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  • Gidan 89 almeno il primo guardalo, anche solo per Jenniferotta.

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    • The Lighthouse di Robert Eggers

      Alla seconda prova Eggers non fa di nuovo centro ma quasi. Estetica, ricostruzione, documentazione sono sempre da gridare al miracolo e strapparsi i capelli, ma a livello di intenti l'ho trovato meno a fuoco di The Witch. Qui ci sono vari momenti riusciti e vedere questo film è sicuramente un'esperienza, ma alla fine della fiera si ha un po' la sensazione di supercazzola. Comunque Eggers regista della madonna.
      Dafoe e Pattinson sono sublimi.


      Poi ho visto anche Manhunter di Mann e Giungla d'asfalto di John Houston. Mi limito a dire che sono due capolavori assoluti. Punto.
      Ultima modifica di Cooper96; 30 luglio 20, 22:07.
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      • Ho visto Silkwood di Mike Nichols, del 1983.
        L'aspetto più interessante é l'argomento trattato, che prende ispirazione da vicende realmente avvenute.
        Karen Silkwood, interpretata da Meryl Streep, lavora per un'azienda un po' in difficoltá in cui é effettuata la produzione di plutonio.
        Come attivista nei sindacati si trova a sospettare che le procedure dell'azienda possano mettere a rischio la salute dei propri lavoratori e addirittura scopre come l'azienda possa mettere sul mercato materiale difettoso rappresentando un pericolo enorme per la comunitá. Inutile dire che in tutto ció si faccia più nemici che amici. La situazione familiare, che giá non era felice, si aggrava con il compagno (Kurt Russell) che la lascia.

        Nonostante una durata oltre le due ore a mio parere il film non riesce a bilanciare e rendere equamente interessanti aspetti privati ed aspetti pubblici, nonché a creare quell'atmosfera di cospirazione che solitamente rende avvincenti opere simili.
        Per quanto fedele alla vicenda reale il finale, così come rappresentato, pare comunque frettoloso e lascia pochi elementi allo spettatore per farsi una sua idea.

        P. S.: dopo che ho scoperto come, in pochissimi passaggi, fosse possibile esportare tutti i rating da IMDb, mi sono creato un account su Letterboxd, aldo_raine89 per chi volesse seguirmi.

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        • Per me è proprio un film non riuscito. Qua la mia recensione che scrissi in passato :

          Strepitoso film di denuncia sociale da oscar, condito da grandi perfomance da parte degli attori e una regia di un Mike Nichols in grande splovero. Di solito i commenti della vulgata sono di questo tenore, e stavolta devo dire che hanno torto alla grande e non è assolutamente vero niente.
          Mereghetti fortunatamente non s'è fatto fregare e gli ha appioppato 2 stelline; stupido io a non credergli e a recuperarlo nonostante sia stato messo in guardia.
          Quello che avrei da dire su Silkwood, è un po' la replica delle mie impressioni su un altro film di denuncia civile; Erin Brokovich (2000). Gli americani questa tipologia di film non li riesce a fare evidentemente, poiché Silkwood è alla fine dei conti un melodramma condito qua e là con del plutonio. La pellicola dura 2 ore, e la parte dedicata al plutonio e alla contaminazione radioattiva dura 30 minuti, la restante parte di film che cosa tratterà? Semplice! Gli amoruzzi della nostra protagonista con Drew (Kurt Russell) e della sua coinquilina lesbica Dolly (Cher), più qualche breve flirt qua e là subito stroncato sul nascere.
          Un film di denuncia sociale dove ogni 2 minuti dedicati all'argomento radiazioni, ce ne sono 10 di vita privata sentimentale.
          Tra l'altro la parte dedicata ai pericoli della contaminazione da plutonio nella fabbrica dove lavora Karen Silkwood (Meryl Streep), è affrontata con fare pedante e scolastico da parte del regista.
          La parte privata è una sequela di clicche' che il cinema americano ci propina stancamente da anni; donna divorziata con figli, compagno con cui attualmente vive, coinquilina "alternativa" con cui confidarsi, illuminazione che la porta a dedicarsi ad una missione e così via. Fa' tristezza sapere che il film è diretto dal regista del Laureato, dove in quel film era stato magnificamente descritto il rapporto tra Benjamin e Miss Robinson, mentre qui non riesce ad imprimere alcun marchio di personalità. La carica contestataria e la rabbia degli esordi si è persa, riaffiorando giusto nelle sequenze inquietanti della doccia de-contaminante ed i primi piani di Silkwood quando guida; un regista nato sotto determinati auspici, muore borghese... che triste fine.
          La regia segue di pari passo l'imborghesimento del regista; svariati e lunghi longtake espositivi di personaggi mal costruiti e di argomenti trattati come se fossero su un manuale specialistico, il risultato é dilatare sino ad uccidere il ritmo della narrazione. Il risultato è un procedere meccanico della pellicola, tanto che la nostra protagonista diventa attivista sindacale senza che ciò abbia adeguato peso nell'economia del film.
          Kurt Russell lontano anni luce dalle perfomance di tutt'altra intensità nei film di Carpenter, qua è palesemente fuori ruolo, oltre al fatto che per 1/3 del film è sempre senza maglietta. Cher... boh tanti elogi, ma alla fine nulla di memorabile. Meryl Streep sarà che veniva l'anno prima dalla Scelta di Sophie, qua é nettamente perdente nel confronto. Data la sua bellezza ordinaria comunque risulta credibile come operaia, anche se sin troppo romantica e passionale nelle sequenze in cui scopre di essere contaminata.
          La pellicola ebbe 5 nomination agli oscar, tra cui per la regia, protagonista e non protagonista, ma in tutta sincerità è un filmetto abbastanza mediocre che non rende alcuna giustizia alla figura della vera Karen Silkwood e alla sua indagine sulle gravi mancanze dell'azienda dove lavorava in merito alle radiazioni da plutonio.

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          • Biancaneve e il cacciatore

            Non capisco la critica sulle scene violente, a me sembra un'ottima rivisitazione in chiave moderna della favola disney, una Biancaneve meno tonta e 7 nani più cazzuti, sarà il genere ma l'ho trovato molto godibile, avrei solo:

            -curato maggiormente l'aspetto della regina nei momenti in cui si trova privata della bellezza (un aspetto meno anziano ma più mostruoso)
            -avrei aggiunto un addestramento base per la nuova "Snow White Bitch"
            -avrei evitato di aggiungere quelle orrende fatine in CGI e forse anche il cervo
            -durante la prima cattura di biancaneve sarebbe stato più interessante dotare effettivamente la regina della capacità di riportare in vita i morti mostrando di conseguenza un cacciatore combattuto tra il consegnare biancaneve in cambio della moglie o salvarla a fin di un bene molto più grande.
            -avrei reso la regina ancora più spietata nei confronti dei popoli conquistati

            Apprendo di una versione estesa (come al solito sempre dopo) che difficilmente recupererò.

            PS. da qualche settimana sto visionando film su di un telo tensionato, tutto un altro guardare.

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            • ...Posso chiederti in che materiale è fatto il telo?
              "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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              • The Raid 2 di Gareth Evans

                Un altro gran film d'azione. Rispetto al primo capitolo abbiamo:
                - coreografie ancora più elaborate e lunghe unite ad una maggiore varietà ambientale, si sente il budget ingrassato;
                - una storia molto più ampia, affollata ed articolata (forse pure troppo);
                - un affastellamento di personaggi eccessivi che paiono usciti da un manga (specie la coppia con mazza da baseball e martelletti), cosa che da appassionato di roba nipponica mi ha divertito ma ad altri potrebbe schifare rispetto al primo capitolo, più sobrio e verosimile;
                - un'estetica extra-lusso molto luccicosa e laccata (qui preferisco il primo capitolo, più gretto e concreto).

                In conclusione come il primo The Raid ma pompato, allungato e tirato a lucido.


                Quanto sono stati sprecati i tizi di The Raid in Star Wars VII?
                Ultima modifica di Cooper96; 03 agosto 20, 14:35.
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                • Moonlight di Barry Jenkins

                  Ma lo sapete che è veramente bello? Un film che avrebbe tutto per essere una grande paraculata per fare incetta di premi e non ci riesce (nonostante i premi li abbia vinti lo stesso). Attori in stato di grazia, Jenkins veramente buono alla regia.

                  Maniac di William Lustig

                  Il miglior slasher visto in vita mia? Non lo avrei mai detto prima di vederlo, eppure ...

                  https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

                  "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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                  • Originariamente inviato da Gidan 89 Visualizza il messaggio

                    Maniac di William Lustig

                    Il miglior slasher visto in vita mia? Non lo avrei mai detto prima di vederlo, eppure ...
                    Grandissimo cult girato con nulla, con una New York buia e marcia come non mai...
                    La scena nella metropolitana è d'antologia.

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                    • Originariamente inviato da Darkrain Visualizza il messaggio

                      Grandissimo cult girato con nulla, con una New York buia e marcia come non mai...
                      La scena nella metropolitana è d'antologia.
                      Guarda, non c'ho trovato un difetto nel film. Vedi tutto dal punto di vista del killer, eppure provi continuamente inquietudine, ti dispiace anche tanto per le vittime (vedi la prostituta). Gli effetti speciali di Tom Savini sono eccezionali, la regia è veramente di livello (i rallenty ed il sonoro utilizzati in maniera magistrale). Dovrebbe essere maggiormente considerato. Lo hai visto il remake del 2012?
                      https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

                      "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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                      • Originariamente inviato da Gidan 89 Visualizza il messaggio

                        Guarda, non c'ho trovato un difetto nel film. Vedi tutto dal punto di vista del killer, eppure provi continuamente inquietudine, ti dispiace anche tanto per le vittime (vedi la prostituta). Gli effetti speciali di Tom Savini sono eccezionali, la regia è veramente di livello (i rallenty ed il sonoro utilizzati in maniera magistrale). Dovrebbe essere maggiormente considerato. Lo hai visto il remake del 2012?
                        Si e lo trovo un ottimo remake, mi ha sorpreso, è uno dei pochi remake recenti quasi ai livelli dell'originale.

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                        • Originariamente inviato da Gidan 89 Visualizza il messaggio
                          Sensei guarda, io sono uno dei pochi - credo - a pensare che Burton non sia peggiorato come regista, anzi, sia via via sempre più migliorato. Il problema è che probabilmente in quanto autore è un po'stanco, si è messo a fare il mestierante di lusso su soggetti poco ambiziosi. Io credo fermamente che Burton potrebbe ancora tirare fuori il gran film se supportato da una buona sceneggiatura. In ogni caso, Miss Peregrine secondo me è un buon film, in alcuni momenti si vede un Burton veramente in stato di grazia nonostante un soggetto che sembra la sua serie B. Dumbo è già meno buono, ma è un film che ha un cuore e non lo butterei via, così come Big Eyes.
                          Per quanto riguarda Bava, per me il suo capolavoro è I tre volti della paura, seguono a ruota sullo stesso livello - tra loro - Reazione a catena, La maschera del demonio, Sei donne per l'assassino, Operazione paura, Lisa e il diavolo e La frusta e il corpo. Forse nessun capolavoro vero e proprio, ma tutti grandi film.
                          Secondo me a un certo punto è stato completamente travolto dall’esplosione della CGI: film come Dark Shadows, La fabbrica di cioccolato, Alice e Sweeney Todd sono veramente troppo artefatti. Dopo la pausa propedeutica di Big Eyes ha fatto mente locale ed è tornato a capirci qualcosa prima con Miss Peregrine e poi (soprattutto) con Dumbo, apparendo sempre più a suo agio e dunque recuperando la personalità perduta. In Dumbo a mio parere torna definitivamente il Burton che conoscevamo, quello che si appropria di una storia piegandola alla sua poetica (i protagonisti sono i freaks del circo prima ancora dell’elefantino). Non ho idea di cosa bolla nel suo calderone ma sono molto ottimista per il futuro.

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                          • Massi sono d'accordo solo in parte. Concordo sulla questione CGI, che Burton non riesce a valorizzare artisticamente, però La fabbrica di cioccolato e Sweeney Todd li trovo davvero buoni, più degli ultimi suoi film. Per me i flop veri e propri sono Il pianeta delle scimmie, Alice, Dark Shadows (anche se è guardabile) e Frankenweenie, che ho trovato davvero stanco più che brutto.
                            https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

                            "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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                            • Originariamente inviato da Gidan 89 Visualizza il messaggio
                              Maniac di William Lustig

                              Il miglior slasher visto in vita mia? Non lo avrei mai detto prima di vederlo, eppure ...
                              esageri un tantino ... però ... nella miriade di film(acci) sui serial killer questo qui ha un suo perchè, un suo personalissimo "fascino" e alcuni momenti notevoli (la scena nella metro di cui avete già parlato voi ma anche quella finale con i manichini è da sottolineare). E' puro cinema underground d'altri tempi, ruvido e sporco, un tipo di cinema che oggi non si concepisce nemmeno più. Da un certo punto di vista è un b-movie fieramente grezzo e "ripugnante" che risente molto (ideologicamente e visivamente) delle atmosfere di quel Taxi Driver che segnò a fuoco tutti gli anni '70 (e non solo) in maniera indelebile. I meriti che gli attribuite per la New York lercia e degradata sono, invero, debitori di quel geniaccio di Scorsese. Però, come ho già detto, questo b-movie "per pochi coraggiosi" ha un suo perchè e una sua personalità: a me ad esempio piace molto l'impostazione in soggettiva, tutto avviene nella mente (disturbata) del più che disturbato protagonista e questa impostazione (concettualmente intelligente) giustifica e rende più accettabili molte cose, anche quelle non particolarmente riuscite e convincenti.
                              Poi c'è quel simpaticone di Spinell (grande amico di Sly) che fa il ruolo della vita in una maniera così credibile da restare nella memoria di qualsivoglia spettatore.

                              Il remake con "Frodino" mi ha lasciato del tutto indifferente: una sorta di innocua "ripulitura" aggiornata all'estetica moderna che perde del tutto la carica sporca e "sovversiva" dell'originale.
                              Ultima modifica di David.Bowman; 04 agosto 20, 15:13.
                              "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


                              Votazione Registi: link

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                              • Dopo anni ho rivisto Synecdoche, New York, film che già avevo apprezzato al tempo e che stavolta ho apprezzato anche di più. Per curiosità ho inserito il titolo nella barra di ricerca del sito e mi sono accorto che di questo film sul forum non si è praticamente mai parlato. Che opinione avete del film di Kaufman?

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