di Steno). E soprattuto - meno male - non ci sono gag escatologiche a base di fluidi corporei o flatulenze.
                    Ultima modifica di UomoCheRide; 22 luglio 18, 21:20.
                    Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                    • Dune
                      Terzo film di Lynch che vedo. Purtroppo non sono nè un amante della Space Opera (dato che non amo un certo tipo di Fantasy cappa e spada, e spesso le Space Opera sono solo Fantasy cappa e spada mascherati da altro) nè un amante delle storie in cui c'è un "prescelto" che salva tutto in quanto "prescelto" (accetto solo Matrix ma proprio perchè poi l'Architetto scopre che quella del prescelto è una farsa....uno specchietto per far sperare che tutto cambi ma che resta solo propaganda...). Quindi di questo film, che visivamente si rivela comunque molto interessante e ricco (addirittura gargantuesco) di elementi, salverei solo le parti con una irriconoscibile (e imbruttita) Silvana Mangano, tutte le parti nel deserto (eccezionali i vermoni...chissà che effetto vederli sul grande schermo al buio) e le parti piu oniriche e appunto forse piu affini al regista (la mano che si distrugge, laluna che si spezza, la goccia d'acqua). Bravi tutti gli attori (tranne Sting, di rara cagnitudine), e dispiace sempre vedere Sean Young e pensare a come la sua vita abbia preso una brutta piega. Purtroppo il mondo di Dune è fin troppo complicato e si decide allora di poggiarsi su una trama semplice ed efficacie (dico purtroppo proprio perchè la semplicità della trama la rende, ahimè, anche straabusata): Principe buono di un regno in conflitto con Duca cattivo perde il padre e vaga ramingo fino a cambiare nome, trovare l'alleanza di un terzo regno di cui diviene leader, e sbaragliare i cattivi unendo tutti i popoli. Dai cicli cavallereschi di Scott a il Re Leone, la trama è facilmente prevedibile. La distanza tra buoni e cattivi è talmente marcata (con i buoni che sono belli, educati, altruisti - addirittura il re compie un gesto per mostrare che preferisce salvare vite umane alla ricchezza....e una voce fuoricampo sottolinea "oh, questo re preferisce le vite umane alla ricchezza!" - sigh - mentre i cattivi sono brutti, goffi, malaticci, lascivi, cannibali, volgari, arroganti, e con gli occhi spiritati). Sprecate alcune sottotrame, come quella della storia d'amore tra principe e Sean Young (letteralmente, la "donna dei suoi sogni"). Sprecata la storia della sorella del principe, che forse sarebbe stata usata in un ipotetico sequel. Tale personaggio compare anche all'inizio come donna adulta (Virgina Madsen, ma leggo su IMDB che addirittura Helena Bonahm Carter era stata scelta ma dovette rinunciare per girare Camera con vista) e in forma di narratore (curioso come l'autore scelga di mantenere una complicata cacofonia come "la spezia annulla lo spazio" nei dialoghi).
                      Non un brutto film, anzi un film visivamente molto interessante e assolutamente un must per completisti di Lynch e della fantascienza in generale. Ma assolutamente non un film nelle mie corde.

                      Nota: Sono un appassionato di commedia e questo a volte mi causa degli sconvenienti collegamenti mentali, che mi rovinano le visioni dei film....quindi se vedo un uomo grasso fluttuare nell'aria mentre viene ripetutamente nominata la parola "Duca", allora penso al secondo tragico Fantozzi e alla terribile acqua Bertier...
                      Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                      • "A, ui, ue arrakis viene a me"

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                        • Ho visto Scarface e Carlito's Way di De Palma. Due capolavori, uno meglio dell'altro. Clamoroso che non abbiano avuto premi e clamoroso che Pacino non abbia avuto neanche una nomination agli Oscar. Due interpretazioni da storia del cinema, pazzesco.
                          https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

                          "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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                          • Originariamente inviato da Gidan 89 Visualizza il messaggio
                            Ho visto Scarface e Carlito's Way di De Palma. Due capolavori, uno meglio dell'altro. Clamoroso che non abbiano avuto premi e clamoroso che Pacino non abbia avuto neanche una nomination agli Oscar. Due interpretazioni da storia del cinema, pazzesco.
                            Visti per la prima volta?

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                            • Scarface si. Carlito's Way lo vidi un sacco di anni fa e non ricordavo quasi niente. Negli ultimi giorni ho rivisto anche Gli intoccabili e Omicidio a luci rosse, ed ho recuperato Blow Out e Le due sorelle.
                              Overdose depalmiana.
                              https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

                              "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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                              • Troppo sottovalutato De Palma. Scarface e Carlito's Way forse sono quelli più riusciti sia sul lato tecnico ed estetico (tipico di De Palma) che sulla sceneggiatura. Eppure, furono film snobbati e persino derisi all'epoca!

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