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  • Originariamente inviato da Medeis Visualizza il messaggio

    Per me un film bellissimo, soprattutto la prima parte che ha un montaggio "futurista" pazzesco
    Sono molto curioso, recupererò anche questo! Grazie

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    • Originariamente inviato da p t r l s Visualizza il messaggio

      cut.

      Rocky l'hai citato tu, ma da totale ignorante sul pugilato non mi è mai parso così irreale quanto magari il sesto che data l'età del protagonista sembrava più fantascienza. Beatrix l'ho buttata in mezzo solo per fare un paragone con una donna che al contrario di questa ragazza ha ricevuto un determinato addestramento tanto da sembrare perfettamente coerente tutto ciò che fa compresa la fuga dalla bara.

      Io non guardo un Fast and Furious per poi criticarlo sul piano del realismo, so di che genere si tratta, Mamma ho perso l’aereo è pur sempre una commedia, nasce con uno scopo ben preciso, Nikita tratta di killer professionisti o sicari del governo (che esistono) e quel dettaglio sul suo arruolamento è ben evidente rispetto alle altre esagerazioni a cui assistiamo. Non è Scuola di polizia e nemmeno Arma letale quindi mi aspetto una gran dose di realismo.

      Sarah Connor nel primo è inizialmente guidata da Reese ma poi uccide il terminator da sola, nel secondo invece dopo aver passato qualche anno in buona compagnia risulta (come poteva verosimilmente succedere) trasformata e può benissimo combattere da sola cosa che dimostra in più occasioni.

      Stai cercando di convincermi che ciò che abbiamo visto in Revenge potrebbe accadere ad una ragazza qualsiasi ma non ci crederò mai perché questa storia è priva di fondamento, la vicenda del puma non la conosco ma qua parliamo di altro, le reazioni che ho descritto io sono naturali e istintive nella maggior parte delle persone, se volevo mostrare la vendetta di una donna che sopravvive ad una violenza non sceglievo di certo una futura "velina", il messaggio quale dovrebbe essere? Chiunque può stravolgere per puro caso il corso degli eventi? Quindi anche io che non ho mai sparato con una pistola potrei sventare per puro caso un attentato terroristico condotto da un commando paramilitare? Sarebbe bellissimo ma purtroppo non mi chiamo Michael Corben.

      L'allucinogeno a dire il vero per assurdo è la cosa più sensata che vediamo, la sua assunzione porta ad una soglia del dolore praticamente azzerata al punto che può intervenire sulla ferita senza sentire nulla, sarà totalmente fantasioso ma viene presentato con queste caratteristiche ed è coerente con ciò che vediamo, sul resto invece mi spiace ma siamo troppo oltre.

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      • Vincere di Bellocchio? Un capolavoro, però non è un biopic su Mussolini ma sull'amante Ida Dalser, lo specifico perché in alcune recensioni ho letto che gli spettatori volevano più Duce sullo schermo. È avvicinabile a Senso di Visconti.

        Timi un Mussolini perfetto, molto meglio rispetto a doppiare Bane. Mezzogiorno una moderna Alida Valli.
        Ultima modifica di Sensei; 29 marzo 21, 20:33.

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        • Originariamente inviato da Sensei Visualizza il messaggio
          Vincere di Bellocchio? Un capolavoro, però non è un biopic su Mussolini ma sull'amante Ida Dalser, lo specifico perché in alcune recensioni ho letto che gli spettatori volevano più Duce sullo schermo. È avvicinabile a Senso di Visconti.
          Come non creare aspettative alte Finora di Bellocchio ho visto solo L'ora di religione (diversi anni fa), Buongiorno, notte (l'altra sera) e Il traditore (al cinema) e mi sono piaciuti davvero tanto. Continuerò volentieri con il recupero!

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          • Recupera se riesci anche il suo folgorante esordio con "I pugni in tasca"

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            • Tra i più recenti mi ispirano anche Il regista di matrimoni e Sangue del mio sangue. Cosa ne dite?

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              • Originariamente inviato da Tom Doniphon Visualizza il messaggio
                Tra i più recenti mi ispirano anche Il regista di matrimoni e Sangue del mio sangue. Cosa ne dite?
                Sono due buoni film. Entrambi sono onirici ed ermetici, però credo che il primo sia più riuscito, per quanto anche Sangue del mio sangue abbia il suo fascino.
                https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

                "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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                • Originariamente inviato da Gidan 89 Visualizza il messaggio

                  Sono due buoni film. Entrambi sono onirici ed ermetici, però credo che il primo sia più riuscito, per quanto anche Sangue del mio sangue abbia il suo fascino.
                  Grazie! Per te qual è il suo film più bello?

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                  • Originariamente inviato da Tom Doniphon Visualizza il messaggio

                    Grazie! Per te qual è il suo film più bello?
                    L'ora di religione. Tra quelli che ho visto, è l'unico che devo rivedere per forza ogni tot anni per decidere o meno se è un capolavoro o no C'ho un conto in sospeso eterno con quel film. Buongiorno, notte lo dovrei rivedere, perché lo vidi che ero troppo ragazzino e ne ricordo poco e niente, inoltre all'epoca non avevo ancora i mezzi per capirlo appieno. A seguire, ho apprezzato molto Il traditore e I pugni in tasca, un gradino sotto Vincere (che pure dovrei rivedere una terza volta), Diavolo in corpo, Il regista di matrimoni, Fai bei sogni. Comunque Bellocchio è capacissimo anche di girare film che sono una vera e propria mattonata nei coglioni, come Salto nel vuoto o Bella addormentata. Ha una filmografia ricca di insidie
                    https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

                    "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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                    • Originariamente inviato da Alex Murphy Visualizza il messaggio


                      Rocky l'hai citato tu, ma da totale ignorante sul pugilato non mi è mai parso così irreale quanto magari il sesto che data l'età del protagonista sembrava più fantascienza. Beatrix l'ho buttata in mezzo solo per fare un paragone con una donna che al contrario di questa ragazza ha ricevuto un determinato addestramento tanto da sembrare perfettamente coerente tutto ciò che fa compresa la fuga dalla bara.

                      Io non guardo un Fast and Furious per poi criticarlo sul piano del realismo, so di che genere si tratta, Mamma ho perso l’aereo è pur sempre una commedia, nasce con uno scopo ben preciso, Nikita tratta di killer professionisti o sicari del governo (che esistono) e quel dettaglio sul suo arruolamento è ben evidente rispetto alle altre esagerazioni a cui assistiamo. Non è Scuola di polizia e nemmeno Arma letale quindi mi aspetto una gran dose di realismo.

                      Sarah Connor nel primo è inizialmente guidata da Reese ma poi uccide il terminator da sola, nel secondo invece dopo aver passato qualche anno in buona compagnia risulta (come poteva verosimilmente succedere) trasformata e può benissimo combattere da sola cosa che dimostra in più occasioni.

                      Stai cercando di convincermi che ciò che abbiamo visto in Revenge potrebbe accadere ad una ragazza qualsiasi ma non ci crederò mai perché questa storia è priva di fondamento, la vicenda del puma non la conosco ma qua parliamo di altro, le reazioni che ho descritto io sono naturali e istintive nella maggior parte delle persone, se volevo mostrare la vendetta di una donna che sopravvive ad una violenza non sceglievo di certo una futura "velina", il messaggio quale dovrebbe essere? Chiunque può stravolgere per puro caso il corso degli eventi? Quindi anche io che non ho mai sparato con una pistola potrei sventare per puro caso un attentato terroristico condotto da un commando paramilitare? Sarebbe bellissimo ma purtroppo non mi chiamo Michael Corben.

                      L'allucinogeno a dire il vero per assurdo è la cosa più sensata che vediamo, la sua assunzione porta ad una soglia del dolore praticamente azzerata al punto che può intervenire sulla ferita senza sentire nulla, sarà totalmente fantasioso ma viene presentato con queste caratteristiche ed è coerente con ciò che vediamo, sul resto invece mi spiace ma siamo troppo oltre.
                      Rocky Balboa per certi versi è verosimile quanto il primo, dato che il campione si infortuna dopo il primo colpo subito ma per onore deve andare avanti. Il primo non è che sia impossibile, ma altamente improbabile e rientra nel 10% in cui inserisci la ragazza di Revenge (e, in entrambi i casi, siamo larghi di manica). Sono entrambi outsider e il più delle volte il Cinema racconta storie di outsider; inoltre, dare spiegazioni sul passato della ragazza e renderla un soldato farebbe sparire il senso dell’istinto di sopravvivenza.

                      Le reazioni animali variano da istinto a istinto, ci sono animali che per difendersi attaccano. Sarah Connor non è sola non solo perché accompagnata, ma perché, vivendo in città, può permettersi di scappare dal terminator (e nel secondo è affiancata da Schwarzenegger). In Revenge, la ragazza non ha questa possibilità dal momento che si trova nel deserto. Pure la protagonista di Non violentate Jennifer ha qualche chance per lo meno di nascondersi, nel deserto invece come fai?

                      Il paragone con Kill Bill l’avevo interpretato diversamente, del tipo “prima di scrivere il film, potevano dare un’occhiata a Kill Bill per imparare come si tratta la vendetta”.
                      Quella del civile che sventa un attacco terroristico è una sfida che raccolgo, dubito che nel Cinema americano (cosa che Revenge non è) non abbiano già fatto qualcosa del genere.
                      'They play it safe, are quick to assassinate what they do not understand. They move in packs ingesting more and more fear with every act of hate on one another. They feel most comfortable in groups, less guilt to swallow. They are us. This is what we have become. Afraid to respect the individual. A single person within a circumstance can move one to change. To love herself. To evolve.'

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                      • Originariamente inviato da p t r l s Visualizza il messaggio

                        Rocky Balboa per certi versi è verosimile quanto il primo, dato che il campione si infortuna dopo il primo colpo subito ma per onore deve andare avanti. Il primo non è che sia impossibile, ma altamente improbabile e rientra nel 10% in cui inserisci la ragazza di Revenge (e, in entrambi i casi, siamo larghi di manica). Sono entrambi outsider e il più delle volte il Cinema racconta storie di outsider; inoltre, dare spiegazioni sul passato della ragazza e renderla un soldato farebbe sparire il senso dell’istinto di sopravvivenza.

                        Le reazioni animali variano da istinto a istinto, ci sono animali che per difendersi attaccano. Sarah Connor non è sola non solo perché accompagnata, ma perché, vivendo in città, può permettersi di scappare dal terminator (e nel secondo è affiancata da Schwarzenegger). In Revenge, la ragazza non ha questa possibilità dal momento che si trova nel deserto. Pure la protagonista di Non violentate Jennifer ha qualche chance per lo meno di nascondersi, nel deserto invece come fai?

                        Il paragone con Kill Bill l’avevo interpretato diversamente, del tipo “prima di scrivere il film, potevano dare un’occhiata a Kill Bill per imparare come si tratta la vendetta”.
                        Quella del civile che sventa un attacco terroristico è una sfida che raccolgo, dubito che nel Cinema americano (cosa che Revenge non è) non abbiano già fatto qualcosa del genere.
                        Non posso per semplice fortuna capire come usare un'arma che non ho mai visto o intuire cose che non ho mai imparato, Rocky è pur sempre un pugile mentre la ragazza è solo una ragazza (fino a prova contraria) dall'aria piuttosto ingenua, bastava una piccola scena iniziale qualcosa di sfuggita in cui dimostrava all'amante di saper fare un particolare nodo perché magari il fratello era patito di giochi di sopravvivenza e da bambina le raccontava ogni cosa, ma non c'è nulla di questo, ciò che fa a parte correre e far perdere le proprie tracce c'entra poco con l'istinto di sopravvivenza. Il caso fortuito può essere quello di non essersi lesa organi vitali dopo la caduta anche se (ti ripeto) la quantità di sangue mostrata è il dettaglio che mi ha fatto pensare a qualcosa che poco aveva a che fare con una vicenda verosimile o principalmente riguardo all'improvvisa evoluzione del protagonista.

                        Su Sarah non hai centrato il punto, è la sensazione di crescita del personaggio con o senza amici che risulta coerente con il risultato finale. Ma poi vuoi mettere a confronto 3 stupidi cacciatori con un terminator?

                        Per me anche in film fantasiosi come questo deve esserci qualche aggancio ben saldo alla realtà oppure non deve nemmeno venirci in mente che sia mancante.
                        Io purtroppo me ne sono accorto.

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                        • Originariamente inviato da Alex Murphy Visualizza il messaggio

                          Non posso per semplice fortuna capire come usare un'arma che non ho mai visto o intuire cose che non ho mai imparato, Rocky è pur sempre un pugile mentre la ragazza è solo una ragazza (fino a prova contraria) dall'aria piuttosto ingenua, bastava una piccola scena iniziale qualcosa di sfuggita in cui dimostrava all'amante di saper fare un particolare nodo perché magari il fratello era patito di giochi di sopravvivenza e da bambina le raccontava ogni cosa, ma non c'è nulla di questo, ciò che fa a parte correre e far perdere le proprie tracce c'entra poco con l'istinto di sopravvivenza. Il caso fortuito può essere quello di non essersi lesa organi vitali dopo la caduta anche se (ti ripeto) la quantità di sangue mostrata è il dettaglio che mi ha fatto pensare a qualcosa che poco aveva a che fare con una vicenda verosimile o principalmente riguardo all'improvvisa evoluzione del protagonista.

                          Su Sarah non hai centrato il punto, è la sensazione di crescita del personaggio con o senza amici che risulta coerente con il risultato finale. Ma poi vuoi mettere a confronto 3 stupidi cacciatori con un terminator?

                          Per me anche in film fantasiosi come questo deve esserci qualche aggancio ben saldo alla realtà oppure non deve nemmeno venirci in mente che sia mancante.
                          Io purtroppo me ne sono accorto.
                          Il professionismo è tale perché palcoscenico dei professionisti. Il tizio di Baby Driver che vince il mondiale di Formula 1 sarebbe davvero fantasioso. Tale resta anche Rocky.
                          Non ho scritto che la storia di Revenge è un evento quotidiano nel nostro mondo, ma non capisco perché accetti il 10% di Rocky e non il 10% di Revenge, fermo restando che il fatto che Mamma ho perso l’aereo sia una commedia c’entra relativamente, perché da lì parte un gioco dell’assurdo che ti porta a divertirti, così come Revenge usa l’assurdo per altri discorsi e Rocky per altri ancora.
                          Ciò non vuol dire che sia tutto impossibile. Tra lei che fa fuori 3 stupidi cacciatori e Sarah Connor che invece elimina un terminator, quale evento è più difficile (al netto della fantascienza)?

                          Mi torna in mente un film, Limitless, in cui il protagonista inizia a usare il cervello in una grossa percentuale e gli basta guardare un film di arti marziali per diventare un campione nel combattimento. In quel caso è fantascienza, ma vedila così: se messi davvero a dura prova, il cervello e il corpo umano sono capaci di cose che noi non possiamo immaginare. (cose che si vanno a perdere se viene data una spiegazione facile sulle sue capacità... alla fine il succo del nostro dibattito è questo: va spiegato o non va spiegato?)
                          'They play it safe, are quick to assassinate what they do not understand. They move in packs ingesting more and more fear with every act of hate on one another. They feel most comfortable in groups, less guilt to swallow. They are us. This is what we have become. Afraid to respect the individual. A single person within a circumstance can move one to change. To love herself. To evolve.'

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                          • Jumbo (Z. Wittock, 2020)

                            Tra amore e parafilia, una vicenda sottilmente cronenberghiana dominata da una straordinaria interpretazione di Noémie Merlant, che riesce rendere l'impossibile credibile, ovvero l'attrazione, l'innamoramento e la sofferenza per una...giostra. Mai ridicolo, e una regia che non si nega nulla portando la storia senza reticenze fino alle estreme conseguenze. Ennesima dimostrazione che in Francia l'erotismo è oramai targato esclusivamente al femminile, con una delle scene di sesso più bizzarre e allo stesso tempo sensuali messe in scena negli ultimi anni (con tanto di cum shot fatto di olio...). Gran bella sorpresa.

                            Uno di noi (T. Bezucha, 2020)

                            E niente, prima o poi bisognerà sottolineare quanto Kevin Costner sia davvero l'erede di Gary Cooper. Melò abbastanza classico ravvivato dalla bella intesa tra Costner e Diane Lane, e se è vero che si rischia un certo schematismo ideologico con la white trash che più bifolca non si può, vedere recitare insieme i due è una delizia, e il finalone con tanto di heroic bloodshed in salsa yankee ripaga di tanti finti (super)eroismi visti sullo schermo negli ultimi anni. Non sarà un capolavoro, ma ha un fascino senza tempo che soddisfa molto più di tante idiozie alla ciliegia (e chi vuol capire...).

                            Le signorine di Wilko (A. Wajda, 1979)

                            Superbamente diretto, un film raffinato, elegante, non privo di una sottile ironia, descrive con grande perizia un uomo tanto affascinante agli occhi delle donne quanto eternamente indeciso, fino a rasentare l'egoismo e la superficialità. Cinema d'alta classe in tutti i suoi aspetti, dal reparto tecnico alla direzione d'attori, dalla scrittura al montaggio. Da riscoprire.

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                            • Soldado di Stefano Sollima

                              Un solidissimo thriller ma fuori fuoco nelle intenzioni. La storia dipinge un affresco ampio che parte da terrorismo in Medio Oriente e domestico fino a spostarsi sul filone principale, ovvero inscenare il rapimento della figlia di un boss del cartello messicano per scatenare faide interne. Il filone principale diventa un po' convoluto, troppe cose appena accennate, ad un certo punto diventa una storia di pura sopravvivenza e non è più chiaro cosa il film voglia comunicare. E la scena finale mal si amalgama col resto, vorrebbe comunicare che il senso della storia è tutt'altro ma invece pare sbucare fuori dal nulla.
                              Con questo non dico che sia un brutto film, anzi avercene. Il lavoro di documentazione si sente (grazie Sheridan , sempre in palla su questo), ed il nostro Sollima dirige con sicurezza e polso (anche se, forse, in modo troppo impersonale) e costruisce benissimo un clima di tensione che permea tutto il minutaggio.


                              Speriamo la prossima collaborazione Sollima-Sheridan (Without Remorse) esca più centrata.
                              Ultima modifica di Cooper96; 02 aprile 21, 13:23.
                              Spoiler! Mostra

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                              • It Comes at Night, Trey Edward Shults (2017)

                                Film che sta un passetto oltre la nostra situazione. Non molto rivelatorio sulla pandemia che affligge la popolazione, preferisce soffermarsi sulle dinamiche familiari e su come, se l’essere umano è messo alle strette, finisca per mettere da parte l’altruismo di solito prerequisito per quell’unione che fa la forza e chiudersi sempre più in se stesso e in ciò con cui più si identifica: la famiglia.
                                Punto di forza del film è sicuramente basare la tensione sulla crudeltà dell’uomo: la speranza quindi non è che nessuno contragga il virus, ma che i personaggi non compiano azioni avventate tra di loro.
                                Nel finale il regista torna a giocare con l’aspect ratio - se non sbaglio lo faceva anche in Waves - per descriverci il progredire della vita del/I protagonista/i.

                                P.S.: mi piace la carriera che si sta costruendo Riley Keough.

                                Robocop, Paul Verhoeven (1987)

                                Piacevole (ma non troppo) action su un fantapoliziotto che sventa il crimine. Mi lascia interdetto il modo di fare critica del regista: pesante, impulsivo, come una persona che dice le cose prima di riflettere. C’è un’innovazione tecnologica pronta a rivoluzionare la sicurezza nazionale? I dubbi vengono legittimati non dopo una settimana di lavoro, non al primo giorno ma alla presentazione, con tanto di menefreghismo dei capi che, essendo padroni delle multinazionali - quindi ogni inquadratura, anche successiva, farà il verso agli spot pubblicitari - e pensando quindi solo ai soldi, se ne fregano del malcapitato trucidato. La criminalità in città è fuori controllo? Ci viene mostrata la banda ‘principale’ che non si fa problemi a far saltare in aria qualsiasi cosa gli capiti a tiro, che sia una macchina rubata o un distributore di benzina, e poi ci viene mostrato il ladruncolo dell’ultim’ora che entra in un negozio con un fucile pronto a rovinare chiunque osi guardarlo torvo. Nondimeno, mi chiedo con quale intelligenza mirino all’armatura del robocop e non alla mandibola, unica parte scoperta. Nel finale, bella l’intuizione di svincolare il robocop dalla direttiva 4 con il licenziamento, ma a quel punto perché uccidere l’antagonista e non arrestarlo, cosa che mi avrebbe dato molta più soddisfazione e che sarebbe stata più in linea con le altre direttive? A proposito, se la direttiva 1 è il mantenimento dell’ordine totale, in che modo viene rispettata quando il robocop lancia il capobanda inerme addosso a tre vetrate, frantumandole? A questo punto mi chiedo: mettendo da parte tutte queste considerazioni, ciò che resta è un film sulla vendetta? Perché mi pare inconcludente da questo punto di vista.
                                In definitiva, film sufficiente con un bel concept, ma non vado oltre e gli preferisco diversi polizieschi dell’epoca, anche più modesti nelle intenzioni.
                                'They play it safe, are quick to assassinate what they do not understand. They move in packs ingesting more and more fear with every act of hate on one another. They feel most comfortable in groups, less guilt to swallow. They are us. This is what we have become. Afraid to respect the individual. A single person within a circumstance can move one to change. To love herself. To evolve.'

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