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  • Marguerite ha i soldi, è il marito che a parte il nome non aveva na mazza. Senza contare che Marguerite gestisce la contabilità di casa.

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    • Originariamente inviato da mr.fred Visualizza il messaggio
      Gidan 89 aspettiamo tutti la tua recensione di Diabolik, smettila di perdere tempo con questi recuperi.

      Ahahaha, mi sa che dovrai attendere molto, sicuramente non lo andrò a vedere al cinema.
      https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

      "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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      • Nooooo!

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        • Originariamente inviato da mr.fred Visualizza il messaggio
          Nooooo!
          Secondo te, devo spendere 8 euro, rischiare di prendere il Covid e stare 2 ore con la ffp2 sulla bocca per vedere al cinema un film dei Manetti? Non sono masochista!
          https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

          "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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          • E' un raffinatissimo e incompreso capolavoro cinematografico, che ti credi?



            Il rischio di prendere il covid non lo corri stai tranquillo, fuori dal raccordo anulare non è andato a vederlo nessuno.

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            • [QUOTE=mr.fred;n2088185

              Il rischio di prendere il covid non lo corri stai tranquillo, fuori dal raccordo anulare non è andato a vederlo nessuno.

              [/QUOTE]

              Il che è ulteriormente paradossale considerando che Angela e Luciana Giussani idealmente erano le spendibili figlie emancipate di una "milanesità" che voleva condividere senza paura la sua carica identitaria moderna ponendola sulla vasta scala di metropoli con vocazione cosmopolita (leggi :iniziare a tirarsela xD).

              "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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              • Illusioni perdute di Xavier Giannoli

                stupendo, non ho letto l'opera di Balzac ma certamente il materiale di partenza ha il suo peso, però Giannoli riesce a condensare in 2 ore e 1/2 tre romanzi per complessive oltre 700 pagine, ricreando un mondo che ha moltissimi agganci al presente

                vedetelo se potete
                In qualche strana maniera noi svalutiamo le cose appena le pronunciamo. Crediamo di esserci immersi nel più profondo dell'abisso, e invece quando torniamo alla superficie la goccia d'acqua sulle punte delle nostre dita pallide non somiglia più al mare donde veniamo. Crediamo di aver scoperto una caverna di meravigliosi tesori e quando risaliamo alla luce non abbiamo che pietre false e frammenti di vetro; e tuttavia nelle tenebre il tesoro seguita a brillare immutato. (Maeterlinck)

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                • Originariamente inviato da Gidan 89 Visualizza il messaggio

                  Secondo te, devo spendere 8 euro, rischiare di prendere il Covid e stare 2 ore con la ffp2 sulla bocca per vedere al cinema un film dei Manetti? Non sono masochista!
                  Io comunque ero interessato, ma se non viene nessuno non lo vado di certo a vedere da solo, nonostante da oggi abbia la terza dose.

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                  • The VVitch di Robert Eggers (2015).

                    La speranza del nuovo cinema statunitense non viene dagli autoruncoli tanto pompati dalla critica prona agli oscar (l'academy infatti non si è filata per niente quest'opera anticonvenzionale e antisistema), ma da registi in ambito horror come Ari Aster e soprattutto Robert Eggers, che con questo The VVitch (2015), scritto sin dal titolo con due V al posto della moderna W, proprio come si faceva nei documenti e racconti del 1600, esplora l'irrazionale tramite un lavoro di accurata ricerca storica sulle fonti dell'epoca, come dichiarato al termine di questa sua folgorante opera prima, di cui ammetto averne sottovalutato la portata, poichè è innegabile che a più visioni ci si trova innanzi ad un vero e proprio capolavoro, il quale mostra sin da subito la mano di un regista veterano e abile con la macchina da presa nel costruire delle immagini angoscianti di puro orrore, trovando una strada originale nella messa in scena, riuscendo ad ancorare l'irrazionale fantastico-religioso e gli stilemi fiabeschi ad un lavoro certosino di ricerca storica.
                    Inizio 1600, New England, la giovane Thomasin (Anya Taylor Joy), assiste sgomenta al processo da parte della comunità religiosa in cui vivono, nei confronti di suoi padre William (Ralph Inenson), che a causa della propria interpretazione estremista della parola di Dio, viene condannato all'esilio (era troppo anche per i puritani), condannando la moglie Katherine (Kate Dickie) ed i suoi figli, ad un'esistenza precaria di stenti e fame, in una radura circondata da un bosco ostile, credendo tale luogo come benedetto, ma la sua fede ci metterà poco a scontrarsi con l'inospitalità del posto, la sterilità di una terra avara di frutti e l'incapacità dell'uomo di far fronte a tutti questi disagi, esacerbato il tutto dalla scomparsa del neonato Samuel, di cui viene accusata Thomasin, portando così a scontri tra familiari sino al quel momento sopiti. Come risultato William si chiude ancor di più in una visiobe di fede estremizzata, che vede gli esseri umani come irrimediabilmente corrotti dal peccato originale, la cui unica speranza di salvezza consiste solamente nella grazia di Dio secondo il suo imperscrutabile disegno, in piena aderenza ai dettami del luteranesimo; il che non lascia spazio alcuno al libero arbitro umano, nè alle azioni che egli può compiere in vita per garantirsi la salvezza (le opere non salvano diceva Lutero), poichè in stretta connessione con tali dogmi sulla predestinazione divina, Dio sin dalla nascita ha condannato una parte degli uomini alla dannazione ed un'altra alla grazia.
                    Una fede vissuta in questo modo non può che portare all'annichilimento dell'uomo, Dio/William decide e prende tutto senza dare nulla in cambio; Thomasin e suo fratello Caleb (Harvey Scrimshaw), giustamente si pongono domande su quanto sia mortificante tale visione di Dio; che peccati avrebbe commesso un neonato come Samuel si chiede giustamente Caleb, venendo però seccamente messo a tacere da un padre che non ammette repliche, perché la sua costruzione razionale del mondo attorno a Dio, vacilla giorno dopo giorno innanzi alla distruzione del proprio nucleo familiare, a causa di avvenimenti irrazionali, che egli si rifiuta di concepire in alcun modo, poichè fuori dai suoi concetti consolidati in materia teologica.

                    L'orrore di Eggers una volta tanto non risiede nell'elemento fantastico citato nel titolo, ma nell'uomo ed i rapporti che li legano agli altri, messi in scena dal regista aggiornando con efficacia i canoni dell'espressionismo Bergmaniano con venature alla Rosemary's Baby di Roman Polanski (1969), tornando alle avanguardie del cinema degli anni 20' nell'uso delle luci fioche, che lottano per rimanere accese inannzi ad un'oscurità sempre più opprimente, che si raffrorza nella sterilità affettiva di questa famiglia a cui Thomasin implora semplicemente di mostrarle solo un pò di amore, un segno a livello terreno atto a rinsaldarle quella fede in Dio a cui ogni giorno rivolge preghiere ed ammissioni di colpa, senza ricevere però alcuna risposta, il che la porta in un circolo meccanico di suppliche e mortificazioni ulteriori di sè stessa, prendendosi poi tutta la colpa di tutti i problemi accaduti nel nucleo familiare (coppe d'argento sparite, scomparsa di Samuel etc...), dove ci si accusa a vicenda di essere la "strega" a seconda su chi stia più sulle scatole in quel momento, senza cerare in alcun modo una concordia che permetta in una social catena di far fronte alle avversità dell'esistenza, poichè ognuno vittima dei propri egoismi personali, cominciando proprio dalla figura del padre, che ha condannato la sua famiglia alla sofferenza per mero moto d'orgoglio mascherato da fede ipocrita, mentre la madre chiusa nel proprio dolore folle e nelle futilità materiali, detesta apertamente la figlia accusandola delle numerose disgrazie; crollati gli adulti in un tale clima infernale, ci vuole poco per comprendere come si può far diventare strega, chi probabilmente non era destinata a diventare tale, se ci fosse stato nei suoi confronti un tangibile segno di affetto e fiducia nelle sue parole; l'orrore di Eggers nasce quindi dalla privazione dei bisogni umani totalmente assenti nella famiglia in cui si ritrova Thomasin, non in banali jump-scare da film dell'orrore da quattro soldi, qui inesistenti a favore di immagini inquietanti (corvo e Black Philiph su tutti), evitando con cura grazie alla sua abilità e alla bravura di Anya Taylor Joy capace di accentrare su di sè quei residui di luce svanente, per evitare di scadere nel ridicolo trash, giocando su una prestazione in cui emerge fino all'ultimo momento, pur nella caduta, il candore puro di una fanciulla, alla ricerca di un posto nel mondo che sia oltre un Dio assente la cui mortificante fede, l'ha solo annichilita a lungo, finendo con il liberarsi in una sinistra quanto invasata risata rigenerativa (sulla quale sarebbe stato meglio chiudere l'opera, senza proseguire con un ultimo frame che giudico meno severamente a quarta visione, ma poco convincente).
                    The VVtch è il vero cinema dell'orrore, il cinema indipendente nella sua forma autentica che il Sundance festival s'era fatto portatore nella sua missione costitutiva, premiandolo con la miglior regia contribuendo a far scoprire non solo il talento di Anya Taylor Joy, oggi lanciata abbastanza ovunque (se ti vendi al sistema ti disintegro però), ma anche ad esibire l'indubbia bravura di un Raplph Inenson, così poco citato nelle recensioni, eppure capace di portare unire nella sua figura estremismo teologico ed orgoglio testardo, senza strafare nelle movenze, proprio come colui che in cuor suo sa di aver commesso un errore, ma per tarature mentali, è bloccato dal prendere l'unica vera scelta razionale, per fuggire da tale auto-distruzione innescata da sè. Costato appena 4 milioni, ne ha incassati al botteghino 40, lanciando Eggers tra i nomi da tenere d'occhio, arrivando a confermare il suo talento con Lighthouse (2019) e con il prossimo The Notherman (2022), in uscita ad Aprile in cui ritroveremo anche Taylor Joy, Inenson e Kate Dickie, in una rimpatriata che promette arte pura.
                    Ultima modifica di Sensei; 04 gennaio 22, 07:53.

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                    • Originariamente inviato da Sensei Visualizza il messaggio
                      The VVitch di Robert Eggers (2015).

                      La speranza del nuovo cinema statunitense non viene dagli autoruncoli tanto pompati dalla critica prona agli oscar (che infatti non si sono filati per niente quest'opera anticonvenzionale e antisistema), ma da registi in ambito horror come Ari Aster e soprattutto Robert Eggers
                      Però The Witch ed Hereditary sono tra gli horror meglio recensiti di sempre.
                      Luminous beings are we, not this crude matter.

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                      • Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio

                        Però The Witch ed Hereditary sono tra gli horror meglio recensiti di sempre.
                        Infatti mi riferivo ai premi, ho scritto male, dopo correggo.

                        Hereditary meglio recensito di Midsommar?

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                        • Originariamente inviato da Sensei Visualizza il messaggio
                          Hereditary meglio recensito di Midsommar?
                          Sì, Midsommar è stato più divisivo (a differenza di The Lighthouse che ha avuto un'accoglienza più o meno uguale a The Witch).
                          Luminous beings are we, not this crude matter.

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                          • Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio

                            Sì, Midsommar è stato più divisivo (a differenza di The Lighthouse che ha avuto un'accoglienza più o meno uguale a The Witch).
                            Lighthouse ero rimasto all'accoglienza italiana, si come dici negli USA lo hanno adorato al pari dell'esordio, mi fa piacere. Notherman pare promettere stessi livelli, ho paura per il remake di Nosferatu, ma confido in Eggers, che abbia idea di cosa fare, perché come ti portano su, la critica poi alla minima incertezza ti distrugge e devasta la carriera.

                            Hereditary buono, Midsommar palese che sia un passo in avanti bello grosso, ma comprendo perché possa non piacere, seppur lo ritenga assurdo.

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                            • Originariamente inviato da Sensei Visualizza il messaggio
                              The VVitch di Robert Eggers (2015).

                              finendo con il liberarsi in una sinistra quanto invasata risata rigenerativa (sulla quale sarebbe stato meglio chiudere l'opera, senza proseguire con un ultimo frame che giudico meno severamente a quarta visione, ma poco convincente).
                              Come mai poco convincente? Fa un passo troppo oltre rispetto a quanto fatto vedere prima?

                              ps: sempre bello leggere le tue recensioni.

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                              • Originariamente inviato da The Fool Visualizza il messaggio

                                Come mai poco convincente? Fa un passo troppo oltre rispetto a quanto fatto vedere prima?

                                ps: sempre bello leggere le tue recensioni.
                                Grazie .

                                Meno convincente perché introduce di scatto un elemento fantasy non proprio visivamente bello a vedersi, quando in precedenza con una sequenza 100 volte in più a rischio trash, ha evitato alla grande ogni senso del ridicolo.
                                Senza contare che quella sequenza a livello simbolico aveva detto tutto alla perfezione, avrei concluso tutta la vita con il primo piano della risata invasata della protagonista.
                                Comunque non demolisco i film a differenza altrui perché qualche secondo non convince.

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