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  • Originariamente inviato da Tom Doniphon Visualizza il messaggio
    Ho appena finito di vedere Buongiorno, notte di Bellocchio e prima di dire la mia mi piacerebbe leggere un vostro parere nei prossimi giorni. Medeis e gli altri che seguono questo topic, cosa ne pensate?

    A me il film è piaciuto, ma sono davvero curioso
    Per me bellissimo, tra l'altro ci ho fatto un cineforum giusto un mesetto fa. Un film di quelli che scuotono nel profondo e restituiscono un ritratto lucido quanto impietoso di un'epoca segnata da follia e contraddizioni. L'ho trovato davvero potente

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    • Originariamente inviato da Tom Doniphon Visualizza il messaggio
      Ho appena finito di vedere Buongiorno, notte di Bellocchio e prima di dire la mia mi piacerebbe leggere un vostro parere nei prossimi giorni. Medeis e gli altri che seguono questo topic, cosa ne pensate?

      A me il film è piaciuto, ma sono davvero curioso
      L'ho visto l'anno scorso, per cui ho un ricordo abbastanza fresco.
      Sicuramente è un film che colpisce in quanto nell'immaginario collettivo uno pensa alle Brigate Rosse o a qualsiasi gruppo terroristico come a delle organizzazioni molto strutturate e composte da criminali senz'anima, mentre nel film emerge un ritratto di persone normali e con i propri dubbi che, anche senza particolari mezzi, fanno quello che fanno per onorare i loro ideali estremi.
      Senza addentrarsi in un giudizio storico e politico è sicuramente qualcosa che fa riflettere e può fare anche paura.

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      • Originariamente inviato da Tom Doniphon Visualizza il messaggio
        Ho appena finito di vedere Buongiorno, notte di Bellocchio e prima di dire la mia mi piacerebbe leggere un vostro parere nei prossimi giorni. Medeis e gli altri che seguono questo topic, cosa ne pensate?

        A me il film è piaciuto, ma sono davvero curioso
        Sicuramente tra i miei preferiti del Bellocchio del nuovo millennio, a posteriori si può definire l'inizio di una sorta di trilogia sulla Storia del Paese insieme a Vincere e all'ultimo Il Traditore. Evita di infilarsi nel didascalismo a tesi di un certo cinema "impegnato" per affrontare un percorso onirico e psicanalitico, una sorta di anatomia di un popolo e di una nazione nel momento più tragico del suo passato recente. Il bilanciamento tra intimismo e dialettica sociale evita le tortuosità ermetiche e afasiche della discutibile fase "fagioliana" per interrogare apertamente la nostra coscienza di spettatori e italiani: quel Moro che cammina libero nel finale - lo possiamo dire o dopo 20 anni è ancora spoiler? - si fa inevitabilmente sorta di sliding door su ciò che poteva essere e purtroppo non fu, sugli errori e i rimorsi di una generazione che visse una tumultuosa stagione politica, ma anche chi allora non c'era non può non domandarsi cosa sarebbe stata l'Italia. Un film politico ma anche esistenziale sulla figura del Padre, nel senso più ampio dell'etimo.

        ...E poi se vogliamo andare sul terra terra, quando metti Shine on you crazy diamond con me parti già vincitore...

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        • Originariamente inviato da Doktor_Jones Visualizza il messaggio
          Ravenge (2017) di Coralie Fargeat

          locandina.jpg

          Sciccosissima opera della regista francese Coralie Fargeat, Ravege è un film che gioca con i cliché del rape and revenge movie del passato, in un omaggio (?!) che è soprattutto una personalissima rielaborazione del tema e che, attraverso un'ispirazione chiaramente di matrice refniana (vedi il tono allucinatorio o non troppo realistico del racconto, la saturazione eccessiva dei colori ma anche/soprattutto l'uso della musica in riferimento alle immagini stesse), trasforma una semplicissima storia di violenza in una allegorica favola splatter e/o di apologia morale ((o moralistica, fate voi).

          ATTENZIONE: SPOILER!

          Ricchissima di simbolismi praticamente marchiati a fuoco (letteralmente) sui suoi protagonisti, ambientato in un deserto arido e assolato che ricorda il brodo primordiale da cui, a fatica, è arrancato fuori l'essere umano, i film propone i suoi protagonisti come iconografie monodimensionali di elementi basici e di pulsioni ancestrali.
          Non sappiamo niente di loro, conosciamo i loro nomi ma non i cognomi, ne da dove vengono o che cosa hanno fatto, quale sia il loro lavoro o professione od origine.
          Conosciamo solo ciò che ci viene mostrato sullo schermo e cioè individui dominati dai loro istinti più basici ma privi di una qualsiasi morale, quasi a suggerire che dopo millenni di evoluzione non siamo poi così diversi da quando strisciammo fuori dalla sabbia, in un deserto probabilmente non troppo dissimile da quello mostrato nella pellicola.
          La stessa vittima/protagonista viene mostrata inizialmente totalmente passiva, priva di pensieri o di opinioni, donna oggetto o semplice bambola (vedi anche i riferimenti a Lolita all'inizio del film) a uso e consumo degli uomini, forse addirittura inconsapevolmente responsabile di quanto poi è successo (ma probabilmente anche questo è solo un'altra idea maschilista volutamente inculcata ad arte dalla regista stessa e sbattutaci in faccia!).
          Gli uomini sono invece un clan tribale di maschilismo e stupidità, a volte anche goffi ma soprattutto cattivi e privi di pentimento o di qualsiasi rimorso. Sostanzialmente egocentrici.
          Un clan dominato da un maschio Alpha e della sua corte, anche la stessa violenza può essere ricondotto non soltanto alla sfera sessuale ma a un bisogno di rivalsa del sottoposto (Stanley) verso il suo dominante (quando avvilisce Jen prima della violenza usa un linguaggio simile quando non identico a quello che Richard vediamo successivamente usare su di lui per sminuirlo) ma attraverso quello che reputa più debole (la sua femmina) e quindi più alla sua portata in quanto troppo vile per avvalersi allo stesso modo su di lui, in un scontro di potere evendetta tra maschi di cui alla fine è sempre la donna ad essere comunque vittima.
          A rinascere poi dalle sue ceneri non è più una persona ma piuttosto un concetto primordiale, quasi non umano (e privo della parola, forse in quanto il tempo delle parole è ormai finito) e che ha come unico fine la personale rivalsa contro i propri aguzzini in una pellicola probabilmente non certo innovativo ma che deve il suo successo alla puntualità (chiamiamola così) delle sue affermazioni.

          P.s. Splendida ed efficace la protagonista Matilda Lutz sia nella veste di lolita che di amazzone vendicatrice.


          Revenge-5.jpg

          VOTO: 7
          Anche per me il voto è positivo, ma bisogna premettere alla visione che probabilmente (anche se non troppo evidente) si tratta di una fantasiosa metafora sull'attuale situazione sociale di disparità sessuale che governa il mondo fin dagli albori. E' tutto molto irreale, ma se lo si vede come un semplice rape e revenge (cosa che ho iniziato a fare e che faranno in molti) si rischia di rimanere delusi, la tipa dopo l'incidente perde qualcosa come 10 litri di sangue, la scena in cui seguono le tracce lasciate da lei è per la stessa ragione piuttosto comica, il modo in cui evolve nel corso della trama da ingenua ragazzina senza alcuna competenza medica o militare a figlia di rambo è privo di senso, se cercate quindi un classico rape e revenge con solide basi avete sbagliato film, qui c'è solo l'amplificazione dei concetti (ma neanche in maniera così eccessiva come si avrebbe potuto fare) sulla violenza e natura dell'essere umano portando a schermo una vicenda (purtroppo) poco verosimile in cui dopo essere sopravvissuta la vittima e preda diviene spietato cacciatore.

          Ho detto purtroppo perché la cronaca è colma di simili vicende dall'epilogo diverso e tristemente scontato. Hai detto bene, questa è solo una favola. Anche se forse questo era l'intento non c'è effettiva esaltazione della donna sulla brutalità dell'uomo a causa di una poco chiara caraterizzazzione dei personaggi messi in gioco. Ci sono ben altre alternative che fanno altrettanto in modo più efficace come ad esempio Atomic Blonde di cui ho discusso poco tempo fa. Ma se vogliamo guardare a qualcosa di più raffinato c'è un certo Kill Bill che forse qualcuno si è dimenticato di tenere in conto quando ha deciso di confezionare questo simpatico prodotto.
          In definitiva questo Revenge non riesco a inquadrarlo nitidamente, non c'è qualcosa di nuovo che vale la pena esaltare, ho solo avuto l'impressione che le premesse fossero ottime e che poteva essere ben altro.
          ps. la chicca della cauterizzazione contiene un errore piuttosto banale, spero sia vouto.
          Ultima modifica di Alex Murphy; 28 marzo 21, 13:10.

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          • Originariamente inviato da henry angel Visualizza il messaggio
            Su " Revenge" ho letto che concettualmente la regista voleva sottolineare che il qualsivoglia atteggiarsi della tipa ( della donna...) non autorizza propositi di sopruso e violenza.
            Quello è evidente, ma è una roba che si coglie in 20 secondi, anzi la prima parte è praticamente uno spot all'ingenuità nei confronti della natura umana. Può succedere a chiunque in situazioni totalmente differenti anche lontano dall'argomento trattato.
            Non sarà mai chiaro che entrare volontariamente in un gabbia di leoni con addosso delle bistecche porterà a inevitabili conseguenze anche se vorremmo credere in un epilogo diverso.
            Il film non propone nemmeno una soluzione, mostra qualcosa che nella realtà semplicemente non accade.
            Una donna addestrata può reagire ad una violenza, una donna saggia può evitare una violenza, una donna ingenua può finire in una situazione simile e non uscirne.
            Ho creato io l'uomo? No, possiamo aspettarci in futuro qualcosa di diverso? Ho i miei dubbi ma osservo interessato.

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            • Non sono d’accordo su nulla, dalla lettura più ‘superficiale’ (certi film di Stallone sono meno credibili di questo), a quella più impegnata (che non vuole esaltare la donna), alla ricerca del realismo (a mio modo di vedere, già l’intensità dei colori fotografa la natura sopra le righe della storia), ai paragoni con Atomic Blonde (che risulta finto persino nelle coreografie, con il piano sequenza centrale che amplifica questa sensazione, oltre che ultrapatinato per ricalcare gli anni ‘80) e Kill Bill (a prescindere da ciò che si può pensare sull’eleganza dei due film in questione [e concedo che Revenge non è raffinato quanto, ad esempio, Grave, ma nemmeno la sposa assassina contro gli 88 folli può fregiarsi di un epiteto del genere, manco avesse la leggiadria di uno Hero], non comprendo perché la regista dovesse tenere in considerazione i film di Tarantino).

              Rispetto ad altri film dello stesso filone, questo si diversifica per la dubbia moralità della protagonista, che ha una relazione con un uomo sposato e con famiglia e che è ingenua (o, se vogliamo, vive alla giornata) perché sa che con lui non avrà mai una storia normale. Dall’essere ingenua in questo all’essere una totale stupida fuori posto in tutte le situazioni ce ne passa. La sua mancanza di addestramento (alla lotta... o alla vita?) è ciò che la porta a fidarsi di tutti e di tutto il bello che la circonda e che la fa finir male; l’addestramento, invece che sul campo militare, avviene in quello di battaglia, in cui un po’ aiutata dalla buona sorte (ma non passivamente), un po’ perché quei leoni di cui parli si rivelano dei lupi che senza il branco sono meno offensivi, fa tesoro della sua esperienza (vedi, per esempio, la differenza tra come usa il fucile contro il secondo scagnozzo e, nel finale, contro il suo amante) e fa sua la risolutezza del dogma “o si vive o si muore”, tant’è che alla fine entra in casa decisa ad uccidere senza nemmeno prendere in considerazione altre opzioni. Rispondo alla tua categorizzazione con una domanda: saggi si nasce o si diventa? E per favorire... in un ipotetico ed altamente improbabile Revenge 2, la protagonista sarebbe la stessa?
              Infine, già che viene usata questa fotografia strafumata (ricordo male, o i protagonisti fumano qualcosa di forte all’inizio?) per raccontare la storia, la regista decide di abbinarci del buon gusto splatter, con le pareti dei corridoi che via via che girano si dipingono sempre più di rosso.
              'They play it safe, are quick to assassinate what they do not understand. They move in packs ingesting more and more fear with every act of hate on one another. They feel most comfortable in groups, less guilt to swallow. They are us. This is what we have become. Afraid to respect the individual. A single person within a circumstance can move one to change. To love herself. To evolve.'

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              • La ragazza ci viene presentata coma la tipica ingenuotta di bella presenza alla ricerca di facili guadagni con LA come meta finale, presumo in ambito cinema/spettacolo/tv ecc.
                Non ci sono indizi riguardo alle presunte conoscenze che sembra acquisire man mano che procede nella sua caccia, apro una parentesi, in "Manuale scout per l'apocalisse zombie" c'è una cameriera che salta fuori dal nulla con un fucile e sembra avere anche un'ottima mira, è una commedia demenziale non ci sarebbe neanche da chiedersi il come faccia eppure lo dice chiaramente che è colpa/merito del suo ex.

                Qua la ragazza in questione ad un tratto scopre doti che (me compreso) 90 persone su 100 di norma non possiede, non credo sia stata un banale ex boyscout o abbia almeno seguito corsi di sopravvivenza, non credo abbia fatto un tirocinio in ospedale come semplice infermiera, non credo nemmeno che abbia mai preso in mano un'arma (io l'ho fatto, ma avrei difficolta ad usare un fucile diverso da quello che ho provato) eppure dopo un'ora di film questa tizia diventa un terminator, guida un quad al primo tentativo (automatico spero) spara con un semiautomatico provvisto di ottica, riesce a non darsi fuoco intuendo che bruciando la base dell'albero su cui è piantata da ore il ramo potrebbe spezzarsi e così liberarsi, perde litri di sangue senza risentirne minimamente, si sfila un tronco dal ventre e non muore, nella fuga rompe la torcia in modo tale che i vetri possano rallentare il suo inseguitore ricordandosi che è sprovvisto di scarpa.

                La relazione è irrilevante, ha senso solo se la prendiamo in considerazione come eventuale trampolino di lancio per la carriera che probabilmente sogna questa ragazza, credo sia evidente e lo si capisce da svariati dialoghi o forse voleva andare a Los angeles con l'intento di diventare un vigile del fuoco?

                Queste cose ci danno l'idea che sia tutto totalmente irreale, non mi puoi fare paragoni con Stallone, a chi ti riferisci? A Rambo? Ad un reduce del Vietnam plasmato da Trautman come una macchina da guerra con il solo scopo di uccidere? Ho citato Atomic Blonde perché la Theron per fare la spia ha ricevuto un addestramento specifico, non è una donna di classe media, sa fare quello che si vede in scena perché ha imparato a metterlo in pratica. L'essere umano ha una grande resistenza, ci sono storie di sopravvivenza al limite del possibile, ma non diventa per magia ciò che non è mai stato. Saggi si diventa ma ci vuole il suo tempo. Un Revenge 2 probabilmente avrebbe un'altra ragazza come protagonista, la vendetta qua sembra compiuta ma potrebbe avere un seguito di tutt'altro tenore con atti di persecuzione ai danni di altri uomini con in scena una sorta di serialkiller vendicativa in difesa di altre donne.
                Ultima modifica di Alex Murphy; 28 marzo 21, 20:55.

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                • Originariamente inviato da Alex Murphy Visualizza il messaggio
                  La ragazza ci viene presentata coma la tipica ingenuotta di bella presenza alla ricerca di facili guadagni con LA come meta finale, presumo in ambito cinema/spettacolo/tv ecc.
                  Non ci sono indizi riguardo alle presunte conoscenze che sembra acquisire man mano che procede nella sua caccia, apro una parentesi, in "Manuale scout per l'apocalisse zombie" c'è una cameriera che salta fuori dal nulla con un fucile e sembra avere anche un'ottima mira, è una commedia demenziale non ci sarebbe neanche da chiedersi il come faccia eppure lo dice chiaramente che è colpa/merito del suo ex.

                  Qua la ragazza in questione ad un tratto scopre doti che (me compreso) 90 persone su 100 di norma non possiede, non credo sia stata un banale ex boyscout o abbia almeno seguito corsi di sopravvivenza, non credo abbia fatto un tirocinio in ospedale come semplice infermiera, non credo nemmeno che abbia mai preso in mano un'arma (io l'ho fatto, ma avrei difficolta ad usare un fucile diverso da quello che ho provato) eppure dopo un'ora di film questa tizia diventa un terminator, guida un quad al primo tentativo (automatico spero) spara con un semiautomatico provvisto di binocolo, riesce a non darsi fuoco intuendo che bruciando la base dell'albero su cui è piantata da ore il ramo potrebbe spezzarsi e così liberarsi, perde litri di sangue senza risentirne minimamente, si sfila un tronco dal ventre e non muore, nella fuga rompe la torcia in modo tale che i vetri possano rallentare il suo inseguitore ricordandosi che è sprovvisto di scarpa.

                  La relazione è irrilevante, ha senso solo se la prendiamo in considerazione come eventuale trampolino di lancio per la carriera che probabilmente sogna questa ragazza, credo sia evidente e lo si capisce da svariati dialoghi o forse voleva andare a Los angeles con l'intento di diventare un vigile del fuoco?

                  Queste cose ci danno l'idea che sia tutto totalmente irreale, non mi puoi fare paragoni con Stallone, a chi ti riferisci? A Rambo? Ad un reduce del Vietnam plasmato da Trautman come una macchina da guerra con il solo scopo di uccidere? Ho citato Atomic Blonde perché la Theron per fare la spia ha ricevuto un addestramento specifico, non è una donna di classe media, sa fare quello che si vede in scena perché ha imparato a metterlo in pratica. L'essere umano ha una grande resistenza, ci sono storie di sopravvivenza al limite del possibile, ma non diventa per magia ciò che non è mai stato. Saggi si diventa ma ci vuole il suo tempo. Un Revenge 2 probabilmente avrebbe un'altra ragazza come protagonista, la vendetta qua sembra compiuta ma potrebbe avere un seguito di tutt'altro tenore con atti di persecuzione ai danni di altri uomini con in scena una sorta di serialkiller vendicativa in difesa di altre donne.
                  Vorrà dire che lei è tra quelle 10 persone su 100 dotate di talento innato.
                  Scherzi a parte, la narrazione è più asciutta: l’apprendimento della ragazza avviene ‘lì e ora’ e nasce da un moto d’orgoglio (non sono una sciacquetta che si può sbattere chiunque) e dall’immancabile istinto di sopravvivenza (che non vuol dire menare come se non ci fosse un domani, ma cercare di sopravvivere). L’esempio più chiaro che ricordo è l’uccisione del secondo scagnozzo: prima mira alla testa, sbaglia e subisce il rinculo. Ha la fortuna di avere una seconda chance e non sbaglia più. Ecco da dove ha imparato.
                  Altre cose che dici sono comunque spiegabili: per una abituata a divertirsi con i ricconi non è detto che sia la prima volta che guida un quad; il rametto su cui è poggiata non si vedrà da fuori, ma una che ci sta sopra sente se scricchiola e sta cedendo. Scricchiolava? Sì, alla fine si è spezzato. Lo aveva capito lei? Certo, non si è bruciata. La spiegazione è insita nella scena. Quando si cura da sola la ferita ha due possibilità: o ci prova, o muore. Vale la pena provarci e il fatto che le vada bene non fa che darle fiducia nel prosieguo della vicenda, tant’è che lei non risente quasi per nulla del sangue perso, mentre nel finale l’amante, che partiva in una posizione di vantaggio, la teme e perde lucidità vedendo la morte che incombe.

                  Come paragone con Stallone pensavo al primo Rocky, che è il più bello e il più sensato. Lui è l’ultimo della classe che con la forza d’animo diventa campione del mondo della massima categoria di uno sport professionistico. Anche qui le spiegazioni le danno (lui è una promessa mancata, Apollo non si impegna perché è convinto di vincere), ma resta altamente improbabile (nella realtà, l’ultimo arrivato McGregor le ha prese di brutto dal primo della classe Mayweather, ed erano “solo” pesi medi).
                  La storia di Revenge come implausibilità la posso inquadrare in quella dell’uomo comune che ha ucciso un puma a mani nude: improbabile, ma o vince o muore ed è stato sufficientemente cinico da vincerla.
                  'They play it safe, are quick to assassinate what they do not understand. They move in packs ingesting more and more fear with every act of hate on one another. They feel most comfortable in groups, less guilt to swallow. They are us. This is what we have become. Afraid to respect the individual. A single person within a circumstance can move one to change. To love herself. To evolve.'

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                  • La mia critica era nata sull'impressione che avevo avuto guardando il film, le uniche spiegazioni potevano riguardare al massimo lo sconosciuto passato della protagonista, il resto anche forzando un po' la mano rimane altamente improbabile e non posso accettarlo. Su Nikita ad esempio quando ho fatto notare le incongruenze nella scelta da parte dell'agenzia di quella precisa ragazza mi è stato detto di sorvolare sottintendendo che in fondo avevo ragione.

                    Qua l'istinto di sopravvivenza non ti porta nella direzione che vediamo, nella realtà sopravvivere a quella violenza porta alla paura e la conseguente fuga/ricerca di aiuto, ciò che vediamo in atto è pura e semplice fantasia per i motivi che ho ben spiegato. Hai citato la seconda esecuzione, la ragazza contro un auto in corsa mostra una freddezza che mi aspetterei da un soldato (forse) o al massimo da una macchina. Se a fine film fosse uscito che si trattava di un esperimento militare attivatosi con la caduta ci avrei creduto maggiormente..

                    L'istinto di sopravvivenza ti fa compiere gesti estremi è vero ma nel momento in cui avviene l'evento che lo scatena, questo non c'entra nulla, lei gravemente ferita diventa uno spietato cacciatore in meno di 24 ore.

                    Se perdi anche solo 1 litro di sangue (quello colato sotto l'albero e quello che perde tracciando una striscia di tipo un km) non è che puoi non avvertirlo, ci sono delle naturali conseguenze a livello fisico.

                    Io all'inizio ho premesso che ho avuto come la sensazione che fossi di fronte ad una metafora proprio perché altrimenti si trattava di una presa in giro o di una totale incompetenza registica, cosa che in entrambi i casi sinceramente non credo.

                    Prima mi hai bocciato i paragoni con Beatrix e Lorraine allora ti citerò Sarah Connor, lei è ciò che ritengo un'ottima rappresentazione del percorso che in situazioni estreme porta allo stravolgimento della propria personalità, in quei due film ci sono i tempi e soprattutto i motivi adeguati a rendere il tutto piuttosto coerente e realistico.
                    Ultima modifica di Alex Murphy; 28 marzo 21, 22:03.

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                    • Lord Vell Medeis aldo.raine89 grazie per le risposte!

                      Concordo fondamentalmente con il vostro parere e con l'analisi di Medesi, anche a me è piaciuta la scelta coraggiosa di innestare un personaggio inventanto come quello di Chiara all'interno della vicenda storica. Il film in effetti si situa a metà tra raccondo della vicenda reale e rielaborazione psicologica del vissuto, usando appunto come tramite Chiara, che si fa veicolo anche di ricordi e di associazioni (soprattutto con la Rivoluzione Russa e la Resistenza) che erano un leitmotiv della retorica propagandistica delle BR.

                      Sono curioso a questo punto di recuperare anche Vincere, cosa mi potete dire di questo film?

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                      • Originariamente inviato da Alex Murphy Visualizza il messaggio
                        La mia critica era nata sull'impressione che avevo avuto guardando il film, le uniche spiegazioni potevano riguardare al massimo lo sconosciuto passato della protagonista, il resto anche forzando un po' la mano rimane altamente improbabile e non posso accettarlo. Su Nikita ad esempio quando ho fatto notare le incongruenze nella scelta da parte dell'agenzia di quella precisa ragazza mi è stato detto di sorvolare sottintendendo che in fondo avevo ragione.

                        Qua l'istinto di sopravvivenza non ti porta nella direzione che vediamo, nella realtà sopravvivere a quella violenza porta alla paura e la conseguente fuga/ricerca di aiuto, ciò che vediamo in atto è pura e semplice fantasia per i motivi che ho ben spiegato. Hai citato la seconda esecuzione, la ragazza contro un auto in corsa mostra una freddezza che mi aspetterei da un soldato (forse) o al massimo da una macchina. Se a fine film fosse uscito che si trattava di un esperimento militare attivatosi con la caduta ci avrei creduto maggiormente..

                        L'istinto di sopravvivenza ti fa compiere gesti estremi è vero ma nel momento in cui avviene l'evento che lo scatena, questo non c'entra nulla, lei gravemente ferita diventa uno spietato cacciatore in meno di 24 ore.

                        Se perdi anche solo 1 litro di sangue (quello colato sotto l'albero e quello che perde tracciando una striscia di tipo un km) non è che puoi non avvertirlo, ci sono delle naturali conseguenze a livello fisico.

                        Io all'inizio ho premesso che ho avuto come la sensazione che fossi di fronte ad una metafora proprio perché altrimenti si trattava di una presa in giro o di una totale incompetenza registica, cosa che in entrambi i casi sinceramente non credo.

                        Prima mi hai bocciato i paragoni con Beatrix e Lorraine allora ti citerò Sarah Connor, lei è ciò che ritengo un'ottima rappresentazione del percorso che in situazioni estreme porta allo stravolgimento della propria personalità, in quei due film ci sono i tempi e soprattutto i motivi adeguati a rendere il tutto piuttosto coerente e realistico.
                        Ma allora perché accettare l’altamente improbabile Rocky? O l’altamente improbabile Beatrix Kiddo? Le spiegazioni che danno in quei film sono sufficienti a rendere gli avvenimenti credibili? Nikita appartiene ad un genere che di per sè è più fantasioso del rape and revenge, ma la bellezza non passa per forza per il realismo. Dopotutto, pure Mamma ho perso l’aereo non è verosimile ma è molto amato.

                        Non sono d’accordo che nella realtà queste situazioni portano alla paura e alla ricerca della fuga. L’uomo che ha ucciso il puma prima lo ha ucciso e poi si è allontanato (e non è un soldato). Se avesse provato a fare l’opposto sarebbe stato braccato. Lei è sola nel deserto, quindi o sovrasta i suoi nemici o muore, se scappa muore di fame. La risolutezza, quando lei dimostra uno slancio di dignità, è il minimo che mi aspetto, e comunque le tre uccisioni passano per tentativi falliti e un pizzico di fortuna che a lei dà fiducia e agli altri la toglie.

                        Le uniche cose metaforiche che vedo sono il sangue perso, che accentua il contrasto con l’amante, e la fenice simbolica che cicatrizza la ferita. A pensarci, visto anche il modo in cui è fotografato il film, chissà se, dopo aver fumato, la percezione sensoriale degli eventi da parte dei personaggi è alterata.

                        Non è che ho bocciato il paragone con Beatrix, non ho capito il perché di quest’obbligo che la regista dovrebbe aver avuto di rifarsi anche a Tarantino.
                        Sarah Connor? Il suo percorso passa per due film, ma in nessuno dei due se la deve cavare da sola.
                        'They play it safe, are quick to assassinate what they do not understand. They move in packs ingesting more and more fear with every act of hate on one another. They feel most comfortable in groups, less guilt to swallow. They are us. This is what we have become. Afraid to respect the individual. A single person within a circumstance can move one to change. To love herself. To evolve.'

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                        • Originariamente inviato da Medeis Visualizza il messaggio

                          Sicuramente tra i miei preferiti del Bellocchio del nuovo millennio, a posteriori si può definire l'inizio di una sorta di trilogia sulla Storia del Paese insieme a Vincere e all'ultimo Il Traditore. Evita di infilarsi nel didascalismo a tesi di un certo cinema "impegnato" per affrontare un percorso onirico e psicanalitico, una sorta di anatomia di un popolo e di una nazione nel momento più tragico del suo passato recente. Il bilanciamento tra intimismo e dialettica sociale evita le tortuosità ermetiche e afasiche della discutibile fase "fagioliana" per interrogare apertamente la nostra coscienza di spettatori e italiani: quel Moro che cammina libero nel finale - lo possiamo dire o dopo 20 anni è ancora spoiler? - si fa inevitabilmente sorta di sliding door su ciò che poteva essere e purtroppo non fu, sugli errori e i rimorsi di una generazione che visse una tumultuosa stagione politica, ma anche chi allora non c'era non può non domandarsi cosa sarebbe stata l'Italia. Un film politico ma anche esistenziale sulla figura del Padre, nel senso più ampio dell'etimo.

                          ...E poi se vogliamo andare sul terra terra, quando metti Shine on you crazy diamond con me parti già vincitore...
                          Ma anche Bellocchio si poneva, almeno parzialmente, come revisionista della "versione ufficiale" del rapimento Moro secondo come se la sono addossata i Brigatisti ( pure Gallinari, quello appassionato si canarini e Moretti, quello col pallino del "fai da te", tanto per dargli un contorno "più umano"): azione proditoria ma clamorosamente efficace, oltre le aspettative di "operaiacci" (cit.) male armati e che si tiravano su a "cognachini" per non "farsela sotto". L'idea di un Aldo Moro open space non aveva solo una connotazione onirica ma bensì voleva sbugiardare la tesi brigatista della inamovibile "prigione del popolo" in cui Moro (NON) sarebbe stato ininterrottamente rinchiuso nei suoi ultimi 55 giorni...
                          Da lì al complottismo il passo è fatalmente breve : le BR erano stressate dalle indagini a loro carico o quello era un "segnale " implicito di un qualche apparato statale per avvertirLi di darsi una mossa [ detta fuori dai denti : "Sappiamo chi e dove siete, ergo possiamo venirvi a prendere ma anche lasciarvi un poco di tempo per ammazzare l'ostaggio e dileguarvi"]. Il regista , scudato dalla "artisticità" del suo lavoro è uno dei non pochi intellettuali che si sono auto-legittimati a fornire una "sua verità"unofficial sul caso Moro.
                          "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                          • Originariamente inviato da Tom Doniphon Visualizza il messaggio

                            Sono curioso a questo punto di recuperare anche Vincere, cosa mi potete dire di questo film?
                            Per me un film bellissimo, soprattutto la prima parte che ha un montaggio "futurista" pazzesco

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                            • Originariamente inviato da Tom Doniphon Visualizza il messaggio
                              Lord Vell Medeis aldo.raine89 grazie per le risposte!

                              Concordo fondamentalmente con il vostro parere e con l'analisi di Medesi, anche a me è piaciuta la scelta coraggiosa di innestare un personaggio inventanto come quello di Chiara all'interno della vicenda storica. Il film in effetti si situa a metà tra raccondo della vicenda reale e rielaborazione psicologica del vissuto, usando appunto come tramite Chiara, che si fa veicolo anche di ricordi e di associazioni (soprattutto con la Rivoluzione Russa e la Resistenza) che erano un leitmotiv della retorica propagandistica delle BR.

                              Sono curioso a questo punto di recuperare anche Vincere, cosa mi potete dire di questo film?
                              Film notevolissimo con un Timi immenso

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                              • Originariamente inviato da Medeis Visualizza il messaggio

                                Per me un film bellissimo, soprattutto la prima parte che ha un montaggio "futurista" pazzesco
                                Sono molto curioso, recupererò anche questo! Grazie

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