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  • Battle Royale invece spacca, chiaramente molto fumettoso e sopra le righe, come d'altronde andava affrontato viste le vicende trattate. Takeshi Kitano mitico come sempre.

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    • Originariamente inviato da Sensei Visualizza il messaggio
      Battle Royale invece spacca, chiaramente molto fumettoso e sopra le righe, come d'altronde andava affrontato viste le vicende trattate. Takeshi Kitano mitico come sempre.
      Kitano è l'unica cosa buona del film. Per il resto, è uno splatter per ragazzini pieno di stupidità. Astenersi sopra i 18 anni.
      https://www.amazon.it/Dario-Argento-...+il+suo+doppio Il mio saggio sul cinema di Dario Argento.

      "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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      • Vabbè mo che esagerazione, posso capire che lo stile "giapponese" nella recitazione e nella messa in scena possa non piacere (infatti Kitano pur essendolo nello spirito, è estraneo a tale modo di fare e nel film si vede che è un alieno rispetto agli altri), ma Fukasaku ci sa fare e la metafora della società super-competitiva imposta dagli adulti che mandano avanti un sistema disumano, comunque lo rende più interessante rispetto ad un banale epigono come Hunger Games.

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        • Originariamente inviato da Sensei Visualizza il messaggio
          Vabbè mo che esagerazione, posso capire che lo stile "giapponese" nella recitazione e nella messa in scena possa non piacere (infatti Kitano pur essendolo nello spirito, è estraneo a tale modo di fare e nel film si vede che è un alieno rispetto agli altri), ma Fukasaku ci sa fare e la metafora della società super-competitiva imposta dagli adulti che mandano avanti un sistema disumano, comunque lo rende più interessante rispetto ad un banale epigono come Hunger Games.
          Lo sai, a me il cinema giapponese piace, anche in alcune incarnazioni estreme (Sion Sono). C'è modo e modo però di fare le cose. Questo pare un anime per ragazzini brufolosi che si bagnano con un po' di sangue. La metafora ok, ma non ci fai un film solo con le intenzioni, anche perché essendo tratto da un romanzo a 'sto punto lo dovevi promuovere sulla carta (perdonami il gioco di parole ). I personaggi sono tagliati con l'accetta, i dialoghi da teenager anche nei momenti drammatici non si possono sentire, si accatastano morti su morti senza neanche una degna coreografia, ci sta un villain (non Kitano) che pare uscito direttamente da un manga con effetti ridicoli, e tutta una serie di assurdità che giocano sul confine del demenziale (finendoci più di una volta). Mi sono annoiato, quando ad una certa ho visto che mancavano ancora 40 minuti sono completamente uscito dal film. Pare che il manga (successivo) sia migliore. Hunger Games non l'ho visto, non mi ha mai interessato molto.
          https://www.amazon.it/Dario-Argento-...+il+suo+doppio Il mio saggio sul cinema di Dario Argento.

          "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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          • A tutti gli effetti uno young adult nipponico.
            Mai compreso chi eleva questo a capolavoro e butta merda su roba come Hunger Games.



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            • Originariamente inviato da mr.fred Visualizza il messaggio
              A tutti gli effetti uno young adult nipponico.
              Mai compreso chi eleva questo a capolavoro e butta merda su roba come Hunger Games.


              C'è chi lo paragona ad Arancia Meccanica, santi numi.
              https://www.amazon.it/Dario-Argento-...+il+suo+doppio Il mio saggio sul cinema di Dario Argento.

              "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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              • Ma infatti non è un capolavoro (chi ne ha parlato così?), ma Fukasaku è molto meglio rispetto al buon Gary Ross e sopratutto a Francis Lawrence (che standardizza la saga sui binari blockbuster come detto da un utente a proposito del secondo film).

                Il primo Hunger Games merita una visione, il secondo standardizza tutto, il terzo capitolo è diviso in parte I e parte II, quest'ultima mai vista immagina quindi quanto mi sia piaciuta la parte I, intoltre Jennifer Lawrence ha perso freschezza di film in film, nel terzo era lì per lo stipendio e basta, aveva perso tutta la fame "recitativa" mostrata nei precedenti due film, specie il primo.
                Ultima modifica di Sensei; 28 luglio 20, 17:22.

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                • Gidan 89 almeno il primo guardalo, anche solo per Jenniferotta.

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                  • The Lighthouse di Robert Eggers

                    Alla seconda prova Eggers non fa di nuovo centro ma quasi. Estetica, ricostruzione, documentazione sono sempre da gridare al miracolo e strapparsi i capelli, ma a livello di intenti l'ho trovato meno a fuoco di The Witch. Qui ci sono vari momenti riusciti e vedere questo film è sicuramente un'esperienza, ma alla fine della fiera si ha un po' la sensazione di supercazzola. Comunque Eggers regista della madonna.
                    Dafoe e Pattinson sono sublimi.


                    Poi ho visto anche Manhunter di Mann e Giungla d'asfalto di John Houston. Mi limito a dire che sono due capolavori assoluti. Punto.
                    Ultima modifica di Cooper96; 30 luglio 20, 22:07.
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                    • Ho visto Silkwood di Mike Nichols, del 1983.
                      L'aspetto più interessante é l'argomento trattato, che prende ispirazione da vicende realmente avvenute.
                      Karen Silkwood, interpretata da Meryl Streep, lavora per un'azienda un po' in difficoltá in cui é effettuata la produzione di plutonio.
                      Come attivista nei sindacati si trova a sospettare che le procedure dell'azienda possano mettere a rischio la salute dei propri lavoratori e addirittura scopre come l'azienda possa mettere sul mercato materiale difettoso rappresentando un pericolo enorme per la comunitá. Inutile dire che in tutto ció si faccia più nemici che amici. La situazione familiare, che giá non era felice, si aggrava con il compagno (Kurt Russell) che la lascia.

                      Nonostante una durata oltre le due ore a mio parere il film non riesce a bilanciare e rendere equamente interessanti aspetti privati ed aspetti pubblici, nonché a creare quell'atmosfera di cospirazione che solitamente rende avvincenti opere simili.
                      Per quanto fedele alla vicenda reale il finale, così come rappresentato, pare comunque frettoloso e lascia pochi elementi allo spettatore per farsi una sua idea.

                      P. S.: dopo che ho scoperto come, in pochissimi passaggi, fosse possibile esportare tutti i rating da IMDb, mi sono creato un account su Letterboxd, aldo_raine89 per chi volesse seguirmi.

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                      • Per me è proprio un film non riuscito. Qua la mia recensione che scrissi in passato :

                        Strepitoso film di denuncia sociale da oscar, condito da grandi perfomance da parte degli attori e una regia di un Mike Nichols in grande splovero. Di solito i commenti della vulgata sono di questo tenore, e stavolta devo dire che hanno torto alla grande e non è assolutamente vero niente.
                        Mereghetti fortunatamente non s'è fatto fregare e gli ha appioppato 2 stelline; stupido io a non credergli e a recuperarlo nonostante sia stato messo in guardia.
                        Quello che avrei da dire su Silkwood, è un po' la replica delle mie impressioni su un altro film di denuncia civile; Erin Brokovich (2000). Gli americani questa tipologia di film non li riesce a fare evidentemente, poiché Silkwood è alla fine dei conti un melodramma condito qua e là con del plutonio. La pellicola dura 2 ore, e la parte dedicata al plutonio e alla contaminazione radioattiva dura 30 minuti, la restante parte di film che cosa tratterà? Semplice! Gli amoruzzi della nostra protagonista con Drew (Kurt Russell) e della sua coinquilina lesbica Dolly (Cher), più qualche breve flirt qua e là subito stroncato sul nascere.
                        Un film di denuncia sociale dove ogni 2 minuti dedicati all'argomento radiazioni, ce ne sono 10 di vita privata sentimentale.
                        Tra l'altro la parte dedicata ai pericoli della contaminazione da plutonio nella fabbrica dove lavora Karen Silkwood (Meryl Streep), è affrontata con fare pedante e scolastico da parte del regista.
                        La parte privata è una sequela di clicche' che il cinema americano ci propina stancamente da anni; donna divorziata con figli, compagno con cui attualmente vive, coinquilina "alternativa" con cui confidarsi, illuminazione che la porta a dedicarsi ad una missione e così via. Fa' tristezza sapere che il film è diretto dal regista del Laureato, dove in quel film era stato magnificamente descritto il rapporto tra Benjamin e Miss Robinson, mentre qui non riesce ad imprimere alcun marchio di personalità. La carica contestataria e la rabbia degli esordi si è persa, riaffiorando giusto nelle sequenze inquietanti della doccia de-contaminante ed i primi piani di Silkwood quando guida; un regista nato sotto determinati auspici, muore borghese... che triste fine.
                        La regia segue di pari passo l'imborghesimento del regista; svariati e lunghi longtake espositivi di personaggi mal costruiti e di argomenti trattati come se fossero su un manuale specialistico, il risultato é dilatare sino ad uccidere il ritmo della narrazione. Il risultato è un procedere meccanico della pellicola, tanto che la nostra protagonista diventa attivista sindacale senza che ciò abbia adeguato peso nell'economia del film.
                        Kurt Russell lontano anni luce dalle perfomance di tutt'altra intensità nei film di Carpenter, qua è palesemente fuori ruolo, oltre al fatto che per 1/3 del film è sempre senza maglietta. Cher... boh tanti elogi, ma alla fine nulla di memorabile. Meryl Streep sarà che veniva l'anno prima dalla Scelta di Sophie, qua é nettamente perdente nel confronto. Data la sua bellezza ordinaria comunque risulta credibile come operaia, anche se sin troppo romantica e passionale nelle sequenze in cui scopre di essere contaminata.
                        La pellicola ebbe 5 nomination agli oscar, tra cui per la regia, protagonista e non protagonista, ma in tutta sincerità è un filmetto abbastanza mediocre che non rende alcuna giustizia alla figura della vera Karen Silkwood e alla sua indagine sulle gravi mancanze dell'azienda dove lavorava in merito alle radiazioni da plutonio.

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                        • Biancaneve e il cacciatore

                          Non capisco la critica sulle scene violente, a me sembra un'ottima rivisitazione in chiave moderna della favola disney, una Biancaneve meno tonta e 7 nani più cazzuti, sarà il genere ma l'ho trovato molto godibile, avrei solo:

                          -curato maggiormente l'aspetto della regina nei momenti in cui si trova privata della bellezza (un aspetto meno anziano ma più mostruoso)
                          -avrei aggiunto un addestramento base per la nuova "Snow White Bitch"
                          -avrei evitato di aggiungere quelle orrende fatine in CGI e forse anche il cervo
                          -durante la prima cattura di biancaneve sarebbe stato più interessante dotare effettivamente la regina della capacità di riportare in vita i morti mostrando di conseguenza un cacciatore combattuto tra il consegnare biancaneve in cambio della moglie o salvarla a fin di un bene molto più grande.
                          -avrei reso la regina ancora più spietata nei confronti dei popoli conquistati

                          Apprendo di una versione estesa (come al solito sempre dopo) che difficilmente recupererò.

                          PS. da qualche settimana sto visionando film su di un telo tensionato, tutto un altro guardare.

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                          • ...Posso chiederti in che materiale è fatto il telo?
                            "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                            • The Raid 2 di Gareth Evans

                              Un altro gran film d'azione. Rispetto al primo capitolo abbiamo:
                              - coreografie ancora più elaborate e lunghe unite ad una maggiore varietà ambientale, si sente il budget ingrassato;
                              - una storia molto più ampia, affollata ed articolata (forse pure troppo);
                              - un affastellamento di personaggi eccessivi che paiono usciti da un manga (specie la coppia con mazza da baseball e martelletti), cosa che da appassionato di roba nipponica mi ha divertito ma ad altri potrebbe schifare rispetto al primo capitolo, più sobrio e verosimile;
                              - un'estetica extra-lusso molto luccicosa e laccata (qui preferisco il primo capitolo, più gretto e concreto).

                              In conclusione come il primo The Raid ma pompato, allungato e tirato a lucido.


                              Quanto sono stati sprecati i tizi di The Raid in Star Wars VII?
                              Ultima modifica di Cooper96; 03 agosto 20, 14:35.
                              Spoiler! Mostra

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                              • Moonlight di Barry Jenkins

                                Ma lo sapete che è veramente bello? Un film che avrebbe tutto per essere una grande paraculata per fare incetta di premi e non ci riesce (nonostante i premi li abbia vinti lo stesso). Attori in stato di grazia, Jenkins veramente buono alla regia.

                                Maniac di William Lustig

                                Il miglior slasher visto in vita mia? Non lo avrei mai detto prima di vederlo, eppure ...

                                https://www.amazon.it/Dario-Argento-...+il+suo+doppio Il mio saggio sul cinema di Dario Argento.

                                "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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