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  • non c'entra niente col progetto di Mann, quello era proprio un biopic su Ferrari, qui la ferrari ci sta giusto nel titolo


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    • Originariamente inviato da Mahone Visualizza il messaggio
      non c'entra niente col progetto di Mann, quello era proprio un biopic su Ferrari, qui la ferrari ci sta giusto nel titolo
      Hai ragione. Ma c'era Christian Bale pure in quel progetto, giusto?

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      • Originariamente inviato da Bone Machine Visualizza il messaggio

        Hai ragione. Ma c'era Christian Bale pure in quel progetto, giusto?
        Sì, c' era Christian Bale pure in quel progetto.
        Ho controllato e in effetti quello era un altro progetto, una vera e propria biografia di Enzo Ferrari prodotta dalla Paramount.

        Ultima modifica di mr.fred; 19 novembre 19, 15:24.

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        • Ma quale retorica celebrativa e pilota automatico, è un film su come il Capitalismo faccia di tutto per distruggere i sognatori, e nella migliore delle ipotesi appropriarsi del successo da loro creato. Metafora peraltro trasparente di Hollywood e del rapporto coi registi/sceneggiatori. Mangold come sempre gira un film che respira aria di un classicismo proiettato nella modernità, un cinema in via di estinzione. Un ottimo film davvero, onestamente davvero non comprendo le critiche qui dentro, anche da parte di utenti che stimo. Tralasciando quelli che, vabbè, vogliono sempre giudicare dal trailer o dai commenti altrui...

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          • Originariamente inviato da Medeis Visualizza il messaggio
            Ma quale retorica celebrativa e pilota automatico, è un film su come il Capitalismo faccia di tutto per distruggere i sognatori, e nella migliore delle ipotesi appropriarsi del successo da loro creato. Metafora peraltro trasparente di Hollywood e del rapporto coi registi/sceneggiatori.
            Va bene, io non sono contrario che una tematica tanto ritrita venga riproposta again and again, sono disposto a farmi intrattenere ed emozionare all'ennesima versione della medesima favola, tanto più che il film in effetti non predica un dissennato celodurismo u.s.a. ma alla maniera di Eastwood mette in scena il conflitto tra divergenti approcci al mestiere e alla comunità, alle responsabilità personali e alla fatica di stare a questo mondo, però al punto della storia del cinema a cui siamo giunti varrebbe la pena partire da alcuni presupposti ormai assodati e insufflare un minimo di spirito in più al racconto. Quanto tempo si spreca con la menata del Dai vieni, Non ci penso nemmeno, Beh io ti aspetto, Massì dai quasi quasi... E quanto tempo con il villain colletto bianco che fa lo "scherzetto" e Matt Damon lo sgama e poi quello fa il ghigno e l'altro uno sguardo di sfida... e il tentativo disperatissimo di irrobustire la parte della moglie con un profluvio di occhiate ansiose o discorsi del tutto incoerenti che hanno come effetto quella di farla apparire come una gran rompicoglioni. Ripeto, sono dinamiche che magari non passano mai di moda, ma che appaiono roba per bambini poco svegli se rimesse in scena in maniera tanto pedestre.

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            • Guarda se intendi che al film sarebbe servita una sforbiciata qui e lì son anche d'accordo, oramai pare che se non fai un film di 2 ore e mezza almeno sei un marziano. Quanto al resto però mi trovo per una volta in disaccordo con te, credo che certi "ingredienti" siano universali e senza tempo, se ben cucinati come in questo caso. Certi passaggi sono proprio da manuale di sceneggiatura - Damon che "guida" idealmente con Bale non potendo più gareggiare, la scena della cartellina per farsi dare carta bianca, la spiegazione della curva perfetta di Bale al figlio, la scelta finale alla corsa di Bale - il cui piacere sta nella prevedibilità e allo stesso tempo nel modo in cui è in grado comunque di distillare emozioni, supportati da due attori in ottima forma. Alla fine il cuore della vicenda sta negli alti e bassi di questa amicizia virile, e sì certo il vicepresidente sembra proprio un cattivo standard anonimo, ma mi pare pure un perfetto volto della stolidità di una multinazionale che bada in maniera miserevole solo ai propri interessi. Quanto al personaggio femminile trovo che abbia una delle scene più belle di tutto il film, quando

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              e di certo non mi ha particolarmente disturbato. E te lo dice uno che è molto critico sulla piega finto paritaria e sessuofobica post #metoo che appesta molti film odierni.

              Poi ci mancherebbe rispetto la tua opinione, ma sono ben altri i film stupidi e infantili che fanno ad Hollywood oggi. Io poi non sapevo nulla della vicenda, a me delle auto fottesega, ma quel colpo di coda finale così amaro, che te devo dì, mi ha emozionato. E con i film made in Hollywood non mi capita più molto spesso (purtroppo)

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              • quello mi sembra il tipico personaggio femminile moglie del protagonista, donna intelligente, bella, coraggiosa, saggia, onesta che non cornificherebbe il marito con nessuno al mondo, un classico, certo una scena come quella fatta adesso può avere un significato preciso

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                • Bale e Damon sono coprotagonisti a pari merito? In controtendenza rispetto a molti studi concorrenti la Fox (Disney) ha deciso di farli concorrere nella stessa categoria degli Oscar.

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                  • Originariamente inviato da Medeis Visualizza il messaggio
                    Guarda se intendi che al film sarebbe servita una sforbiciata qui e lì son anche d'accordo, oramai pare che se non fai un film di 2 ore e mezza almeno sei un marziano. Quanto al resto però mi trovo per una volta in disaccordo con te, credo che certi "ingredienti" siano universali e senza tempo, se ben cucinati come in questo caso.
                    E' come parlare di un atto di fede. Non ci si può neppure confrontare e magari discutere su interpretazioni differenti dal momento che lì non c'è niente da interpretare, ci sarebbe solo da goderne. E tu Medeis sei riuscito a gustarti lo stracotto al barolo mentre io quegli ingredienti di cui parli mi pareva di stare freddamente a leggerli su giallozafferano.it, con accanto le istruzioni per la ricetta, i tempi e i modi per la conservazione. Ci stava tutto perché ne uscisse una visione godibile (non mancavano i mezzi né il mestiere) e invece non è scattata la fascinazione, tutto mi appariva farlocco e pretestuoso: capita. Eppure li amo i film sportivi, pure con tutte le convenzioni assortite, magari ero in una serata con scarsa disposizione d'animo...
                    Circa la figura femminile, la scena che citi era pure carina ma quella a cui facevo riferimento come "pecetta" metoo la vede dentro l'officina, alza la voce esclamando davanti a tutti "Io pensavo che la si dovesse vincere questa cazzo di gara". Ora, la moglie è una donna forte e volitiva, e poteva starci che emergesse come motivatrice del gruppo, però lì mi è parsa un'aggiunta dettata dalla temperie attuale. Per me è sacrosanto che le figure femminili emergano anche in ambiti che tradizionalmente le vede tristemente evanescenti, ma ci si deve sbattere per svilupparle con coerenza, mentre la sensazione è che in certe produzioni si proceda alla cieca, apponendo a sceneggiature stravecchie exploit non previsti. E il risultato è gramo e controproducente. Come si dice in veronese, l'è pezo el tacòn del buso.

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                    • Originariamente inviato da Medeis Visualizza il messaggio
                      Ma quale retorica celebrativa e pilota automatico, è un film su come il Capitalismo faccia di tutto per distruggere i sognatori, e nella migliore delle ipotesi appropriarsi del successo da loro creato. Metafora peraltro trasparente di Hollywood e del rapporto coi registi/sceneggiatori. Mangold come sempre gira un film che respira aria di un classicismo proiettato nella modernità, un cinema in via di estinzione. Un ottimo film davvero, onestamente davvero non comprendo le critiche qui dentro, anche da parte di utenti che stimo. Tralasciando quelli che, vabbè, vogliono sempre giudicare dal trailer o dai commenti altrui...
                      guardando il film da questo punto di vista, nulla da eccepire, io però non sono riuscito a fare questo salto di prospettiva, e se l'avessi saputo non avrei comunque apprezzato questa specie di "operazione nostalgia" di un linguaggio cinematografico di altri tempi, espediente secondo me non necessario e ne è un esempio First Man che è ambientato negli stessi anni, così come ai suoi tempi non apprezzai il melò The Immigrant di James Gray, questione di gusti

                      comunque il rischio dell'effetto Herbie è dietro l'angolo in molte scene, come quelle della corsa con i piloti della Ferrari dalla faccia torva, il personaggio del "cattivo" e altro

                      secondo me una storia del genere andava raccontata in un altro modo



                      In qualche strana maniera noi svalutiamo le cose appena le pronunciamo. Crediamo di esserci immersi nel più profondo dell'abisso, e invece quando torniamo alla superficie la goccia d'acqua sulle punte delle nostre dita pallide non somiglia più al mare donde veniamo. Crediamo di aver scoperto una caverna di meravigliosi tesori e quando risaliamo alla luce non abbiamo che pietre false e frammenti di vetro; e tuttavia nelle tenebre il tesoro seguita a brillare immutato. (Maeterlinck)

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                      • Non si tratta di operazione nostalgia, si tratta di classicità di linguaggio, è diverso. C'è lo spirito del cinema di Howard Hawks, in questo film. Come ha detto Aldo Raine nel topic dedicato al film, un tempo questi film erano la norma, oggi sono un'eccezione. A parte Mangold mi vengono in mente Bennett Miller, Scott Cooper, forse Gavin O'Connor. Eastwood e Ron Howard sono già parecchio più in là con gli anni. È una tradizionale artigianale che sta scomparendo. Proprio da The Immigrant in poi James Gray ha cominciato a prendere altre strade stilistiche, non è più un esempio pertinente. E Chazelle invece è un regista che effettivamente si interroga su come portare il linguaggio classico nell'era contemporanea, ma appartiene non solo a una generazione differente, ma anche ad uno sguardo diverso rispetto al passato e a questa tradizione.

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                        • Originariamente inviato da Medeis Visualizza il messaggio
                          Ma quale retorica celebrativa e pilota automatico, è un film su come il Capitalismo faccia di tutto per distruggere i sognatori, e nella migliore delle ipotesi appropriarsi del successo da loro creato. Metafora peraltro trasparente di Hollywood e del rapporto coi registi/sceneggiatori. Mangold come sempre gira un film che respira aria di un classicismo proiettato nella modernità, un cinema in via di estinzione. Un ottimo film davvero, onestamente davvero non comprendo le critiche qui dentro, anche da parte di utenti che stimo. Tralasciando quelli che, vabbè, vogliono sempre giudicare dal trailer o dai commenti altrui...
                          Sì ma non ti incazzare, non è che tutti la devono pensare come te eh? In un forum di cinema si giudica tutto, ANCHE solo un trailer, poi si vede il film con onestà intellettuale e si giudica. A me così su due piedi è sembrata la solita sbobba mainstream anni ‘90, un periodo che personalmente detesto con tutti quei “filmoni” che non rivedrei manco morto. A te piacciono? Buon per te. Che Mangold continui ad accontentarti e che io abbia lo stesso diritto di schifarla.

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                          • Ma guarda che io sono calmissimo, solo che a me piace discutere delle cose che vedo, non riesco a non ironizzare su chi spara sentenze su una cosa fatta dai pubblicitari per vendere un prodotto. Il topic si chiama L'ultimo film che hai visto, non l'ultimo trailer pubblicato...

                            Pace e bene

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                            • Certo, ma in un forum di cinema (anche) come questo ci si inizia a scambiare impressioni su un film quando ancora devono assemblare un cast definitivo e via via si continua a parlarne finché non viene visto. Esistono anche le aspettative nel processo che porta un appassionato a vedere un film, personalmente non ho mai avuto problemi a promuovere opere a cui non davo una lira e che dal trailer mi erano sembrate poca roba senza tuttavia mancare in precedenza di esprimermi, con l’ovvia postilla che si trattava di una prima impressione tutta da verificare. Secondo me è inutile andare da una persona e dirgli “io l’ho visto e posso parlare, tu no”. Altrimenti chiudiamo tutti i topic e manteniamo questo con l’obbligo di palesarsi solo dopo la visione.

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                              • Io noto che qui dentro i topic prendono sempre una piega litigiosa quando si va off topic. Capisco parlare del trailer di un film in uscita quando nessuno lo ha visto ancora. Ma se due utenti discutono di un film e arriva un terzo cha spara un giudizio dal trailer facile che provochi risposte ironiche, piccate o addirittura astiose.

                                Se adesso andassi nel topic Marvel e dicessi che un film che non ho visto mentre loro discutono che a me pare una merda, sono convinto che provocherei un certo tipo di reazioni. C'e' tempo e luogo per ogni cosa, ma questo risponde evidentemente solo al mio modo di essere qua dentro, o al massimo di una minoranza

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