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  • Bone Machine
    ha risposto
    D'altra parte Oshii si sogna la leggerezza e l'umanità di Miyazaki. Ma che discorsi da ottusa partigianeria sono, cristo santo!

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  • Sensei
    ha risposto
    Originariamente inviato da p t r l s Visualizza il messaggio

    Non è che Oshii stia sfornando film d’animazione ogni anno.
    Ovvio, i migliori non li emarginano e non li fanno lavorare, il che è indice dello stato mediocre del cinema. Lavorano i conformisti, gli yes-man o quelli che il sistema vuole.

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  • p t r l s
    ha risposto
    Originariamente inviato da Sensei Visualizza il messaggio

    L'unico che poteva competere con lui era Takahata, ma ci ha lasciati da qualche anno.
    Non è che Oshii stia sfornando film d’animazione ogni anno.

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  • Sensei
    ha risposto
    Originariamente inviato da Det. Bullock Visualizza il messaggio
    Non ne hai visti molti mi sa.
    Certo che ne ho visti. Il tanto celebrato Miyazaki, se la sogna cotanta capacità intellettuale ed analitica. Per non parlare dei pupazzoni Pixar.
    L'unico che poteva competere con lui era Takahata, ma ci ha lasciati da qualche anno.

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  • Det. Bullock
    ha risposto
    Originariamente inviato da Sensei Visualizza il messaggio
    Sono due capolavori, Innocence il miglior film d'animazione della storia,
    Non ne hai visti molti mi sa.

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  • bartvanzetti
    ha risposto
    Maniac, di William Lustig (1980)

    Allucinato e disturbante horror a basso budget diretto da uno specialista del genere, interpretato e co-scritto da Joe Spinell la cui faccia è sufficiente a mettere paura, pieno di efferatezze su cui c'è il marchio di Tom Savini - che si regala anche un cameo - ma che riesce anche a dire qualcosa sugli abusi e i traumi infantili. Finale scioccante che non si dimentica facilmente. Cult a tutti gli effetti. Disponibile su primevideo.

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  • Sensei
    ha risposto
    Sono due capolavori, Innocence il miglior film d'animazione della storia, con un'andamento narrativo genialmente immersivo, in un'umanità oramai ridotta a grottesche bambole, dove l'essere vivente più autentico è un basset hound, flaccido e dalla camminata lentissima, capace però con il suo affetto di essere l'ultimo concreto barlume di umanità di Batou, oltre al suo ricordo verso il maggiore.
    Ha un'integrazione tra animazione tradizionale e CGI pazzesca per il periodo, nonché coerente con l'impossibilità di discernere reale ed irreale, il che conduce ad un'esistenza che non può ridursi ad altro che atto di ripetizione e le innumerevoli citazioni mostrano tale scopo alla perfezione; una copia non è altro che un banale duplicato dice la dottoressa, in effetti nessun personaggio ha un pensiero originale che non sia la mera riproduzione di un qualcosa di preesistente. Se nel primo film la fuga dal sistema era circoscritta individualmente ma possibile, in Innocence tale balzo resta precluso, a Batou non resta altro che una stoica, ma passiva resistenza innanzi alle mostruosità della società.

    Non bisogna essere Cesare per capire Cesare.

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  • Det. Bullock
    ha risposto
    In quest'ultima settimana ho visto i due film di Ghost in The Shell.

    Ghost in The Shell (1995)
    Visivamente molto bello e con tanta roba interessante però a un certo punto pare che debba per forza far partire il monologo filosofico a tutti i costi e ci sono un paio di momenti in cui tanto valeva scrivere a caratteri cubitali su schermo QUESTA E' UNA METAFORA.
    Punti bonus per come Motoko è animata, ti da veramente l'impressione di una che veramente non si sente veramente umana e probabilmente farebbe mosse stile Esorcista se non dovesse vivere e lavorare tra gente più "normale".

    Ghost in The Shell: Innocence
    La CGI data istantaneamente questo film, la catena di citazioni filosofiche fa sembrare il cast un mucchio di laureati in filosofia che si sono dovuti arrangiare facendo altro, tra l'altro ci sono pure un paio di dialoghi che ci scherzano pure sopra.
    Ci sono sempre spunti interessanti e belle trovate visive ma a un certo punto qualcuno avrebbe dovuto ricordare a chi scriveva di andarci piano col far parlare praticamente tutti per citazioni.
    Ultima modifica di Det. Bullock; Ieri, 17:32.

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  • Bone Machine
    ha risposto
    Visto ieri sera Maigret. Film carino, vago, certo non indimenticabile nell'intreccio ma con un'estetica gradevole, innervato di un senso di perversa ciclicità di una storia cupa, anche se ci sono idee di regia che ne contraddicono in maniera mi pare gratuita la natura crepuscolare (continui scarti della mdp quasi impercettibili, zoom brevissimi), ma ne scrivo per il cinema dove sono andato a vederlo, una bella monosala in centro città piena per tre quarti, di vederla così animata è la prima volta che mi capita dopo l'emergenza covid (al sabato sera si era in quattro gatti anche per titoli di maggior richiamo). Speriamo in bene.

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  • bartvanzetti
    ha risposto
    Don't Worry Darling

    Sulla carta era un progetto ambizioso questo thriller psicologico che nell'ultima parte vira verso lo sci-fi/horror alla Black Mirror e rivela un messaggio fortemente femminista (e ti pareva). Purtroppo la realizzazione non è per nulla all'altezza: Olivia Wilde deve ancora farsi parecchio le ossa come regista - così come il suo boyfriend deve farsi parecchio le ossa come attore e voglio essere buono... - perchè non sa cosa sia la costruzione della suspense e non basta ricorrere a montaggi alternati deliranti e a effetti sonori psichedelici a palla per indurre la tensione in chi guarda. Non mi soffermo su una scenaggiatura piena di buchi, la rivelazione-plot twist proprio buttata lì, non c'è costruzione narrativa e mancano delle spiegazioni fondamentali. Finale aperto di chi apparentemente non aveva un'idea decente su come chiuderlo. Se non altro riesce a intrattenere un minimo e Florence Pugh è brava a reggere il film sulle sue spalle, il resto del cast praticamente non pervenuto (povero Chris Pine).
    Ultima modifica di bartvanzetti; 24 settembre 22, 20:28.

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  • p t r l s
    ha risposto
    Originariamente inviato da Darkrain Visualizza il messaggio

    Il secondo è co-diretto con Ching Siu-Tung (regista della trilogia di Storia di Fantasmi cinesi e quel capolavoro wuxia di Swordsman II), la storia è più cupa e probabilmente ancora più intricata, ma le scene d'azione e le coreografie sono di alto livello come nel primo film, se ti è piaciuto il primo ti piacerà anche questo.
    Per quanto riguarda Johnnie To, ne hai di pellicole da reuperare... da Fulltime Killer al primo Running Out of Time, da The Mission e Exiled, da A Hero Never Dies a Breaking News (con uno dei piani sequenza d'apertura più belli della storia del cinema), da The Big Heat (co-diretto con Tsui Hark) a Mad Detective, da Drug War a Election, quelli che ho citato sono tutti superiori a PTU e Vendicami per quanto mi riguarda.
    Qualcosa mi ero già segnato, ma grazie delle corpose segnalazioni!

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  • trabant
    ha risposto
    Originariamente inviato da bartvanzetti Visualizza il messaggio
    Il signore delle formiche
    Spoiler! Mostra
    da quello che ho capito io del film, Germano/giornalista non è solo un progressista mentalmente aperto, ma uno che vive il problema sulla sua pelle in quanto omosessuale

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  • Mr. Babeido
    ha risposto
    Originariamente inviato da Darkrain Visualizza il messaggio

    Breaking News (con uno dei piani sequenza d'apertura più belli della storia del cinema), .
    Mamma mia, non sapevo nulla a riguardo né del film né del regista, e quando me lo sono trovato un po' random su Fuori Orario ero a bocca aperta.
    Approfitto del quote per ringraziarti del consiglio che una volta mi hai dato sulla visione del Mulino delle donne di pietra di Ferroni. L'ho visto di recente e mi è piaciuto sotto vari aspetti. Grazie ancora!

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  • Darkrain
    ha risposto
    Originariamente inviato da p t r l s Visualizza il messaggio
    The Heroic Trio, Johnnie To (1993)

    Viene riportato come film fantasy, ma per le capacità dei personaggi risulta più un film supereroistico, con tanto di Wonder Woman, donna invisibile e cacciatrice di taglie.
    La trama è abbastanza intricata, così come i rapporti tra le protagoniste (che gira e rigira si conoscevano fin da bambine), la minaccia è un po' da Power Rangers (secondo me se fosse fatto da americani sarebbe trattato con molta più (in)sufficienza) ma è poco scontato lo sviluppo dei protagonisti, con un'eroina che si macchia anche di un brutto crimine prima di unirsi al trio. Il cast è di alto livello, ci sono volti arcinoti del Cinema di Hong Kong; le scene d'azione sono tutte molto belle; il potere della cacciatrice di taglie mi affascina molto per quanto è fuori dagli schemi (motorizzare qualsiasi cosa). L'highlight è il combattimento tra la cacciatrice di taglie e Wonder Woman, per atmosfera e dinamismo della scena... roba da antologia. Questa cacciatrice di taglie dà un equilibrio particolare al trio: nel corpo a corpo è evidente che sia più debole delle altre due, ma senza di lei in un paio di occasioni le altre ci avrebbero lasciato le penne.
    In definitiva, dei tre film che ho visto del regista (gli altri sono PTU e Vendicami), questo è quello che ho preferito, anche se meno serio. In futuro vedrò il sequel.
    Il secondo è co-diretto con Ching Siu-Tung (regista della trilogia di Storia di Fantasmi cinesi e quel capolavoro wuxia di Swordsman II), la storia è più cupa e probabilmente ancora più intricata, ma le scene d'azione e le coreografie sono di alto livello come nel primo film, se ti è piaciuto il primo ti piacerà anche questo.
    Per quanto riguarda Johnnie To, ne hai di pellicole da reuperare... da Fulltime Killer al primo Running Out of Time, da The Mission e Exiled, da A Hero Never Dies a Breaking News (con uno dei piani sequenza d'apertura più belli della storia del cinema), da The Big Heat (co-diretto con Tsui Hark) a Mad Detective, da Drug War a Election, quelli che ho citato sono tutti superiori a PTU e Vendicami per quanto mi riguarda.

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  • Cooper96
    ha risposto
    The First Purge di Gerard McMurray

    Il peggiore della serie fin ora. L'idea di vedere la prima notte/esperimento circoscritto era intrigante per l'angolazione da "esperimento sociale". Invece questo lato è inesplorato (lo so, sono io che sbaglio ad aspettarmi qualcosa di più da queste robe, ma accidenti è alla base del concept di questo specifico capitolo... ).
    Dopo un po' diventa come i due capitoli predecessori, ma senza il trash a dare pepe ad una regia estremamente convenzionale, senza l'ombra di un guizzo.
    E c'è del buonismo, e si perde un po' della misantropia di fondo che aveva il franchise, e non c'è Frank Grillo a reggere sulle spalle la baracca. Male male.

    Curiosità: prosegue il riciclo di attori da Justified, a memoria siamo almeno a 3.

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