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  • Originariamente inviato da Cooper96 Visualizza il messaggio
    The Town di Ben Affleck

    Solido film di rapine. L'interesse amoroso al centro del film mette a dura prova la sospensione dell'incredulità ma la rappresentazione di tutto il resto (le scene d'azione, il contesto urbano) è così convincente da compensare. Un po' perplesso verso il finale ottimista.

    Una nota sugli attori. In generale sono tutti bravi peccato che 1) Affleck si sforza ma non ce la fa a recitare, sfigura rispetto agli altri 2) dispiace che Jon Hamm sia sprecato ad interpretare uno sbirro banalotto 3) menzione d'onore per sto tizio, quello del cast che ci mette la faccia non hollywoodiana, fa il personaggio più singolare (laddove il resto non si discosta troppo dagli stereotipi) e infine regala la scena più intensa del film:


    Eh, ma non hai mai visto I Soliti sospetti o Nel Nome del padre , almeno? Dico del " tizio" Pete Postlethwaite !
    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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    • Finalmente ho recuperato Burning di Lee Chang-dong (su RaiPlay).

      Opera grandiosa, mutaforma, in cui avventurarsi senza sapere nulla prima.
      A suo modo erede dei "mystery" metafisici di Antonioni (Blow-Up e L'avventura su tutti), un thriller di Hitchcock dilatato e defraglato in cui misteri diventano insondabili, inconoscibili e la tensione diventa quella della mente e dell'animo.

      Avevo sentito che era bello ma non mi aspettavo una folgorazione simile.

      E questa è tra le scene del decennio:



      Luminous beings are we, not this crude matter.

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      • Concordo, Burning è un capolavoro e quella scena lì è stupenda, veramente "antononiana" per come unisce forma e contenuto.
        https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

        "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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        • A Cannes 2018 non vinse nulla.



          Brava la giuria.



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          • Bellissimo si Burning. Chi vinse a Cannes 2018? Parere personale, ma anche Lazzaro Felice meritava molto di più di un premio per la sceneggiatura.

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            • Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio
              Finalmente ho recuperato Burning di Lee Chang-dong (su RaiPlay).

              Opera grandiosa, mutaforma, in cui avventurarsi senza sapere nulla prima.
              A suo modo erede dei "mystery" metafisici di Antonioni (Blow-Up e L'avventura su tutti), un thriller di Hitchcock dilatato e defraglato in cui misteri diventano insondabili, inconoscibili e la tensione diventa quella della mente e dell'animo.

              Avevo sentito che era bello ma non mi aspettavo una folgorazione simile.

              E questa è tra le scene del decennio:


              Film stupendo che ti entra dentro

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              • Originariamente inviato da Fortunato Baldanza Visualizza il messaggio
                Bellissimo si Burning. Chi vinse a Cannes 2018? Parere personale, ma anche Lazzaro Felice meritava molto di più di un premio per la sceneggiatura.
                Screenshot_20211019-131903~2.png

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                • Ah si, un affare di famiglia, lo andai pure a vedere. Meh...

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                  • ONE SECOND, di Z.Yimou
                    Z.Yimou confeziona un gradevole racconto dal retrogusto cinefilo e politico ambientato in uno sperduto paesucolo cinese negli anni sessanta: la gente del posto attende con ansia la sospirata proiezione di un film, ma la pellicola a quanto pare è stata rubata, e quando la si ritrova è stropicciata e impolverata. I locali, bramosi di assistere allo spettacolo, che in quelle lande remote è un evento raro capace di coinvolgere l'intera comunità, riusciranno a ripararla con l'aiuto del proiezionista.
                    Da un lato abbiamo una sorta di favola formativo-redentiva su un faticoso rapporto padre-figlia, dall'altro una parabola politica sul tentativo dello stato di fomentare le masse per mezzo del Cinema, e dall'altro ancora un racconto sul potere e il fascino intrinseco del Cinema stesso, che nello specifico contesto recupera tutta l'aura oggi perduta. Si veda in tal senso come si sottolinei la rarità dell'Evento, la sua capacità unica di condizionare l'immaginario delle folle, la lunga attesa e le peripezie preparatorie che rendono preziosa la visione, e in ultimis la consistenza materica e la conseguente fragilità e preziosità della pellicola, lungo nastro che si srotola e si sporca, e che va riparato, ripulito e accudito con amore perchè compia la sua magia. Ogni secondo diventa importante, come da titolo. Piani di lettura che si interscano tra loro con naturalezza, senza sottolineature e pesantezze retoriche.
                    I personaggi sono vagamente stilizzati come in una favola on the road dal contesto realista, il racconto procede con grazia di siparietto in siparietto sfoggiando stile asciutto e segretamente elegante (belle certe panoramiche desertiche), il tono un po' commedico è azzeccato e non sottrae al dramma il suo peso, laddove serve. Molto carino.

                    CARI COMPAGNI!, di A.Konchalovskiy
                    Siamo nell'Estate del 1962, in una cittadina dell'Unione Sovietica: i lavoratori locali scioperano per protestare contro il rincaro generale dei prezzi, ma la manifestazione viene repressa ferocemente da esercito e KGB, e i tragici esiti secretati per ovvi motivi di sicurezza interna. Si tratta di una storia vera.
                    E' un film di "denuncia" ma ben lontano da manicheismi e semplificazioni, specie perchè la vicenda è narrata non dalla prospettiva dei "buoni" ma dall'interno di una società divisa, ossia dal punto di vista di una dipendente comunale combattuta tra adesione a ideali già claudicanti e amore per la figlia. I personaggi sono verosimili e tridimensionali, il loro conformismo pare dettato più da convenienza o arroccamento identitario che da stolida convinzione, e in generale il mondo comunista è colto nella sua complessità e conflittualità interna, ponendo l'accento sul sottile confine che divide adesione, adattamento ipocrita, obbedienza dettata dalla paura. Mi è parsa insomma una rapppresentazione credibile del modus vivendi e ragionandi nel'URSS kruscioviana in disgelo più apparente che reale, un affresco in cui si dà spazio in primis ai fatidici eventi, ma aggiungendo qua e là - senza esagerare - qualche piccola pennellata sulla vita quotidiana d'epoca, per condire e fare atmosfera. Konchalkovsky dirige con un bianco e nero elegantissimo ma vieppiù austero, alieno da estetismi autoriali in salsa russa, perchè gli interessa "solo" aderire alla sua emblematica storiella, condurne il racconto con sobrietà e pudica partecipazione, e dirigere gli attori con mano ferma e sensibile. In parole povere, un film ben fatto, dall'argomento interessante e adeguatamente sviscerato, che merita una visione.

                    I WALK THE LINE, di J.Frankenheimer (1970)
                    Ho recuperato con soddisfazione questo film frankenheimeriano anni '70, con J.Cash a musicare, G.Peck nei panni dello sceriffo sciancato e disilluso che cerca invano scampo nell'amore, e un affresco sensibile e credibile di atmosfere e fauna umana che caratterizzano una remota contrada del Sud americano, quello più zoppo, macilento e decadente. Bello.
                    Ah: mi ci sono messo d'impegno, e ho finalmente imparato dove si mette la H in FrankenHeimer.
                    Ultima modifica di papermoon; 23 ottobre 21, 12:43.

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                    • Hatchet, Adam Green (2006)

                      Slasher abbastanza carino, ma un po' troppo compiaciuto nel mostrare l'artigianalità degli effetti speciali. Nonostante il tono parodistico, ha una buona atmosfera, è scorrevole e offre uno spettacolo dignitoso.

                      La Gomera - L'isola dei fischi, Corneliu Porumboiu (2019)

                      Noir molto intricato su un gruppo di criminali che si deve organizzare per liberare dalla polizia un loro collega e sceglie la strada della comunicazione tramite fischi. Un racconto appassionante e divertito che non abusa del suo gimmick, con una notevole femme fatale e un protagonista un po' passivo ma che risulta simpatico nella sua fortuna (specie quella iniziale). Un altro bel neo-noir da ricordare.

                      Hellraiser, Clive Barker (1987)

                      Grandi aspettative, ma purtroppo ho constatato che non fa per me. Troppo esoterico per i miei gusti, tra una scatola magica, delle creature di un altro mondo e un corpo che miete vittime per nutrirsi. Rispetto a ciò che credevo, l'ho trovato anche poco controverso. Peccato, vorrà dire che mi risparmierò i sequel.
                      'They play it safe, are quick to assassinate what they do not understand. They move in packs ingesting more and more fear with every act of hate on one another. They feel most comfortable in groups, less guilt to swallow. They are us. This is what we have become. Afraid to respect the individual. A single person within a circumstance can move one to change. To love herself. To evolve.'

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                      • Originariamente inviato da p t r l s Visualizza il messaggio
                        Hellraiser, Clive Barker (1987)

                        Grandi aspettative, ma purtroppo ho constatato che non fa per me. Troppo esoterico per i miei gusti, tra una scatola magica, delle creature di un altro mondo e un corpo che miete vittime per nutrirsi. Rispetto a ciò che credevo, l'ho trovato anche poco controverso. Peccato, vorrà dire che mi risparmierò i sequel.
                        Il primo sequel guardalo. Vedrai che sarà un'esperienza.
                        Poi mi pare che a te piacesse l'ultimo Star Wars, così vedi da dove hanno preso l'Imperatore e tutto l'immaginario di Exegol.

                        Però sarei curioso di sapere come t'immaginavi che fosse.
                        Luminous beings are we, not this crude matter.

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                        • Marò Hellraiser... avrò avuto massimo 18 anni quando l'ho visto, ben 22 anni fa. Non mi ricordo quasi nulla

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                          • Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio

                            Il primo sequel guardalo. Vedrai che sarà un'esperienza.
                            Poi mi pare che a te piacesse l'ultimo Star Wars, così vedi da dove hanno preso l'Imperatore e tutto l'immaginario di Exegol.

                            Però sarei curioso di sapere come t'immaginavi che fosse.
                            Vada per il primo sequel allora, peccato che non sia su Prime Video.

                            Le mie aspettative si basavano unicamente sulla sua fama di cult horror e sulla locandina. Mi aspettavo qualcosa di più buio, “notturno”, meno magico e più terreno. Qualcosa alla Halloween, ma senza il serial killer di turno e con al suo posto una setta capitanata dal tizio con gli spilli.
                            'They play it safe, are quick to assassinate what they do not understand. They move in packs ingesting more and more fear with every act of hate on one another. They feel most comfortable in groups, less guilt to swallow. They are us. This is what we have become. Afraid to respect the individual. A single person within a circumstance can move one to change. To love herself. To evolve.'

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                            • Originariamente inviato da p t r l s Visualizza il messaggio
                              Vada per il primo sequel allora, peccato che non sia su Prime Video.

                              Le mie aspettative si basavano unicamente sulla sua fama di cult horror e sulla locandina. Mi aspettavo qualcosa di più buio, “notturno”, meno magico e più terreno. Qualcosa alla Halloween, ma senza il serial killer di turno e con al suo posto una setta capitanata dal tizio con gli spilli.
                              Ah, ok, proprio un altro film.
                              Come ho scritto altrove, a me della saga piace il concept ma non la realizzazione.

                              Il film di Hellraiser che mi dispiace meno non è neanche un Hellraiser, s'intitola Punto di non ritorno.
                              Luminous beings are we, not this crude matter.

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                              • Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio

                                Ah, ok, proprio un altro film.
                                Come ho scritto altrove, a me della saga piace il concept ma non la realizzazione.

                                Il film di Hellraiser che mi dispiace meno non è neanche un Hellraiser, s'intitola Punto di non ritorno.
                                Quello è proprio una piccola bombetta, concordo. ​​​​​​

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