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  • Originariamente inviato da mr.fred Visualizza il messaggio
    Non ne aveva mai parlato prima, con te ha negato categoricamente e due giorni dopo rilascia questa dichiarazione.
    Più sospetto di così.

    Ha negato ma l'ho visto un pochino in difficoltà C'è stato questo climax:

    4 Mosche di velluto grigio:
    Spoiler! Mostra


    Profondo Rosso:

    Spoiler! Mostra


    Suspiria:

    "Non vorrei spiegarlo".

    Dopodiché gli ho spiegato tutta la mia interpretazione sulla trilogia alchemica, e negava ... ma senza troppa convinzione. Non so, rimarrà un mistero. Secondo me semplicemente non si è voluto far scoprire, da buon alchimista quale lui è.
    https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

    "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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    • Chissà. A me piace pensare male.

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      • Originariamente inviato da Gidan 89 Visualizza il messaggio
        Ha smentito la mia scoperta che sull'origine delle Tre Madri (la Cabala Ebraica) o comunque ha negato di essersi ispirato ad essa, così come ha smentito la mia granitica associazione delle scelte cromatiche di Suspiria ed Inferno, sempre legate alla Cabala Ebraica. Dopo un paio di giorni però rilasciò un'intervista per il restauro di Suspiria in cui affermava di essersi ispirato alla Cabala Ebraica (ne parla anche nell'intervista presente nei contenuti extra del blu ray). Ovviamente non ne aveva mai parlato prima.
        ahahahahahah! questa è meravigliosa!

        secondo me il buon Dario ti ha rubato l'idea e poi l'ha usato per menarsela un po' dandosi un tono da intellettuale di élite

        guarda, con tutto l'affetto ed il rispetto che ho per Dario Argento regista, che ha significato molto per me come per la maggioranza di coloro che sono stati adolescenti negli anni '70, io credo che le tue interpretazioni siano talmente ardite e sottile da essere andate oltre le sue stesse intenzioni. Insomma in "Suspiria" l'intento metaforico fiabesco è facilmente intuibile anche dal più pedestre degli spettatori, ed immagino che il regista abbia sicuramente immaginato il proprio senso del film. Poi è giusto che ognuno dia liberamente la sua lettura in base alla propria cultura e sensibilità, questo è il bello del cinema ed il bello dei capolavori. Però, qualora non fosse ancora chiaro, per me "Suspiria" non è catalogabile come capolavoro in senso assoluto ma limitato alla filmografia di Argento o ad un genere ben preciso e fortemente codificato come quello horror.

        Secondo me la tua interpretazione di "Profondo Rosso", originale ed interessante, va decisamente oltre le intenzioni di Argento che per me voleva fare "solo" un giallo inquietante che mette in connessione le forze "primordiali" del mondo infantile con le pulsioni sadiche di una mente disturbata incline alla violenza. Il discorso psicologico è presente ed evidentissimo ma io credo che tu abbia sopravvalutato troppo il buon Dario nella tua interpretazioni. Giusto per aprire una parentesi, per me tutta la sequenza iniziale del teatro e del convegno di parapsicologia è da 10 e lode ed è la mia preferita in assoluto del cinema argentiano.

        sul discorso Argenti vs. Fulci ...

        Sensei
        mi sembra molto strano che tu abbia visto "niente" di Argento e "tutto" di Fulci, bah!
        Al di là di questo per me tra i due il confronto non esiste, Argento sta decisamente su un'altra categoria e davanti a lui metterei solo Mario Bava che per me è stato il numero 2 del cinema di genere italiano dopo, ovviamente, l'inarrivabile Sergio Leone.

        Fulci è stato un abilissimo artigiano, che ha saputo trarre il massimo dai pochi mezzi a disposizione, ma veramente troppo greve, troppo efferato, troppo morboso nell'insistere sui dettagli macabri e raccapriccianti, una cosa per me ingiustificabile se si vuole ambire a qualcosa di più della bassa macelleria. Di Fulci salverei davvero pochissime cose: "Sette note in nero" (che per me è il suo film migliore e più equilibrato) e (con notevole generosità) "Non si sevizia un paperino" che, al netto dei soliti eccessi sgradevoli e di una certa prevedibilità della storia, ha sicuramente il merito della particolarità dell'ambientazione solare e abbacinante del profondo sud italiano, che crea un effetto straniante rispetto alla carica oscura della vicenda. Poi quasi tutto quello che ha fatto dagli anni '80 in avanti era autentica robaccia per stomaci fortissimi, da autentica serie Z, trame implausibili e pretestuose all'esibizione di sangue e squartamenti vari.

        E non dimentichiamoci de "La pretora", con il primo nudo integrale frontale della Fenech! Ecco magari questo lo salverei, giusto per questo motivo ...

        "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


        Votazione Registi: link

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        • Boh... non so c'è un motivoXD, lo so che Argento è infinitamente più conosciuto di Fulci, ma siccome nel 2012 eravamo in Django mania e visto che tra i vari western che Tarantino aveva citato, c'erano molti riferimenti a Tempo di Massacro di Fulci, l'ho visto e poi siccome m'è garbato per crudeltà e violenza molto più elevata rispetto a tutti gli altri spaghetti western, ho approfondito per conto mio il regista.
          Con Argento semplicemente non scoccò la scintilla dopo la prima visione di Profondo Rosso, quindi ha dovuto aspettare, tutto qui.

          Fulci bassa macelleria tout court no però dai. Era un regista che sapeva anche guardarsi attorno. Dei western mi piacciono come detto Tempo di Massacro e I Quattro dell'Apocalisse. dei thriller, carino l'Una sull'altra (poi anni dopo scopri che praticamente il colpo di scena è copiato pari pari da Vertigo di Hitchcock), la Lucertola con la Pelle di Donna mai piaciuto, Sette Note in nero concordo sul giudizio positivo, Beatrice Cenci notevole, Non si Sevizia un Paperino tra i migliori e Zombie 2 bello.
          La Trilogia della morte non m'ha mai detto più di tanto dovrei rivederli tutti e tre prima o poi, ma avevano trame vabbè..., Suspiria a confronto è una sceneggiatura di Wilder in effetti. Ma ripeto, dovrei rivederli, sia mai che ora possa gradirli maggiormente. Lo Squartatore di New York non me lo ricordo più, e beccai la versione censurata, quindi è come se non l'avessi visto.
          Molto carino Luca il contrabbandiere; peccato per il finale pro-contrabbandieri (ma siccome pare che i contrabbandieri abbiano finanziato in parte il film... bisogna fare concessioni alla produzione), me interessante perchè contamina il gangster con picchi di horror improvvisi quando con la pistola fà esplodere la testa della vittima e la bella quanto agonizzante tortura con la fiamma ossidrica.
          Ultima modifica di Sensei; 09 settembre 18, 00:05.

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          • Originariamente inviato da Sensei Visualizza il messaggio
            visto che tra i vari western che Tarantino aveva citato, c'erano molti riferimenti a Tempo di Massacro di Fulci, l'ho visto e poi siccome m'è garbato per crudeltà e violenza molto più elevata rispetto a tutti gli altri spaghetti western, ho approfondito per conto mio il regista.
            e allora a questo punto recupera "Se sei vivo spara" (1967) di Giulio Questi, un unicum nel panorama degli "spaghetti western". Western gotico d'autore iper-violento e censuratissimo, ma anche onirico e con inserti surreali che saranno poi ripresi da Jodorowsky. Con la riedizione del 2004 oggi è possibile vederlo nella sua versione originale. Tarantino lo ha citato esplicitamente nel secondo capitolo di "Kill Bill". Ti renderai conto (almeno spero) che siamo su tutt'altro piano rispetto a Fulci, per quanto sia un film forte e a tratti sgradevole.

            Originariamente inviato da Sensei Visualizza il messaggio
            Lo Squartatore di New York non me lo ricordo più, e beccai la versione censurata, quindi è come se non l'avessi visto.
            non ti sei perso nulla! Pura macelleria condita da un sadismo morboso e misogino che non ha bisogno di alcun commento. E tutto impiantato su una trama ridicola e pretestuosa.

            Originariamente inviato da Sensei Visualizza il messaggio
            Molto carino Luca il contrabbandiere; peccato per il finale pro-contrabbandieri (ma siccome pare che i contrabbandieri abbiano finanziato in parte il film... bisogna fare concessioni alla produzione), me interessante perchè contamina il gangster con picchi di horror improvvisi quando con la pistola fà esplodere la testa della vittima e la bella quanto agonizzante tortura con la fiamma ossidrica.
            adesso ci manca pure che vogliamo fare l'elogio del contrabbando o della camorra!

            la rappresentazione esplicita della violenza al cinema è da sempre materiale di discussione e per sempre lo sarà. Per me la linea di confine tra arte e morbosità fine a se stessa è abbastanza semplice da definire: se non avviene una mediazione stilistica che sublimi una sequenza violenta su un piano metaforico, e quindi concettuale, in genere trattasi di mera exploitation.
            E per me l'exploitation non è cinema. O, quanto meno, sta in tutt'altra categoria rispetto al cinema di qualità, che è quello che mi piace guardare e di cui mi piace discutere.
            "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


            Votazione Registi: link

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            • David.Bowman guarda, può benissimo essere che la mia interpretazione di Profondo Rosso non sia stata neanche lontanamente pensata da Argento. E mi sta anche bene. Alla fin fine la mia tesi, tutto sommato, è una sorta di psicanalizzazione di Argento. Per la serie "l'ha fatto, ma non sa neanche lui di averlo fatto", il che non vuol dire che non ci sia. Maurizio Nichetti ad esempio, mi disse che le mie analisi dei suoi film in alcuni passaggi andavano oltre la sua lettura razionale, ma che non erano per questo sbagliate ... anzi, lo fecero riflettere sul perché effettivamente scelse quell'elemento a differenza di quell'altro. Ma è capitato anche a me con i miei cortometraggi. Quando li scrissi e realizzai gli diedi un significato, poi a distanza di tempo mi resi conto che c'era anche altro che non avevo messo ben a fuoco, che mi aveva influenzato inconsciamente e che forse era la reale "verità" dietro le mie scelte. Non so se sono stato chiaro A quest'ora il cervello funziona peggio!
              Faccio un altro esempio: la mia analisi di Opera si basa prevalentemente sulle ansie che provava Argento in quel periodo (descritte nella sua bella autobiografia Paura). A partire dall'autobiografia ho interpretato il finale, con lo scontro tra il regista horror e l'assassino, due facce della stessa persona. In quel caso ero sicuro al 100% che Argento non l'avesse fatto apposta, ma mi son divertito a psicanalizzarlo. Quando un artista è sincero nello scrivere e dirigere un'opera d'arte, alla fine ci mette sempre tutto sé stesso, anche quello di cui non è a conoscenza. E' questa la differenza tra un vero artista e gli altri: la sincerità.
              https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

              "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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              • Originariamente inviato da David.Bowman Visualizza il messaggio
                e allora a questo punto recupera "Se sei vivo spara" (1967) di Giulio Questi, un unicum nel panorama degli "spaghetti western". Western gotico d'autore iper-violento e censuratissimo, ma anche onirico e con inserti surreali che saranno poi ripresi da Jodorowsky. Con la riedizione del 2004 oggi è possibile vederlo nella sua versione originale. Tarantino lo ha citato esplicitamente nel secondo capitolo di "Kill Bill". Ti renderai conto (almeno spero) che siamo su tutt'altro piano rispetto a Fulci, per quanto sia un film forte e a tratti sgradevole.


                non ti sei perso nulla! Pura macelleria condita da un sadismo morboso e misogino che non ha bisogno di alcun commento. E tutto impiantato su una trama ridicola e pretestuosa.


                adesso ci manca pure che vogliamo fare l'elogio del contrabbando o della camorra!

                la rappresentazione esplicita della violenza al cinema è da sempre materiale di discussione e per sempre lo sarà. Per me la linea di confine tra arte e morbosità fine a se stessa è abbastanza semplice da definire: se non avviene una mediazione stilistica che sublimi una sequenza violenta su un piano metaforico, e quindi concettuale, in genere trattasi di mera exploitation.
                E per me l'exploitation non è cinema. O, quanto meno, sta in tutt'altra categoria rispetto al cinema di qualità, che è quello che mi piace guardare e di cui mi piace discutere.
                Ieri ho visto " Fiore", film incentrato su una giovanissima ladra che " taglieggia" le sue vittime e finisce in riformatorio...La prima scena dentro la galera: lei sotto la doccia. Niente di sessuale ( c' è poi,ma di spalle,una scena alla American Beauty,con lei che mostra il seno ad un amichetto alla finestra sbarrata...), ma è la nominale intimità di una minorenne.In questo caso la violenza( la ragazza che mette un temperino alla gola per sfilarti lo smartphone) è propedeutica alla " morbosità " di vederla nuda? Tieni conto che vado per i 50anni : onestamente mi sono sentito _ vedendola così_ quasi " angustiato " come un padre, nella funzione e con un ruolo abbastanza centrale un ex detenuto interpretato \ trasandato da Valerio Mastandrea.
                "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                • Filosoficamente parlando anche L'arrivo del treno... dei Lumier è exploitation. La natura ontologica della macchina cinema è esploitativa, fenomeno da baraccone per le masse, questa è la sua origine, ed è abbastanza naturale che in ambito horror abbia raggiunto certe forme espressive. Questo per dire che non condivido affatto " se è exploitation non è buono", per me è sempre una questione di COME si fa e non di COSA si fa. Neppure i porno sono tutti uguali, tra Fulci e un Claudio Fragasso di mezzo non c'è il mare, ma un oceano. E con tutti i suoi difetti Lo squartatore di New York è un cult assoluto, che merita di essere visto per chi ama certe "schifezze" cinematografiche (benché i vertici fulciani siano altrove), non direi mai "non ti sei perso niente". Per me vedere un film non è (quasi) mai tempo perso, e si capisce molto più di un'epoca di un contesto storico geografico e temporale guardando la produzione media e bassa che non i grandi autori.

                  Io penso si possa amare autori estremi e difficili come il film di serie B ( e C, D ma pure Z) ben sapendo che sono esperienze diverse, con finalità diverse e valori in campo diversi. Può darsi che la mia sia un'idea di minoranza, ma mi piace l'amore " da cineteca" più che quella degli steccati, dei paletti, del "si devono vedere solo i capolavori e il resto lasciamo perdere". Ovviamente rispetto le idee altrui contrarie, ma le trovo oggi un po' superate. Se la Cinemateque di Parigi, che è il tempio che tutti noi cinefili veneriamo, a luglio fa 2 retrospettive, una su Robert Bresson e un'altra su Sergio Martino, rafforza questa mia convinzione mi fa sentire un po' più in pace con la mia anima oscura amante delle "schifezze cinematografiche".

                  Ed ora detto tutto questo mi vado a sparare un film di Loznitza sottotitolato in inglese (non scherzo)

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                  • Mi consigliate dei film di Peter Weir da recuperare?. Ho visto Picnic ad Hanging Rock e l'ho adorato. Esclusi i più popolari The truman show, l'attimo fuggente e Witness- il testimone che negli anni ho già visto.

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                    • Originariamente inviato da Sebastian Wilder Visualizza il messaggio
                      Mi consigliate dei film di Peter Weir da recuperare?. Ho visto Picnic ad Hanging Rock e l'ho adorato. Esclusi i più popolari The truman show, l'attimo fuggente e Witness- il testimone che negli anni ho già visto.
                      Gli anni spezzati è molto bello da come lo ricordo e anche L'ultima onda merita sicuramente una visione. Anche Mosquito coast ha sicuramente il suo perché. Un anno vissuto pericolosamente lo considerei meno prioritario, così come anche The way back. Gli altri mancano anche a me, ma di Master and commander ho sentito parlare bene negli anni.

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                      • Originariamente inviato da aldo.raine89 Visualizza il messaggio

                        Gli anni spezzati è molto bello da come lo ricordo e anche L'ultima onda merita sicuramente una visione. Anche Mosquito coast ha sicuramente il suo perché. Un anno vissuto pericolosamente lo considerei meno prioritario, così come anche The way back. Gli altri mancano anche a me, ma di Master and commander ho sentito parlare bene negli anni.
                        Grazie. Mi interessava sapere proprio più del periodo anni 70 fino a witness il testimone. Vedrò anzitutto gli anni spezzati.

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                        • Di Weir non dimentichiamoci anche di Un anno vissuto pericolosamente e soprattutto il sontuoso Master and Commander.

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                          • Originariamente inviato da Medeis Visualizza il messaggio
                            Filosoficamente parlando anche L'arrivo del treno... dei Lumier è exploitation. La natura ontologica della macchina cinema è esploitativa, fenomeno da baraccone per le masse, questa è la sua origine, ed è abbastanza naturale che in ambito horror abbia raggiunto certe forme espressive. Questo per dire che non condivido affatto " se è exploitation non è buono", per me è sempre una questione di COME si fa e non di COSA si fa. Neppure i porno sono tutti uguali, tra Fulci e un Claudio Fragasso di mezzo non c'è il mare, ma un oceano. E con tutti i suoi difetti Lo squartatore di New York è un cult assoluto, che merita di essere visto per chi ama certe "schifezze" cinematografiche (benché i vertici fulciani siano altrove), non direi mai "non ti sei perso niente". Per me vedere un film non è (quasi) mai tempo perso, e si capisce molto più di un'epoca di un contesto storico geografico e temporale guardando la produzione media e bassa che non i grandi autori.

                            Io penso si possa amare autori estremi e difficili come il film di serie B ( e C, D ma pure Z) ben sapendo che sono esperienze diverse, con finalità diverse e valori in campo diversi. Può darsi che la mia sia un'idea di minoranza, ma mi piace l'amore " da cineteca" più che quella degli steccati, dei paletti, del "si devono vedere solo i capolavori e il resto lasciamo perdere". Ovviamente rispetto le idee altrui contrarie, ma le trovo oggi un po' superate. Se la Cinemateque di Parigi, che è il tempio che tutti noi cinefili veneriamo, a luglio fa 2 retrospettive, una su Robert Bresson e un'altra su Sergio Martino, rafforza questa mia convinzione mi fa sentire un po' più in pace con la mia anima oscura amante delle "schifezze cinematografiche".

                            Ed ora detto tutto questo mi vado a sparare un film di Loznitza sottotitolato in inglese (non scherzo)
                            Se contestualizziamo " Fiore", "Youtopia" e " Cuori puri" : ci stanno tre circa diciottenni che finiscono molto più incasinate di come iniziano,dunque " fanno il gioco delle destre" suscitando richieste di legge ed ordine? Si parla abbastanza di carcerazione e provvedimenti giudiziari ma nessuno si proclama vittima dei magistrati: tre film giustizialisti e giacobini?
                            Cinque minuti dei f.lli Dardenne di primi piani sballonzolanti su due tizie che si litigano un caricabatteria sono meno cinema e più " videocitofono" delle corse della protagonista di Fiore, per me. Pure la tipa di Cuori puri scappa dopo aver rubato un cell in negozio : ribeccata dal vigilante mostra gran imbarazzo a farsi perquisire ( per via di una madre molto religiosa e con la fissa della castità), mentre la ragazza di Youtopia si spoglia subito davanti alla webcam...Da spettatori " entriamo" nei film sottostando a regole stabilite dagli autorlastrai; e così in Youtopia siamo in competizione con un professionista molto benestante ,mentre in Cuori puri potremo sentirci autorizzati a biasimare la ladra con madre bigotta ;-).
                            "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                            Commenta


                            • Originariamente inviato da David.Bowman Visualizza il messaggio

                              non ti sei perso nulla! Pura macelleria condita da un sadismo morboso e misogino che non ha bisogno di alcun commento. E tutto impiantato su una trama ridicola e pretestuosa.
                              Ma anche no, The New York Ripper è un feroce thriller metropolitano ambientato nella new york degradata di fine anni '70/inizi anni '80 che funziona bene per quello che propone, funziona come Maniac o un The Driller Killer.
                              Bassa Macelleria? Probabile ma non è neanche il più violento e splatter di Fulci, si è visto molto di peggio su quel campo.
                              Sadismo morboso? Sicuramente, come tutta l'atmosfera morbosa che è intorno al film.
                              Trama pretestuosa? Forse.
                              Ridicola? Decisamente no, a meno che tu non ritenga ridicola la trama dei già citati Maniac, Driller Killer o addirittura Vestito per uccidere di De Palma.
                              Inoltre è uno degli ultimi film (l'ultimo sarà Murderock) in cui la regia di Fulci è ancora potente (basta solo vedere la scena della metropolitana o quella del traghetto) e gli attori non sono dei cani, oltre ad essere uno degli ultimi film realizzati prima che la malattia di Fulci prenda sopravvento.
                              Decisamente da evitare il dvd italiano tagliatissimo e di bassa qualità video, su quel fronte sarebbe opportuno virare su dvd import, come l'edizione shameless o neo publishing o il blu ray spagnolo, tutti con audio italiano ovviamente.
                              All'estero il film è un Cult a tal punto che gli hanno dedicato pure un fumetto:

                              Ultima modifica di Darkrain; 09 settembre 18, 17:45.

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                              • henry angel
                                scusami ma non ho capito bene il tuo intervento in cui hai quotato il mio, non ho capito cosa vuoi dire relativamente al discorso "exploitation"

                                se magari mi spieghi meglio posso risponderti

                                Originariamente inviato da Medeis Visualizza il messaggio
                                Filosoficamente parlando anche L'arrivo del treno... dei Lumier è exploitation. La natura ontologica della macchina cinema è esploitativa, fenomeno da baraccone per le masse, questa è la sua origine, ed è abbastanza naturale che in ambito horror abbia raggiunto certe forme espressive. Questo per dire che non condivido affatto " se è exploitation non è buono", per me è sempre una questione di COME si fa e non di COSA si fa. Neppure i porno sono tutti uguali, tra Fulci e un Claudio Fragasso di mezzo non c'è il mare, ma un oceano. E con tutti i suoi difetti Lo squartatore di New York è un cult assoluto, che merita di essere visto per chi ama certe "schifezze" cinematografiche (benché i vertici fulciani siano altrove), non direi mai "non ti sei perso niente". Per me vedere un film non è (quasi) mai tempo perso, e si capisce molto più di un'epoca di un contesto storico geografico e temporale guardando la produzione media e bassa che non i grandi autori.
                                secondo me stai forzando troppo le definizioni per difendere ciò che ti piace, cosa comunque comprensibile.

                                Per "exploitation" io mi attengo alla definizione nuda e cruda: "Il film d'exploitation (o di sfruttamento) è un genere cinematografico che mette da parte la ricerca di valori artistici per portare in scena elementi più forti, con l'esibizione esplicita di scene di sesso e di violenza, talvolta veicolando messaggi di una parte politica o lobbistica."

                                Francamente io nel cinema cerco qualcosa di più, specialmente oggi, almeno in generale. Ma questo non mi impedisce di vedere (e soprattutto di aver visto) di tutto, "schifezze" incluse, altrimenti non mi permetterei di dare giudizi in merito. Ad esempio del cinema di genere italiano dagli anni '60 in poi credo di non aver perso nessun film, e quindi di "schifezze" ne ho viste proprio tante

                                ribadisco quanto detto in un altro post: per me la violenza sul grande schermo può anche essere esibita nel modo più crudo possibile, ma in mancanza di una mediazione stilistica che la sublimi verso un piano metaforico concettuale, la cosa non mi piace e per me si giustifica solo con morbosità, sadismo, crudeltà fine a se stessa. E a me tutto questo non piace, quindi per me questo tipo di film sono delle "schifezze". Li ho visti, specialmente in gioventù, ma so perfettamente di cosa si tratta e non mi sognerei mai di accostarli al cinema di qualità e meno che mai a quello di arte. Poi ognuno ha i suoi gusti e va benissimo così, ma francamente non mi va molto giù che oggi, a forza di sdoganare "tabù" e di rivalutare (quasi sempre nostalgicamente) i vecchi film "stracult", si finisce per spacciare le schifezze per capolavori. Una schifezza resta una schifezza, anche se magari è al top dei propri gusti personali per qualsivoglia motivo.

                                Faccio un esempio: un film a cui sono affezionato e che mi piace sempre rivedere è "Commando" (1985). E' un film che mi diverte molto e che mi è caro, ma non mi sognerei mai di dire che è un capolavoro. Sono perfettamente consapevole che oggettivamente si tratta di una boiata truzza e commerciale. Non so se mi sono spiegato.

                                Originariamente inviato da Darkrain
                                Ma anche no, The New York Ripper è un feroce thriller metropolitano ambientato nella new york degradata di fine anni '70/inizi anni '80 che funziona bene per quello che propone, funziona come Maniac o un The Driller Killer.
                                Bassa Macelleria? Probabile ma non è neanche il più violento e splatter di Fulci, si è visto molto di peggio su quel campo.
                                Sadismo morboso? Sicuramente, come tutta l'atmosfera morbosa che è intorno al film.
                                Trama pretestuosa? Forse.
                                Ridicola? Decisamente no, a meno che tu non ritenga ridicola la trama dei già citati Maniac, Driller Killer o addirittura Vestito per uccidere di De Palma.
                                Inoltre è uno degli ultimi film (l'ultimo sarà Murderock) in cui la regia di Fulci è ancora potente (basta solo vedere la scena della metropolitana o quella del traghetto) e gli attori non sono dei cani, oltre ad essere uno degli ultimi film realizzati prima che la malattia di Fulci prenda sopravvento.
                                Ma anche no!

                                per me è veramente un filmaccio, rozza "pornografia" della violenza brutale e del macabro senza filtri, cosa che penso anche di "Maniac" del resto. E la trama per me è davvero ridicola, già solo quella cosa della voce da papero genera ridicolo involontario, almeno per come la vedo io. E per piacere non accostiamo De Palma a questa robaccia, perchè il regista italoamericano sta proprio su un altro pianeta. Il voyeurismo di De Palma (che poi è la rielaborazione personale di quello del suo vate, Hitchcock) è evidentissimo, risaputo e compiaciuto. Ma lo stile dell'autore, il suo senso della visione, la miriade di invenzioni geniali sparse nei suoi film, la robustezza narrativa, fanno scattare quella "sublimazione" di cui parlavo prima. Non puoi dire che le opere di De Palma sono un mero campionario di sangue e tette al vento fini a sè stesse, è evidentissima l'esistenza di un piano metaforico e di un lavoro concettuale preventivo, come è evidente l'estrema cura dell'impianto formale, in cui vanno incluse anche le meravigliose colonne sonore di Donaggio, veramente memorabili. Ma davvero pensi di poter paragonare un film di Fulci a uno di De Palma ?

                                "The New York Ripper" con "Dressed to kill" ? eddai! è la lana con la seta!

                                ho capito che ti piace Fulci però ci vuole pure un minimo di obiettività ... o no ?




                                Ultima modifica di David.Bowman; 09 settembre 18, 20:57.
                                "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


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