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  • Originariamente inviato da Sebastian Wilder Visualizza il messaggio

    Ho letto che la storia del fantasmone cattivo è raccontata con una parte in animazione. È interessante e fatta bene l'animazione?.
    Questo stesso fantasma ho letto che è proprio brutto, in senso buono visto il tipo di film, cioè riesce ad essere raccapricciante e impressionare. Confermi?
    1) L'animazione è molto semplice, niente di che, mi ha ricordato un po' quella de La terza madre. Però ci sta bene nel film, non stona.
    2) Si. Ma in generale tutti i mostri e gli effetti speciali sono ben fatti, quantomeno per il tipo di film.
    https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

    "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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    • Le Mans '66 - La grande sfida di James Mangold, accidenti che film di merda. E non ci sono andato con chissà quali pretese, anche se Logan mi era piaciuto molto: qua manco le riprese delle gare sotto la pioggia battente riscattano una sceneggiatura in cui il subisso di dinamiche tira e molla di opprimente leziosaggine tra personaggi fatti della carta infradicita di muffa d'un fumetto troglodita che cretinamente sboccano ciarle asservite ad una causa di spregevole partigianeria tra pecette metoo di imbarazzante goffaggine e che mi venga un colpo secco se qualcuno arriva a definirlo un raggiante esempio di cinema popolare!

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      • Originariamente inviato da Bone Machine Visualizza il messaggio
        Le Mans '66 - La grande sfida di James Mangold, accidenti che film di merda. E non ci sono andato con chissà quali pretese, anche se Logan mi era piaciuto molto: qua manco le riprese delle gare sotto la pioggia battente riscattano una sceneggiatura in cui il subisso di dinamiche tira e molla di opprimente leziosaggine tra personaggi fatti della carta infradicita di muffa d'un fumetto troglodita che cretinamente sboccano ciarle asservite ad una causa di spregevole partigianeria tra pecette metoo di imbarazzante goffaggine e che mi venga un colpo secco se qualcuno arriva a definirlo un raggiante esempio di cinema popolare!
        Ti leggo sempre con piacere Bone Machine.

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        • Molto, molto divertente Zombieland 2 con un Woody Harrelson in grande forma. Prendiamo e portiamo a casa uno dei rari guizzi in epoca recente della commedia americana.

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          • La belle époque di Nicolas Bedos

            Era stato presentato fuori concorso a Cannes, ma considerato il tempo a disposizione e l'attenzione riservata principalmente ai film in gara per la Palma non avevo letto alcuna recensione e, qualora l'avessi fatto, non ci avevo dato particolare peso al punto che ho riscoperto l'esistenza di questo film solo grazie ai suoi risultati al boxoffice nostrano. Senza sapere nulla del film, a parte che fosse francese, mi chiedevo come potesse riuscire ad attrarre tanto pubblico in sala quanto l'effettivo vincitore della Palma, perciò ho avuto la curiosità di vederlo.

            Per mia opinione personale nonostante il tono leggero anche questo sarebbe stato un film più che meritevole del Concorso principale, ma evidentemente c'erano già troppi francesi (sulla base delle recensioni lette all'epoca credo tuttavia che almeno uno tra Sybyl e Roubaix, une lumière potesse essere sacrificabile in favore di questo). Sempre per quanto mi riguarda sarebbe stato anche da palmarès, ma a parte questo provo a dirvi due paroline per farvi capire perché mi sia piaciuto così tanto.

            Parte del film parla anche del contrasto tra vecchi/giovani e consequenzialmente di vecchie/nuove tecnologie, in questo mi ha ricordato Non fiction di Assayas che a sua volta mi sembrava di essere un film di Allen. Ripensandoci oggi in questo La belle époque c'è anche qualcosa di Midnight in Paris (per come lo ricordo almeno, lo vidi solo al tempo della sua uscita) e mi viene quasi da dire che negli ultimi anni i francesi facciano film alla Allen meglio di Woody Allen stesso.

            Il regista mette subito in mostra il suo talento e cattura l'attenzione dello spettatore con una sequenza di "film" nel film che crea subito un'atmosfera originale, grottesca e anche poco politicamente corretta. "Film" tra virgolette perché in realtà è una ricostruzione dove vi sono delle persone che recitano per dar la sensazione a dei clienti paganti di vivere per un periodo di durata a scelta in un'altra epoca storica secondo le loro possibilità economica. Il tutto pare che in realtà faccia parte di una nuova serie/reality da proporre su una nuova piattaforma online. Dico pare perché, a meno che non mi sia perso qualcosa io (ed è possibile) è un aspetto che non viene mai esplicato totalmente, approfondito o chiarito nelle sue dinamiche e se effettivamente così fosse rappresenterebbe il punto debole del film, l'unico di una certa rilevanza comunque.

            Per il resto nella sua leggerezza é un grande e delizioso film dall'inizio alla fine, con tantissimi aspetti cinematografici, con due storie d'amore da ricostruire in parallelo, un montaggio fresco, vivace e coraggioso, tante riflessioni e dichiarazioni d'amore verso il lavoro degli attori e degli sceneggiatori, così come tanti aneddoti su quella che puó essere la vita sul set. Oltre a questo è un film che ovviamente ci parla di nostalgia e di ricordi e del conflitto che ci può essere tra il rifugiarsi in questi o vivere le realtà. Oltre all'aspetto vintage e all'effetto nostalgia il film riesce ad essere modernissimo nel descrivere una società digitale basata sulle informazioni e soprattutto anche sui dati personali, da cui si possono creare mondi e ricostruire vite.

            Altro pregio del film è quello di presentare sempre situazioni imprevedibili all'interno di quello che dovrebbe essere un microcosmo programmato stile The truman show.

            Per quanto mi riguarda una grande sorpresa e un film che nel suo piccolo potrebbe fare scuola, ora sono curioso di recuperare anche l'opera prima del regista.

            10 Rillington place di Richard Fleischer

            Questo film del 1971 oggi credo sarebbe realizzato in maniera completamente diversa riguardo a messa in scena, recitazione, montaggio e via dicendo, il che equivale a dire che mi ha dato la sensazione di essere un po' datato.
            Rimane comunque un film interessante dove tuttavia la scena del primo omicidio non mi è parsa abbastanza convincente e dove ho assistito a uno dei processi cinematografici meno credibili che ricordi, basti dire che non c'è un avvocato che tendi un minimo di difendere la parte accusata. Le didascalie dicono che il film sia tratto da fatti reali e che si è cercato di utilizzare quanto più possibile battute pronunciate realmente dai personaggi coinvolti, ma ciononostante alcuni passaggi richiedono quasi una certa sospensione dell'incredulità. Là dove il film funziona bene è nel descrivere il sopruso che può essere fatto nei confronti di soggetti poco istruiti e smaliziati e il generale disinteresse della società nel prenderne le difese.
            Non avevo mai visto un film con un John Hurt così giovane, il suo stile recitativo era piuttosto diverso da quello adottato nei film fatti più in là con gli anni.

            Originariamente inviato da Bone Machine Visualizza il messaggio
            Le Mans '66 - La grande sfida di James Mangold, accidenti che film di merda. E non ci sono andato con chissà quali pretese, anche se Logan mi era piaciuto molto: qua manco le riprese delle gare sotto la pioggia battente riscattano una sceneggiatura in cui il subisso di dinamiche tira e molla di opprimente leziosaggine tra personaggi fatti della carta infradicita di muffa d'un fumetto troglodita che cretinamente sboccano ciarle asservite ad una causa di spregevole partigianeria tra pecette metoo di imbarazzante goffaggine e che mi venga un colpo secco se qualcuno arriva a definirlo un raggiante esempio di cinema popolare!
            Mi dispiace per il commento negativo, comunque ormai lo attendo da parecchi mesi, non mi faccio scoraggiare.

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            • ho visto L'età giovane dei f.lli Dardenne e sono rimasto sorpreso, dal trailer sembrava un filmetto edificante con tanto di redenzione del ragazzo traviato dal cattivo maestro fondamentalista, invece (tranne l'ultima frase dell'ultima scena) fortunatamente non è così, e il film resta bello tosto fino alla fine
              In qualche strana maniera noi svalutiamo le cose appena le pronunciamo. Crediamo di esserci immersi nel più profondo dell'abisso, e invece quando torniamo alla superficie la goccia d'acqua sulle punte delle nostre dita pallide non somiglia più al mare donde veniamo. Crediamo di aver scoperto una caverna di meravigliosi tesori e quando risaliamo alla luce non abbiamo che pietre false e frammenti di vetro; e tuttavia nelle tenebre il tesoro seguita a brillare immutato. (Maeterlinck)

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              • Le Mans ‘66 ovvero Shelbie la macchinina tutta matta
                Ultima modifica di trabant; 19 novembre 19, 09:05.
                In qualche strana maniera noi svalutiamo le cose appena le pronunciamo. Crediamo di esserci immersi nel più profondo dell'abisso, e invece quando torniamo alla superficie la goccia d'acqua sulle punte delle nostre dita pallide non somiglia più al mare donde veniamo. Crediamo di aver scoperto una caverna di meravigliosi tesori e quando risaliamo alla luce non abbiamo che pietre false e frammenti di vetro; e tuttavia nelle tenebre il tesoro seguita a brillare immutato. (Maeterlinck)

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                • Originariamente inviato da trabant Visualizza il messaggio
                  Le Mans ‘66 ovvero Shelbie la macchinina tutta matta
                  Cosa significa?

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                  • secondo te?
                    In qualche strana maniera noi svalutiamo le cose appena le pronunciamo. Crediamo di esserci immersi nel più profondo dell'abisso, e invece quando torniamo alla superficie la goccia d'acqua sulle punte delle nostre dita pallide non somiglia più al mare donde veniamo. Crediamo di aver scoperto una caverna di meravigliosi tesori e quando risaliamo alla luce non abbiamo che pietre false e frammenti di vetro; e tuttavia nelle tenebre il tesoro seguita a brillare immutato. (Maeterlinck)

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                    • E' un NO anche per te? Ne parlano tutti bene.

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                      • da un soggetto potenzialmente notevole Mangold ha tratto un filmetto di corse con le macchinine per famiglie con bambini piccoli
                        In qualche strana maniera noi svalutiamo le cose appena le pronunciamo. Crediamo di esserci immersi nel più profondo dell'abisso, e invece quando torniamo alla superficie la goccia d'acqua sulle punte delle nostre dita pallide non somiglia più al mare donde veniamo. Crediamo di aver scoperto una caverna di meravigliosi tesori e quando risaliamo alla luce non abbiamo che pietre false e frammenti di vetro; e tuttavia nelle tenebre il tesoro seguita a brillare immutato. (Maeterlinck)

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                        • Prima di finire nelle mani di Mangold ci aveva lavorato un certo Michael Mann, chissà cosa ne sarebbe uscito (capolavoro?).
                          Una cosa è certa: dal punto di vista industriale/commerciale non sarebbe andato così bene.
                          Bicchiere mezzo pieno, dai.

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                          • È vero cazzo, Ford v Ferrari era un progetto di Mann!! L'avevo rimosso. A pensarci è roba da sbrodare sangue dagli occhi.

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                            • Ma è retorico? Cioè una celebrazione della potenza americana? Se si, lo troverei indigeribile.

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                              • Dai, già dal trailer si vede che è un film, paradosso dei paradossi, con il pilota automatico.

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