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  • Originariamente inviato da SE7EN Visualizza il messaggio
    David.Bowman sì sì, ho visto quella con le scene aggiunte in lingua originale sottotitolate.


    Infatti non considero nemmeno gli Amberson un capolavoro, nonostante abbia diverse scene magnifiche, ma da quando lo vidi sono passati anni e non lo ricordo bene affatto. Major Dundee invece non ha mai goduto di questa fama a differenza del film di Welles, nemmeno dopo il recupero dei 13 minuti mancanti, che di sicuro non sono stati determinanti a migliorare il risultato finale, almeno non drasticamente. Risultato che, in un capo d'opera, dovrebbe essere maggiore della somma delle parti, e per questo motivo non sono mai d'accordo con giudizi al rialzo per potenziali capolavori di cui si scorge l'ombra di quello che potevano essere, ma che alla fine sono stati massacrati contro il volere del regista. Stiamo parlando di un film che non è tanto meglio di un Vera Cruz di Aldrich, tanto per citare una pellicola simile dello stesso genere, che non classificherei come capolavoro, per quanto sia stata innovativa sotto certi aspetti contenutistici.

    In ogni caso non capisco questa ossessione per le etichette, la necessità di dire "ho visto un capolavoro".

    Quelle in grassetto non credo siano parole tue. Comunque i film veramente belli di Peckinpah, che non è mai stato un pensatore e un intellettuale ma un cane pazzo, un anarchico sanguigno (senza nulla togliere), sono altri. Il Mucchio Selvaggio, che è il più famoso, Alta Sierra, Cable Hogue, Pat Garrett e Billy the Kid, tutte pellicole più piccole e intime dove lo storytelling regge il peso e la portata della messa in scena.
    Mucchio Selvaggio e Pat Garrett e Billy the Kid sono i suoi capolavori assoluti. Sfida nell'alta Sierra mi manca purtroppo e anche te ne parli bene, Cable Hogue non mi ha colpito così tanto da metterlo tra gli apici del regista. Dovresti citare l'ottimo Getaway e un altro capolavoro come La Croce di Ferro (uno dei tre film a farmi provare un qualcosa che non sia solo odio e disprezzo per un nazista, gli altri due sono Schindler's List ed Il Pianista).

    Di capolavoro se ne parla anche per Voglio la Testa di Garcia, ma anche quello mi manca.

    Peckinpah era un regista professionalmente inaffidabile, ubriacone, drogato, sgretolato e pazzoide, un anarchico nel pensiero e nel modo di vivere la vita quotidianamente, che lo ha portato dapprima ad essere Sam Peckinpah al 100% per un massimo 4 ore al giorno (parole di James Coburn) e purtroppo poi successivamente all'ostracismo totale dei produttori ed infine la morte, ma nonostante questo il regista fu un profondo conoscitore dei moti dell'animo umano e della natura bestiale, violenta e selvaggia dell'essere umano, unico rimedio a ciò era fare una sorta di catena sociale che spezzasse questo circolo, ma ciò era ad appannaggio dei personaggi perdenti, che hanno una marea di qualità negative, ma riescono a tamponare le spinte disgregatrici tramite un legame umano, nel Mucchio Selvaggio nonostante la mattanza finale, io ci ho visto comunque un trionfo della morale del personaggio di William Holden, che non a caso pronuncia anche la frase cardine del film :

    "Quando ci si mette insieme si resta sempre uniti e se non ci si riesce, vuol dire che si è peggio di un animale".

    L'unica via per abbattere il concetto di individuo che porta al Mucchio Selvaggio, è quello di diventare un tutt'uno.
    Quindi per me Peckinpah era un eccellente analista e pensatore sociale, in funzione anche attiva nel cercare una soluzione.

    Sulle parole in grassetto sono parole mie, non vedo da chi le avrei dovute copiare ^^. Non ho una laurea in cinema, però manco avessi espresso chissà che concetti complessi.
    Ultima modifica di Sensei; 19 agosto 20, 20:21.

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    • Originariamente inviato da Sensei Visualizza il messaggio
      Quindi per me Peckinpah era un eccellente analista e pensatore sociale, in funzione anche attiva nel cercare una soluzione.

      Sulle parole in grassetto sono parole mie, non vedo da chi le avrei dovute copiare ^^. Non ho una laurea in cinema, però manco avessi espresso chissà che concetti complessi.
      Non sono concetti complessi ma si nota una certa ostentazione formale, soprattutto nelle scelte di vocabolario, come se fosse un libro aperto a parlare e non te. In più avevo letto qualcosa di molto simile sulla pagina Wikipedia del film

      Ciò che dà valore contenutistico al cinema di Peckinpah non riguarda ricercate estensioni di pensiero (che sia sociale o politico) ma una trasparente onestà, indissolubilmente legata a una fermezza morale, che lo portano a essere lucido nell'esposizione, disciplinato nell'attenzione ai dettagli, e poco incline ai compromessi. Un po' come Eastwood, dovresti saperlo.


      Originariamente inviato da David.Bowman Visualizza il messaggio
      occhio però ... a mio avviso il Vera Cruz di Aldrich quanto meno sfiora la categoria dei "capolavori"

      io nelle votazioni gli ho dato 8,5 (invece a Sierra Charriba ho dato 8)

      E' un western fondamentale, il vero antesignano dei western crepuscolari "anti-fordiani" che poi si affermeranno negli anni '60 dando origine alla rivoluzione revisionista del genere, seppure in modalità e tempi diversi. E' il western che ha influenzato i due registi che decreteranno la morte del genere. Da un lato Peckinpah, che, a partire da Sierra Charriba, riprenderà dal film di Aldrich l’ambientazione messicana, lo schema dei gruppi di personaggi in lotta tra loro e contro tutti, e la visione di un mondo dominato dalle rivalità, dalla violenza e dal tradimento. Dall’altro lato Leone, che viene influenzato da Aldrich non tanto per la collocazione dei suoi western in Messico (per il quale Leone elimina ogni riferimento storico, trasformandolo in un "altrove" di pura fantasia), quanto per l’umorismo sarcastico, il beffardo cinismo e soprattutto per la caratterizzazione del personaggio-tipo interpretato da Eastwood, che discende in linea diretta da quello di Lancaster in Vera Cruz, la "carogna" affascinante ma spietata, il pistolero-mercenario infallibile con le armi e pronto a tutto per il denaro. Vera Cruz merita assolutamente un posto di tutto rispetto nella storia del cinema western. In un certo senso è anche l'autentico anello di congiunzione tra Peckinpah e Leone.
      Vera Cruz è meglio di Sierra Charriba, sono d'accordo. Apprezzo entrambi ma trovo che abbiano una parte finale sbrigativa, dove il focus della storia pende più vistosamente verso i personaggi e il conflitto che li porta a collidere, in quanto rappresentanti di modi e stili di vita opposti, ma molto poco sul resto, che diventa per quanto mi riguarda difficile da seguire. A un certo punto non capivo più chi stava con chi, dove sono diretti tutti e che obiettivo hanno, quali e quante sono le forze in gioco, tra soldati, cavalli, e via dicendo.

      Insomma, preferisco un revisionismo western più recente, più maturo e più consapevole. Se guardo agli anni '50 le mie preferenze pendono per Il Grande Paese di Wyler, Sentieri Selvaggi, Un Dollaro d'Onore, il Vistavision, l'epica western, scenografie monuentali, ecc.

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      • Su Netflix hanno caricato un gioiello, questo (Un' Estate con Sofia in italiano).



        Se non vi fidate cercherò di convincervi con un' immagine della protagonista, il più conturbante ammasso di botulino su cui mdp abbia posato gli occhi (per completezza andate a leggere la sua biografia).



        Perché in Italia ce li sogniamo film come questi (e all' opposto come I Miserabili)?
        Passato da Cannes 2019.

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        • Che curriculum!
          Il film sembra comunque interessante.
          'They play it safe, are quick to assassinate what they do not understand. They move in packs ingesting more and more fear with every act of hate on one another. They feel most comfortable in groups, less guilt to swallow. They are us. This is what we have become. Afraid to respect the individual. A single person within a circumstance can move one to change. To love herself. To evolve.'

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          • L'ho visto mesi fa, è un ottimo film.

            Siberia (A. Ferrara, 2019)

            Aver visto a poche settimane di distanza Tommaso - che è stato girato in una pausa di lavorazione di quest'ultimo - e Siberia si è rivelato utile, perché ho avuto la sensazione che fungano entrambi da chiavi di lettura uno dell'altro. Ferrara continua a fare i conti con la sua vita, cercando un po' di requie per mettere a tacere i suoi demoni interiori, le inquietudini del cattolico che hanno lasciato faticosamente posto a una serenità buddista. Se Tommaso era più intimo, piccolino, cassavetesiano, questo è il Ferrara più sperimentale, radicale, oltranzista, un film senza trama, senza capo né coda, dove le sequenze si susseguono una dietro l'altra senza soluzione di continuità: sembra assurdo, ma mi è venuto in mente Fellini, il secondo Fellini, quello che oramai girava seguendo solo la logica del suo inconscio. Un cinema di fantasmi, di ombre che si materializzano dal passato, un magma caotico e iper-frammentato, ancora più marginale e respingente per il cinefilo medio.

            Nonostante tutto trovo incredibile la capacità di Abel di fare cinema con niente, di essere potente e suggestivo anche solo a tratti, e con un Willem Dafoe che è molto più di un alter ego, oramai è impossibile immaginare il cinema ferrariano senza il suo corpo e il suo volto. L'interrogativo a fine visione resta il medesimo del precedente, ovvero come le paturnie del regista possano mai interessare a un pubblico che mediamente attende come manna dal cielo l'ennesimo, inutile, nostalgico remake di una qualsiasi pellicola anni Ottanta. Ferrara è un ufo che non ha più nulla da comunicare al pubblico contemporaneo, ma io continuo a volergli un mondo di bene, trovando nelle sue angosce qualcosa anche delle mie.
            Ultima modifica di Medeis; 20 agosto 20, 20:21.

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            • Approfittando della situazione è stato distribuito in una novantina di sale, chissà come sarà recepito dallo spettatore sprovveduto.
              Un altro delizioso film francese che ho visto su Netflix è questo (Il Mondo è Mio in italiano):



              E niente, noi roba così (cinema medio di qualità capace di sedurre sguardo, cuore e cervello) proprio non ce la facciamo a farlo.
              Non è recentissimo, ha già due anni fa e credo si trovi su Netflix da un bel po' (passato da Cannes anche questo).
              Ultima modifica di mr.fred; 20 agosto 20, 20:39.

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              • Originariamente inviato da mr.fred Visualizza il messaggio
                Su Netflix hanno caricato un gioiello, questo (Un' Estate con Sofia in italiano).



                Se non vi fidate cercherò di convincervi con un' immagine della protagonista, il più conturbante ammasso di botulino su cui mdp abbia posato gli occhi (per completezza andate a leggere la sua biografia).



                Perché in Italia ce li sogniamo film come questi (e all' opposto come I Miserabili)?
                Passato da Cannes 2019.
                per curiosità mi sono andato a vedere le foto di sta tizia.. da qui sembrava na signorina di tutto rispetto. nelle altre foto è a dir poco imbarazzante ma perché devono rovinarsi così? bah
                "So the son saves the father and the father saves the son and it works out perfectly.
                And I draw that line all the way from Phantom Menace to Return of the Jedi.
                That’s the story of Star Wars." - Dave Filoni


                # I am one with the Force and the Force is with me #

                -= If You Seek His Monument Look Around You =-

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                • Il film della Zlotowski ha recensioni eccelse. Nei prossimi giorni lo recupererò.

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                  • Naihir non fare il sofisticato!

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                    • A proposito di film su Netflix, qualcuno ha visto Opera senza autore e sa dirmi se vale la visione? Di von Donnersmarck ho recuperato - ed apprezzato - di recente Le vite degli altri, ma prima di affrontare le 3 ore del suo ultimo film aspettavo qualche riscontro che fatico un po' a trovare in giro...
                      I will not say "Do not weep", for not all tears are an evil.

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                      • Originariamente inviato da Gandalf Visualizza il messaggio
                        A proposito di film su Netflix, qualcuno ha visto Opera senza autore e sa dirmi se vale la visione? Di von Donnersmarck ho recuperato - ed apprezzato - di recente Le vite degli altri, ma prima di affrontare le 3 ore del suo ultimo film aspettavo qualche riscontro che fatico un po' a trovare in giro...
                        Un polpettone affettato e indigeribile che mi ha sfiancato dalla noia. È uno di quei mattoni drammatici da domenica pomeriggio che tirano in mezzo la Storia giusto per darsi un'aura di importanza, fatti a uso e consumo di un pubblico di 60enni annoiati che credono di vedere cinema sofisticato.

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                        • Originariamente inviato da mr.fred Visualizza il messaggio
                          Su Netflix hanno caricato un gioiello, questo (Un' Estate con Sofia in italiano).



                          Se non vi fidate cercherò di convincervi con un' immagine della protagonista, il più conturbante ammasso di botulino su cui mdp abbia posato gli occhi (per completezza andate a leggere la sua biografia).



                          Perché in Italia ce li sogniamo film come questi (e all' opposto come I Miserabili)?
                          Passato da Cannes 2019.
                          Ma pensa, la plasticata è la tipa che anni fa divenne famosa per lo scandalo sessuale che vide coinvolti Ribery e Benzema.
                          All'epoca la picciotta era pure minorenne.
                          "Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione...E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser...E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia... E' tempo di morire"

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                          • Originariamente inviato da Gandalf Visualizza il messaggio
                            A proposito di film su Netflix, qualcuno ha visto Opera senza autore e sa dirmi se vale la visione? Di von Donnersmarck ho recuperato - ed apprezzato - di recente Le vite degli altri, ma prima di affrontare le 3 ore del suo ultimo film aspettavo qualche riscontro che fatico un po' a trovare in giro...
                            Guardalo solo se ti piacciono i melodrammi e i film dalla struttura molto classica (il famigerato polpettone).
                            Io l' ho mollato dopo un' ora (o forse mi sono addormentato, non ricordo). A Venezia fu preso a pesci in faccia dai critici italiani ma in america ha ricevuto buone recensioni.

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                            • Sì mi piacciono i melodrammi, anche classici, a patto però che non siano troppo melensi, noiosi e insipidi... avendo tanta altra roba in coda da recuperare penso che passerò la mano allora, grazie per il parere
                              I will not say "Do not weep", for not all tears are an evil.

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                              • El Chicano, letta brevemente la trama ne sono rimasto incuriosito, praticamente siamo davanti al Batman messicano, più simile a The Punisher a dire il vero.. non sarebbe tanto una c.... se avessero inserito una fase di addestramento (lotta, strategia militare, uso delle armi ecc.) che essendo assente rende il tutto veramente poco realistico. Il finale ricorda un po' TDK molto alla lontana

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