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Racconti del nostro Paese - Il cinema italiano fino al 2010

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  • Racconti del nostro Paese - Il cinema italiano fino al 2010

    Ho notato che manca un topic dedicato al cinema italiano "classico". Una mancanza, in un forum di cinema, che fa pensare. Spesso e volentieri si ritiene la nostra cinematografia di serie B rispetto alle cinematografie estere, soprattutto americana, ignorando di conseguenza un gran patrimonio che ci appartiene e di cui dovremmo andar fieri. La sensazione è quella di guardare malvolentieri (se non guardare affatto) alcuni film che "a pelle" bolliamo come noiosi e poco interessanti accrescendo una certa dose di esterofilia. E' un peccato perché la cinematografia italiana è forse una delle più ricche e interessanti, a volte pure all'avanguardia, all'interno della storia del cinema.
    Creo quindi questa discussione, partendo da un centinaio di film (la lista è più o meno ispirata ai 100 film italiani da salvare), come un inizio per dare il "la" alla discussione, per stimolare qualche prima visione, qualche recupero o qualche interesse. Si può parlare di qualsiasi cosa senza superare il primo decennio degli anni 2000 (per quello c'è l'altro topic sul cinema italiano contemporaneo). Spero che questo possa essere un punto d'inizio per (ri)scoprire tanti film, che poi è quello che un forum di cinema dovrebbe fare.


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  • #2
    esiste un topic sul cinema italiano se non sbaglio....ci ho recensito "La ballata del Boia" con Manfredi...
    Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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    • #3
      Provo a riportare in auge questo topic lanciato da teo, sperando a qualcuno interessi il vecchio cinema italiano...

      Camilla (L. Emmer, 1954)

      Meschinità e piccinerie della piccola borghesia italiana, alle prese con i primi pruriti consumistici (la casa, l'automobile, il miraggio dei soldi facili) nel Paese prima del boom economico, filtrate attraverso gli occhi della protagonista eponima, cameriera veneta a servizio di una famiglia romana. Nei limiti del bozzettismo, non mancano annotazioni acute su vizi e difetti che sarebbero poi stati al centro della grande Commedia italiana, seppur in forma ancora edulcorata; certo aiuta avere Flaiano e Sonego a dare una mano in fase di scrittura. Buon cast capitanato da Gabriele Ferzetti, e con Franco Fabrizi alle prese con il suo personaggio-tipo egoista, cinico, truffaldino e con un fare sempre sgradevole dietro l'apparenza finto-simpatica. Bella e funzionale la fotografia di Gabor Pogany

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      • #4
        Vediamo di tirare un po' su il topic.

        Appena visto SIGNORE E SIGNORI di Germi. Sono basito. Un film semplicemente straordinario. Ma quanto cappero è girato bene? La mobilità della macchina da presa, il montaggio, il movimento dei personaggi nel quadro... mi ha ricordato il Fellini migliore. Da questo punto di vista il primo episodio leva il fiato per quanto è bello anche solo da vedere. Non che gli altri siano da meno, eh?
        E poi la sceneggiatura scritta da Dio, il cast straordinario, la cattiveria che non ci credi da quanto è spietata, l'attenzione ai dettagli e le rime interne a collegamento dei tre episodi. Sono rimasto sconcertato anche dalle libertà che si prende nel trattare la sessualità, nella capacità di ridere e irridere pur rappresentando una realtà di uno squallore infinito che punisce l'unico personaggio "positivo" (tra mille virgolette), ma sul cui sorriso almeno si chiude. Meraviglioso. Davvero.

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        • #5
          Lieto che ti sia piaciuto. Un altro utente pochi giorni fa aveva commentato sul topic dei film visti trovandolo datato, invece trovo che sia ancora straordinariamente attuale, senza tempo. D'altronde Germi è stato uno dei più grandi registi della storia del cinema italiano, anche fuori dalla commedia ha fatto film enormi, ma è stato sottovalutato per anni.

          Comunque rianimare 'sto topic è un'impresa, spero che tu sia più fortunato di me

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          • #6
            Originariamente inviato da Medeis Visualizza il messaggio
            Lieto che ti sia piaciuto. Un altro utente pochi giorni fa aveva commentato sul topic dei film visti trovandolo datato, invece trovo che sia ancora straordinariamente attuale, senza tempo. D'altronde Germi è stato uno dei più grandi registi della storia del cinema italiano, anche fuori dalla commedia ha fatto film enormi, ma è stato sottovalutato per anni.

            Comunque rianimare 'sto topic è un'impresa, spero che tu sia più fortunato di me
            Ero io
            Sì, l'ho trovato datato ma non tanto nella realizzazione quanto nelle situazioni comiche e in un certo tipo di comicità che dagli anni Settanta continua a durare fino ad oggi. La stessa cosa accade con molti film con Totò, ma basta vedere qualche film di Steno per vedere come la commedia italiana -che pur aveva un senso diverso- non si sia mai evoluta nel corso dei decenni.
            Infatti per me il film di Germi non è da buttare e non lo trovo orribile, ma siamo allo stesso livello di un film come I mostri di Dino Risi: ridacchi, è simpatico, ma fine della storia.
            Oh, poi non siamo nella sezione Supereroi quindi non sto assolutamente dicendo che voi avete torto e io ragione e non mi va nemmeno di usare questo topic per questo genere di inutili discussioni

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            • #7
              consiglio allora Sedotta e Abbandonata
              Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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              • #8
                Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
                consiglio allora Sedotta e Abbandonata
                Bellissimo. Divorzio all'italiana è giustamente più famoso, ma l'altra intrusione siciliana di Germi è altrettanto efficace e corrosiva.


                Originariamente inviato da teo Visualizza il messaggio

                Ero io
                Sì, l'ho trovato datato ma non tanto nella realizzazione quanto nelle situazioni comiche e in un certo tipo di comicità che dagli anni Settanta continua a durare fino ad oggi. La stessa cosa accade con molti film con Totò, ma basta vedere qualche film di Steno per vedere come la commedia italiana -che pur aveva un senso diverso- non si sia mai evoluta nel corso dei decenni.
                Infatti per me il film di Germi non è da buttare e non lo trovo orribile, ma siamo allo stesso livello di un film come I mostri di Dino Risi: ridacchi, è simpatico, ma fine della storia.
                Oh, poi non siamo nella sezione Supereroi quindi non sto assolutamente dicendo che voi avete torto e io ragione e non mi va nemmeno di usare questo topic per questo genere di inutili discussioni
                Secondo me Signore e Signori non c'entra niente con I mostri. Il secondo è un film di sketch sfilacciati, che mostrano l'enorme talento comico di Gassman e Tognazzi con qualche colpo di satira sociale all'acqua di rose, mentre il primo è satira sociale allo stato puro. Non fa ridere o ridacchiare (così come non fanno ridere gli altri film di Germi, tranne forse Amici Miei) perché non è quello l'obiettivo del film, ma criticare la morale provinciale bigotta e ipocrita, morale che peraltro è ancora oggi presente nel provincia italiana. Oggi nessuno ha il coraggio di fare un film del genere, il punto è che la commedia all'italiana è morta non perché la società italiana si è evoluta (poco, ma si è evoluta), ma perché per vari motivi non vengono fatti film con l'idea di demolire la società e le sue certezze mostrandone le storture. A parte che ormai le commedie italiane sono girate tutte in tre luoghi in croce (Roma, Milano e Napoli) senza praticamente mai accennare alla provincia italiana (giusto Virzì ogni tanto la tocca), ma sono anche assolutamente consolatorie, un film come Perfetti Sconosciuti, che pure è graffiante e cattivo al punto giusto, ha un finale consolatorio e assolutorio che per esempio i film di Germi non hanno.

                Su Totò: i film di Totò c'entrano niente con Germi e non sono nemmeno film tipici della commedia all'italiana propriamente detta. Totò viene dalla commedia dell'arte, improvvisava tutto e praticamente i suoi film hanno sempre canovacci basici e banali, senza grossa satira o intento sociale. Non è un caso che i registi dei film di Totò erano in larga parte mestieranti come Camillo Mastrocinque o giovani a inizio carriera (Monicelli ne girò un paio prima di diventare più famoso). I film di Totò sono belli e fanno ridere perché sono farse basate tutte sull'interpretazione (geniale) di Totò, uno dei più grandi attori comici del cinema (di sicuro del cinema italiano), ma raramente hanno secondi livelli d'interpretazione.

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                • #9
                  Beh, non è un caso comunque che i film con Totò più godibili siano proprio quelli dove c'è un regista forte e dove l'estro dell'attore napoletano è messo in gabbia. Penso a L'oro di Napoli, I soliti ignoti, Guardie e ladri.
                  Riguardo a Germi e alla critica sulla morale bigotta e ipocrita stiamo parlando della stessa cosa ma con due differenti conclusioni: per te questo lo rende un film valido ancora oggi, per me mette in mostra solo come i vizi di ieri ce li portiamo dietro ancora oggi e quindi se il film era graffiante all'epoca, oggi mi appare meno graffiante.

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                  • #10
                    Originariamente inviato da teo Visualizza il messaggio
                    Beh, non è un caso comunque che i film con Totò più godibili siano proprio quelli dove c'è un regista forte e dove l'estro dell'attore napoletano è messo in gabbia. Penso a L'oro di Napoli, I soliti ignoti, Guardie e ladri.
                    Riguardo a Germi e alla critica sulla morale bigotta e ipocrita stiamo parlando della stessa cosa ma con due differenti conclusioni: per te questo lo rende un film valido ancora oggi, per me mette in mostra solo come i vizi di ieri ce li portiamo dietro ancora oggi e quindi se il film era graffiante all'epoca, oggi mi appare meno graffiante.
                    Non vedo come possa essere meno graffiante se come dici tu i vizi di ieri sono ancora presenti oggi. Casomai rende il film più attuale. Ma non è manco un discorso di attualità, perché allora un film come Divorzio all'italiana sarebbe vecchissimo perché la denuncia di quel film non esiste più, ma ovviamente non è così.

                    Su Totò: avrei da ridire anche se questo, alcuni dei suoi film migliori sono proprio i tipici film di Totò, come Totò, Peppino e la Malafemmina (i cui difetti sono proprio nelle scene in cui Totò non c'è) o Totò a colori, anche perché in due dei tre film che hai citato Totò è un comprimario.

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                    • #11
                      Originariamente inviato da barbayannis Visualizza il messaggio
                      Secondo me Signore e Signori non c'entra niente con I mostri. Il secondo è un film di sketch sfilacciati, che mostrano l'enorme talento comico di Gassman e Tognazzi con qualche colpo di satira sociale all'acqua di rose, mentre il primo è satira sociale allo stato puro. Non fa ridere o ridacchiare (così come non fanno ridere gli altri film di Germi, tranne forse Amici Miei) perché non è quello l'obiettivo del film, ma criticare la morale provinciale bigotta e ipocrita, morale che peraltro è ancora oggi presente nel provincia italiana. Oggi nessuno ha il coraggio di fare un film del genere, il punto è che la commedia all'italiana è morta non perché la società italiana si è evoluta (poco, ma si è evoluta), ma perché per vari motivi non vengono fatti film con l'idea di demolire la società e le sue certezze mostrandone le storture. A parte che ormai le commedie italiane sono girate tutte in tre luoghi in croce (Roma, Milano e Napoli) senza praticamente mai accennare alla provincia italiana (giusto Virzì ogni tanto la tocca), ma sono anche assolutamente consolatorie, un film come Perfetti Sconosciuti, che pure è graffiante e cattivo al punto giusto, ha un finale consolatorio e assolutorio che per esempio i film di Germi non hanno.
                      Concordo in toto. Il problema è che ormai la società (e quindi il pubblico) è diventata allergica alle critiche e il cinema italiano, ormai rimpicciolito e alla disperata ricerca delle briciole, non può permettersi più la cattiveria di una volta. E dai cinepanettoni a perfetti sconosciuti non si permette più di bastonare veramente i suoi personaggi, preferendo la più comoda via della complicità.

                      Di Germi consiglierei, sotto i due siciliani e il film veneto, anche "L'immorale" e "Alfredo Alfredo". E sul versante "serio" due capolavori come "Un maledetto imbroglio" e "il ferroviere"

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                      • #12
                        "Divorzio all'italiana" mi è piaciuto molto molto di più. Veramente divertente.
                        Concordo su "Un maledetto imbroglio", ottimo.
                        Riguardo Totò potremmo andare avanti per pagine e pagine ma, al di là di certi meriti (il modo in cui lavora col corpo, i film con Pasolini) e alcune gag, lo trovo talmente bulimico e cannibalizzatore nei suoi film che mi diventa insopportabile.

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                        • #13
                          Pensa che per me il film di Pasolini è una delle sue interpretazioni più sopravvalutate . È la tipica cosa che si nomina perché è l'unico film serio e con un regista serio che Totò ha fatto, quasi a voler rimarcare che la sua carriera precedente è meno valida perché erano "solo" commedie.
                          Il problema di Totò è che è vittima del suo stesso successo, fece veramente troppi film e spesso erano cavolate fatte con due soldi, dove l'unico elemento d'interesse e di qualità era la sua interpretazione. Inoltre non aiuta che i suoi film siano in heavy rotation praticamente da quando esiste la tv (e stranamente fanno vedere più spesso i film di bassa qualità piuttosto che i suoi film migliori), rendendolo "scontato" e stantio agli occhi di molti spettatori più giovani (mi ci metto anch'io, i film di Totò li ho riscoperti e rivalutati di recente).
                          Comunque tra i suoi film meno noti ma più drammatici, consiglio Totò e Carolina (a lungo censurato) e Dov'è la libertà (in teoria di Rossellini, ma se ne andò a metà produzione e il film fu finito da un pool di registi comprendenti Monicelli, Fulci e Fellini).

                          Mi fa piacere in ogni modo parlare di questi film e del cinema italiano in genere, che nell'epoca d'oro era veramente una filmografia impressionante

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                          • #14
                            Ce ne sarebbe da dire su Totò, anche sulle varie 'spalle', che spalle non erano: io ad esempio lo adoro nei film con Nino Taranto, ancora più che con Peppino. I film tratti da Scarpetta sono tra i vertici della sua arte comica (Miseria e nobiltà, Un turco napoletano), e se è vero che lui era spesso superiore ai suoi film, rivisti oggi trovo che i film con Totò abbiano una qualità "pre-televisiva": negli anni Ottanta l'immagine si è appiattita sulla scorta di uno spot (per dire un film di Neri Parenti non lo distingui dalla pubblicità delle merendine o degli assorbenti come uso della luce), mentre quelle vecchie pellicole anni Cinquanta e Sessanta erano indiscutibilmente cinema, pur nella povertà della messa in scena e con sceneggiature scritte spesso dalla sera alla mattina. Su 100 e passa film direi che forse 20 o 30 sono davvero brutti o modesti, sul resto ci sarebbe parecchio da discutere e rivalutare. Cosa che d'altronde in ambito critico è già avvenuto, persino all'estero

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                            • #15
                              No, no, non denigro il Totò comico a scapito di quello pasoliniano, ma ripeto trovo che fosse un artista così "primadonna" da mangiarsi sempre tutto il film e da non riuscire a dosare la sua presenza all'interno del film. Per fare un esempio: film molto belli e divertenti come "La banda degli onesti" o "Miseria e nobiltà" presentano scene dove Totò ha sempre, sempre, sempre l'ultima parola. La battuta è di un altro? E lui deve rispondere, magari anche solo dicendo "Certo!" in modo da avere l'ultima parola. Questo non lo sopporto anche se era lui la star.
                              Per questo preferisco Totò quando è diretto e non quando gli è data totale briglia sciolta.
                              Cambiando attore è quello che succede a Sordi con "Un americano a Roma" rispetto ad un Sordi diretto da Monicelli o Comencini. Nel primo film è insopportabile, negli altri è un signore attore e il film ne guadagna tantissimo.

                              Il piacere è reciproco e anzi meno male che abbia ravvivato questo topic nato dall'ottimismo

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