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  • Originariamente inviato da Gryzor Visualizza il messaggio

    bravo! Bellissimo commento!
    Grazie mille
    'They play it safe, are quick to assassinate what they do not understand. They move in packs ingesting more and more fear with every act of hate on one another. They feel most comfortable in groups, less guilt to swallow. They are us. This is what we have become. Afraid to respect the individual. A single person within a circumstance can move one to change. To love herself. To evolve.'

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    • Originariamente inviato da henry angel Visualizza il messaggio
      Sensei
      Su "Blade Runner" ho letto diversi aneddoti sul fatto che la lavorazione del film si arenò pericolosamente causa limiti di budget e mancanza conseguente di partner d'impresa; e quindi fu completata da una società nata (e morta...) solo con/per questo titolo. Forse intendevi altro, ma come "modello produttivo" così non mi pare affatto ottimale ,-) .
      I problemi in termini monetari sorti negli ultimi giorni sono risaputi, ed il programma delle riprese dovette essere accelerato per completare tutto.

      Indubbiamente per la maggior parte del film, il regista ebbe però libertà produttiva, tranne per la voce narrante non voluta ed il finale. Non sarà stato un modello produttivo ottimale nel senso del lavoro, ma comunque diede libertà artistica al regista.

      Originariamente inviato da David.Bowman Visualizza il messaggio
      e bravo Sensei

      questo è uno dei film che più amo in assoluto quindi qualche parolina la "devo" dire anch'io

      come hai detto tu capolavoro assoluto, una delle vette artistiche del cinema italiano e del genere storico in generale. Pontecorvo, fedele alla sua estrazione operaia, raffigura una tragica epopea civile, con il popolo assoluto protagonista, parteggiando, evidentemente, per esso e dando vita ad una lucida e scomoda riflessione sul destino del terzo mondo, sul colonialismo, sulla lotta all’oppressione e sulle radici ideologiche di quel male che, oggi più che mai, ha generato lo strappo tra cultura occidentale e cultura islamica. Fedele al concetto di cinema verità, ereditato dal neorealismo, ne espande la portata con un formidabile rigore formale, denso, teso, asciutto, così vicino al documento da risultare un formidabile trattato di cronaca storica, uno scioccante diario di guerra, così vero e brutale da risultare indimenticabile. Muovendosi tra Ejzenštejn e Rossellini, ma con un vigore narrativo totalmente personale, il regista pisano rievoca con sobrietà ed assoluta aderenza al realismo, la dura lotta per l’indipendenza del popolo algerino dalla potenza coloniale francese, restituendocene, attraverso immagini di memorabile verismo e di fulgida potenza tragica, le sensazioni, i suoni, le suggestioni, gli orrori. Il suo montaggio “intellettuale”, ereditato dal cinema russo, si attua nella sbalorditiva commistione tra immagini e musica, composte da Ennio Morricone con la supervisione del regista. Il notevole score musicale, possente e magmatico come il film, è un’ardita mescolanza di ritmi maghrebini, sonorità occidentali, canti liturgici e percussioni martellanti. Pur essendo evidente lo sguardo pietoso e solidale dell’autore per l’Algeria oppressa, la pellicola evita l’ottuso manicheismo, presentandoci luci e ombre da ambo i fronti dello schieramento, come le riflessioni sull’assurdo orrore della guerra presenti nei discorsi sia dei soldati francesi che dei ribelli algerini. La vigorosa potenza politica dell'opera non poteva non suscitare un autentico "vespaio" politico alla sua uscita e infatti così fu. Bandito (faziosamente) in Francia, divise molto la critica italiana ma venne generalmente osannato altrove, anche in America e questo fa pensare visto che gli USA sono il simbolo dell'imperialismo moderno. Forse senza rendersene conto Pontecorvo ha creato, con questo film, un modello inarrivabile per il cinema d’impegno civile che ha finito per trascendere il mezzo cinematografico, diventando un simbolo eccellente del documento storico.

      Toh! Hai fatto una recensione migliore della mia, anche se immagino tu lo abbia visto decine di volte questo capolavoro assoluto. Immagino che Pontecorvo non abbia fatto più nulla su tale livello.

      ​​​​​​Immagino anche Bertolucci con il Conformista a questo punto, di cui Gandalf fa una grande analisi in special modo sulla fotografia che è l'elemento più complesso da giudicare in un film, specie poi in un'opera del genere.
      Concordo che la parte di Parigi sia indubbiamente più affascinante, ma serviva una discrasia rappresentativa tra una Roma ingessata nel suo pomposo passato magniloquente da celebrare da parte del regime dittatoriale e la Parigi democratica pulsante di vita e fermenti artistici, dove anche lo shopping per la città diventa un elemento vouyeristico di dinamicità, in contrasto con la psiche di Marcello spaesato e impossibilitato ad uscire dalla sua gabbia.

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      • Originariamente inviato da Sensei Visualizza il messaggio
        Immagino che Pontecorvo non abbia fatto più nulla su tale livello.
        purtroppo no. Sia per l'esiguità della sua filmografia sia perchè "tale livello" è veramente altissimo. Però Kapò, Queimada (con Brando) e Ogro (con Volontè) meritano comunque ampiamente la visione.

        Originariamente inviato da Sensei Visualizza il messaggio
        ​​​​​​Immagino anche Bertolucci con il Conformista a questo punto
        no, qui il caso è ben diverso. Bertolucci ha fatto altri capolavori e film ottimi, anche se per me Il conformista è il suo vertice artistico. Ma perchè tu non hai visto altro di Bertolucci ?
        "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


        Votazione Registi: link

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        • Riguardo a Il conformista, che considero anche io il suo capolavoro, non sarebbe così bello senza il montaggio di Kim Arcalli: fu sua l'idea di spezzare la cronologia degli eventi

          Ma perchè tu non hai visto altro di Bertolucci ?
          Se non ricordo male gli avevi già fatto questa osservazione con medesima faccina preoccupata quando ci abbiamo giocato al topic dei registi

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          • Originariamente inviato da Medeis Visualizza il messaggio
            Se non ricordo male gli avevi già fatto questa osservazione con medesima faccina preoccupata quando ci abbiamo giocato al topic dei registi
            ahahahahahah


            Originariamente inviato da Sensei
            Ehm... di Bertolucci ho visto Conformista e la Commare Secca, possiedo anche l'Ultimo imperatore, ma questo devo vederlo.
            NOVECENTO !!!!
            "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


            Votazione Registi: link

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            • Kapò e Queimada li possiedo in dvd, però ora sto intervallando con qualche visione più leggera con western classici ed ho visto i miei primi due film di Anthony Mann Winchester 73 e Dove Scende il Fiume.

              Poi ho visto o rivisto gli altri filmoni commentati precedentemente.

              Ehm... di Bertolucci ho visto Conformista e la Commare Secca, possiedo anche l'Ultimo imperatore, ma questo devo vederlo.

              Originariamente inviato da Medeis Visualizza il messaggio
              Riguardo a Il conformista, che considero anche io il suo capolavoro, non sarebbe così bello senza il montaggio di Kim Arcalli: fu sua l'idea di spezzare la cronologia degli eventi



              Se non ricordo male gli avevi già fatto questa osservazione con medesima faccina preoccupata quando ci abbiamo giocato al topic dei registi
              Ah ecco, è il montatore che ha reso quasi tutta la prima parte un rompicapo assurdo, la seconda visione è stata fondamentale in questo caso e comunque ha un senso narrativo.

              Vabbè ho visto il Conformista, quindi la faccina preoccupata ha dato i suoi risultati.

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              • Mammamia la Battaglia di Algeri ... che capolavoro ... nulla da aggiungere ...



                Ah, l'altra sera dopo diversi anni mi sono rivisto il Titanic del buon Jimmy: semplicemente non gli manca nulla.
                Ogni tanto leggo in giro qualcuno che storce un pò il naso al riguardo, ma sinceramente non capisco come e dove si possano trovare dei difetti in un film simile.
                Ex utente Matt80 dall'autunno 2007

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                • La battaglia di Algeri è un film PERFETTO.
                  https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

                  "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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                  • Originariamente inviato da Gidan 89 Visualizza il messaggio
                    La battaglia di Algeri è un film PERFETTO.
                    beh, e vorrei vedere se c'è qualcuno che può dire il contrario

                    "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


                    Votazione Registi: link

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                    • OTTEFREP mlif nu é ireglA id ailgattab aL

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                      • Originariamente inviato da Atlantide Visualizza il messaggio
                        OTTEFREP mlif nu é ireglA id ailgattab aL
                        Appena finirà questa storia del covid-19 la prima cosa che farò sarà stringerti la mano

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                        • Originariamente inviato da Atlantide Visualizza il messaggio
                          OTTEFREP mlif nu é ireglA id ailgattab aL


                          "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


                          Votazione Registi: link

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                          • Originariamente inviato da Enfad Visualizza il messaggio
                            Appena finirà questa storia del covid-19 la prima cosa che farò sarà stringerti la mano
                            Siamo in due.
                            Ex utente Matt80 dall'autunno 2007

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                            • Tolo Tolo di Checco Zalone

                              Un colpo al cerchio e uno alla botte, e alla fine si finisce per non accontentare nessuno.

                              https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

                              "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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                              • L'uomo che cadde sulla terra di Nicolas Roeg (1976)

                                Anche senza avere mai visto questo film prima d'ora mi pare che conoscessi già certi frame, in alcuni casi lo dico per certo perché certe immagini di Bowie in questo film sono molto diffuse, per il resto mi riferisco ad inquadrature probabilmente riprese pari pari in film successivi. Ciò va già sicuramente a vantaggio del film.

                                Pecca forse di un'eccessiva durata e di un ritmo piuttosto lento, ma questo suo difetto è allo stesso tempo anche uno dei suoi pregi in quanto non svela subito le sue carte e nel mentre lascia allo spettatore altri punti di riflessione ma crea soprattutto immagini e situazioni suggestive.

                                Per assurdo il film perde un po' quando iniziano a diventare chiari i suoi intenti, a mio parere funziona infatti meglio quando lavora sul mistero e sull'incertezza, ad ogni modo è una grande metafora molto attuale su come il progresso tecnologico non permetta comunque di difendersi da tutte le avversità o di sapersi integrare perfettamente in una società umana.

                                Finale molto azzeccato che, vista la presenza di David Bowie, credo rappresenti il punto di contatto tra cinema e musica quindi un omaggio all'artista. A tal proposito anche la colonna sonora risulta molto efficace in alcune scene.
                                Ultima modifica di aldo.raine89; 21 aprile 20, 22:01.

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