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Netflix - Original film

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  • Che bellino Klaus ​​​​​​.
    Un film di animazione che poteva andare benissimo anche in sala.

    Sto scoprendo ora che il protagonista è doppiato da mengoni. Non me ne ero accorto. Sarà che la voce è azzeccata alla caretteristichd fisiche del personaggio ma mi è sembrato buono, mi sembrava la voce di un doppiatore normale.
    Ultima modifica di Sebastian Wilder; 16 novembre 19, 20:07.

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    • Ho visto anch'io The Forest of Love di Sono.

      Per certi versi è una specie di film compendio di temi ed elementi narrativi della filmografia del regista.

      E' un film ancora più che mentale, emotivo, dove Sono riesce ancora una volta a creare una narrazione anarchica in costante mutamento (che a tratti sembra quasi improvvisata) che fa sprofondare in un vortice di follia, passioni e ribaltoni narrativi lasciando infine esausti ma affascinati al termine della non breve visione.

      Anche stavolta lo stile di Siono riesce a trasmettere attraverso l'eccesso la forza dello scontro tra le principali contraddizioni interiori che dilaniano l'essere umano, da una parte le passioni trascinanti che lasciate a se stesse si trasformarno in ossesisoni e perversioni, dall'altra il tentativo di controllarle attarverso un rigido sistema sociale che trasforma l'intera esistenza in una recita continua.

      Questo fragile equilibrio esplode come in un nastro di Moebius, dove non c'è interno o esterno, fine o inizio e tutto sembra ripetersi ancora e ancora ciclicamente finché il punto di rottura non si presenta sotto forma degli ultimi enigmatici e folli secondi di film, dove i personaggi sono definitvamente persi nella foresta, in cui fantasmi, realtà, finzione convivono in un'inspiegabile impossibilità narrativa.

      Nonostante a tratti sia sfiancante, per me Sono riesce a mantenere una coerenza (tematica, narrativa e stilistica) notevole lungo tutto l'arco della due ore e mezza, nonostante gli eccessi aumentino di volta in volta (con punte di grottesco anche divertenti e una violenza splatter che potrebbe disturbare molti spettatori), riuscendo a dare compattezza a un film che non è "manco per il cazzo" per tutti.

      Menzione speciale per l'istrionico Kippei Shiina nei panni di una sorta di novello Visitor Q miikiano (a sua volta ispirato al Teorema di Pasolini), manipolatore che ha del sovrannaturale nonostante alla fin fine sembri un individuo quasi da nulla.
      Luminous beings are we, not this crude matter.

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      • Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio
        Ho visto anch'io The Forest of Love di Sono.

        Nonostante a tratti sia sfiancante, per me Sono riesce a mantenere una coerenza (tematica, narrativa e stilistica) notevole lungo tutto l'arco della due ore e mezza, nonostante gli eccessi aumentino di volta in volta (con punte di grottesco anche divertenti e una violenza splatter che potrebbe disturbare molti spettatori), riuscendo a dare compattezza a un film che non è "manco per il cazzo" per tutti.

        Menzione speciale per l'istrionico Kippei Shiina nei panni di una sorta di novello Visitor Q miikiano (a sua volta ispirato al Teorema di Pasolini), manipolatore che ha del sovrannaturale nonostante alla fin fine sembri un individuo quasi da nulla.
        Concordo assolutamente. Dopo lo straniamento delle prime ore devo dire che nel corso dei giorni mi è "entrato dentro". Mi è piaciuto davvero parecchio.

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        • Chissà se Netflix o Amazon gli finanzieranno ancora qualcosa in futuro o se una volta a testa gli è bastata

          Intanto, in teoria, ora sta lavorando al suo esordio occidentale in un action/horror con Nic Cage.
          Ultima modifica di Sir Dan Fortesque; 17 novembre 19, 16:42.
          Luminous beings are we, not this crude matter.

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          • Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio
            Chissà se Netflix o Amazon gli finanzieranno ancora qualcosa in futuro o se una volta a testa gli è bastata

            Intanto, in teoria, ora sta lavorando al suo esordio occidentale in un action/horror con Nic Cage.
            Ahia. Quando gli orientali vanno a lavorare in USA sono quasi sempre depotenziati nei loro aspetti stilistici più peculiari, spero di essere smentito nello specifico.

            L'ho visto anche io Forest of love un paio di settimane fa, è un po' una sorta di greatest hits della poetica di Sono, secondo me gli esegeti/appassionati del regista lo hanno un po' sottovalutato. Certo non aggiunge nulla di nuovo al suo cinema, ma fortunatamente Sono mi sembra lontano dalla maniera, è uno che ancora scava dentro al dolore e al nichilismo dei suoi personaggi con il suo linguaggio "euforizzante", non è solo confezione.

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            • Sì, ho visto che qualcuno si è lamentato che è una specie di summa di quanto fatto in passato laddove in passato ha fatto di meglio, come se fosse un biglietto di presentazione per chi non lo conosce; ma per me è un'opera forte e sentita, poco importa che abbia anche una valenza autoriflessiva quasi enciclopedica.
              Qualcuno si è spinto a dire che è troppo mainstream in modo da essere appetibile ai fruitori di Netflix ma mi viene pure il dubbio che il film l'abbia visto davvero.

              Comunque da poco Sono ha avuto un infarto, ma dicono che sta bene e non dovrebbe avere problemi.
              Luminous beings are we, not this crude matter.

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              • Ho visto Klaus, praticamente Babbo Natale Begins.

                La storia in sé è semplice e prevedibile, ma anche anche abbastanza divertente e con i giusti beat emotivi. Alla fine è una favola ben fatta che parte da un'idea di fondo tutto sommato carina (il dover consegnare lettere in un villaggio che ha costruito dei muri di ostilità motivati solo dall'abitudine e che bloccano qualsiasi comunicazione e ne fanno stagnare sentimenti e cultura).
                Alcuni aspetti sulla comunicazione sarebbero potuti essere approfonditi e il plot sarebbe avrebbe potuto presentare più ostacoli al protagonista; magari ne sarebbe venuto fuori un'opera ancora più interesssante e attuale (anche se attuale già lo è), ma comunque l'estetica e l'animazione lavorate a puntino ad ogni fotogramma già di per sé arricchiscono molto la visione.
                Ultima modifica di Sir Dan Fortesque; 18 novembre 19, 09:45.
                Luminous beings are we, not this crude matter.

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                • La settimana prossima esce su Netflix anche I lost my body (J'ai perdu mon corps) film d'animazione francese che ha vinto lo scorso maggio la Semaine de la Critique (primo film d'animazione a ricevere il primo premio nella storia della competizione).

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                  • Qualcuno ha visto il nuovo film con la Alicia Vikander ? Pareri ?
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                    • Visto Dov'è il mio Corpo? film d'esordio del francese Jeremy Clapin.

                      E' una piccola opera sensibile che parte da una premessa surreale e la arrangia in una struttura a tre piani temporali principali, in bilico tra la delicatezza dei sentimenti e affilatezza di un destino spietato e di un mondo di solitudine dove l'incontro casuale può trasformarsi nel tentativo di trovare una connesione profonda con l'altro e con se stessi (a tratti mi ha dato sensazioni simili a Lost in Translation della Coppola, anche se questo è più sanguigno).

                      Il regista lavora sulla raccordo tra la rappresentazione della spaesante città con le sue vertiginose linee verticali e il molto piccolo, che sia una mano mozzata, una mosca, la manina di un bambino, delle formiche ecc. con, a fare da collante, l'azzeccata figura dell'Iglù.

                      Invito a a lasciare andare e lasciarsi andare, andando oltre i limiti che ci siamo imposti e che il mondo c'impone, per ritrovare se stessi; invito anche anche a reimparare a sentire il mondo ("di lato", come dicono nel film); la regia stessa si fa carico in primis di questa sfida, proponendo uno stile d'animazione originale (la tecnica usata) e un abbondante uso di soggettive (impossibili), dettagli ed effetti sonori (fondamentali, sia a livello narrativo che tematico, quelli del registratore che il protagonista si porta sempre dietro) che danno vita a un'esperienza sensoriale molto precisa e distintiva.

                      Complimenti a Netflix per l'acquisto (che, effettivamente non so quanto avrebbe avuto vita facile al cinema nonostante sia un'opera cinematografica al 100%)

                      Ultima modifica di Sir Dan Fortesque; 02 dicembre 19, 09:59.
                      Luminous beings are we, not this crude matter.

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                      • Ho visto Marriage Story.

                        Mi è piaciuto, ma devo dire, senza particolari entusiasmi. È una bella storia di separazione, è scritta e diretta bene e Driver e la Johanson sono molto bravi. Ma complessivamente l'ho trovato troppo leggero e che lavora in superficie.

                        Contento di averlo visto ma temo che lo dimenticherò in fretta.

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                        • Grossomodo concordo con al fu outis8, tra l'altro perché Storia di un Matrimonio? Al massimo, storia di un divorzio e le sue pratiche legali.

                          Poi ho letto Woody Allen, Bergman etc... troppo esagerati i paragoni, al massimo siamo dalle parti di Kramer vs Kramer, ma con il ruolo femminile di egual importanza rispetto a quello maschile.
                          Ultima modifica di Sensei; 08 dicembre 19, 13:10.

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                          • Ho visto Marriage Story, mi stava piacendo molto, più o meno fino alla mezz'ora finale, poi Baumbach comincia a sbagliare una scena dietro l'altra e manda in vacca tutto. Mi era piaciuto fino a quel momento tutto il clima di tensione, di fastidio reciproco, di finta disinvoltura e offese velate... tutto molto realistico (chi ha convissuto - non per forza con un marito o una moglie - ed è arrivato a non sopportare più l'altro lo sa), mi è piaciuta tutta l'escalation di malvagità che monta quando si assumono gli avvocati, e mi è piaciuto il fatto di non aver assunto il punto di vista dell'uno, facendo sembrare l'altro il mostro, il cattivo... ma restituendo un quadro più complesso, e reale, della situazione, in cui torti e ragioni sono distribuiti in maniera equa.
                            Poi che succede? Succede che nella prima scena madre del film i due cominciano a dirsi cose prevedibili, a insultarsi come già abbiamo sentito mille volte al cinema ("Sembri tuo padre" "Tu sembri tua madre" e vanno in bestia... boh), Adam Driver nel momento clou esagera troppo e perde credibilità (stessa sensazione che mi ha dato Phoenix in un paio di scene di Joker) poi una scena terrificante e retorica al karaoke dove Driver canta che "sì questo inferno in fondo ti va sentire vivo" (MA LOL) e infine l'happy ending senza senso che offre una parziale riconciliazione (dopo un'altra scena terrificante in cui lui piange leggendo la lettera di lei). Poteva essere un grande film, e invece è quello che è.
                            Adam Driver non mi ha MAI sorpreso ed emozionato (meglio la Joahnnson). Molto bella la fotografia di Robbie Ryan (dop abituale di Andrea Arnold) e i costumi di Mark Bridges.

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                            • Sembri tuo padre/tua madre deve essere un' offesa terribile per gli americani, si sprecano i film e i telefilm in cui se ne fa uso.

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                              • Significa che non hai compreso il film, permettimi.
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                                Ultima modifica di MrCarrey; 13 dicembre 19, 12:59.
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