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  • Originariamente inviato da Cooper96 Visualizza il messaggio
    True Grit dei fratelli Coen

    Wow. Oltre a un plot che intrattiene, con dialoghi particolarmente coloriti e e veloci, c'ha un finale pazzesco. SPOILER. La protagonista non appena compie la sua vendetta, un'istante dopo finisce in un buco oscuro (praticamente ma anche metaforicamente) dove un serpente (di tutti gli animali) la punisce togliendole un braccio. Per salvarla pure il cavallo a cui era affezionata muore. Le persone che l'hanno accompagnata nel suo viaggio di vendetta non le rivede più, a quanto pare non è riuscita a costruire veri legami. E poi conduce una vita probabilmente priva di eventi significativi. Un film che fino ad allora era (più o meno) un viaggio d'avventura (fatto benissimo) si chiude nella maniera più sobria, anticlimatica, e insoddisfacente (per la protagonista) possibile.
    Chapeu ai Coen.
    La cavalcata del salvataggio è probabilmente il culmine del film, bellissima.

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    • True Grit, quando ancora la Steinfeld mi stava sul cazzo, che ricordi
      Luminous beings are we, not this crude matter.

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      • Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio
        True Grit, quando ancora la Steinfeld mi stava sul cazzo, che ricordi


        Però il film è bello, dai

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        • Adesso sul cazzo ci sta in un altro modo.

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          • Originariamente inviato da Tom Doniphon Visualizza il messaggio
            Però il film è bello, dai
            Non mi sbilancio perché lo vidi al cinema all'uscita, che per me vuol dire ere geologiche fa come spettatore.

            Ricordo che mi lasciò freddino rispetto ad altri dei Coen e che il personaggio di lei mi aveva talmente irritato da avermi mezzo rovinato la visione

            Prima o poi dovrò dargli un'altra occasione.


            Originariamente inviato da mr.fred Visualizza il messaggio
            Adesso sul cazzo ci sta in un altro modo.

            Eh, magari
            Luminous beings are we, not this crude matter.

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            • Sessisti!

              Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio
              True Grit, quando ancora la Steinfeld mi stava sul cazzo, che ricordi
              È stato un grande esordio. Che ti ha fatto, povera?
              'They play it safe, are quick to assassinate what they do not understand. They move in packs ingesting more and more fear with every act of hate on one another. They feel most comfortable in groups, less guilt to swallow. They are us. This is what we have become. Afraid to respect the individual. A single person within a circumstance can move one to change. To love herself. To evolve.'

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              • Originariamente inviato da p t r l s Visualizza il messaggio
                È stato un grande esordio. Che ti ha fatto, povera?
                A essere onesti ce l'avevo più col personaggio che con lei (che era stata brava)
                Luminous beings are we, not this crude matter.

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                • Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio

                  A essere onesti ce l'avevo più col personaggio che con lei (che era stata brava)
                  A me era piaciuto anche il personaggio, rompiballe ma risoluta. Hailee Steinfeld invece è la mia (ex) enfant prodige preferita assieme a Chloe Grace Moretz, mi è piaciuta in tutti i ruoli in cui l'ho vista.
                  'They play it safe, are quick to assassinate what they do not understand. They move in packs ingesting more and more fear with every act of hate on one another. They feel most comfortable in groups, less guilt to swallow. They are us. This is what we have become. Afraid to respect the individual. A single person within a circumstance can move one to change. To love herself. To evolve.'

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                  • Ho visto anche io La persone peggiore del mondo. Mi stava piacendo moltissimo fino all'ultimo capitolo e all'epilogo. Quest'ultimo lo devo un attimo metabolizzare (sto scrivendo veramente a caldo), mentre l'ultimo capitolo l'ho trovato un po' troppo melodrammatico. Il capitolo 11 era stato bellissimo e commovente, mi sarei fermato lì. Comunque, è sicuramente un film valido, molto coinvolgente (anche perché racconta cose che riguardano la mia fascia d'età).
                    https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

                    "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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                    • Sì forse il finale è l'unica parte un po' deboluccia rispetto il resto. Ah sarà che li ho guardati a distanza di due giorni e per questo l'ho notato, ma è curioso come questo film e Drive My Car si concludano con un dettaglio identico (per sicurezza lo metto sotto spoiler ma in realtà non rivela nulla delle trame):
                      Spoiler! Mostra


                      Drive My Car "sulla carta" non necessitava affatto di un minutaggio così ampio, devo ammettere però che questa dilatazione del tempo ha reso il tutto... rilassante. È un film che si prende i suoi tempi (i titoli di testa partono dopo 40 minuti!) ma che grazie alle bellezze del Giappone, agli interni, ai dialoghi e alla frequente assenza della colonna sonora riesce in qualche modo a "cullarti", a farti sentire come se stessi facendo tu stesso un viaggio in macchina. I dialoghi, così come negli episodi dell'altro film del 2021 di Hamaguchi, sono estremamente letterari (immagino che in questo anche il racconto originale di Murakami abbia avuto la sua importanza) e proprio il ritmo permette un maggior respiro. In certe scene sembra che i personaggi quasi ci leggano dei passi di un libro. E il regista ci costringe talvolta anche a leggere in modo effettivo, anche in una delle scene più catartiche del film che sarebbe impossibile comprendere senza sottotitoli. Mi ha stupito il minutaggio concesso alle prove teatrali, che comunque si sono rivelate piacevoli da seguire (e il cortocircuito cinematografico in cui vediamo un attore interpretare un personaggio che interpreta un personaggio, aggiungendo un ulteriore piano di finzione, ha sempre il suo fascino), con il rapporto tra i due personaggi principali che evolve in modo significativo soltanto nell'ultima parte del film. Quando parlammo nel topic del Cineforum del Gioco del destino e della fantasia si citò la ritrosia ad aprirsi, in qualche modo questo film l'ho visto esattamente in quella chiave, con due personaggi che attraverso il confronto con l'altro (non immediato) si aprono ad un'elaborazione delle loro esperienze traumatiche riuscendo ad andare avanti.
                      Ultima modifica di Admiral Ackbar; 16 marzo 22, 14:34.

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                      • Drive my car è girato in maniera talmente impeccabile che a me è sembrato durare quei 110-120 minuti, non 3 ore.

                        Quanto mi piacciono ste robe dove non succede un cazzo ma invece sono pienissime di roba .

                        Una seconda visione al più presto è d'obbligo, magari dopo essermi informato un po' dell'opera teatrale di Cechov che mettono in scena, perché penso di essermi perso tante connessioni e significati. Comunque la scena teatrale finale l'ho capita e mamma mia mi ha messo i brividi. Non è facile che mi commuovo ma il regista ti ci strascina in un modo che ti lascia inerme, ed è perfetta da tutti i punti di vista.

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                        • Comunque davvero clamorosa la nomina a Best Picture di questo film, evidentemente dopo la vittoria di Parasite significa che dei cambiamenti effettivi nei membri delle giurie ci sono.
                          Perché insomma Parasite, Roma etc.. si può capire perché piacciono agli americani, soprattutto il primo è mooolto occidentale come messa in scena e scrittura. Un film del genere che arriva agli oscar è più sorprendente. C'era anche riuscito Amour ma come Parasite e Roma aveva vinto Palma d'oro (Roma il leone d'oro).
                          Questo è riuscito a farsi notare vincendo solo un premio alla sceneggiatura a Cannes. E a differenza di Cuaron e Joon- Ho il regista non ha mai lavorato ad Hollywood in precedenza. Cosa che conta tantissimo.

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                          • Originariamente inviato da Sebastian Wilder Visualizza il messaggio
                            Drive my car è girato in maniera talmente impeccabile che a me è sembrato durare quei 110-120 minuti, non 3 ore.

                            Quanto mi piacciono ste robe dove non succede un cazzo ma invece sono pienissime di roba .

                            Una seconda visione al più presto è d'obbligo, magari dopo essermi informato un po' dell'opera teatrale di Cechov che mettono in scena, perché penso di essermi perso tante connessioni e significati. Comunque la scena teatrale finale l'ho capita e mamma mia mi ha messo i brividi. Non è facile che mi commuovo ma il regista ti ci strascina in un modo che ti lascia inerme, ed è perfetta da tutti i punti di vista.
                            Anch'io prima o poi voglio rivederlo, è un film pieno di sfumature e sicuramente molte non le ho comprese appieno. Ad esempio
                            Spoiler! Mostra


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                            • Originariamente inviato da Admiral Ackbar Visualizza il messaggio
                              Anch'io prima o poi voglio rivederlo, è un film pieno di sfumature e sicuramente molte non le ho comprese appieno. Ad esempio
                              Spoiler! Mostra

                              Si credo il significato possa essere quello. Comunque avevo a casa la raccolta di Murakami dove è presente questo racconto e per curiosità l'ho letto, perché ero curioso di capire quanto di questa grande sceneggiatura fosse magari farina del sacco dello scrittore e quanto merito di Hamaguchi.
                              Spoiler! Mostra
                              Ultima modifica di Sebastian Wilder; 16 marzo 22, 16:26.

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                              • Riguardo La persona peggiore del mondo, io trovo invece che il finale funzioni benissimo così.
                                È vero che calca molto sul melodramma, e forse sono di parte visto che amo il genere (se fatto bene e non scade nello stucchevole), ma non riesco proprio a percepirlo come un problema, in un film che fino a quel momento era stato perfettamente bilanciato nei toni e che ha dimostrato di sapersi muovere benissimo nell'alternanza dei diversi registri affrontati, passando dall'uno all'altro con grande disinvoltura.
                                La virata finale verso quei toni più grevi può ovviamente non piacere ma a mio parere dà quel tocco in più che permette al film di lasciare il segno in modo più marcato, e lo fa nella maniera in cui tutto il film è stato realizzato, cioè con dialoghi ispirati e brillanti
                                Spoiler! Mostra

                                e con una regia perfetta
                                Spoiler! Mostra


                                E la scena finale
                                Spoiler! Mostra


                                A me poi è piaciuta anche la colonna sonora che, nei momenti più intimi, emerge con delicatezza e sa essere molto efficace. Il cast poi è ottimo, Renate Hansen Reinsveen bravissima.
                                Per me un film impeccabile, senza dubbio tra i più belli dell'annata scorsa, mi fa piacere che sia apprezzato e sono contento che l'Academy abbia inserito la sceneggiatura tra le 5 in nomination, un bel riconoscimento tutt'altro che scontato.
                                Ultima modifica di Gandalf; 16 marzo 22, 18:23.
                                I will not say "Do not weep", for not all tears are an evil.

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