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  • Ieri avevano Marlon Brando, quello vero. Oggi abbiamo Brad Pitt che qualcuno considera "il Marlon Brando della sua generazione".

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    • Originariamente inviato da - Rasputin - Visualizza il messaggio

      è un buon film ma inferiore al primo, purtroppo sbaglia il finale, del toro e la ragazza dovevano morire, soprattutto del toro non poteva salvarsi
      Lui che sopravvive è un'arrampicata sugli specchi che mi ha rigato i timpani da tanto che strideva...si fa perdonare con la scena dopo, ma comunque il problema rimane l'insieme dove non è più chiaro cosa il film voglia raccontare, e a giudicare dall'ultima scena che non c'azzecca una mazza nemmeno gli autori lo sapevano.
      Sicario aveva molta pià coerenza, coesione e chiarezza di intenti.
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      • Originariamente inviato da mr.fred Visualizza il messaggio
        Ieri avevano Marlon Brando, quello vero. Oggi abbiamo Brad Pitt che qualcuno considera "il Marlon Brando della sua generazione".

        Il che spiega molte cose sui tempi odierni .

        Brad Pitt a Marlon Brando non era degno neanche di portare lo scopettino per pulire il WC dell'attore.

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        • Ho visto Il Processo (1962) di Orson Welles, anni fa lessi il romanzo di Kafka ma senza mai informarmi a proposito delle eventuali controparti filmiche. Una trasposizione fedele dell'opera letteraria sarebbe stata molto difficile da filmare, e infatti Welles si prende diverse libertà (a cominciare dall'atteggiamento del protagonista, K., qui meno remissivo) riuscendo però a restituire le sensazioni di sogno (incubo), spaesamento, impotenza e ineffabilità che permeano il libro di Kafka. Lo fa anche e soprattutto attraverso trovate di messa in scena, ad esempio con inquadrature grandangolari stranianti (lo stesso espediente che verrà poi utilizzato da Terry Gilliam) e costruendo immagini sontuose che fanno apparire K. come un piccolo ingranaggio indifeso davanti ai rappresentanti della legge, ai palazzi, ai set impersonali a volte giganteschi e a volte asfissianti, in un orizzonte geografico indefinito. Devo dire di aver preferito la prima metà del film alla seconda, l'ampia parte dedicata all'infermiera/amante del personaggio di Welles non mi ha convinto appieno, in ogni caso si tratta di un film bellissimo e non solo per i meriti dell'opera originale.
          Ultima modifica di Admiral Ackbar; 08 aprile 21, 10:31.

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          • Admiral Ackbar vedo che ti stai dando alla visione di film impegnativi, bravo! Continua così, mi raccomando.

            Parlando sempre di Welles e di trasposizioni ho avuto modo di vedere recentemente il suo Otello, che ho molto apprezzato. Non sono invece purtroppo ad avere la stessa sintonia con Falstaff, che al di lá della famosa scena della battaglia, ho trovato più pesante e meno avvincente.

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            • Originariamente inviato da aldo.raine89 Visualizza il messaggio
              Admiral Ackbar vedo che ti stai dando alla visione di film impegnativi, bravo! Continua così, mi raccomando.

              Parlando sempre di Welles e di trasposizioni ho avuto modo di vedere recentemente il suo Otello, che ho molto apprezzato. Non sono invece purtroppo ad avere la stessa sintonia con Falstaff, che al di lá della famosa scena della battaglia, ho trovato più pesante e meno avvincente.
              Sto approfittando dell'ozio di questo periodo e del coprifuoco per vedermi un film ogni sera, cerco di recuperare qualche grande classico ma ci ho infilato in mezzo anche la trilogia dei Before di Linklater, che non avevo mai visto pur apprezzando il regista, e mi ha abbastanza conquistato.

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              • Visto Solaris di Andrei Tarkovsky
                Molto più fedele al romanzo di Stanislaw Lem di quanto certe sinossi facciano intendere, Tarkovsky ha semplicemente aggiunto una parte iniziale che serve a rendere filmabili diverse cose che nel romanzo sono sparse qui e là nella narrazione. Mentre il romanzo inizia direttamente dall'arrivo sulla stazione e il contesto sulla "solaristica" viene dato durante la narrazione, nel film abbiamo un prologo sulla Terra in cui viene speigato il contesto in cui esiste la stazione e i primi elementi della natura di Solaris oltre a dare un contesto al nuovo finale.
                Tra l'altro il cambiamento al finale non è super radicale e immagino che quella scena come è nel romanzo sarebbe stata difficile da realizzare decentemente con gli effetti dell'epoca.
                Rimane anche il sottotesto di critica all'establishment sovietico che come tutti i regimi totalitari era ostile alla moderna psicanalisi e in generale a una certa introspezione qui incarnata da questo pianeta-organismo che cerca di comprendere gli esseri umani replicando elementi dalla loro mente che però nessuno di loro ha veramente affrontato. Definite "miracoli crudeli" nel romanzo non è dato sapere cosa rappresentino per chi non è il protagonista visto che come nel romanzo ci si focalizza strettamente sul punto di vista di Kelvin che riesce a dare a malapena uno sguardo a quelle degli altri membri dell'equipaggio e viene detto esplicitamente che esplorare l'esterno senza comprendersi veramente come specie è quello che rende tali apparizioni disturbanti per chi deve affrontarle perché li mettono di fronte a traumi e parti di se che non hanno mai veramente affrontato.
                L'inizio è un po' pesante ma va in crescendo anche sapendo più o meno come sarebbe andato a finire perché ho letto il romanzo, Tarkovsky riesce a tenere una certa tensione nell'aria aumentando gradualmente l'emotività con cui agiscono e si esprimono i personaggi da una iniziale secchezza fino alla febbre e al delirio di Kelvin verso il finale.
                Ah, ovviamente l'ho visto in russo sottotitolato visto che un po' temevo l'adattamento italiano dell'epoca e volevo vedermi la versione integrale senza cambi di lingue stranianti.
                Ultima modifica di Det. Bullock; 10 aprile 21, 22:21.
                "Compatisco quelle povere ombre confinate in quella prigione euclidea che è la sanità mentale." - Grant Morrison
                "People assume that time is a strict progression of cause to effect, but *actually* from a non-linear, non-subjective viewpoint - it's more like a big ball of wibbly wobbly... time-y wimey... stuff." - The Doctor

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                • il processo è un buon film ma tra i meno pubblicizzati di welles vi consiglio di recuperare rapporto confidenziale, un film geniale

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                  • Ho dato uno sguardo alla sinossi sulla copertina del Blu Ray di Solaris e sinceramente penso che chi l'ha scritta avesse seri problemi, non so quali ma ne ha sicuramente.
                    Un lato positivo è che ti evita spoiler.
                    "Compatisco quelle povere ombre confinate in quella prigione euclidea che è la sanità mentale." - Grant Morrison
                    "People assume that time is a strict progression of cause to effect, but *actually* from a non-linear, non-subjective viewpoint - it's more like a big ball of wibbly wobbly... time-y wimey... stuff." - The Doctor

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                    • Night in Paradise di Park Hoon-jung

                      Bel noir sudcoreano estremamente cupo, malinconico e violento. Bravo il regista a costruire un film che indugia parecchio sui momenti più calmi e riflessivi ma che riesce a non annoiare mai. Lo sguardo è evidentemente rivolto a Sonatine, capolavoro di Takeshi Kitano, ma l'impronta stilistica è comunque personale, a partire dallo stile di regia più classico ( e con qualche incertezza secondo me) rispetto a quello più dirompente e personale di Kitano, fino ad arrivare alle atmosfere estremamente plumbee ricreate innanzitutto con una fotografia scura, dai toni blu che trasformano anche l'isola "paradisiaca" in cui si rifugia il protagonista in un luogo su cui aleggia perennemente un senso di freddo, morte ed ineluttabilità.
                      In termini di tono, se il film di Kitano giocava magistralmente sui contrasti, calando i suoi violenti gangster in un contesto solare, giocoso, idilliaco e placido, in questo film la barra del timone rimane dritta e tra personaggi, atmosfere e colonna sonora la cupezza è costante, su più livelli.
                      Forse l'elemento che funziona di meno per quanto mi riguarda è la costruzione del protagonista e del rapporto con la ragazza. Idealmente il regista gioca sui silenzi, sui non detti, sulle personalità chiuse e solitarie di entrambi e sul senso di morte che li accomuna, seppur per motivi diversi. Quindi l'intento è nobile ma a mio modo di vedere per come sono scritti e messi in scena i due, si arriva a fine film con la sensazione che manchi qualcosa, quasi che il lavoro minimalista e anti-stereotipato abbia giocato a sfavore del quadro generale.
                      Apprezzato il finale tragico ed estremamente pessimista. Forse avrei preferito veder
                      Spoiler! Mostra


                      Menzione particolare per il vice del boss accoltellato. Il personaggio è fantastico e l'attore è bravissimo (si mangia ogni scena in cui è presente).

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                      • Complice Netflix ieri ho recuperato I guerrieri della notte di Hill, un cult che mi mancava.

                        Prima di dire la mia volevo chiedervi cosa ne pensate.

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                        • Originariamente inviato da Tom Doniphon Visualizza il messaggio
                          Complice Netflix ieri ho recuperato I guerrieri della notte di Hill, un cult che mi mancava.

                          Prima di dire la mia volevo chiedervi cosa ne pensate.
                          Non l’ho visto, ma sta su Prime. Se dici che merita (del regista apprezzo molto Danko e i 48 ore), in questi giorni lo guardo.
                          'They play it safe, are quick to assassinate what they do not understand. They move in packs ingesting more and more fear with every act of hate on one another. They feel most comfortable in groups, less guilt to swallow. They are us. This is what we have become. Afraid to respect the individual. A single person within a circumstance can move one to change. To love herself. To evolve.'

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                          • Originariamente inviato da p t r l s Visualizza il messaggio

                            Non l’ho visto, ma sta su Prime. Se dici che merita (del regista apprezzo molto Danko e i 48 ore), in questi giorni lo guardo.
                            E' un cult assoluto, uno dei migliori di Hill, recuperalo.

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                            • Originariamente inviato da p t r l s Visualizza il messaggio

                              Non l’ho visto, ma sta su Prime. Se dici che merita (del regista apprezzo molto Danko e i 48 ore), in questi giorni lo guardo.
                              Uh mamma, Danko e 48 ore mi piacevano un sacco da ragazzino, ma non li vedo da anni

                              A me il film è piaciuto e credo che meriti una visione. Considera che i due citati sono successivi e hanno questa formula azzeccata tra il poliziesco, il film d'azione e il buddy movie, mentre The Warriors manca di un cotè da commedia. È un film ambientato in una notte e devo dire che mi è piaciuto davvero parecchio come è stata rappresentata New York e le bande.

                              Credo che a molti non piaccia la mancanza di personaggi di spicco e sono abbastanza sicuro che ad alcuni non vadano giù alcune cose della sceneggiatura. Non sarà forse tra i film più belli dei 70s, ma merita una visione e lascia soddisfatti.

                              A pelle non mi sembra un film che rivedrei chissà quante volte, questo no.

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                              • Originariamente inviato da Darkrain Visualizza il messaggio

                                E' un cult assoluto, uno dei migliori di Hill, recuperalo.
                                Anche per me capolavoro (e film manifesto di un'epoca) Al momento credo di non avere altro da aggiungere

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