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  • Originariamente inviato da Massi Visualizza il messaggio

    Più che allegoria (solo) del Vietnam penso ai governi fantoccio insediati dagli americani in Centro-Sud America. Sarebbe interessante conoscere l’opinione di un Chomsky.
    Si, anche quello in effetti, alla luce della trama del film.

    La fase di Marlon Brando ala protettrice di Marquez però non è durata assai, stando ai contenuti extra del BD, perchè poi s'è cominciato a stancare delle troppe scene ripetute a causa dell'inesperienza di Marquez, è andato avanti solo perchè credeva (giustamente) negli intenti artistici del film. Non è ovviamente al livello della Battaglia di Algeri, ma è un gran film, inoltre è la miglior interpretazione di Brando degli anni 60' assieme a Riflessi in un Occhio d'oro.
    Però i suoi film di quella decade furono tutti disastri critici e di box office per lo più, alcuni sono stati rivalutati, ma il più grande attore del mondo, stava per vedere la propria carriera stroncata del tutto, per sua fortuna Coppola e Bertolucci ad inizio degli anni 70', lo hanno fatto rientrare nelle grazie di pubblico e critica.

    Però Brando al di là del talento è una leggenda anche per scelte così.
    Ultima modifica di Sensei; 08 marzo 22, 14:16.

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    • Originariamente inviato da Sensei Visualizza il messaggio
      Però Brando al di là del talento è una leggenda anche per scelte così.
      esattamente!

      "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


      Votazione Registi: link

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      • The Accountant di Gavin O'Connor

        Ouch, non riesco a dargli la sufficienza. La storia più va avanti più è risibile. Ci sono coincidenze assurde tanto che viene pure detto da uno dei personaggi, ma visto il tono serio non basta a scusarle, anzi pare una pezza messa da uno script doctor quando si sono accorti della cosa a riprese avviate. C'è una sottotrama sostanzialmente superflua (forse per impostare un futuro franchise? Comunque non è una scusa accettabile visto tutto lo spazio dedicato), quella dell'indagine da parte del governo.
        La confezione è media.



        Little Miss Sunshine di Jonathan Dayton e Valerie Faris

        Di base sono prevenuto verso questo tipo di prodotti (ho sempre il timore di ruffianata) ma sono rimasto piacevolmente sorpreso, è un discreto film.
        Storia agrodolce che intrattiene senza essere zuccherosa (anzi il finale è inaspettatamente amaro) e con ottimi dialoghi (in particolare ottimi pay-off). L'unica roba che non mi è andata giù è il "furto della salma", una cosa ridicola e che ho trovato pure piuttosto stonata col resto.
        Menzione d'onore per la "danza" finale, l'apice comico del film, una gag che non mi aspettavo (ho la sensazione che ad Hollywood una roba del genere al giorno d'oggi non sarebbe più ammissibile girarla).
        Ultima modifica di Cooper96; 08 marzo 22, 16:41.
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        • Too Big to Fail di Curtis Hanson

          Film tv della HBO sulla crisi finanziaria del 2008. Riesce a tenere la tensione alta per tutta la durata e i dialoghi sono centrati, mi è piaciuto molto. E' interessante, la storia presenta la crisi finanziaria dal punto di vista del governo più che da quello degli investitori/banche (come invece in Margin Call e The Big Short).
          Va detto che è molto non-fiction, una narrazione ad orologeria con poco spazio riservato ai singoli personaggi e ai loro caratteri/vicissitudini. Questa caratteristica mi sembra quasi voluta ma imho lo penalizza rispetto agli altri due film sopra citati, e gli attori (pur bravi) hanno poche chance per brillare.
          Comunque più che buono, ma rimane inferiore a Margin Call e The Big Short.
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          • Ho recuperato Sorry to Bother You, di cui avevo sentito parlare tanto e bene.

            E' una specie di Brazil dei poveri per l'era Get Out!.
            Divertente e assurdo quanto basta, anche abbastanza ben confezionato.


            Luminous beings are we, not this crude matter.

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            • War Machine di David Michod

              Film satirico sulla guerra in Afghanistan. L'approccio ed il soggetto sono abbastanza atipici e lodevoli, tuttavia non è abbastanza graffiante e manca di mordente (causa anche dell'eccessiva durata). Il finale è particolarmente azzeccato ma da solo non basta.
              Se dovessi dare un voto darei 6.




              Poi ho rivisto American Hustle di David O. Russell

              Me lo ricordavo molto ma molto meglio. Il problema principale del film è che ha una considerazione troppo alta di sè stesso, come se da un momento all'altro stesse per consegnarci chissà quale momento da storia del cinema, o perla di saggezza da custodire. E lo si nota dall'enfasi che viene messa su certi momenti (tipo il finale) e da uno smodato uso di voice over.
              Con questo non voglio dire che è un brutto film, anzi riesce a strappare grasse risate in più momenti (avercene). E poi è un film in costume (per i quali ho un debole) ed il cast all-star è pazzesco. In particolare tanto di cappello a Bradley Cooper, che aveva il personaggio più atipico e più difficile e lo interpreta alla perfezione, e probabilmente la sua interpretazione è la cosa più memorabile del film.
              Ultima modifica di Cooper96; 13 marzo 22, 11:36.
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              • The Batman

                Più che oscuro, è crepuscolare, dannato, tetro il ritorno del Batman truce, che sguazza (è proprio il caso di dirlo) nella putrida Gotham, ambient sconosciuto al raffinato Nolan. Ammettiamolo, è il videogioco Rocksteady che si fa incarnazione cinematografica. Palesemente debitore nell'estetica e drogato dalle linee narrative che si intrecciano e calpestano a vicenda, Reeves restituisce comunque e finalmente lustro al personaggio cardine della DC al cinema.


                "Spesso contraddiciamo una opinione, mentre ci è antipatico soltanto il tono con cui essa è stata espressa."

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                • La Persona Peggiore del Mondo

                  Mi è piaciuto molto. È un film difficile da descrivere e questo credo sia già un punto a favore, sarebbe riduttivo dire che è un film romantico, un drama o un coming of age (anche se la protagonista è grandicella rispetto ai personaggi che in genere popolano quel genere). Ci sono dei cliché appartenenti ad esempio alle commedie romantiche, ma durante la visione questa cosa non si avverte quasi mai visto che sono declinati in modo originale e formano un disegno più ampio. È un film che per diversi motivi risulta davvero "fresco", è strutturato in una particolare divisione in capitoli introdotti da un voice-over quasi letterario e l'ambientazione norvegese fa molto. Ma soprattutto è un film davvero attuale, e non solo perché vengono buttati lì termini degli ultimi anni (l'ambientalismo social, il metoo, il mansplaining, in un certo senso si parla pure della cancel culture), è una delle rappresentazioni più riuscite che finora siano state fatte sulla generazione dei millennials, insomma fatelo vedere a Ridley Scott. Anche se sono uno zoomer mi son sentito rappresentato: è facile identificarsi con la protagonista Julie, giovane dotata che però non sa trovare la sua strada e non ce la fa più a rispondere a domande come "che fai nella vita? che vorresti fare?", distratta dai continui stimoli tecnologici e da tutto quello che sta succedendo nel mondo. Le se presentano davanti talmente tante opzioni che non sa scegliere, non sa individuare le priorità. La realizzazione delle persone che la circondano non aiuta e a queste difficoltà si aggiungono i problemi con la famiglia e soprattutto le incertezze sulle proprie relazioni e sulla prospettiva materna. In tutto ciò anche gli "interessi amorosi" di Julie ricevono un approfondimento più che adeguato, e dopo una bellissima scena psichedelica il film prende una piega inaspettata che permette l'introduzione di tematiche esistenziali anche più pesanti. Sono contento sia stato nominato per la sceneggiatura agli Oscar.

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                  • Consiglio la visione de "La Persona Peggiore del Mondo" uscito ieri su Sky Cinema, film norvegese, per altro in gara agli Oscar come Miglior Film Straniero e Miglior Sceneggiatura.
                    Non ho il tempo di scendere in disamine troppo approfondite, perché sono uno che tende a dilungarsi, fatevi bastare che per quanto mi riguarda è uno dei film più belli che ho avuto modo di vedere all'alba di questa annata cinematografica.
                    Una commedia agrodolce ottimamente scritta, un personaggio figlio dei nostri tempi (sembra uscito da un romanzo di Sally Rooney, consiglio a tal proposito la serie "Normal People"), figlio di quella insicurezza/precarietà che ne determinano una ricorrente volubilità e insoddisfazione nei confronti della vita, vita forse troppo incardinata in una strabordante fila di opportunità e di stimoli, stremata dalla frenetica corsa all'autodeterminazione.
                    Negli ultimi capitoli della scansione narrativa si apre ad un dialogo con la morte e il ruolo che ognuno di noi assume all'interno della società (in termini di contributo e di relazioni interpersonali), e in questo il film sa essere davvero toccante, in un modo che, pur proponendo certi crismi espositivi molto comuni, riesce ad evitare una melensa banalizzazione.


                    EDIT. Vedo ora la recensione di Admiral, estende perfettamente il mio pensiero sul film.

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                    • Mi fa piacere che venga apprezzato La persona peggiore del mondo, una delle cose migliori viste questa stagione in sala, ricordo che lo avevo consigliato a Papermoon discutendo di altro... tra le poche cose veramente notevoli uscite dal discretamente deludente concorso di Cannes 2021. A tal proposito ho visto La fracture (in italiano Parigi tutto in una notte): non pensavo che avrei visto un film peggiore de La scuola cattolica e invece...

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                      • Sì, ricordo ai tempi ero un po' titubante e il commento di Medeis mi spronò alla visione.
                        Mi unisco anch'io ai vostri commenti positivi, è piaciuto anche a me e ricordo, oltre alla sceneggiatura, tra i pregi del film una fotografia interessante in certe sequenze e poi, giustamente, i due interpreti principali.
                        Qualcuno per caso ha visto gli altri film "norvegesi" del regista? sono all'altezza di questo o qui ha trovato la prova più matura della carriera?

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                        • Originariamente inviato da Mr. Babeido Visualizza il messaggio
                          Sì, ricordo ai tempi ero un po' titubante e il commento di Medeis mi spronò alla visione.
                          Mi unisco anch'io ai vostri commenti positivi, è piaciuto anche a me e ricordo, oltre alla sceneggiatura, tra i pregi del film una fotografia interessante in certe sequenze e poi, giustamente, i due interpreti principali.
                          Qualcuno per caso ha visto gli altri film "norvegesi" del regista? sono all'altezza di questo o qui ha trovato la prova più matura della carriera?
                          Io ho visto solo Thelma qualche mese fa, mi piacque ma non in modo sconvolgente (anche se c'è una scena splendidamente "profana"indelebile nella mia memoria). Ho letto che La Persona Peggiore del Mondo fa parte di un'ideale "trilogia di Oslo" del regista, il primo film (Reprise) è su Netflix, nei prossimi giorni magari lo guardo.

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                          • Al regista piace mettere in scena i trip sotto i fumi delle droghe, anche in Thelma ci fu una sequenza simile. Qui è ancora più "allucinogena".

                            In quest'ultimo film poi bellissimi i cieli di Oslo, ma vorrei che il regista valorizzasse ancor di più gli esterni di questa splendida città (che ho avuto modo di visitare qualche anno fa).

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                            • Parlando di Joachim Trier io guarda caso proprio ieri ho visto Segreti di famiglia (Louder than bombs), uno dei pochi film che non avevo mai visto tra quelli che furono presentati a Cannes nel 2015.

                              È un dramma familiare che vede il padre e i due figli tentare di riavvicinarsi a seguito della morte della madre.
                              Il personaggio di Jesse Eisenberg, forse non riuscitissimo, potrebbe presentare alcune caratteristiche che vedremo poi nella protagonista de La persona peggiore del mondo, è infatti un giovane che dopo il tragico evento si trova a mettere in discussione i suoi legami effettivi.

                              Nel complesso è un film che rischia di essere un po' confuso e senza una direzione precisa.
                              Conto di recuperare anche Thelma prossimamente.

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                              • True Grit dei fratelli Coen

                                Wow. Oltre a un plot che intrattiene, con dialoghi particolarmente coloriti e e veloci, c'ha un finale pazzesco. SPOILER. La protagonista non appena compie la sua vendetta, un'istante dopo finisce in un buco oscuro (praticamente ma anche metaforicamente) dove un serpente (di tutti gli animali) la punisce togliendole un braccio. Per salvarla pure il cavallo a cui era affezionata muore. Le persone che l'hanno accompagnata nel suo viaggio di vendetta non le rivede più, a quanto pare non è riuscita a costruire veri legami. E poi conduce una vita probabilmente priva di eventi significativi. Un film che fino ad allora era (più o meno) un viaggio d'avventura (fatto benissimo) si chiude nella maniera più sobria, anticlimatica, e insoddisfacente (per la protagonista) possibile.
                                Chapeu ai Coen.
                                Spoiler! Mostra

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