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  • La ballata di Narayama di Shohei Imamura

    Primo film di Imamura che vedo ed è subito capolavoro. Film totale, di incredibile spessore e con uno dei finali più belli della storia del cinema. Palma d'Oro meritatissima.
    https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

    "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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    • Originariamente inviato da Gidan 89 Visualizza il messaggio
      La ballata di Narayama di Shohei Imamura

      Primo film di Imamura che vedo ed è subito capolavoro. Film totale, di incredibile spessore e con uno dei finali più belli della storia del cinema. Palma d'Oro meritatissima.
      Non so se quello di Imanura sia un remake o un diverso adattamento, comunque avevo visto un film del 1958 con lo stesso titolo e non mi aveva convinto.
      Riproveró quindi con quello di Imamura, visto il commento entusiasta.

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      • Originariamente inviato da aldo.raine89 Visualizza il messaggio

        Non so se quello di Imanura sia un remake o un diverso adattamento, comunque avevo visto un film del 1958 con lo stesso titolo e non mi aveva convinto.
        Riproveró quindi con quello di Imamura, visto il commento entusiasta.
        Credo che sia un remake, probabilmente comunque molto diverso essendo un film forte, che mostra e racconta cose impossibili da mettere in scena negli anni '50.
        https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

        "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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        • Originariamente inviato da henry angel Visualizza il messaggio
          ...Posso chiederti in che materiale è fatto il telo?
          Scusa la risposta in ritardo, credo sia un materiale piuttosto economico il produttore lo indica come PVC. E' interessante perché è molto più sottile del telo che ho su quello a molla e che quando inizia a incresparsi non puoi farci più niente.

          La tensionatura in fondo è semplice ci vuole elasticità e i giusti pesi. Subito all'inizio per altro ho avuto un piccolo problema per via dell'elettronica e pensavo che alcune pieghe su tutta la superficie non se ne sarebbero mai andate, ma con un po' di calore è tornato liscio come prima.

          PS. Ho fatto un tentativo per via del prezzo, 300euro vs i soliti 1000 che ci vogliono per simili metrature.

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          • No problem per il " ritardo"; la mia era una semplice curiosità per il "PVC", che in effetti torna nelle descrizioni di prodotti simili a quello che hai acquistato.
            IO, per ragioni di lavoro, ho a che fare anche con rotoli di film in "parrebbe" pvc da 70-80Kg ,di spessore variabile e nella versione bianca da un lato e nera dal lato opposto ,che costano nettamente meno ;-) .
            Spoiler! Mostra
            "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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            • Sicuramente un po' ci campano sopra.. i prezzi alti credo dipendano anche dalla non grande diffusione degli apparati di proiezione. Io al momento sono molto soddisfatto di questo prodotto economico anche se ho dovuto penare un pochino prima di renderlo completamente operativo e non essendo quella acquistata una marca famosa per l'affidabilità devo sperare che i vari componenti durino il più possibile.

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              • Biutiful di Alejandro Gonzalez Inarritu

                Finito di vedere da pochissimo. Colto dall'entusiasmo ho cercato la votazione relativa al regista messicano nel topic delle filmografie, ed ho amaramente constatato che il film non ha neanche la media del sei praticamente. L'ho trovato un film di una bellezza abbacinante, il gemello "neorealista" di Birdman, con interpretazioni strepitose, una fotografia di Prieto magistrale ed una regia da maestro. Dopo Birdman, ho pianto anche qui. C'è una scena di grande emozione, una delle più belle viste negli ultimi anni e probabilmente non solo.

                Dead Silence di James Wan

                Alla fine mi tocca pensare che Wan abbia fatto più danni che altro con i suoi grandi successi commerciali. Già qui era pienamente visibile la sagra del jumpscare che sarebbe deflagrata negli anni successivi, solo che a differenza dei suoi film successivi, qui anche la regia è una mezza chiavica. Veramente brutto, nonostante un soggetto potenzialmente efficace ed una cura artistica generale di buon livello.

                L'ululato di Joe Dante

                Molto bello nella prima metà, poi si banalizza ed infine si ridicolizza. Capisco il perché sia diventato un cult, ma non mi ha convinto.




                https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

                "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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                • Originariamente inviato da Gidan 89 Visualizza il messaggio
                  Biutiful di Alejandro Gonzalez Inarritu

                  Finito di vedere da pochissimo. Colto dall'entusiasmo ho cercato la votazione relativa al regista messicano nel topic delle filmografie, ed ho amaramente constatato che il film non ha neanche la media del sei praticamente. L'ho trovato un film di una bellezza abbacinante, il gemello "neorealista" di Birdman, con interpretazioni strepitose, una fotografia di Prieto magistrale ed una regia da maestro. Dopo Birdman, ho pianto anche qui. C'è una scena di grande emozione, una delle più belle viste negli ultimi anni e probabilmente non solo.
                  per quelli che sono i miei gusti è decisamente troppo effettistico nell'esibizione del dolore del protagonista e nel finale deborda nella retorica del pietismo. Poca misura e troppa sovra esposizione dei sentimenti. Però Bardem è bravissimo (pur al servizio della visione emotivamente ipertrofica del regista) e il film è tecnicamente eccellente.

                  "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


                  Votazione Registi: link

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                  • Per quel che mi riguarda invece Biutiful è il più bel film di Inarritu e trovo che in generale abbia perso nel passaggio alle produzioni USA. Ne ha guadagnato molto in termini di product value, chiaramente, ma trovo che i suoi film europei, pur nella sua retorica del dolore, siano decisamente più sentiti, coinvolgenti e meno inutilmente estetizzanti dei suoi film USA.

                    Peraltro ho rivisto recentemente Birdman e l'ho trovato onestamente una sòla pazzesca. Un impianto formale inutilmente virtuosistico al servizio di personaggi stereotipati e scritti in modo banale.
                    Ultima modifica di Tom Doniphon; 17 agosto 20, 15:08.

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                    • Non per fare il pignolo ma Inàrritu ha cominciato a lavorare negli USA già dal secondo film, 21 Grams. E l'unico film europeo che ha fatto è Biutiful, nel senso che lo ha girato in Spagna ma comunque è un film di produzione messicana.

                      Sensei Major Dundee non è un capolavoro neanche per sogno, non ci arriva nemmeno vicino. Troppo massacrato dai produttori anche solo per conservare uno spiraglio dell'ambizione e della portata del grande film che poteva essere. Non è che adesso ogni western fatto tra gli anni '60 è un capolavoro solo perché nega il classicismo fondato da Ford.

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                      • SE7EN

                        Che Sierra Charriba sia stato accettato un casino è evidente in alcuni punti durante la visione per dei raccordi e transizioni innaturali, poi quando scopri i retroscena imprechi per gli ulteriori tagli e cambiamenti effettuati dalla produzione alle scelte di Peckinpah, però comunque il ripristino di 15 minuti mitiga i difetti, anche se non sufficienti ovviamente, ma Sierra Charriba è un piccolo capolavoro per l'analisi ed il pensiero sociale ed antropologico del regista sull'uomo e la mentalità degli Stati Uniti, Peckinpah già a metà degli anni 60' era un eccezionale pensatore ed analista del pensiero e della politica americana, senza scordare la tensione del registica tra lirismo e violenza bestiale connaturata nella natura umana che culmina nella battaglia campale finale contro i francesi girata con vigore e gestione sopraffina dell'azione.

                        Comunque tranne 2-3 film, nessun film del regista era al 100% come voleva lui per vari motivi.
                        Comunque è meno mutilo di un Orgoglio degli Amberson di un Orson Welles che giustamente si considera capolavoro assoluto (il western di Peckinpah è solo un 9), nonostante i tagli ed i reshoot di Wise ed il finale cambiato e girato da un altro regista.

                        In ambito western sono della scuola Peckinpah/Leone, però Ford volente o nolente resta sempre un grande, ed il suo western preferito da me è L'Uomo che Uccise Liberty Valance, solo un iper classicista come Ford poteva fare un film così che chiude in un certo senso l'epoca classica del genere, facendo soccombere alla verità la leggenda.
                        Ultima modifica di Sensei; 19 agosto 20, 11:33.

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                        • Originariamente inviato da SE7EN Visualizza il messaggio
                          Sensei Major Dundee non è un capolavoro neanche per sogno, non ci arriva nemmeno vicino. Troppo massacrato dai produttori anche solo per conservare uno spiraglio dell'ambizione e della portata del grande film che poteva essere. Non è che adesso ogni western fatto tra gli anni '60 è un capolavoro solo perché nega il classicismo fondato da Ford.
                          hai visto la versione "restored" del 2005 con circa 13 minuti di scene (tagliate nell'edizione del 1965) reintegrate?

                          concordo sul fatto che non sia un capolavoro, tuttavia, nel processo di modernizzazione del western avvenuto negli anni '60, questo film di Peckinpah è fondamentale quanto (e forse più) del celebre Per un pugno di dollari.

                          "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


                          Votazione Registi: link

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                          • David.Bowman sì sì, ho visto quella con le scene aggiunte in lingua originale sottotitolate.

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                            Che Sierra Charriba sia stato accettato un casino è evidente in alcuni punti durante la visione per dei raccordi e transizioni innaturali, poi quando scopri i retroscena imprechi per gli ulteriori tagli e cambiamenti effettuati dalla produzione alle scelte di Peckinpah, però comunque il ripristino di 15 minuti mitiga i difetti, anche se non sufficienti ovviamente, ma Sierra Charriba è un piccolo capolavoro per l'analisi ed il pensiero sociale ed antropologico del regista sull'uomo e la mentalità degli Stati Uniti, Peckinpah già a metà degli anni 60' era un eccezionale pensatore ed analista del pensiero e della politica americana, senza scordare la tensione del registica tra lirismo e violenza bestiale connaturata nella natura umana che culmina nella battaglia campale finale contro i francesi girata con vigore e gestione sopraffina dell'azione.

                            Comunque tranne 2-3 film, nessun film del regista era al 100% come voleva lui per vari motivi.
                            Comunque è meno mutilo di un Orgoglio degli Amberson di un Orson Welles che giustamente si considera capolavoro assoluto (il western di Peckinpah è solo un 9), nonostante i tagli ed i reshoot di Wise ed il finale cambiato e girato da un altro regista.
                            Infatti non considero nemmeno gli Amberson un capolavoro, nonostante abbia diverse scene magnifiche, ma da quando lo vidi sono passati anni e non lo ricordo bene affatto. Major Dundee invece non ha mai goduto di questa fama a differenza del film di Welles, nemmeno dopo il recupero dei 13 minuti mancanti, che di sicuro non sono stati determinanti a migliorare il risultato finale, almeno non drasticamente. Risultato che, in un capo d'opera, dovrebbe essere maggiore della somma delle parti, e per questo motivo non sono mai d'accordo con giudizi al rialzo per potenziali capolavori di cui si scorge l'ombra di quello che potevano essere, ma che alla fine sono stati massacrati contro il volere del regista. Stiamo parlando di un film che non è tanto meglio di un Vera Cruz di Aldrich, tanto per citare una pellicola simile dello stesso genere, che non classificherei come capolavoro, per quanto sia stata innovativa sotto certi aspetti contenutistici.

                            In ogni caso non capisco questa ossessione per le etichette, la necessità di dire "ho visto un capolavoro".

                            Quelle in grassetto non credo siano parole tue. Comunque i film veramente belli di Peckinpah, che non è mai stato un pensatore e un intellettuale ma un cane pazzo, un anarchico sanguigno (senza nulla togliere), sono altri. Il Mucchio Selvaggio, che è il più famoso, Alta Sierra, Cable Hogue, Pat Garrett e Billy the Kid, tutte pellicole più piccole e intime dove lo storytelling regge il peso e la portata della messa in scena.
                            Ultima modifica di SE7EN; 19 agosto 20, 18:32.

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                            • Originariamente inviato da SE7EN Visualizza il messaggio
                              Stiamo parlando di un film che non è tanto meglio di un Vera Cruz di Aldrich, tanto per citare una pellicola simile dello stesso genere, che non classificherei come capolavoro, per quanto sia stata innovativa sotto certi aspetti contenutistici.
                              occhio però ... a mio avviso il Vera Cruz di Aldrich quanto meno sfiora la categoria dei "capolavori"

                              io nelle votazioni gli ho dato 8,5 (invece a Sierra Charriba ho dato 8)

                              E' un western fondamentale, il vero antesignano dei western crepuscolari "anti-fordiani" che poi si affermeranno negli anni '60 dando origine alla rivoluzione revisionista del genere, seppure in modalità e tempi diversi. E' il western che ha influenzato i due registi che decreteranno la morte del genere. Da un lato Peckinpah, che, a partire da Sierra Charriba, riprenderà dal film di Aldrich l’ambientazione messicana, lo schema dei gruppi di personaggi in lotta tra loro e contro tutti, e la visione di un mondo dominato dalle rivalità, dalla violenza e dal tradimento. Dall’altro lato Leone, che viene influenzato da Aldrich non tanto per la collocazione dei suoi western in Messico (per il quale Leone elimina ogni riferimento storico, trasformandolo in un "altrove" di pura fantasia), quanto per l’umorismo sarcastico, il beffardo cinismo e soprattutto per la caratterizzazione del personaggio-tipo interpretato da Eastwood, che discende in linea diretta da quello di Lancaster in Vera Cruz, la "carogna" affascinante ma spietata, il pistolero-mercenario infallibile con le armi e pronto a tutto per il denaro. Vera Cruz merita assolutamente un posto di tutto rispetto nella storia del cinema western. In un certo senso è anche l'autentico anello di congiunzione tra Peckinpah e Leone.
                              Ultima modifica di David.Bowman; 19 agosto 20, 18:45.
                              "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


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                              • Qualcuno ha per caso visto Red Lights? A me è sembrato impostato molto bene ma nel complesso pieno di forzature. I concetti seppur chiari li hanno mostrati facendo intendere qualcosa ma senza insinuare alcun dubbio. Classico esempio la scena conclusiva del primo spettacolo di Silver, a guardarla appare molto scontata, la realtà è ben diversa ma non capisce perché si sarebbe dovuta sviluppare in quel modo.

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