annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

L'ultimo film che hai visto?

Comprimi
X
 
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • rivisti freschi freschi stanotte...

    Un week-end da leone - Una gita da sballo (Losin' It) (1983) di C. Hanson

    con un Tom Cruise agli esordi, invecchiato 'nammerda ma sempre bellissimo...

    Shanghai Kiss (2007) di K. Konwiser, D. Ren

    seconda visione molto meh...cancellato definitivamente dalla rewatch list.

    Swingers (1996) di D. Liman

    probabilmente una delle primissime sceneggiature di Favreau, con le sue pene d'amor non ancor perdute e un ancora smilzo e premuroso Vince Vaughn. Poi vabbeh, Heather Graham...chevvelodicoaffare...

    Commenta


    • 43ccc.jpg
      L’EREDE Regia di Michael Zampino
      Di recente Alessandro Roja ha interpretato un professionista che, in solitaria, affronta un’orda di zombie…Qui _in un film del 2010_ è un radiologo che si sgrugna con trio di zotici marchigiani ( madre vedova; figlio troglodita e figlia inetta/gregaria pure un filo zoccola…)che avanzano qualche pretesa su una villetta di campagna semi abitabile che il dottorino ha appena ereditato dal babbo . Il Cane di paglia (ma la morosa, schizzinosa, prende subito la via dell’albergo), mentre si rende conto sul da farsi, viene preso di mira dai villici che non vogliono vedere Misery morire (cit. xD ), dapprima impiccioni e poi insinuanti ad oltranza, tra millanterie e rivelazioni familiari spinosamente non inverosimili , assediandolo in un misto di sadismo ed imbarazzanti transazioni mercanteggiate . Non finirà bene.
      Anche il riottoso di cose tecniche noterà ( per quanto mi riguarda attraverso la visione del dvd Cecchi Gori HV)come le prime scene “friggono” intollerabilmente impastate di granulosità ed artefatti e nel complesso non sembrano offrire quell’esperienza “cinema like” della pellicola ma piuttosto quei bianchi “sparati” e traslucidi più tipicamente catturati nella fredda definizione da ( che non significa necessariamente “di”)telecamera. D’altronde le inquadrature non godono di ampie aperture di campi ( budget limitato?) e la storia _risolta nel contegno di ottantacinque minuti_ attira la sua focalizzazione sui primi piani dell’attonito ed infine sciupato protagonista e della sua controparte, una Guia Jelo invasata e febbricitante da “Madre” nelle avanguardie del cinema sovietico che fu, melliflua e biforcuta nelle parole , quasi bipolare nel carattere (imho).


      "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

      Commenta


      • Toy Story 4 di Josh Cooley (2019).

        Incensare la Pixar oramai sembra diventato d'obbligo o quasi, visto che ogni loro film viene ricoperto di critiche positive da parte della critica americana evidentemente a corto di nozioni sui veri capolavori del cinema d'animazione come i film di Oshii, Takahata o Kon tanto per fare tre nomi. È anche vero comunque, che le pellicole della Pixar hanno dalla loro delle sceneggiature abbastanza superiori rispetto alla media dei blockbuster americani, quindi per una critica ed un pubblico a corto di film di qualità, l'errore di considerare la Pixar uno studio che produce solo capolavori, è un errore, anche perché nonostante la qualità dei loro film, ad oggi solo Wall-E di Andrew Stanton può fregiarsi del riconoscimento massimo che inizia con la lettera "C".
        Dopo l'ottima conclusione di Toy Story 3, fare un seguito era un qualcosa da folli, eppure con Toy Story 4, nonostante non si raggiungano le vette della precedente pellicola, comunque si pongono in essere taluni dilemmi lasciati sottaciuti in precedenza, per metterli come vero e proprio fulcro tematico di questa saga giunta al quarto lungometraggio.

        Il focus dai bambini si sposta sui giocattoli, uno in particolare; il nostro Woody, corroso dalla nostalgia verso Andy poiché la nuova padroncina Bonnie, sembra preferirgli altri giocattoli.
        Quindi in Toy Story 4 abbiamo un punto di vista inedito, siamo Woody e questa cosa lascia un po' spiazzati, poiché l'identificazione per lo spettatore risulta essere molto più difficile questa volta.
        Nonostante ciò, Woody assurge a sorta di figura Fordiana, uno sceriffo che dopo anni e anni ha sviluppato una auto-coscienza (voce interiore), che gli cobsente di mettere da parte totalmente l'interesse personale, per diventare una sorta di paladino della comunità di giocattoli, arrivando a sacrificare molte cose durante lo sviluppo della pellicola.

        Preso dal badare a Forky, giocattolo creato da Bonnie con gli scarti della spazzatura, il quale continuamente vuole buttarsi nel secchio dell'immondizia poiché non si auto-riconosce come giocattolo (una chiara metafora dei transessuali) e il ritorno della vecchia fiamma Bo Peep, pastorella di ceramica con le sue tre pecorelle, che adesso vive in un Luna Park come giocattolo smarrito, conducendo una vita emancipata e totalmente indipendente (dovrebbe essere l'elemento femminista del film tale giocattolo secondo la critica, però io non ho notato nulla del genere, forse perché inserito in modo naturale e non come corpo estraneo al racconto)

        La scelta di cosa voler essere è il perno tematico di questo film; Forky è spazzatura o un giocattolo? Woody appartiene a Bonnie o è per forza legato ad Andy?
        Bo Peep è ugualmente giocattolo se appartiene ad un bambino o la sua funzione viene meno se ciò non sussiste?
        Scegliere ed appartenere sono i dilemmi del film, non a caso saggiamente non si è scelto di optare per un'antagonista vero e proprio, ma il regista Josh Cooley, sfrutta la bambola Gabby Gabby, giocattolo di un negozio di antiquariato con il meccanismo vocale fuori uso e per questo mai comprata da nessuno; per rafforzare il nucleo tematico della pellicola, poiché la bambola Gabby Gabby è diventata sempre più paranoica per via della mancanza d'amore di una proprietaria nei suoi confronti. Tutti vogliamo l'affetto e l'amore di qualcuno, senza averlo mai sperimentato siamo condannati ad una sorta di tristezza infinita.

        Arrivati al quarto film, indubbiamente la scrittura delle parti di raccordo risulta essere pigra e manca fantasia nel mettere in scena in modo originale i giocattoli rapportati alle costruzioni gigantesche del mondo umano (dopo l'asilo Sunnyside di Toy Story 3 era impossibile, la Pixar avrebbe dovuto gestire diversamente il tutto). Essendo un film Woody-centrico, purtroppo tutti gli altri giocattoli sono tenuti sullo sfondo, alcuni sono mere comparse, altri invece molto sottosfruttati (vedere Buzz ridotto oramai a sforna-gag ripetitive e stantie con la solfa della voce interiore), così il finale risulta troppo affrettato e parzialmente inespresso nella carica emotiva (Jessie messa in panchina è stato un grande errore, poteva essere il contraltare di Bo Peep, ed aggiungere più sofferenza alla scelta finale di Woody).

        Critiche ultra positive ed incassi che eguagliano il terzo capì danno ancora una volta ragione alla Pixar. Sarebbe totalmente inutile proseguire visto che tra l'altro oramai al giorno d'oggi i bambini non giocano più con i giocattoli, ma sfruttano i videogiochi, il PC ed il cellullare per divertirsi e quindi un seguito sarebbe anacronistico (lo sarebbe stato pure questo, se non lo avessero sfruttato saggiamente come film per rispondere ad alcune questioni di fondo dei precedenti film). In poche parole un seguito non inutile, inferiore nettamente al terzo film, ma fortunatamente un buon film.

        Commenta


        • Powidoki - il ritratto negato di Andrzej Wajda, film del 2016 per fortuna arrivato da noi anche se in ritardo, ritratto di un artista che non ha mai ceduto al potere fino alla fine, e di un periodo storico che facilmente potrebbe essere dimenticato, pellicola da proiettare nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché realizzazione essenziale e rigorosa, perfetto.
          In qualche strana maniera noi svalutiamo le cose appena le pronunciamo. Crediamo di esserci immersi nel più profondo dell'abisso, e invece quando torniamo alla superficie la goccia d'acqua sulle punte delle nostre dita pallide non somiglia più al mare donde veniamo. Crediamo di aver scoperto una caverna di meravigliosi tesori e quando risaliamo alla luce non abbiamo che pietre false e frammenti di vetro; e tuttavia nelle tenebre il tesoro seguita a brillare immutato. (Maeterlinck)

          Commenta


          • I tre moschettieri:
            Prendete l'idea di trasfromare l'opera di Dumas in una roba steampunk post moderna alla Sherlock. Usate l'idea di navi volanti e assumete grandi attori a fare i villain. Aggiungiete la Jogovich a fare la ladra femme fatale.
            Poi mettete una folla che inneggia durante i combattimenti come se fosse un match di baseball, assumete un tizio di Disney Channel per Dartagnan, scopiazzate la megalomania del Joker burtoniano senza averne capito il senso per un cattivo, rendete i protagonisti arroganti con i poveri, specie i servi, costruite interi plot point e dialoghi su una cavalla (una cavalla!!!), ipotizzare che un esercito di militari non si accorga della Jocovich che svolazza in minigonna sopra le teste, usate le trappole di Indiana Jones ma spiegate che per evitarle basta scivolare come un terzino in area di rigore, scopiazzare dagli spaghetti western di Bud Spencer senza averne capito il senso, usate l'unica idea valida, quella della nave volante, cosi tante volte da renderla noiosa. Otterrete uno dei film piu brutti mai visti sulle rivisitazioni postmoderne dei classici.
            Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
            Spoiler! Mostra

            Commenta


            • The Vanishing - Il mistero del faro

              Per tre quarti il film funziona, merito di un magnetico Peter Mullan (che Dio l’abbia in gloria) e una sceneggiatura che nella sua semplicità riesce a essere affilata come una lama. Poi il produttore Gerard Butler decide che può bastare e che è ora di mostrare al mondo le sue doti di arte drammatica, a costo di mandare in vacca quando costruito fino a quel momento con una sterzata improvvisa e precipitosa che dà vita a un altro film per certi versi surreale per quanto pretestuoso. Quando finisce si ha la sensazione di aver passato la serata con un collega brillante e introverso che a un certo punto si ubriaca, manda a quel paese tutti e se ne va bestemmiando tra lo stupore generale.

              Commenta


              • Sin City - una donna per cui uccidere
                L'unica cosa decente del film è Eva Green (senza allusioni alla sua avvenenza). Anche vestita, ha una presenza scenica innegabile, specie nei primi piani. Ma la trama di questo film è orribile, chiunque abbia visto due noir in croce capisce subito dove andrà a parare ogni storia. Al punto che si pensa che i personaggi siano tutti cretini. Trucchi orribili, con Brolin che nel secondo tempo del suo episodio è truccato con una parrucca alla Gianmarco Tognazzi. La Dawson, pur brava, viene usata solo per le doti estetiche. La voice off è onnipresente ed asfissiante, al punto da farti capire quanto sia sopravvalutato uno scrittore mediocre e modaiolo come quel pseudo neo fascio di Miller. Non basta riempire di donne in desabillè, pallottole, e farsi pseudocool un film per fare un film decente. L'episodio con il baro è indecente, senza senso e pieno di Deus Ex machina......come si fa a rendere noioso un episodio sul poker, io davvero non ne ho idea. Si salva la Gaga, che mostra una fotogenia particolare per il suo canone estetico non proprio avvenente, e l'immenso, insostituibile Christopher Lloyd, ex Doc di Ritorno al futuro, nei panni di uno stereotipatissimo (ma recitato con impegno e spasso) Chirurgo della malavita. Chiude il film Jessica Alba, perennemente ammusonita sembrare alcolizzata (e qui si nota la differenza in termini di presenza scenica rispetto alla Green....non basta essere una bella donna e mettersi in atteggiamenti provocanti per reggere una scena). Il peggio è quando dovrebbe automutilarsi, e compaiono delle finte cicatrici in volto, stile "ragazzo di 13 anni che deve andare alla festa di Halloween, e in mancanza di soldi per il costume si arrangia facendosi le cicatrici con la biro".
                Un filmaccio.
                Non a caso, uno dei registi è Miller.
                Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
                Spoiler! Mostra

                Commenta


                • Venom di Ruben Fleischer

                  Non vedevo un cinecomic da tempo immemore. Lo sapete perché? Perché i cinecomic non mi piacciono più. Venom è un cinecomic? Si e no. Direi più la parodia di un cinecomic.
                  La trama è banale, anzi banalissima.
                  I personaggi sono monodimensionali, tagliati con l'accetta.
                  Sembra un film vecchio di 10-15 anni in tutto e per tutto.

                  E nonostante questo ... mi è piaciuto! Si! Venom è un film masochista, completamente sgangherato, incapace della minima logica interna narrativa. Un disastro totale, ma proprio per questo mi è piaciuto. Alla fine non mi sono mai annoiato (si, giusto un pochetto all'inizio quando parte leggermente serioso), anzi mi sono quasi divertito. Si tratta di un film che si prende talmente poco sul serio che per me è un scult istantaneo.
                  https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

                  "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

                  Commenta


                  • Anch'io ho visto Venom, proprio ieri. Per me è inadatto anche come film "so bad so good", così privo di mordente che non sono riuscito a digerirlo nemmeno come una simpatica cafonata.
                    Un film nato vecchio e davvero mediocre.

                    Commenta


                    • Per me Venom è uno dei peggiori cinecomics di questo decennio,dopo il Fantastic Four di Trank e il secondo Ghost Rider. Come sia riuscito a portarsi a casa oltre 800 milioni è fuori dalla mia comprensione.

                      Commenta


                      • Per me è un film talmente suicida (Venom che dice "io sul mio pianeta ero uno sfigato come te") che è impossibile non volergli bene. A differenza della roba Marvel sono riuscito a vederlo fino alla fine.
                        https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

                        "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

                        Commenta


                        • Originariamente inviato da Lord casco nero Visualizza il messaggio
                          Per me Venom è uno dei peggiori cinecomics di questo decennio,dopo il Fantastic Four di Trank e il secondo Ghost Rider. Come sia riuscito a portarsi a casa oltre 800 milioni è fuori dalla mia comprensione.
                          Trecento li ha fatti in Cina.

                          Commenta


                          • Mai visto Negli ultimi anni una merda di cinecomic come venom. Spero in qualcosa di interessante nel.sequel ma devono cambiare regista e sceneggiatore come minimo.

                            Commenta


                            • Io invece ho beccato un po' per caso, qualche giorno fa, Oltre le colline di Cristian Mungiu su Rai5, ormai di diversi anni fa ma di cui non avevo proprio sentito parlare.
                              a breve sinossi che avevo trovato su una guida tv in realtà sembrava proporre un film un po' diverso (molto incentrato sul rapporto tra le due protagoniste, senza menzionare troppo l'ambiente in cui il film si svolgerà quasi tutto), ma ciò non mi ha deluso, anzi ho trovato interessante il luogo del monastero come centro e motore degli eventi. Mi ha colpito, pur in presenza di un soggetto molto duro e che poteva sfuggire di mano nella gestione dei registri, l'asciuttezza dello stile di Mungiu (purtroppo son passati molti anni dalla visione del suo film più famoso e confesso di non ricordarmelo bene come stile cinematografico ) e anche come pone la macchina di presa in certe inquadrature, molto belle. Tutta la parte finale è molto riuscita, con quell'epilogo amaro che suggella un bel film, il quale nonostante la lunga durata scorre col giusto ritmo e, almeno per me, non tedia per nulla.
                              Lo consiglio e avviso che si trova, per ora, su Raiplay al seguente link.

                              Qui mi pare Fish_seeks_water sia un grande amante del cinema rumeno, tu che ne pensi di questo film, se l'hai visto?

                              Commenta


                              • Splendido film di cui ho pure una copia in dvd. Del medesimo regista recupera i film precedenti e successivi non ti deluderanno.

                                Commenta

                                In esecuzione...
                                X