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  • Su Enola, la performance di Millie Bobby Brown (con le sue faccette) è in linea con il registro di riferimento adottato per questi film di stampo disneyano indirizzati ad un target infantile. Vedi Lindsay Lohan in "Genitori in Trappola", gemelle Olsen in "Matrimonio a 4 Mani" etc.
    Si rivolge a quel pubblico non al fruitore smaliziato con una punta di prostatite.

    In generale se si analizza con cognizione di causa un prodotto del genere dire che la leggerezza (voluta) ammazza ogni componente emotiva e drammatica equivale ad analizzare un horror imputandogli di ammazzare ogni tentativo di ironia con seriosità e violenza.
    Così come sforzarsi di volerci trovare in questo film un baluardo impegnato della lotta all'emancipazione femminile è una prerogativa totalmente utopistica figlia di una chiave di lettura in sede d'analisi fallata.
    Ultima modifica di MrCarrey; 11 novembre 20, 12:18.

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    • Originariamente inviato da MrCarrey Visualizza il messaggio
      Su Enola, la performance di Millie Bobby Brown (con le sue faccette) è in linea con il registro di riferimento adottato per questi film di stampo disneyano indirizzati ad un target infantile. Vedi Lindsay Lohan in "Genitori in Trappola", gemelle Olsen in "Matrimonio a 4 Mani" etc.
      Si rivolge a quel pubblico non al fruitore smaliziato con una punta di prostatite.

      In generale se si analizza con cognizione di causa un prodotto del genere dire che la leggerezza (voluta) ammazza ogni componente emotiva e drammatica equivale ad analizzare un horror imputandogli di ammazzare ogni tentativo di ironia con seriosità e violenza.
      Così come sforzarsi di volerci trovare in questo film un baluardo impegnato della lotta all'emancipazione femminile è una prerogativa totalmente utopistica figlia di una chiave di lettura in sede d'analisi fallata.
      Sottoscrivo.

      Sensei, secondo me a volte nelle tue recensioni/critiche pecchi troppo di mancanza di "contestualizzazione" ... non so come spiegarti bene ...
      Ex utente Matt80 dall'autunno 2007

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      • Hunter Killer - Caccia negli abissi (2018)

        Solito film degli ultimi anni con protagonista Gerardone Butler, eroe figo e senza macchia in stile McClane anni '80-'90.

        Il film in se non è niente di particolare, però devo dire che alla fine risulta piuttosto godibile se preso per quello che è, ovvero un misciotto middle-low budget di "Allarme Rosso", "Caccia ad Ottobre Rosso" e "Al vertice della tensione".

        Le 2 ore passano bene, la tensione non manca e la storia/plot è la più classica e lineare che ci si possa aspettare da un film così, con il solito generale russo che da di testa, ritenendo che il presidente russo di turno sia troppo "morbido" e che la Russia debba tornare a fare la cara e vecchia CCCP.
        A questo punto però la storia prende una piega perlomeno un filo più originale.
        Il cast fa quello che deve fare, con personaggi abbastanza tagliati con la proverbiale accetta (non che da un film simile ci si possa attendere qualcosa di diverso); unica nota a parte forse un Gary Oldman un pò sopra le righe (strano vederlo in un film così "commerciale").

        Ah, nota a parte per la colonna sonora ... bella potente anche se a volte forse abusa dei "brooooooom" stile Inception, tanto cari ad alcuni utenti


        Anni fà qualcuno lo avrebbe definito forse un film quasi da direct-to-dvd, ma alla fine per staccare un paio di ore ci può stare e risulta piacevole.
        Ultima modifica di Matthew80; 11 novembre 20, 12:56.
        Ex utente Matt80 dall'autunno 2007

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        • MrCarrey
          Lo " stampo disneyano" impone Disney , la sua impronta, agli artisti, non il contrario: puoi fare un papero che somiglia a Mick Jagger , ma non puoi fargli fare le orgette con le fan, deve fare appunto, anche esteticamente, robe in " stile" Disney. Invece, così Sembra a Sensei, da un lato l'attrice si è autoprodotta per non farsi mette e i piedi in testa ma poi ha trattato coi piedi un franchise più vecchio e glorioso di lei.
          "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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          • Non è così, il film è prodotto da lei assieme ad altre 8 personalità tra produttori e produttori esecutivi, quindi il potere decisionale è ripartito. Dire che se lo sia autoprodotto per non farsi mettere 'i piedi in testa" la fa sembrare l'autore cupo ed anticonvenzionale che non trova finanziamenti per creare la sua arte, e non mi pare proprio sia questo il caso. Qui la papera è travestita da Sherlok Holmes e fa tutte cose secondo i crismi di un prodotto Disney per un pubblico under 12. Anche se la Disney di fatto non c'ha messo le mani è pacifico quali siano i modelli di riferimento. Non tiro in ballo Una Serie di Sfortunati Eventi (il film) perchè nonostante le analogie è già una roba molto più cupa.

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            • New Mutants.

              Filmetto insignificante, pare una puntata di una serie tv.

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              • Originariamente inviato da Matthew80 Visualizza il messaggio

                Sottoscrivo.

                Sensei, secondo me a volte nelle tue recensioni/critiche pecchi troppo di mancanza di "contestualizzazione" ... non so come spiegarti bene ...
                naaaah io ho capito benissimo cosa voleva intendere con la recensione su enola holmes, concordo ogni rigo

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                • Beh, se siete dei 55enni e pretendavate di vedere un film stile Orient Express, non so che dirvi.

                  Ci troviamo di fronte ed un simpatico divertisment dell'universo di Sherlock Holmes per tredicenni ... non so cosa volevate di diverso ...
                  Ultima modifica di Matthew80; 12 novembre 20, 18:10.
                  Ex utente Matt80 dall'autunno 2007

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                  • Non l’ho visto, ma Enola Holmes mi dà l’impressione di film sulla falsariga del Mr. Holmes di Bill Condon.
                    'They play it safe, are quick to assassinate what they do not understand. They move in packs ingesting more and more fear with every act of hate on one another. They feel most comfortable in groups, less guilt to swallow. They are us. This is what we have become. Afraid to respect the individual. A single person within a circumstance can move one to change. To love herself. To evolve.'

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                    • Originariamente inviato da A.Crowley Visualizza il messaggio

                      naaaah io ho capito benissimo cosa voleva intendere con la recensione su enola holmes, concordo ogni rigo
                      Te ed henry siete un barlume di luce, grazie .

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                      • The Italian Job (2003) di F. Gary Gray

                        Un filmetto che scivola via senza lasciar traccia, non c'ha un guizzo di regia/scrittura/qualcosa che lo renda interessante. I personaggi sono proprio paper thin. A sollevarlo ci sono invece lo scult (1 Mark Whalberg, proprio lui lol, che fa il mastermind delle rapine; 2 una specie di duello in un capannone fra un elicottero che vola rasoterra ed un'auto) ed un cast carismatico che tiene su la baracca tra Mark Whalberg, la Theron, Jason Statham, tutti carichi fighi e in formissima.
                        Di base non posso voler male ad un film dove c'è Jason Statham...alla fine la sufficienza gliela do.

                        L'originale è meglio? Merita?
                        Spoiler! Mostra

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                        • Originariamente inviato da p t r l s Visualizza il messaggio
                          Non l’ho visto, ma Enola Holmes mi dà l’impressione di film sulla falsariga del Mr. Holmes di Bill Condon.
                          no, assolutamente no.
                          Mr. Holmes è un film malinconico che rispetta il personaggio di Holmes, ne affronta la mitologia e mette in luce alcuni degli aspetti più "sinistri" del personaggio

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                          • Hounds of love di Ben Young - 2016

                            Interessante film australiano che riesce, sotto diversi aspetti, a dare nuova luce ad un genere piuttosto abusato come quello dei rapimenti.
                            Sin dalla prima scena si capisce di trovarsi di fronte a un regista con una buona capacità di sguardo, assistiamo infatti a un ralenti talmente rallentato che per alcuni secondi si ha la sensazione di vedere scorrere la camera di fronte a un immagine ferma (non so quanto sia riuscito ad esprimermi bene, ma in pratica è un ralenti filmato con un movimento al ralenti, il che crea un effetto molto suggestivo).
                            Si tratta di uno di quei film che non sarebbe mai esistito se uno dei personaggi non avesse commesso un'ingenuità madornale, ma d'altronde è un aspetto tipico dei film horror per cui lo prendiamo per buono.
                            Definirlo solo un horror, per quanto ne vengano ripresi alcuni schemi, è riduttivo, il film riesce infatti ad abbracciare argomenti più vasti come i rapporti psicologici, le conseguenze degli abbandoni familiari, la violenza sulle donne e la complicità tra queste, il tutto all'interno di un microcosmo dove si scopre che i predatori sono anche prede.
                            Stupisce il contesto urbano (anche se siamo comunque pieni di fatti di cronaca simili che sarebbero potuti avvenire a nostra insaputa nella casa che abbiamo di fronte) e la possibilità che possano avere origine in pieno giorno, vedasi scena iniziale a cui facevo riferimento.
                            Una cosa molto positiva del film, a mio parere, è che non si vengano mai a scoprire le reali motivazioni dei rapitori o perlomeno non vengano esplicitate ragioni legate al denaro o comunque materiali, si arriva semplicemente a presupporre che ci siano disturbi psicologici e mancanze affettive a cui sopperiscono in questo modo. La coppia di rapitori non è tuttavia omogenea, in quanto l'uomo mantiene in qualche modo succube la donna e su questo la vittima cerca di far leva. Senza anticipare il finale il film riesce a coinvolgere in quanto la vittima non sembra mai completamente in una situazione cieca senza vie di fughe. Nel corso del film si scopre anche che l'uomo, presupposta mente criminale, non ha tale influenza nel mondo esterno, il che rende il suo personaggio diverso da altri già visti.
                            Le interpretazioni sono buone e la regia è interessante. Film che vale la pena scoprire.

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                            • La ragazza di Via Millelire (G. Serra, 1980)

                              Ieri sera per puro caso mi sono imbattuto su questo film di cui ignoravo l'esistenza, e che ho poi scoperto essere stato oggetto di dibattito sociologico a suo tempo alla Mostra di Venezia, dove fu accolto malissimo dall'opinione pubblica, perché mostrava una storia cruda di degrado, prostituzione, violenza e droga che coinvolge una minorenne. Ambientato nella periferia industriale di Torino, racconta di una tredicenne seguita da assistenti sociali che decide di vendicarsi del suo fidanzato che l'ha fatta oggetto di uno stupro di gruppo, coinvolgendo degli spacciatori di droga. Se la storia sembra forte in potenza, nella realtà dei fatti mostra a mio avviso tutti i limiti del cinema italiano degli anni Ottanta-Novanta, che è stato il peggiore della nostra storia. Nonostante attori non protagonisti e riprese in esterni, aver sostituito il "pedinamento della realtà" di memoria neorealista con uno sguardo da intimismo poetico mostra tutta la sua fragilità teorica e pratica: il risultato è finto, artificioso, e invece di cogliere un pezzo di reale sembra volerlo rimodellarlo appunto sotto una lente d'autore che vorrebbe volare alto ma finisce per deambulare rasoterra. Recitato malissimo, sonorizzato anche peggio, povero di stile, a mio avviso è un film insalvabile al netto delle intenzioni. Cinema (giustamente) dimenticato e irrecuperabile, che allora fu bocciato per i motivi sbagliati. Non è il contenuto provocatorio che non va, è proprio l'assenza di un linguaggio cinematografico efficace a non consentire altra strada che l'oblio.

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                              • Originariamente inviato da Cooper96 Visualizza il messaggio
                                The Italian Job (2003) di F. Gary Gray

                                Un filmetto che scivola via senza lasciar traccia, non c'ha un guizzo di regia/scrittura/qualcosa che lo renda interessante. I personaggi sono proprio paper thin. A sollevarlo ci sono invece lo scult (1 Mark Whalberg, proprio lui lol, che fa il mastermind delle rapine; 2 una specie di duello in un capannone fra un elicottero che vola rasoterra ed un'auto) ed un cast carismatico che tiene su la baracca tra Mark Whalberg, la Theron, Jason Statham, tutti carichi fighi e in formissima.
                                Di base non posso voler male ad un film dove c'è Jason Statham...alla fine la sufficienza gliela do.

                                L'originale è meglio? Merita?
                                L'originale l'ho visto molti anni fa e ne ho un ricordo positivo (anche se ero rimasto un po' perplesso dal finale), io ti consiglio comunque uno sguardo. Poi non so se abbia inciso anche l'affetto per l'allora gioco della Playstation1 che ricalca le vicende dell'originale, dato che il remake ancora non era uscito.

                                Originariamente inviato da Medeis Visualizza il messaggio
                                La ragazza di Via Millelire (G. Serra, 1980)

                                Ieri sera per puro caso mi sono imbattuto su questo film di cui ignoravo l'esistenza, e che ho poi scoperto essere stato oggetto di dibattito sociologico a suo tempo alla Mostra di Venezia, dove fu accolto malissimo dall'opinione pubblica, perché mostrava una storia cruda di degrado, prostituzione, violenza e droga che coinvolge una minorenne. Ambientato nella periferia industriale di Torino, racconta di una tredicenne seguita da assistenti sociali che decide di vendicarsi del suo fidanzato che l'ha fatta oggetto di uno stupro di gruppo, coinvolgendo degli spacciatori di droga. Se la storia sembra forte in potenza, nella realtà dei fatti mostra a mio avviso tutti i limiti del cinema italiano degli anni Ottanta-Novanta, che è stato il peggiore della nostra storia. Nonostante attori non protagonisti e riprese in esterni, aver sostituito il "pedinamento della realtà" di memoria neorealista con uno sguardo da intimismo poetico mostra tutta la sua fragilità teorica e pratica: il risultato è finto, artificioso, e invece di cogliere un pezzo di reale sembra volerlo rimodellarlo appunto sotto una lente d'autore che vorrebbe volare alto ma finisce per deambulare rasoterra. Recitato malissimo, sonorizzato anche peggio, povero di stile, a mio avviso è un film insalvabile al netto delle intenzioni. Cinema (giustamente) dimenticato e irrecuperabile, che allora fu bocciato per i motivi sbagliati. Non è il contenuto provocatorio che non va, è proprio l'assenza di un linguaggio cinematografico efficace a non consentire altra strada che l'oblio.
                                Grazie del parere Medeis, ieri ero indeciso se registrare o meno, dal momento che cerco di non perdere i film italiani del sabato di Raistoria, e alla fine ho desistito. Ho visto che comunque l'hanno caricato su Raiplay per chi interessa (magari un'occhiata gliela do), assieme al film delle 21.10 Fango bollente, che non conoscevo manco di nome. Questo l'hai visto, invece? Merita?
                                Sempre su Raiplay stanno caricando alcuni film del ciclo che RaiMovie sta dedicando ad Alain Delon per il suo compleanno e gli 85 anni compiuti. Ho visto appunto Flic Story e mi ha soddisfatto. Non m'aspettavo un Trintignant così spietato! molto riuscita, a parer mio, anche tutta la parte finale.

                                Grazie anche aldo per il consiglio su quel film, non lo conoscevo.

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