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  • rivisto stanotte per la n volta (quest'anno)...

    Voyage of Time (2016) di T. Malick

    e pensare che a Venezia lo snobbai per Arrival, e invece nell'ultimo biennio l'ho consumato...la combo voiceover-immagini è un qualcosa di ipnotico...

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    • Prospect

      Fantascienza a basso budget che trasuda cinema come mai faranno quei film targati Netflix che teoricamente dovrebbero giocare lo stesso sport. Ma non è neanche fantascienza a ben vedere, i 400 Calci e altri lo hanno paragonato a un western ma a me, complice l’ambientazione silvestre (nel film è la Luna Verde, nella realtà si trova in quella meraviglia di mondo che corrisponde al Nord-Ovest americano) e il taglio dei costumi, mi ha fatto pensare a quelle avventure medievali che tanto andavano una volta. E proprio come un personaggio antico il grande Pedro Pascal percorre il proprio arco narrativo accompagnando la giovane protagonista verso l’età adulta, evolvendosi da ironico antagonista a surrogato paterno tra personaggi pittoreschi e lotte per la sopravvivenza. Senza mai sapere di già visto, e quindi superando l’esame a pieni voti.
      Ultima modifica di Massi; 24 luglio 19, 17:46.

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      • Originariamente inviato da Massi Visualizza il messaggio
        Prospect

        Fantascienza a basso budget che trasuda cinema come mai faranno quei film targati Netflix che teoricamente dovrebbero giocare lo stesso sport. Ma non è neanche fantascienza a ben vedere, i 400 Calci e altri lo hanno paragonato a un western ma a me, complice l’ambientazione silvestre (nel film è la Luna Verde, nella realtà si trova in quella meraviglia di mondo che corrisponde al Nord-Ovest americano) e il taglio dei costumi, mi ha fatto pensare a quelle avventure medievali che tanto andavano una volta. E proprio come un personaggio antico il grande Pedro Pascal percorre il proprio arco narrativo accompagnando la giovane protagonista verso l’età adulta, evolvendosi da ironico antagonista a surrogato paterno tra personaggi pittoreschi e lotte per la sopravvivenza. Senza mai sapere di già visto, e quindi superando l’esame a pieni voti.
        ah, aspe è quel film di ambientazione steampunk? Ne avevo visto un poster e mi ispirava moltissimo, poi ne persi le tracce

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        • Originariamente inviato da Atlantide Visualizza il messaggio

          ah, aspe è quel film di ambientazione steampunk? Ne avevo visto un poster e mi ispirava moltissimo, poi ne persi le tracce
          Se è lui lo troverai facilmente, uscirà il 7 agosto in home video. È un film piccolo ma secondo me da vedere.


          Edison - L’uomo che illuminò il mondo

          Film che poteva partorire del cinema classico di buona fattura e che risulta invece piuttosto irregolare, mancando di una struttura solida e coerente come se si patisse una fatica terribile a stare dietro alle intuizioni dei protagonisti che lo abitano. Ne viene fuori un’opera manco a dirlo a “corrente alternata”, costellata da molte vicende che non riescono a dare vita a una storia. Si va dunque a sprazzi: un po’ di guerra tra correnti, quella appunto alternata di Westinghouse contrapposta a quella continua di Edison, con in mezzo un Tesla trattato tanto amorevolmente per la sua ingenuità ed eccentricità quanto forse un po’ superficialmente da un punto di vista scientifico, un po’ di vicende familiari, dei flashback, la nascita della famigerata sedia elettrica, un processo, qualche colpo basso, il cinema che si autocelebra attraverso la sua nascita. Il tutto, si diceva, trattato in maniera convulsa, tra il bisogno di svoltare di lato e quello di ritornare sui propri passi per aggiungere un ulteriore dettaglio, per poi cambiare nuovamente percorso, senza che si riesca a imporre una visione. Epperò gli attori valgono, tutti, Shannon in testa, premiati peraltro da quella che è forse l’unica intuizione valida del regista, ovvero, a dispetto dello scriteriato titolo italiano, conferire pari dignità a menti acuminate che, con un genio cui non sempre è corrisposta un’altrettanto valida capacità di saper stare al mondo, sul finire dell’800 hanno spalancato agli uomini le porte del progresso. Ognuna con le proprie debolezze, insicurezze, financo bassezze, ma tutte con pari dignità e un ruolo riconosciuto come determinante nella vicenda. Il moltiplicarsi di finali che pure non rinunciano a un certo didascalismo regala comunque emozioni e salva un film altrimenti troppo legato alle interpretazioni e poco a una grammatica necessaria.

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          • Originariamente inviato da Fish_seeks_water Visualizza il messaggio
            Ho interrotto per un giorno il recupero integrale dei film di Almodovar e ho visto un film portoghese totalmente fuori di testa che ha vinto lo scorso anno la Semaine de la Critique (sezione parallela del Festival di Cannes dedicata a opere prime e seconde): Diamantino di Gabriel Abrantes e Daniel Schmidt.
            Non voglio spoilerare troppo ma dico solo che dentro c'è veramente di tutto: un protagonista a immagine e somiglianza di Cristiano Ronaldo, due sorelle gemelle arpie, i rifugiati, una coppia lesbica che lavora per i servizi segreti (e una delle due si farà adottare da Diamantino fingendosi un clandestino MASCHIO), la destra xenofoba e populista, l'uscita dall'euro, dei cani pelosi giganti che corrono in una nube rosa... ho riso tantissimo... è demenziale, è visionario... è una satira dei nostri tempi ed è anche un melò (con dentro le questioni di genere).
            I due registi hanno alle spalle un sacco di cortometraggi (che vorrei vedere ma che non si trovano) e questo è il loro primo - bellissimo - film. Recuperatelo, merita.
            Esce il 15 agosto in Italia con I Wonder!!! Se arriva anche dalle mie parti (ma non credo) lo vado a rivedere di sicuro.

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            • Originariamente inviato da Massi Visualizza il messaggio

              Se è lui lo troverai facilmente, uscirà il 7 agosto in home video. È un film piccolo ma secondo me da vedere.


              Edison - L’uomo che illuminò il mondo

              Film che poteva partorire del cinema classico di buona fattura e che risulta invece piuttosto irregolare, mancando di una struttura solida e coerente come se si patisse una fatica terribile a stare dietro alle intuizioni dei protagonisti che lo abitano. Ne viene fuori un’opera manco a dirlo a “corrente alternata”, costellata da molte vicende che non riescono a dare vita a una storia. Si va dunque a sprazzi: un po’ di guerra tra correnti, quella appunto alternata di Westinghouse contrapposta a quella continua di Edison, con in mezzo un Tesla trattato tanto amorevolmente per la sua ingenuità ed eccentricità quanto forse un po’ superficialmente da un punto di vista scientifico, un po’ di vicende familiari, dei flashback, la nascita della famigerata sedia elettrica, un processo, qualche colpo basso, il cinema che si autocelebra attraverso la sua nascita. Il tutto, si diceva, trattato in maniera convulsa, tra il bisogno di svoltare di lato e quello di ritornare sui propri passi per aggiungere un ulteriore dettaglio, per poi cambiare nuovamente percorso, senza che si riesca a imporre una visione. Epperò gli attori valgono, tutti, Shannon in testa, premiati peraltro da quella che è forse l’unica intuizione valida del regista, ovvero, a dispetto dello scriteriato titolo italiano, conferire pari dignità a menti acuminate che, con un genio cui non sempre è corrisposta un’altrettanto valida capacità di saper stare al mondo, sul finire dell’800 hanno spalancato agli uomini le porte del progresso. Ognuna con le proprie debolezze, insicurezze, financo bassezze, ma tutte con pari dignità e un ruolo riconosciuto come determinante nella vicenda. Il moltiplicarsi di finali che pure non rinunciano a un certo didascalismo regala comunque emozioni e salva un film altrimenti troppo legato alle interpretazioni e poco a una grammatica necessaria.
              Visto anche io ieri sera.
              Effettivamente, specie all'inizio è strano nella struttura molto confusionaria, che va via appianandosi man mano che le linee narrative vanno a convergere (ovvero quelle dei 2 protagonisti).
              Peraltro non è tanto un biopic su Edison quanto la narrazione del rapporto tra lui e Westinghouse.
              Se la struttura è altalenante a me è piaciuta la regia che cerca di riproporre inquadrature e alcune soluzioni visive d'epoca, così come la fotografia, molto buia all'inizio e luminosa nel pieno dell'era della lampadina alla fine. Riguardo trama e sceneggiatura, alcuni dialoghi sono eccessivamente pomposi ma vuoti, mentre fa sorridere il modo comunque all'acqua di rose e superficiale in cui è stato trattato il tutto.
              Concordo sulla riflessione su Tesla, che pare più uno fissato con abiti alla moda che altro.
              Ottimo il cast (Tom Holland pure qui?^^"), così come tutto il settore trucco parrucco scenografia e costumi. Sono invece indecisa sulla colonna sonora che a tratti è pesante.
              Mi chiedo se ci saranno gli estremi per l'Oscar.

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              • Originariamente inviato da Fish_seeks_water Visualizza il messaggio

                Esce il 15 agosto in Italia con I Wonder!!! Se arriva anche dalle mie parti (ma non credo) lo vado a rivedere di sicuro.
                Mannaggia, non potevano aspettare settembre? I due cinemini che di solito da me distribuiscono i film della I Wonder sono in ferie o fanno cinema all'aperto. Peccato, dal tuo post sembra un film interessante.

                Io invece qualche giorno fa ho beccato in tv, in chiusura dei palinsesti doverosamente dedicati al cinquantennale dell'allunaggio, un interessante film di un paio d'anni fa, Operation Avalanche. È una sorta di mockumentary, con la tecnica della hand-held camera e i presupposti del found footage, che tratta di due agenti della CIA - non proprio del tipo classico - che devono indagare su una presunta spia sovietica alla NASA nel periodo delle missioni Apollo, da lì però ne verrà fuori un'operazione...diciamo particolare. È una satira che ha alcuni momenti molto divertenti nel prendere in giro le teorie complottistiche sullo sbarco dell'uomo sulla Luna, e allo stesso tempo mescola un po' di elementi di thriller di spionaggio. L'ho trovato godibile, dal giusto ritmo e durata (un'ora e mezza). Se v'interessa si trova ancora su Raiplay qui.

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                • Originariamente inviato da *Lynn* Visualizza il messaggio

                  Concordo sulla riflessione su Tesla.
                  Però quanto è bravo Hoult? Ormai è un mio protetto, può fare qualsiasi ruolo.

                  Ma dov’è il thread di Midsommar? Volevo scrivere che secondo me è un filmone
                  Ultima modifica di Massi; 25 luglio 19, 21:08.

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                  • Per carità lui è bravo (e anche bello che non guasta) ma il personaggio è stato reso un po' naif. Sarà che io ho in mente Bowie in the prestige.

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                    • Ho visto su Mubi due film di un regista interessante che non conoscevo, Clément Cogitore. Il primo, The Wakhan front (Ni le ciel, ni la terre il titolo originale), è un film molto strano, un war movie ambientato in Afghanistan inizialmente realistico che poi però sfocia nel paranormale (i soldati se si addormentano spariscono, presi da Allah lol). Un war movie che è anche fantascienza che è anche, in un certo senso, western (il paesaggio brullo, i nemici) che è anche film filosofeggiante sull'aldilà (tutto il finale). Molto anomalo, molto bello. L'altro, Braguino, è un documentario di 40 minuti su due famiglie che vivono allo stato di natura nella taiga russa (i Braguino e i Kilines) separati da un fiume e in stato di perenne tensione/conflitto. Il regista va a caccia con loro (e un orso verrà ucciso a due passi dalla macchina da presa - una roba folle che io non avrei mai avuto il coraggio di fare) e li segue nella loro quotidianità. Molto stilizzato (inquadrature brevi, molti primi piani di questi bambini biondi stupendi, i vicini inquadrati in campo lungo come minaccia costante) e molto narrativo, nonostante sia un documentario. Manca un vero finale ma rimane da vedere anche questo.
                      Ultima modifica di Fish_seeks_water; 26 luglio 19, 02:11.

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                      • Un po' di roba vista:

                        Chasing Amy di Kevin Smith

                        Ha dei dialoghi molto frizzanti e centrati, Ben Affleck ha la giusta faccia da tizio con la testa dura e Jason Lee è una spalla comica perfetta. Invece la protagonista femminile l'ho trovata motlo fastidiosa, immagino abbia ottenuto la parte perché all'epoca era fidanzata di Kevin Smith,
                        Detto questo, per quanto piacevole mi rendo conto che queste commedie romantiche non sono il mio genere, mi danno una sensazione di futilità enorme.



                        La spada nella roccia

                        Molto piacevole ma manca di spessore rispetto ad altri Classici. Si distingue per l'uso di colori tenui, uniformi, "pastellati" per dare un'estetica fiabesca da libro di storia, e per gli effetti di luce e le riflessioni delle scene in acqua fantastici.
                        Merlino mattatore ruba la scena, ottima idea renderlo sia un vecchio saggio e brontolone (fedelmente all'immaginario collettivo) sia uno squinternato che viaggia nel tempo che fa umorismo metacinematografico che può capire solo lui.



                        Il gobbo di Notre Dame

                        Grandissimo capolavoro, decisamente uno dei Classici più cupi, maturi, violenti. L'animazione di Quasimodo che volteggia con la corda per la cattedrale nel finale con inquadratura in prima persona credo sia stata d'ispirazione per lo Spider-Man di Raimi (non so se ci osno stati altri precursori, correggetemi se sbaglio).
                        Vedendolo con occhi adulti, sono maligno io a pensare che le statue che parlano con Quasimodo siano una sua allucinazione dovuta all'isolamento solitario nel campanile? Non le si vede mai interagire con nessuno, escluso il finale dove partecipano alle scene d'azione, ma sempre a distanza, dove potrebbero essere Quasimodo stesso (alla Fight Club).
                        Ultima modifica di Cooper96; 27 luglio 19, 13:18.
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                        • Il mistero di Sleepy Hollow
                          L'ho rivisto ieri. L'ho sempre considerato un film imperfetto, invece ieri è stato diverso.
                          Prima di tutto ho visto una bellezza assoluta in ogni fotogramma. E poi ho trovato irresistibile il personaggio principale (l'interpretazione di Depp non l'ho mai messa in discussione, è ispirata e curata nelle più piccole sfumature).
                          Non so perché, ma è stato come vedere un nuovo film.
                          "It's so easy to laugh / It's so easy to hate / It takes strength to be gentle and kind"
                          The Smiths - I Know It's Over

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                          • Ho da poco acquistato un nuovo tv (molto) più grande del precedente e in 4K ed ogni volta che vedo un vecchio film è come se lo facessi per la prima volta.
                            Anch' io ieri mi sono soffermato su Sleepy Hollow e sono rimasto sbalordito per quanto è bello, ogni fotogramma è come un quadro. Un incanto.

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                            • The lost city of Z di James Gray

                              Un grande film che narra vicende molto piccole, e nel sentimentalismo e nel titanismo della volontà trova la sua grandezza.
                              Narra di un giovane gentiluomo alto, biondo, occhi azzurri dalle grandi capacità ma di ascendenti sfigati, quasi un dio greco, o meglio un Superuomo reso super dalla sua forza di volontà. In missione nella giungla per migliorare il proprio prestigio sociale scoprirà in sè una tensione verso l'esplorazione (o si potrebbe dire verso l'infinito).
                              Gray gira in modo compassato, la vicenda non fornisce scene epiche e spettacolari eppure si ha l'impressione costante di assistere ad un racconto epico, quasi mitologico (si pensi alla veggente); in questo senso il film riesce a comunicare e a far entrare sottopelle la tensione, l'ossessione, l'amore per la scoperta con pochissimi mezzi. Davvero un gran lavoro di regia.


                              Forse è forzato, ma questo film mi sembra un Cuore di Luce contrapposto al Cuore di Tenebra di Conrad. Qui i parallelismi e gli opposti che ci ho visto:
                              - il protagonista, come Kurtz, è dotato di grandi capacità e forza di volontà, è di relativamente umile posizione sociale e va in missione nella giungla per migliorare il proprio status;
                              - entrambi sono ossessionati dal tornare nella giungla, Kurt per piegarla alla propria volontà di dominio e farsi venerare come una divinità dagli indigeni invece Fawcett per scoprirla ed entrare in armonia con gli indigeni, che rispetta come propri pari
                              - entrambi hanno una moglie fedele, poi vedova, che li aspetta a casa; entrambe le vedove non sapranno mai la verità su cosa è accaduto al marito
                              - lo stile; Conrad dichiarò che nel suo romanzo lui non puntava a descrivere la realtà delle cose, ma a farla intravedere come dal pertugio di una porta socchiusa, e si potrebbe dire lo stesso del film di Gray.

                              Ultima modifica di Cooper96; 01 agosto 19, 23:26.
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                              • In avvicinamento a Locarno 2019 ne ho approfittato per recuperare alcuni titoli delle edizioni passate che avevo da tempo in lista ma che non sono riuscito mai a vedere. Ho cominciato con questo grazioso Fidelio - L'odysee di Alice, passato in concorso a Locarno 2014 (dove ha vinto il premio per la miglior interpretazione femminile) e diretto da una francese mi pare all'esordio, Lucie Borleteau. La protagonista è la bella e brava Ariane Labed, qui marinaia dai molti amori e molto indecisa su quale scegliere (il compagno fumettista che la aspetta sulla terraferma, il suo ex superiore che ritroverà a bordo proprio della Fidelio, ma anche i vari amanti occasionali con cui scoperà per una notte e basta).
                                Film sull'amore, ma anche sul desiderio (e sulla libertà sessuale), che racconta cose minime con molta grazia e un discreto tocco. Interessante l'idea di calare un personaggio femminile in un ambiente prettamente maschile (in cui però non dominano machismi di sorta: Alice è rispettata e perfettamente inclusa nella cameraderie marinaia) e interessante è anche lo sguardo sul quotidiano della vita in mare. Ariane Labed è molto generosa nei nudi integrali e nelle scene di sesso (e varrebbe la pena vederlo solo per questo). L'ex fiamma è Melvil Poupaud.
                                Ultima modifica di Fish_seeks_water; 01 agosto 19, 23:48.

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