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  • Originariamente inviato da sherry Visualizza il messaggio

    Babe maialino coraggioso
    Originariamente inviato da Sensei Visualizza il messaggio
    Cinquina da mani nei capelli quell'anno. Hanno escluso Seven, Casinò, I Ponti di Madison County, Heat - La Sfida etc...
    Ma che davvero??? Comunque massimo rispetto per nonno George, unico regista e produttore che ha il coraggio di presentare sullo schermo pinguini ballerini, maiali parlanti e chitarristi fiammeggianti...e riesce pure a farli nominare all'Oscar

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    • The Forest of Love di Sion Sono

      Bello, un'opera omnia che racchiude tante tematiche, tante ossessioni. Non conosco bene Sono, di lui oltre a questo ho visto solo Suicide Club (bellissimo, un quasi capolavoro) ma leggo in giro che questa sua ultima fatica targata Netflix sia anche un sunto di gran parte della sua filmografia. C'è tanto, davvero, ma ci sono anche evidenti alti e bassi per quanto mi riguarda. Le due ore e mezzo di durata si sentono, per colpa principalmente di una seconda parte (da quando cominciano a girare il film con Joe Murata) troppo ridondante, troppo "larga", con alcune scelte di sceneggiatura per me non felici, per quanto giustificate e coerenti narrativamente. La prima ora però è davvero grande cinema a cui ho poco da criticare. Un continuo giocare sul filo del ridicolo che non solo regge perfettamente, ma si eleva ad altro. Sprazzi di vera genialità nipponica.
      https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

      "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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      • Panama Papers di Steven Soderbergh

        Pensavo molto peggio. Soderbergh fa un po' il McKay della situazione e, seppur non raggiunga il livello de La grande scommessa e Vice, riesce a realizzare un film molto godibile. Il merito è soprattutto di una scrittura cristallina che preferisce abbandonare il linguaggio tecnico di certi argomenti a favore di una narrazione essenziale ma accattivante ed efficace, dove più che la spiegazione aneddotica è importante filmare direttamente dinamiche e conseguenze. In tal senso Soderbergh si concede un paio di storie a sé, delle digressioni che ci mostrano come il denaro sia diventato una valuta di scambio cancerogena per le relazioni umane. Meryl Streep è un mostro di bravura anche quando cazzeggia.
        https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

        "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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        • Originariamente inviato da Gidan 89 Visualizza il messaggio
          The Forest of Love di Sion Sono
          L'ho visto anch'io: non arrivo a dire che mi sia del tutto piaciuto (troppo diluito e dispersivo, troppi eccessi che sfiorano qua e là il ridicolo), ma l'ho trovato affascinante e interessante.
          Ho deciso di recuperare "Antiporno" e sono contento di averlo fatto. Noto coerenza tematica (il "disagio giovanile" e in particolare femminile, per usare un'espressione da telegiornale) e formale (sperimentalismi narrativi, calcolato "sensazionalismo", straniamento metacinematografico, musica classica...mi è venuto quasi in mente Godard).

          Di Sono ho visto pochissimo (credo il solo Cold Fish, a parte questi), ora mi son segnato Suicide Club.
          Se qualcuno mi aiuta a discriminare il grano dal loglio ringrazio in anticipo, sennò vado a braccio.

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          • Originariamente inviato da papermoon Visualizza il messaggio

            L'ho visto anch'io: non arrivo a dire che mi sia del tutto piaciuto (troppo diluito e dispersivo, troppi eccessi che sfiorano qua e là il ridicolo), ma l'ho trovato affascinante e interessante.
            Ho deciso di recuperare "Antiporno" e sono contento di averlo fatto. Noto coerenza tematica (il "disagio giovanile" e in particolare femminile, per usare un'espressione da telegiornale) e formale (sperimentalismi narrativi, calcolato "sensazionalismo", straniamento metacinematografico, musica classica...mi è venuto quasi in mente Godard).

            Di Sono ho visto pochissimo (credo il solo Cold Fish, a parte questi), ora mi son segnato Suicide Club.
            Se qualcuno mi aiuta a discriminare il grano dal loglio ringrazio in anticipo, sennò vado a braccio.
            Da appassionato di Sono ti consiglio a parte Suicide Club almeno

            Strange Circus

            Love Exposure
            - dura 4 ore circa ma non si sentono

            Noriko's dinner table

            Guilty of romance

            The whispering star -
            fantascienza "intimista" un po' alla Tarkovskij

            Diciamo che questa è la pietra angolare, poi se vuoi si sono anche Himizu, Why don't you play in the hell?, Tokyo Tribe, Balloon Club Revisited

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            • Se inizio da The whispering star? E' quello che ad occhio mi sembra più appassionante.

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              • Mille grazie Medeis.

                A proposito: ho letto su wiki che Suicide Club e Noriko's Diner Table farebbero parte di una trilogia, ma il terzo quale sarebbe?

                Forse deve ancora girarlo?

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                • Ho visto anch'io Marriage story. Avete già detto praticamente tutto, io posso dire che con Baumbach non avevo grandi precedenti e l'argomento di per sé mi interessava relativamente, speravo quantomeno di vedere un film più maturo rispetto a quelli che aveva fatto prima e direi che questo obiettivo è stato raggiunto, ma per il mio gusto personale non è certo tra i migliori della stagione.
                  Regia volta soprattutto a sottolineare le interpretazioni attoriali ma che presenta comunque buone idee (mi viene in mente una porta scorrevole che si chiude lasciando Driver da una parte e la Johansson dall'altra).
                  A livello di sceneggiatura, come già sottolineato da altri, viene messa enfasi su come la presenza di terzi a mediare solitamente rischia solo di peggiorare le cose, anche nel volersi separare solo la forza e il ragionamento della coppia può permettere di superare gli ostacoli e raggiungere gli obiettivi.
                  In ottica di lungo termine credo non mi rimarrà molto di questo film e un'eventuale visione avverrà non so quando. La battuta che mi è rimasta più impressa, pungente quanto didascalica, è quando viene fatto notare che in certe situazioni si vorrebbe sempre trovare la situazione migliore per il futuro dei figli, senza rendersi conto che con le spese legali si sarebbero già potuti pagare gli studi in una delle migliori università.

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                  • Tramonto di Laszlo Nemes

                    Film molto divisivo, anche se quei pochi del forum che l'hanno visto sembrano concordare sulla sua capolavoricità. Io faccio il bastian contrario e dico che il film non mi ha soddisfatto. Molto ambizioso, grande ricostruzione storica e grande lavoro sul sonoro, ma l'ho trovato complessivamente poco riuscito. Linko direttamente una recensione che condivido. Mi riservo comunque di rivederlo in futuro e di rivalutarlo.


                    László Nemes conferma in Tramonto, in concorso alla Mostra di Venezia, l'estetica già utilizzata nell'esordio Il figlio di Saul; l'esito è però disastroso.
                    https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

                    "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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                    • Io ho dato un'occasione a Il grande sogno di Michele Placido. Dopo gli anniversari, in chiusura di decennio, dedicati a due anni importanti come il 1968 e il 1969, volevo vedere come fossero stati raccontati e rielaborati per la memoria collettiva attraverso questo film. Avevo letto più pareri negativi che positivi, ma ero curioso lo stesso. Il risultato è a mio avviso deludente, un progetto sprecato, che poteva dare molto di più.
                      Più che la regia (anche se ci sono scelte registiche in alcune sequenze, tipo Valle Giulia, che non mi son parse molto felici) il problema grosso sta nella sceneggiatura: sembra di vedere la fiera del luogo comune, un bignamino da manuale scolastico che, forse anche per il minutaggio sotto le due ore, non riesce a penetrare a fondo le vicende e i personaggi. Sì all'inizio si parla dei motivi della contestazione, ma presto vengono abbastanza messi in secondo piano e si indulge in altri aspetti, meglio se pruriginosi, tipo la liberazione dei costumi sessuali ; ci sono rapidi cambi di fronte nelle relazioni: prima la Trinca sta con Scamarcio, poi con Argentero sebbene delusa, e poi di nuovo con Scamarcio in un batter d'occhio. Insomma non ci si interessa ai personaggi, forse pure per le prove attoriali poco convincenti di Scamarcio e Argentero (e anche la Trinca mi sembrava ancora acerba o diretta in maniera strana, rispetto ad altri suoi ruoli più recenti). A degna chiusura ci accompagnano delle didascalie d'una frasetta sui destini dei personaggi... ma vaff!
                      E poi si parla di un grande sogno tradito e non mi fai un riferimento ai fatti di Piazza Fontana, evento che chiude anni sì turbolenti ma che lasciavano una speranza che sembrò d'un tratto dissolta da un evento così sconvolgente?
                      Salvo solo l'aver mostrato i fatti di Avola, che a parer mio sono un po' dimenticati ai nostri tempi, e Popolizio. Sprecata la Morante nel piccolo ruolo.

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                      • Booksmart di Olivia Wilde

                        Commedia adolescenziale al femminile carina ma (come al solito) non mertievole di certe lodi che mi è toccato leggere.
                        Tratta di due ragazze super secchione che hanno rinunciato alla vita sociale per concentrarsi sullo studio, e disprezzano il resto dei coetanei perché "fannulloni"; si accorgono che si sono perse una bella fetta di vita e cercano di recuperare nell'ultimo party scolastico prima della fine della scuola superiore.
                        Il film è intelligente e declina il classico "sfigati che vogliono diventare popolari" in una chiave secondo me attualissima. Il film punta su un umorismo misto tra il dorky e il social justice warrior che funziona solo a sprazzi, ma apprezzo il tentativo e ti fa simpatizzare con 'ste due sfigatelle.
                        La prima metà scorre via un po' ingessata per come è convenzionale; la seconda metà invece brilla di più per come i nodi vengono al pettine e per alcune scelte di messa in scena che lo fanno sembrare un filo più raffinato e meno televisivo (tipo la scena della litigata, o l'addio in auto alla fine).

                        E' tipo un Suxbad al femminile con molta meno volgarità; ma ahimè Suxbad rimane vari passi avanti.
                        Spoiler! Mostra

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                        • Ritratto della giovane in fiamme

                          Alquanto detestabile l'ultima fatica di Celine Sciamma: due ore di femminismo e di lesbismo paraculo da quattro soldi, la cui retorica distrugge anche i pochi momenti cinematografici interessanti per idealizzare un principio veramente superficiale (se vuoi fare un film femminista, perché mi fai vedere solo il pelo sotto le ascelle e non sulle braccia o sulla fica, che anzi non fai vedere se non attraverso un fugace ditalino?); inoltre, il rapporto tra le due non trasmette niente perché il film è algido, insipido e privo di quella tensione sessuale che avevo visto in tante altre opere LGBT (anche nell'ultimo period drama firmato Lanthimos, con tutti i difetti che può avere).
                          Una cosa altrettanto grave è che la sceneggiatura premiata a Cannes (!!!) appare molto raffazzonata perché le scene sono slegate tra loro, la maturazione dei sentimenti non è costruita per niente e non abbiamo una chiara idea di quanto tempo le protagoniste passino senza la padrona, potrebbe essere un mese e non cinque giorni come dice nel film: è evidente che ultimamente in croisette va di moda premiare i filmetti, come dimostra anche il gran Prix a quella merda liquida di Cafarnao.
                          Il finale fin troppo compiaciuto per me è lo specchio di tutto il film, perché il terzo movimento de L'Estate di Vivaldi è una scelta musicale veramente banale e non raffinata come vorrebbe sembrare e fa risultare il finale fin troppo esasperato.
                          Mi aspettavo di vedere qualcosa tipo il bellissimo The Handmaiden e invece tocca sorbirci questa roba moscissima che piacerà giusto alle bisex con problemi di autostima e che adorano bashare i maschi etero su Twitter, che palle
                          Ultima modifica di Marcus; 29 dicembre 19, 00:33.

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                          • Rivisto The King di Michod.
                            Bello bello bello. Mi è piaciuto ancor di più.
                            Edgerton fantastico, per me da nomina. e anche il protagonista è davvero bravo.
                            Bello lo stampo politico ed i dialoghi, e molto bella anche la fotografia. Da guardare assolutamente in originale.

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                            • Film visti negli ultimi giorni:

                              Star wars: L'ascesa di Skywalker

                              Le aspettative erano al minimo per cui sono anche riuscito a godermelo abbastanza senza farmi troppi problemi, ma poi ho trovato il finale troppo 'Disney' per così dire, in cui si cerca di dare un colpo al cerchio e uno alla botte per chiudere la storia secondo la loro visione.
                              Personalmente, più da cinefilo che da fan di Star Wars, mi ero fatto un altro finale in testa, ma con i miliardi di mezzo e tanti fan da accontentare non sarebbe stato possibile.

                              Il mistero Henri Pick

                              Se non fosse che, incredibile ma vero, ho avuto la possibilità di andarlo a vedere in sala con una compagnia discretamente numerosa, non l'avrei visto neanche comodamente seduto sul divano a casa.
                              Devo ammettere peró che é stata una bella sorpresa.
                              Senza rivelare troppo sulla trama é un film che riflette molto bene sul rapporto tra arte e commercio, con delle sottotrame tra i personaggi comunque interessanti da seguire.
                              Alcuni passaggi sono inverosimili e lo spiegone finale é forse un po' troppo lungo, ma per me rimane un film pienamente promosso.

                              Grazie a Dio

                              Qua le aspettative erano maggiori ma, se dovessi fare un paragone calcistico, oserei dire che siamo di fronte a uno zero a zero senza neanche troppo emozioni.
                              Solitamente sono molto ben predisposto verso i film che parlano di pedofilia, ma in questo caso ho trovato il film fin troppo europeo nel suo approccio, la spettacolarizzazione che ci sarebbe stata in un film americano viene tolta del tutto e questo ammazza anche un po' il ritmo. Si parte con un protagonista, poi si passa al secondo e al terzo e sembra quasi che i precedenti vengano dimenticati. Il film funziona sicuramente bene nel mostrare come diverse persone affrontino differentemente i traumi subiti nell'infanzia e nell'essere un invito a superare la vergogna e la paura per denunciare.
                              Quando parlavo di zero a zero é perché ho trovato che la Chiesa non fosse abbastanza subdola nel difendersi o nel nascondere le prove, più che altro glissa o cerca di minimizzare sull'accaduto, ma ció dà l'impressione che il regista non abbia voluto essere troppo cattivo nei loro confronti.

                              Bacurau

                              Non sono impazzito ma é sicuramente un altro buon film arrivato dal Brasile quest'anno (l'altro é La vita invisibile di Euridice Gusmao, che ho preferito di gran lunga e vi consiglio parecchio).
                              Amalgama bene diversi generi e ha una visione piuttosto originale del contesto politico attuale, che evita con intelligenza di affrontare direttamente ambientando la storia in un luogo immaginario e in un un futuro prossimo non meglio precisato.

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                              • The Witch (2015).

                                Porca pupazzola che film. Ti tiene incollato allo schermo fino alla fine, penso sia uno dei migliori horror degli ultimi dieci anni.

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