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  • Originariamente inviato da Alex Murphy Visualizza il messaggio
    A me Starman piace, di Mann si cosa?
    La fortezza
    'They play it safe, are quick to assassinate what they do not understand. They move in packs ingesting more and more fear with every act of hate on one another. They feel most comfortable in groups, less guilt to swallow. They are us. This is what we have become. Afraid to respect the individual. A single person within a circumstance can move one to change. To love herself. To evolve.'

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    • Originariamente inviato da p t r l s Visualizza il messaggio

      La fortezza
      Ma questo mi manca!
      Io di fortezza conosco solo quello di Lambert
      Urge un recupero!

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      • Originariamente inviato da Alex Murphy Visualizza il messaggio

        Ma questo mi manca!
        Io di fortezza conosco solo quello di Lambert
        Urge un recupero!
        Ahahah io l’ho visto per completezza... pensavo peggio, alla fine è solo mediocre
        'They play it safe, are quick to assassinate what they do not understand. They move in packs ingesting more and more fear with every act of hate on one another. They feel most comfortable in groups, less guilt to swallow. They are us. This is what we have become. Afraid to respect the individual. A single person within a circumstance can move one to change. To love herself. To evolve.'

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        • Inland Empire è il mio film preferito di Lynch
          https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

          "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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          • Suburbicon
            Buon film, con sceneggiatura solida ma non eccezionale (anche se la parte iniziale con l'invasione domestica potrebbe essere studiata nelle scuole di scrittura creativa, per come introduce i personaggi e li getta immediatamente in una situazione grottesca ma altamente di tensione). Purtroppo le due storyline non si amalgamano bene e, anzi, la storia (vera) della famiglia di colore vessata dai vicini perbenisti bianchi risulta molto più interessante delle vicende di Damon e famiglia. La regia di Clooney è solida ma non ha picchi tali da rendere il film memorabile.
            Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
            Spoiler! Mostra

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            • Originariamente inviato da p t r l s Visualizza il messaggio

              Ahahah io l’ho visto per completezza... pensavo peggio, alla fine è solo mediocre
              Ovviamente su primevideo non c'è

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              • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
                Suburbicon
                Buon film, con sceneggiatura solida ma non eccezionale (anche se la parte iniziale con l'invasione domestica potrebbe essere studiata nelle scuole di scrittura creativa, per come introduce i personaggi e li getta immediatamente in una situazione grottesca ma altamente di tensione). Purtroppo le due storyline non si amalgamano bene e, anzi, la storia (vera) della famiglia di colore vessata dai vicini perbenisti bianchi risulta molto più interessante delle vicende di Damon e famiglia. La regia di Clooney è solida ma non ha picchi tali da rendere il film memorabile.
                Parliamone ( ).

                Inizia col postino che scambia la proprietaria afroamericana per la domestica di colore; eppoi la riunione dei benpensanti in stile “non siamo noi che siamo razzisti, sono loro che sono negri” ed infine la moglie disabile (del personaggio) di Matt Damon a disagio per i nuovi vicini. Ma interviene la sorella (cognata/zia) Julianne Moore con una posizione ben più progressista. La mia curiosità : dobbiamo considerare queste scene come un blocco omogeneo o disomogeneo, ossia che idea dovevamo percepire principalmente da esse?

                Ipotesi. J.M. è una buonista svaporata che non sa cosa succede nella vita , dunque è ottusa, molesta ma sostanzialmente inetta ; J.M. si può permettere di intervenire nell'educazione del nipote facendo le veci della sorella handicappata; J.M. e sua sorella non litigano seriamente su questa questione, e col senno del poi (...del film) s'intende che bisogna certo monitorare l'intolleranza esibita, ma forse essa è meno insidiosa di chi non si schiera apertamente ma cova e mette in pratica altre (anche altre?)”strane idee”.

                E qui ;-) arriviamo al personaggio di Matt Damon : qual è il suo problema ? Non dare nell'occhio, intrupparsi nella maggioranza sui temi razziali ma in fondo detestare pure i suoi altri e “bianchissimi “vicini visti gli sforzi di salire la scala sociale come imprenditore , mentre invece rischia d'essere “meno di un negro”. Oppure è tutto un fatto “ormonale” con J.M.

                Non sappiamo la “storia interessante” della famigliuola dei “neri” : dovrebbe averne una?Sembra più devastante per il pregiudizio WASP che piuttosto abbiano un'inclinazione assolutamente borghese, praticamente mimetica nei “gusti” middle class.

                Mi permettevo di farlo notare anche a Rasputin : è un copione capace di stimolanti sottigliezze.
                "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                • Originariamente inviato da henry angel Visualizza il messaggio

                  Parliamone ( ).

                  Inizia col postino che scambia la proprietaria afroamericana per la domestica di colore; eppoi la riunione dei benpensanti in stile “non siamo noi che siamo razzisti, sono loro che sono negri” ed infine la moglie disabile (del personaggio) di Matt Damon a disagio per i nuovi vicini. Ma interviene la sorella (cognata/zia) Julianne Moore con una posizione ben più progressista. La mia curiosità : dobbiamo considerare queste scene come un blocco omogeneo o disomogeneo, ossia che idea dovevamo percepire principalmente da esse?

                  Ipotesi. J.M. è una buonista svaporata che non sa cosa succede nella vita , dunque è ottusa, molesta ma sostanzialmente inetta ; J.M. si può permettere di intervenire nell'educazione del nipote facendo le veci della sorella handicappata; J.M. e sua sorella non litigano seriamente su questa questione, e col senno del poi (...del film) s'intende che bisogna certo monitorare l'intolleranza esibita, ma forse essa è meno insidiosa di chi non si schiera apertamente ma cova e mette in pratica altre (anche altre?)”strane idee”.

                  E qui ;-) arriviamo al personaggio di Matt Damon : qual è il suo problema ? Non dare nell'occhio, intrupparsi nella maggioranza sui temi razziali ma in fondo detestare pure i suoi altri e “bianchissimi “vicini visti gli sforzi di salire la scala sociale come imprenditore , mentre invece rischia d'essere “meno di un negro”. Oppure è tutto un fatto “ormonale” con J.M.

                  Non sappiamo la “storia interessante” della famigliuola dei “neri” : dovrebbe averne una?Sembra più devastante per il pregiudizio WASP che piuttosto abbiano un'inclinazione assolutamente borghese, praticamente mimetica nei “gusti” middle class.

                  Mi permettevo di farlo notare anche a Rasputin : è un copione capace di stimolanti sottigliezze.
                  Senza offesa, ma non ho capito nulla di ciò che hai scritto.
                  Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                  • Mi riferivo alla scena in cui le due sorelle stanno sotto il portico , col bambino, e commentano l'arrivo della famiglia afroamericana nel loro quartiere . Volevo intuire perché i dialoghi e la distribuzione dei ruoli è stata concepita in quel modo (...citavi tu stesso d'altronde la"scrittura creativa ). Le due sorelle potevano semplicemente essere d'accordo (...e dunque il bambino avrebbe poi avvicinato il coetaneo afroamericano in un altro modo...), oppure scambiarsi i ruoli : nel caso Tu spettatore cosa avresti pensato? Per ipotesi che la mamma disabile era troppo "Melania di Via col Vento" nella sua dolciastra accondiscendenza e invece Julianne Moore troppo zia zitella inacidita, forse. Ma se d'altronde fossero state d'accordo sul punto magari avresti pensato che tutti i bianchi nel film sono portati al razzismo.ed allora è una rappresentazione rozza. D'altronde, sapendo poi che il personaggio di J.M. aveva in mente di dileguarsi in un Paese esotico senza estradizione era"inutile" accanirsi coi vicini di casa. Pure il personaggio di Matt Damon si tratteneva lì solo per l'impuntatura di far marciare finalmente gli affari , senza ovviamente rischiare il carcere.
                    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                    • Bone Machine rammento correttamente che eri tu che voleva vedere con una certa bramosia The painted bird, film "scandalo" dell'ultima mostra di Venezia? Se ti accontenti di sottotitoli in inglese si trova... Tralascio il giudizio personale che questo è uno di quei casi in cui ogni discorso oggettivo sulla Forma diventa secondario rispetto a questioni "ideologiche" e di sensibilità individuale

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                      • Originariamente inviato da Medeis Visualizza il messaggio
                        Bone Machine rammento correttamente che eri tu che voleva vedere con una certa bramosia The painted bird, film "scandalo" dell'ultima mostra di Venezia? Se ti accontenti di sottotitoli in inglese si trova... Tralascio il giudizio personale che questo è uno di quei casi in cui ogni discorso oggettivo sulla Forma diventa secondario rispetto a questioni "ideologiche" e di sensibilità individuale
                        Grazie per la segnalazione Medeis! Devo ammettere che la buona volontà di vederlo (alimentata al tempo dell'annuncio da una potenziale affinità con E' difficile essere un dio, vista la durata decennale della covata produttiva) si è ormai ridotta, tra opinioni che hanno cosparso la prosopopea del regista di pece e piume di gallina (ultimo P.M.Bocchi su fb), al morboso ed adolescenziale sfizio di mettere alla prova la pelosità del proprio stomaco... Il che non è bene. Ciao!

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                        • Originariamente inviato da Medeis Visualizza il messaggio
                          Bone Machine rammento correttamente che eri tu che voleva vedere con una certa bramosia The painted bird, film "scandalo" dell'ultima mostra di Venezia? Se ti accontenti di sottotitoli in inglese si trova... Tralascio il giudizio personale che questo è uno di quei casi in cui ogni discorso oggettivo sulla Forma diventa secondario rispetto a questioni "ideologiche" e di sensibilità individuale
                          visto che ne state parlando vi posso dire che si trova anche con sottotitoli in italiano

                          per quanto sia un film di una durezza e di una violenza estrema nei contenuti (volutamente incorniciati in una confezione estetica sontuosa per creare uno straniante contrasto), un'aberrante odissea di "formazione" nel peggio della natura umana, trattasi (a parer mio) chiaramente di prodotto artistico, e anche di alto livello, e, quindi, al di sopra di ogni sospetto di morbosa esibizione di immagini scioccanti. Tra l'altro, per quanto i contenuti siano sconvolgenti, tutte le sequenze più forti avvengono o fuori fuoco o senza indulgenza sui particolari. Le ambientazioni, l'inquadramento nel contesto storico, la cura dei dettagli, le facce, gli sguardi, i silenzi, le immagini, sono spesso straordinarie.

                          Comunque trovo che Hard to be a God (citato da Bone Machine ) gli sia superiore
                          Ultima modifica di David.Bowman; 10 maggio 20, 16:58.
                          "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


                          Votazione Registi: link

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                          • Originariamente inviato da David.Bowman Visualizza il messaggio

                            visto che ne state parlando vi posso dire che si trova anche con sottotitoli in italiano

                            per quanto sia un film di una durezza e di una violenza estrema nei contenuti (volutamente incorniciati in una confezione estetica sontuosa per creare uno straniante contrasto), un'aberrante odissea di "formazione" nel peggio della natura umana, trattasi (a parer mio) chiaramente di prodotto artistico, e anche di alto livello, e, quindi, al di sopra di ogni sospetto di morbosa esibizione di immagini scioccanti. Tra l'altro, per quanto i contenuti siano sconvolgenti, tutte le sequenze più forti avvengono o fuori fuoco o senza indulgenza sui particolari. Le ambientazioni, l'inquadramento nel contesto storico, la cura dei dettagli, le facce, gli sguardi, i silenzi, le immagini, sono spesso straordinarie.

                            Comunque trovo che Hard to be a God (citato da Bone Machine ) gli sia superiore
                            Ma infatti le recensioni che ho letto in giro sono abbastanza fuorvianti, lo stile è sorvegliatissimo, con inquadrature e tagli al millimetro. A me ha ricordato più che altro l'Haneke de Il nastro bianco, sarà per il b/n e per la costruzione visiva curata fino all'inverosimile per cesellare volti, corpi e paesaggi. Il limite che io trovo e per cui a livello personale non mi ha convinto è che questa presunta neutralità di sguardo, il distacco assoluto che si cerca ti rende assolutamente indifferente ciò che accade sullo schermo, una "non partecipazione" che è l'altra faccia della ricerca sentimentale effettistica di una certa Hollywood. Alla fine di quello che accade a 'sto ragazzino fregacazzi, anzi se pure lo ammazzano quasi quasi non ti dispiace del tutto... A maggior ragione se poi la (a)morale sta in un banalotto "occhio per occhio, dente per dente" detto esplicitamente dal soldato al protagonista dopo 2 ore e 47 minuti di film.

                            Per me che considero Hard to be a God il più bel film uscito fuori lo scorso decennio il paragone non ci sta nemmeno a livello di "film vita"... Se non lo avessi letto in giro che il regista c'ha messo 10 anni a farlo ecc. onestamente non trovo che si avvertirebbe poi così tanto tutta questa dedizione, fatica, spasmodica volontà di realizzazione, quanto piuttosto un certo manierismo da cinema d'autore con il cartellino di qualità certificata ben appiccicato al collo.

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                            • Originariamente inviato da Medeis Visualizza il messaggio
                              Se non lo avessi letto in giro che il regista c'ha messo 10 anni a farlo ecc. onestamente non trovo che si avvertirebbe poi così tanto tutta questa dedizione, fatica, spasmodica volontà di realizzazione, quanto piuttosto un certo manierismo da cinema d'autore con il cartellino di qualità certificata ben appiccicato al collo.
                              capisco quello che dici, in effetti il lato debole del film sta nello squilibrio troppo forte tra le tante bellezze formali di una messa in scena d'indubbia potenza visiva e il senso un po' spicciolo del contenuto.

                              Per il discorso del "distacco" (comunque necessario visto ciò che viene mostrato) e della "non partecipazione", per me non è stato così. Il film mi ha coinvolto in maniera immersiva ed emotiva. Non sono mai riuscito a staccare lo sguardo nemmeno per un attimo. Allacciandomi al nostro "gioco" dei voti, io gli darei un 8,5 o anche 9, mentre Hard to be a God vale sicuramente 10.
                              "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


                              Votazione Registi: link

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                              • Geostorm (2017)

                                Vabè, quando ti appresti a vedere un film così, sai già più o meno cosa vedrai; di sicuro non ti aspetti un film alla Arrival o Interstellar.

                                Classico B movie quasi dalle parti della Ayslum, ma con qualche dollaro in più.
                                Effetti così-così ma cmq abbastanza digeribili, storia sempliciotta che più sempliciotta non si può, infarcita da una cospirazione con motivazioni di fondo farsesche e spiegate/spiegabili in 15 secondi.
                                Sorprende un pò che un attore non "facilissimo" come Ed Harris abbia partecipato.

                                Dirige l'Emmerich dei povery Dean Devlin, non a caso fidato collaboratore dell'teutoamericano in tutti i suoi filmoni catastrofisti/fantascientifici (a parte "2012", mi pare).
                                Ultima modifica di Matthew80; 10 maggio 20, 18:07.
                                Ex utente Matt80 dall'autunno 2007

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