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  • Dovendo chiudere casa, ho messo un ciclo di film di Totò mentre stiravo, cucinavo, pulivo.

    Totò cerca pace: film che illustra in modo ineccepibile il concetto pirandelliano di umorismo. Vera summa di battute sulla morte e sui decessi. Film di terza età, con un cast in gamba e un Totò piu misurato del solito. Ottima occasione per vedere il Totò meno maschera fumettistica e piu eroe malinconico. Antesignano di certi momenti fantozziani (lo spezzone del viaggio di nozze).

    Totò sceicco: Gustosa parodia del genere, con gag a raffica e situazioni avventurose che si susseguono: imbarchi clandestini, duelli, evasioni, assalti, ritrovamenti archeologici...c'è un pò di tutto ma i vari ingredienti riescono incredibilmente ad amalgamarsi (cosa che non accade in altre opere del Principe, in cui l'elemento fumettistico appare quasi come un deus ex machina fuori luogo ..vedasi il frammento del Conte di Montecristo ne I Due Orfanelli). Colonna sonora funzionale che esalta la comicità fisica.

    Sua eccellenza si fermò a mangiare: Misurata commedia degli equivoci di ambientazione fascista, il cui scopo è tuttavia mettere alla berlina la morale democristiana anni 60.

    L'imperatore di Capri: Luoghi esotici filmati nel dettaglio, turismo di lusso evocato tramite alberghi e sprechi, turpiloquio, personaggi omosessuali messi alla berlina, lavoratori trattati a pesci in faccia, stereotipi, scenografie cartoonesche, scambi di persona, personaggi mossi dal desiderio di avventure lussuriose.....Comencini firma a sorpresa un antenato del cinepanettone! Certo, la classe innata di Totò e della sua spalla Castellani nobilitano il tutto, le gag oggi sono ancora gustose e le volgarità sono all'acqua di rose, tuttavia è comprensibile pensare che un critico degli anni 50 sia sbiancato nel sentire Totò recitare questo scambio di battute:
    - "Le presento Elena di Troia..."
    -"Troia.......questo nome non mi è nuovo..."
    Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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    • Friedkin ci sa fare decisamente con i polizieschi, ne ha fatti 3 di gran livello, di cui uno è un capolavoro memorabile (To Live and Die in L.A.), a parer mio è IL poliziesco degli anni '80 e uno dei più belli di ogni tempo. The French Connection è una grande pellicola adrenalinica, è il padre dei polizieschi d'azione "sporchi e cattivi" che ebbero tanto successo negli anni '70. Insieme al Dirty Harry di Siegel ed al Death Wish di Winner ispirò totalmente (in molti casi ai limiti del plagio) il famigerato "poliziottesco" italiano, che prese il posto del defunto "spaghetti western" nel cuore del pubblico. E' tra le opere più famose dell'autore in cui la scelta delle ambientazioni di strada "autentiche", i forsennati inseguimenti e i personaggi "ruvidi" hanno fatto scuola per il genere. E' un film profondamente figlio della sua epoca, della quale è, oggi, degno rappresentante e la fenomenologia che suscitò va ovviamente ricercata nella società occidentale degli anni '70, vessata dalla crescente escalation del crimine e del terrorismo ed in cui la sfiducia nelle istituzioni da parte del cittadino medio (che si sentiva indifeso) era un dato di fatto. Non a caso la critica di sinistra italiana era solita bollare tutti questi film come reazionari e socialmente pericolosi perchè a dir loro fomentavano un desiderio di giustizia privata e sommaria. Nel caso dei poliziotteschi non c'è alcun dubbio che si facesse leva su questo diffuso sentire popolare per fare cassa al botteghino, operazione perfettamente riuscita!
      "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


      Votazione Registi: link

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      • Vivere e Morire a los Angeles l'ho visto un mesetto fà e non so se ne ho parlato. Capolavoro si; anche perchè si aliena da qualsiasi poliziesco anni 80' e rompe totalmente il confine bene e male.

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        • e per me contiene anche la più bella sequenza di inseguimento automobilistico che io abbia visto in un film americano, anche in quello ha fatto scuola
          "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


          Votazione Registi: link

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          • Con loro che scappano imboccano controsenso l'autostrada... senza contare macchine da tutte le parti che vogliono acciuffarli.

            Bellissima la colonna sonora e estremamente immersiva la sequenza della stampa dei soldi falsi.

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            • 44h.png
              Frame preso dal dvd di "L'Ultimo spettacolo".
              L'informazione visiva data dalla regia è che nessun adulto assiste la bambina , un momento prima "rapita dal Predicatore"...

              Al lordo di una battuta precedente e "letterale" (sic!) sull'andare a "vacche"( pronunciata dai giovani del paese), si sarebbe tentati di pensare che i villici texani, secondo il regista, hanno un approccio "moderno", ovvero "possibilista" nei confronti della pedofilia. Oppure è l'ambigua conferma che gli zotici di provincia non sanno dare un peso culturale adeguato alla condotta sessuale illecita? Comunque, par di capire, me li mettete una spanna sopra ai caprai campani del film di Martone, che per smutandarsi c'hanno bisogno di un imput esterno. D'altronde son troppo bifolchi per rifugiarsi nella lettura di riviste illustrate e men che meno per farsi problemi sovrastrutturali con l'organizzazione di matrimoni consumistici e "borghesi".
              "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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              • Unbreakable di M.N Shyamalan

                Non gli davo due lire ma mi sono ricreduto, è un ottimo film e lo si capisce già dalla folgorante prima scena, in cui Shyamalan mostra padronanza del mezzo giradola tutta in un unico cut e limitando i movimenti di macchina, ben gestendo i piani dell'inquadratura. Narra la storia di orgini di un "supereroe" che non sa di essere tale (c'é da dire che di "super" c'è solo come riesca a individuare i malvagi, tutto il resto è spiegabile) ed è piacevole vedere come a differenza dei film attuali dalla narrazione compressa e bulimica Unbreakable invece dilati molto quello che sarebbe solo il primo atto di un cinecomic, riuscendo a tenere alto l'interesse grazie all'attenzione al lato umano della storia.
                E' molto bello iil messaggio che il film vuole comunicare: le persone sono piene di potenzialità inespresse, e le esperienze anche dolorose ci rendono più forti e unic; messaggio che sarà poi ripreso nel gemello Spli (è cresciuta molto la mia curiosità verso Glass).
                Il finale non ha una chiusura logica perfetta, comunque Shyamalan centra il lato emotivo e questo fa passare in secondo piano tutto per me; anzi l'ultima frase del "villain" è bella per come descrive sia se stesso sia Bruce, che trovando il proprio posto è uscito dalla depressione e ha ricucito i legami con la moglie.
                James Newton Howard fa un lavorone alla colonna sonora, in particolare il main theme imposta il mood perfettamente. Bruce Willis fa Bruce al meglio di sè e fa piacere vedere Samuel Jackson in un ruolo diverso dal solito.
                Dispiace solo per certi dialoghi banali, su tutti "è come la tua kryptonite", il messaggio era passato (o faccio troppo intelligente lo spettatore medio ? ).


                E' uscito nel 2000 ma uscisse ora in cui i cinecomic sono un genere di film la cui esistenza è ovvia e benedetta dagli incassi chissà quanto avrebbe incassato; i critici poi, griderebbero al miracolo di fronte ad Unbreakable vedendoci chissà cosa .


                E con questo auguro Buon Anno al forum .
                Ultima modifica di Cooper96; 28 dicembre 18, 12:59.
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                • La bambina non l'aveva presa la madre dalla macchina?

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                  • Sì, ma in questa inquadratura è addirittura la bimba che deve inseguire gli adulti e viene notata da un uomo di quinta sulla sx, solo perché appunto stava più indietro degli altri ...Hai più volte sottolineato l'economia e la precisione delle inquadrature e dunque distanza e posizione degli attori non sarà stata casuale. Ed anche le battute nelle scene successive , secondo me, lasciano intuire che il "Predicatore" è inviso specialmente in quanto giovane bigotto piuttosto che sospetto pedofilo. D'altronde se si trattasse "solo" di non deflettere dal tabù della pedofilia non mi pare che ci sarebbe bisogno di sminuire qualcuno, anche oggigiorno, dandogli del "moralista di provincia" .
                    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                    • 1 - Pirates of the Caribbean - The Curse of The Black Pearl di Gore Verbinsky (2003)

                      ​​​​​​Dopo ben quasi 16 anni riesco a vedere il primo film della saga. É stata una bella sorpresa, sicuramente un tipo di film che negli ultimi anni scarseggia al cinema; é da molto che non vedo un film che inventa una mitologia tutta nuova e personaggi interessanti da zero. Fortunatamente é anche invecchiato piuttosto bene, ha ottimi momenti e bilancia bene avventura, horror e humor. Promosso, menzione d'onore per la buona colonna sonora.

                      2 - Pirates of The Caribbean - Dead Man's Chest di Gore Verbinsky (2006)

                      Ovviamente proseguo la trilogia originale, questo secondo capitolo in certi punti sembra soffrire l'essere il film centrale della trilogia rallentando di più rispetto al primo ma espande notevolmente la mitologia. Verbinsky poi regala una sequenza (il combattimento sulla ruota) assolutamente niente male. Bello il colpo di scena finale, averlo visto al cinema deve essere stato un bel colpo.
                      ​​​​​​Fin'ora un ottima saga.

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                      • Visto COLD WAR di Pavel Pawlikowsi. All'inizio ero intrigato dalle ricerche di etnografia musicale che sarebbero piaciute a Bartok, e poi dalla parte che sembra Saranno Famosi nella Polonia comunista. Ma l'ennesima vicenda di amore tormentato è un disastro! Non si solleva mai dalla meccanicità e dalla scontatezza, mi ha lasciato freddo come uno stoccafisso. Bella la battuta finale che fa capire che più che una storia d'amore è la tragedia di un uomo vittima dell'irrequietezza di una fanciulla spiritualmente sbriciolata che non riesce a placarsi manco nel momento della morte. Però quel che viene prima non corrobora questo aspetto di angoscia esistenziale anche perché il personaggio maschile è scritto male e l'attore è un tonno. Bravissima lei invece. Quindi per me è formalmente assai raffinato ma manca l'anima. Tra l'altro ormai la fotografia in bianco e nero è ritenuta "bella" di default ma spesso è solo maniera. Qualcun altro l'ha visto?

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                        • Originariamente inviato da Bone Machine Visualizza il messaggio
                          Visto COLD WAR di Pavel Pawlikowsi.
                          Per me è formalmente assai raffinato ma manca l'anima. Tra l'altro ormai la fotografia in bianco e nero è ritenuta "bella" di default ma spesso è solo maniera. Qualcun altro l'ha visto?
                          Io, e qua e là ho rischiato seriamente l'abbiocco.

                          Bello senz'anima mi parve la definizione adeguata, ma l'ho già mezzo dimenticato.

                          Ah: ho visto l'ultimo dei Coen, La Ballata Di Buster Scruggs
                          In sintesi: primo episodio da mani nei capelli, volevo spegnere dalla disperazione, e fino a metà il film resta una robetta a malapena sopportabile.
                          Per fortuna le cose migliorano nella seconda parte, anche se la struttura narrativa con finale "a sorpresa", tipicamente demistificante, rende gli episodi abbastanza prevedibili (si veda l'inevitabile esito del raccontino carovaniero).

                          Sufficienzina stiracchaitissima, direi.
                          Ultima modifica di papermoon; 30 dicembre 18, 13:19.

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                          • papermoon Roma lo hai visto?

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                            • Netflix praticamente sembra aver azzeccato solo Roma e Other side of wind, due capolavori che in realtà non sono neanche suoi ma solo distribuiti.

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                              • Originariamente inviato da mr.fred Visualizza il messaggio
                                papermoon Roma lo hai visto?
                                Nein, aspetto senza troppa fretta la giornata giusta, non ho una particolare ansia di vederlo (benchè Cuaron sia il mio preferito dei tre amigos messicani).

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