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  • Originariamente inviato da David.Bowman Visualizza il messaggio

    io però mi stavo riferendo ai film di gangster italiani, forse ho inteso male io ma mi sembrava che il discorso di Sensei si riferisse a quella categoria. Io, in ogni caso, parlavo di quella

    detto questo ... Nuovo cinema paradiso è ovviamente un film bello e importante, un accorato omaggio semi-autobiografico al cinema e alla sua capacità di cambiare la vita. Ha qualche ridondanza, difetto tipico dell'autore, ma è nel complesso ottimamente realizzato e sa regalare sincere emozioni. Mi sono chiesto spesso cosa sarebbe stato questo film senza la colonna sonora di Morricone, per me incide almeno del 50% sull'impatto emozionale finale.

    Sul discorso della director's cut (che era poi la prima versione uscita in sala, salvo poi essere ritirata presto per lo scarso successo commerciale dando vita alla nuova versione con circa 40' in meno che trionfò agli Oscar) io vado un po' controcorrente: so che molti preferiscono la versione lunga per il discorso della storia d'amore tra Salvatore ed Elena che viene spiegata meglio e trova il suo "compimento". Per come la vedo io questa vicenda non è affatto essenziale, non è di certo questo il cuore del film che gira invece intorno al rapporto tra Alfredo e Totò ed alla celebrazione della magia del cinema. Io preferisco la versione "internazionale" (quella più corta) che ho sempre trovato ben più compatta ed equilibrata. Tornatore tende già di suo alla ridondanza, alla dilatazione enfatica dei tempi e delle emozioni, e quindi 40' in più orientati proprio su queste indulgenze proprio non si reggono.

    E per concludere il discorso, a parer mio ovviamente, Gomorra sta al di sopra rispetto al film di Tornatore.
    Sensei nel suo discorso parlava di unico film italiano negli ultimi 40 anni a cui si sentiva di dare il massimo dei voti, per cui ho inteso il discorso come generico e non relegato al genere gangster.

    In ogni caso, tornando a NCP, la mia valutazione è relativa alla versione più corta premiata agli oscar, che ho trovato perfetta già la prima volta che vidi il film e ancora oggi sono dell'opinione che non necessiti di minutaggio ulteriore, anche perché da quello che ho letto le parti aggiuntive come dici giustamente tu vanno a trattare cose non fondamentali e che non rappresentano il cuore pulsante della pellicola.
    Pensa che ho la versione lunga in dvd da anni ma non ho mai avuto il "coraggio" di vederla per una (forse sciocca) paura che mi rovini la magia del film cosi come lo ho tanto amato... chissà se prima o poi correrò questo rischio o rimarrò nella comfort zone della versione che ho apprezzato finora

    Concordo, come detto, col grande valore aggiunto della colonna sonora, è un po' il discorso che si faceva tempo fa per L'ultimo dei Mohicani ad esempio. Ma questo non toglie nulla al valore del film in questione, semmai lo eleva, cosi come succede quando in un bel film risaltano magari regia o fotografia o scenorafie ecc. Nel film di Tornatore funziona tutto, e nel tutto spiccano le musiche di un fuoriclasse che risaltano non solo per la bellezza intrinseca che possiedono ma anche perché si sposano perfettamente col resto dell'affresco dipinto dal regista.

    Concludo dicendo che la scena della proiezione del film verso la piazza del paese mi lascia ogni volta incantato come solo i grandi sanno fare, e credo che il (meta)cinema dovrebbe realizzarle più spesso scene cosi potenti e fascinose quando parla di se stesso... sono curioso di vedere cosa ha fatto Tarantino in merito infatti
    Ultima modifica di Gandalf; 21 settembre 19, 15:26.
    I will not say "Do not weep", for not all tears are an evil.

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    • Originariamente inviato da Gidan 89 Visualizza il messaggio
      Ho da poco finito di vedere Tommaso (2016) di Kim Rossi Stuart. Mi sbaglio, o è un film dannatamente sottovalutato?
      Quando uscì al cinema non andai a vederlo per via delle numerose bocciature da parte della critica, ed in effetti il film non è stato ben recepito neanche dal pubblico. Io l'ho trovato davvero un bel film, sovraccarico - volutamente - in ogni suo aspetto, dalla recitazione sopra le righe del protagonista, alle sequenze oniriche. L'andare sopra le righe non è per forza un difetto, anzi, credo che il personaggio di Tommaso andasse necessariamente interpretato in questo modo, ed è un personaggio verissimo, le cui nevrosi non sono per nulla romanzate o esagerate. Divertente, profondo, commovente, forse un po'irrisolto, ma è un film vero, sincero. In bilico tra Allen e Moretti? Si, e perché mai sarebbe un difetto? Io ci ho visto anche un po' del Ferreri di Diario di un vizio. Ingiustamente snobbato dalla critica e dai David.
      Pure a me ha ricordato un sacco Woody Allen però sai cosa? Secondo me il film -dopo un po'- risulta 'pesante' nel suo voler sembrare un film di Allen (o di Moretti, come hai scritto pure tu). Ricordo che ad un certo punto sembrava pure quasi identico ad un film di Moretti stesso e mi son persa tra la recitazione sopra le righe degli attori e la celebrazione di registi cari a Stuart.
      Mi sembra ingiusto demolirlo come ha fatto la critica ma non mi ha convinta totalmente nel suo alla fine, nonostante nel panorama italiano reputi Stuart un attore molto valido che sa il fatto suo (a differenza di altri..).

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      • Originariamente inviato da David.Bowman Visualizza il messaggio

        detto questo ... Nuovo cinema paradiso è ovviamente un film bello e importante, un accorato omaggio semi-autobiografico al cinema e alla sua capacità di cambiare la vita. Ha qualche ridondanza, difetto tipico dell'autore, ma è nel complesso ottimamente realizzato e sa regalare sincere emozioni. Mi sono chiesto spesso cosa sarebbe stato questo film senza la colonna sonora di Morricone, per me incide almeno del 50% sull'impatto emozionale finale.

        Sul discorso della director's cut (che era poi la prima versione uscita in sala, salvo poi essere ritirata presto per lo scarso successo commerciale dando vita alla nuova versione con circa 40' in meno che trionfò agli Oscar) io vado un po' controcorrente: so che molti preferiscono la versione lunga per il discorso della storia d'amore tra Salvatore ed Elena che viene spiegata meglio e trova il suo "compimento". Per come la vedo io questa vicenda non è affatto essenziale, non è di certo questo il cuore del film che gira invece intorno al rapporto tra Alfredo e Totò ed alla celebrazione della magia del cinema. Io preferisco la versione "internazionale" (quella più corta) che ho sempre trovato ben più compatta ed equilibrata. Tornatore tende già di suo alla ridondanza, alla dilatazione enfatica dei tempi e delle emozioni, e quindi 40' in più orientati proprio su queste indulgenze proprio non si reggono.
        Finalmente trovo qualcuno che la pensa come me sulla director's cut di Nuovo Cinema Paradiso ! Pensavo di essere un brontolone nostalgico di fronte a tutti i commossi che ormai apprezzano la versione di Tornatore (sdoganata ormai anche dalle riproposizioni televisive). A parte il fatto che, un po' come Gandalf, ho un rapporto speciale con quel film (da bambino divoravo la prima ora del film e mi immedesimavo nel desiderio di Totò di fare il mestiere di Alfredo ) e quindi la prima versione che ho consumato resta sempre nel mio cuore, concordo che secondo me lasciare sfumato e interrotto quel rapporto tra Salvatore ed Elena, così da donare un tocco quasi elegiaco a quel ritorno di memorie che investono il protagonista una volta tornato a casa, è meglio di quello che si vede nella director's, che toglie quella magia e dà una vena al film sì di rimpianto ma anche di "compimento", come hai detto (e in più tratteggia la figura di Alfredo, per quel che si viene a sapere, in un modo che personalmente non mi piace, ma tant'è). Insomma meno male che Cristaldi fece quei tagli nel montaggio (forse uno dei pochi casi in cui l'intervento del produttore sulla versione di un film è ben riuscito?) perché il film ne guadagna in bellezza.

        Tommaso mi aveva incuriosito ma avevo letto anch'io le molte critiche negative (e qualche clip a caso che mi aveva lasciato un po' perplesso effettivamente), adesso m'avete incuriosito. Anche libero va bene qualcuno lo ha visto, per rimanere in tema?

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        • Originariamente inviato da Gandalf Visualizza il messaggio
          Pensa che ho la versione lunga in dvd da anni ma non ho mai avuto il "coraggio" di vederla per una (forse sciocca) paura che mi rovini la magia del film cosi come lo ho tanto amato... chissà se prima o poi correrò questo rischio o rimarrò nella comfort zone della versione che ho apprezzato finora
          beh, se sei un fan del film come dici io credo che tu debba vederla. Se poi non ti piace fa' niente, credo che questo nulla tolga alla tua passione verso l'opera che conosci e che ami. Non dimentichiamoci che la versione corta fu quella premiata agli Oscar e che ebbe tutto il grande successo che sappiamo, in Italia e all'estero. Quindi, se io fossi in te, guarderei al più presto anche la versione lunga, per completezza, per cultura e per fare un confronto

          su Kim Rossi Stuart io penso che sia un regista acerbo, che cerca di puntare in alto, ha coraggio, voglia e ambizione ma non mi pare possieda il talento necessario e, soprattutto, non sa ancora trovare uno sguardo, una voce personale e quindi credibile. Cerca sempre di assomigliare a qualcun altro, "copiando" modelli eccellenti, ma ovviamente non basta.

          Tommaso, citato da Gidan 89 , non è un film brutto ma paga il suo essere fortemente derivativo, si vede che il regista cerca di ispirarsi ad altri registi (li avete citati) per impreziosire la sua opera. Questo gioco alla lunga stanca e rende il tutto un po' pesante.

          Anche libero va bene rientra più o meno nella stessa categoria, è quel tipo di cinema italiano "piccolo" e indipendente che cerca di staccarsi dall'omologazione e dall'obbligo commerciale della commedia leggera. Cerca la sua strada verso una dimensione autoriale, ma io credo che Stuart ancora non abbia trovato la sua vera ispirazione in tal senso. La troverà ? Io la mia idea ce l'ho già, ma vedremo ...
          "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


          Votazione Registi: link

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          • Condivido che Kim debba trovare una sua strada da regista, ma a mio Anche libero va bene è un gran bell'esordio dentro quel minimalismo tipicamente italiota, ha sguardo altezza bambino convincente e una sua interpretazione di genitore molto forte. Tommaso invece è una semi-chiavica per quanto mi riguarda, troppo squilibrato e fastidiosamente sopra le righe soprattutto quando deve raccontare il lato professionale del protagonista: si fosse limitato a raccontare l'immaturità sessual-sentimentale sarebbe stato un film più efficace. Il poster cmq è geniale, uno dei pochi davvero belli del cinema italiani degli ultimi 30 anni.

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            • Su Kim Rossi Stuart regista la sua opera prima "Anche Libero va Bene" me lo ricordo un gioiellino. Però non ho visto più niente, questo "Tommaso" mi manca e ignoro se ha fatto altro oltre questo titolo.
              Come attore è tra i miei preferiti, peccato lavori così poco.

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              • Gli attori che fanno i registi, almeno che non inizino il loro percorso artistico ricoprendo entrambi i ruoli come appunto Moretti, Allen etc... vengono sempre visti con un po' di diffidenza. In genere incappano in un complesso un po' da "figli di..", come i figli di artisti famosi vengono paragonati almeno inizialmente ai genitori biologici gli attori registi subiscono una ricerca delle tracce dei registi con cui han lavorato. Clooney con Soderberh, De Niro con Scorsese, Gosling con Refn. C'è una sorta di diffidenza sul fatto che possano iniziare a dirigere perché han sviluppato davvero qualcosa da dire a loro modo e non perché sono nella condizione di poterlo fare mettendo più o meno inconsciamente in pratica quanto hanno assorbito dai professionisti con cui han lavorato. Convincere che si ha personalità non è subito facile.
                Ultima modifica di Sebastian Wilder; 21 settembre 19, 18:22.

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                • Originariamente inviato da Mr. Babeido Visualizza il messaggio

                  Finalmente trovo qualcuno che la pensa come me sulla director's cut di Nuovo Cinema Paradiso ! Pensavo di essere un brontolone nostalgico di fronte a tutti i commossi che ormai apprezzano la versione di Tornatore (sdoganata ormai anche dalle riproposizioni televisive). A parte il fatto che, un po' come Gandalf, ho un rapporto speciale con quel film (da bambino divoravo la prima ora del film e mi immedesimavo nel desiderio di Totò di fare il mestiere di Alfredo ) e quindi la prima versione che ho consumato resta sempre nel mio cuore, concordo che secondo me lasciare sfumato e interrotto quel rapporto tra Salvatore ed Elena, così da donare un tocco quasi elegiaco a quel ritorno di memorie che investono il protagonista una volta tornato a casa, è meglio di quello che si vede nella director's, che toglie quella magia e dà una vena al film sì di rimpianto ma anche di "compimento", come hai detto (e in più tratteggia la figura di Alfredo, per quel che si viene a sapere, in un modo che personalmente non mi piace, ma tant'è). Insomma meno male che Cristaldi fece quei tagli nel montaggio (forse uno dei pochi casi in cui l'intervento del produttore sulla versione di un film è ben riuscito?) perché il film ne guadagna in bellezza.
                  Io l'ho visto una sola volta otto anni fa nella versione estesa, non mi ricordo neanche se avessi cercato di proposito quella o se fosse semplicemente la prima che avevo trovato, non immaginavo inoltre che le aggiunte fossero così rilevanti da cambiare il senso del film. Solitamente su un film visto così tanto tempo fa farei meglio a tenere la bocca chiusa, considerando che spesso e volentieri già a distanza di qualche mese non ho più un ricordo abbastanza fresco per dare un giudizio valido. In questo caso ricordo invece abbastanza bene diversi passaggi salienti della trama e la capacità di imprimersi nella memoria è, tra gli altri, un motivo per cui tendo più facilmente ad avere migliore considerazione di un film rispetto ad altri, poi ovviamente non può essere il solo parametro.

                  Ad ogni modo, non avendo visto la versione breve per fare un confronto, ho sempre interpretato il cut originale e in particolare quei comportamenti di Alfredo che dici non ti sono piaciuti come la volontà del regista di anteporre il talento e l'arte alle pulsioni affettive, la priorità di fare del bene per la collettività rispetto al raggiungimento di soddisfazioni esclusivamente personali. Probabilmente più malinconico e cinico rispetto a quanto emerge dall'altra versione ma per questo mi piacque così tanto. Prima o poi lo rivedrò in versione breve ma non saprò mai se mi sarebbe piaciuta di più o di meno la prima volta.
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                  • io però non sono d'accordo che le scene aggiuntive cambiano il senso del film. Semmai lo appesantiscono, amplificano la tendenza innata del regista alla dilatazione delle emozioni, gettano qualche ombra in più sui personaggi, indulgono su aspetti che non sono essenziali per quello che è il cuore dell'opera. Ma dire che la cambiano mi sembra esagerato, direi proprio sbagliato. Per me non è così.
                    "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


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                    • Originariamente inviato da David.Bowman Visualizza il messaggio
                      beh, se sei un fan del film come dici io credo che tu debba vederla. Se poi non ti piace fa' niente, credo che questo nulla tolga alla tua passione verso l'opera che conosci e che ami. Non dimentichiamoci che la versione corta fu quella premiata agli Oscar e che ebbe tutto il grande successo che sappiamo, in Italia e all'estero. Quindi, se io fossi in te, guarderei al più presto anche la versione lunga, per completezza, per cultura e per fare un confronto
                      Ti ringrazio per il consiglio, il ragionamento non fa una piega e prima o poi credo che lo farò, più che altro per curiosità di vedere se davvero il prodotto può essere migliore o meno...
                      I will not say "Do not weep", for not all tears are an evil.

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                      • Su nuovo cinema concordo con David Bowman. La versione lunga rende il film ridondante, la storia degli adulti inutile. Con quella parte in più il film perde l'equilibrio emotivo che ha. Molto meglio la versione internazionale che però purtroppo si trova sempre meno in giro, per esempio su rai play l'ultima volta che mi è capitato di vedere ci sta solo quella integrale.
                        Ma invece l'edizione da 155 minuti si trova più o fu solo mostrata nelle sale italiane nella seconda distribuzione dopo Cannes?. Non l'ho mai vista. Non che dopo aver visto la versione integrale mi interesserebbe particolarmente.

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                        • Originariamente inviato da Sebastian Wilder Visualizza il messaggio
                          Ma invece l'edizione da 155 minuti si trova più o fu solo mostrata nelle sale italiane nella seconda distribuzione dopo Cannes?. Non l'ho mai vista. Non che dopo aver visto la versione integrale mi interesserebbe particolarmente.
                          che io sappia è molto arduo trovarla ancora in giro, se non ricordo male un mio cugino dovrebbe averla in una versione VHS. Non so che senso possa avere guardare anche la versione "media" ma magari i grandi appassionati del film non sarebbero d'accordo con me
                          "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


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                          • Tutto materiale per i filologi!
                            Immagino in questa da 155 minuti ci sia sempre la parte d'amore "senile" ma ci siano tagliuzzetti qua e là (tipo le scene con la prostituta).

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                            • Riguardo Tommaso, mi sento di aggiungere una cosa. Mi è piaciuto fondamentalmente perché si tratta di un film sincero, dove Rossi Stuart si è messo davvero a nudo e in gioco. La componente erotico/nevrotica è messa in scena con coraggio e passione, qualità abbastanza rare nel panorama cinematografico odierno. Lui poi come attore è bravo, anche se - a mio avviso - se diretto da un grande regista avrebbe potuto dare anche di più. I debiti con Moretti e Allen ci sono, ma secondo me il film è sufficientemente personale per non scadere nel derivativo in senso negativo.


                              Parlando invece dei capolavori del cinema italiano degli ultimi 40 anni, devo dire che non c'è l'imbarazzo della scelta. Spulciando sul mio Letterboxd, ecco quelli che ho segnato come capolavori:

                              C'era una volta in America (1984) di Sergio Leone (Unico film a cui ho dato 5 stellette piene)

                              Il minestrone (1981) di Sergio Citti
                              La notte di San Lorenzo (1982) dei fratelli Taviani
                              La voce della luna (1990) di Federico Fellini
                              Diario di un vizio (1993) di Marco Ferreri
                              Il postino (1994) di Michael Radford e Massimo Troisi
                              La vita è bella (1997) di Roberto Benigni * lo so che a molti saranno cascate le braccia, in effetti mi manca una revisione dai 20 anni a salire (adesso ne ho 30)
                              Gomorra (2008) di Matteo Garrone
                              Reality (2012) di Matteo Garrone

                              Possibili new entry - a seguito di una revisione - nella lista:

                              La città delle donne (1980) di Federico Fellini
                              La chiave (1983) di Tinto Brass
                              Kaos (1984) dei fratelli Taviani
                              Nuovo Cinema Paradiso (1988) di Giuseppe Tornatore
                              Le conseguenze dell'amore (2004) di Paolo Sorrentino


                              Ultima modifica di Gidan 89; 21 settembre 19, 23:02.
                              https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

                              "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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                              • Possiamo cominciare un pò la scrematura, La Voce della Luna capolavoro? Pure Il Postino e La Vita è Bella?

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