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A Beautiful Day (Lynne Ramsay)

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  • A Beautiful Day (Lynne Ramsay)



    Esce oggi A Beautiful Day, il film diretto da Lynne Ramsay e interpretato da Joaquin Phoenix, Ekaterina Samsonov, Alex Manette e John Doman.

    Qui sopra trovate la nostra videorecensione

    Joe è un veterano di guerra che ha assistito a ogni tipo di brutalità e tortura. Un’esistenza non facile, continuamente tormentata da terribili flashback del suo passato violento. Joe si guadagna da vivere liberando giovani ragazze dalla schiavitù sessuale a cui erano state costrette. Un giorno, un famoso politico di New York lo contatta per chiedergli aiuto. Sua figlia Nina, ancora giovanissima, sembra essere stata rapita da una delle organizzazioni criminali che gestiscono il giro di prostituzione minorile. Quando riuscirà a liberare Nina, però, si renderà conto che non si trattava di un semplice rapimento in cambio di denaro: Joe si trova così invischiato suo malgrado in una spirale molto più grande di lui, fatta di violenza senza scrupoli, e si rende conto di aver bisogno di aiuto per uscire da questa cospirazione: viaggio verso la morte o definitivo ritorno alla vita?

    La nostra videorecensione di A Beautiful Day, il film diretto da Lynne Ramsay e interpretato da Joaquin Phoenix, Ekaterina Samsonov, Alex Manette e John Doman
    "Austria, Polonia, Ungheria vi prendete i migranti? No. Ci pagate per mandare via quelli senza permesso di soggiorno? Sempre No. Fantastico! Eccovi dei fondi europei". cit. Alessandro Masala

  • #2
    https://forum.bebad.it/forum/cinema/...e-linne-ramsay
    Luminous beings are we, not this crude matter.

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    • #3
      Ah ecco. Oggi è la giornata no. Si aspetta variabile che corregga questa e altre cose (una soprattutto che continuo a segnalargli, ma mi sa che non gli arriva).
      "Austria, Polonia, Ungheria vi prendete i migranti? No. Ci pagate per mandare via quelli senza permesso di soggiorno? Sempre No. Fantastico! Eccovi dei fondi europei". cit. Alessandro Masala

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      • #4
        visto ieri

        però, che regista con le OO questa Ramsay

        anche partendo da una sceneggiatura con molto di già visto, riesce a dominare la materia presentando dei momenti di violenza estrema ma senza indulgere nello splatter fine a se stesso
        questo ricorrendo all'espediente, in quasi tutte le scene, di non mostrare esplicitamente l'atto violento ma i suoi risultati spesso devastanti
        a titolo di esempio, ad un certo punto del film il protagonista dice alla ragazza di coprirsi gli occhi perché c'è "qualcosa" che lui deve fare ad un tizio
        a livello visivo il film è molto basato sui primi piani, ce n'è uno davvero notevole di un personaggio che mentre sta morendo canticchia una canzoncina che sente alla radio, forse la scena più inaspettata del film
        Phoenix perfetto, brava anche l'attrice che interpreta l'anziana madre, e il rapporto tra i due e la pietas del figlio verso di lei è una delle cose migliori del film
        altro elemento notevole è la colonna sonora, in certi momenti martellante come i rumori della città
        il finale secondo me può essere interpretato in due modi opposti, anche se io propendo per la versione negativa

        ottimo e consigliato





        In qualche strana maniera noi svalutiamo le cose appena le pronunciamo. Crediamo di esserci immersi nel più profondo dell'abisso, e invece quando torniamo alla superficie la goccia d'acqua sulle punte delle nostre dita pallide non somiglia più al mare donde veniamo. Crediamo di aver scoperto una caverna di meravigliosi tesori e quando risaliamo alla luce non abbiamo che pietre false e frammenti di vetro; e tuttavia nelle tenebre il tesoro seguita a brillare immutato. (Maeterlinck)

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        • #5
          Ma è Rated R o nasconde le sequenze violente restando in pg13?

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          • #6
            Ovviamente è Rated R sia per la violenza che per il tema trattato e il modo duro e crudo in cui lo fa.

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            • #7
              Film molto interessante a giudicare dal trailer.
              Phoenix pare super in parte, davvero un ottimo look oltretutto per il personaggio che interpreta.
              A recensioni sta messo bene?

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              • #8
                Ma perchè tradurre titoli inglesi con un altro titolo inglese? Ultimamente stanno prendendo sta abitudine, boh.

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                • #9
                  Dove Lynne Ramsay, memore della lezione di Spike Lee, rinuncia a un altro brutto remake di Old Boy, ma comunque fa fare a Joaquin Phoenix un sacco di cose enormi.
                  "Austria, Polonia, Ungheria vi prendete i migranti? No. Ci pagate per mandare via quelli senza permesso di soggiorno? Sempre No. Fantastico! Eccovi dei fondi europei". cit. Alessandro Masala

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                  • #10

                    La trama del film di Lynne Ramsay non è particolarmente originale, con richiami che vanno dal Taxi Driver di Martin Scorsese a Drive (passando magari anche dal Leon di Luc Besson) e a tanti altre pellicole con protagonista un giustiziere segnato dal proprio passato e alla ricerca di un''innocenza ormai perduta ergendosi a difesa dei più deboli.
                    In questo caso, poi, si parla di minori abusati sessualmente e in particolare di una ragazzina, figlia di un senatore, la cui violenza fa da riflesso a un passato piuttosto simile del protagonista, anch'egli segnato dalla violenza del padre, in un mondo di bambini perduti e/o abbandonati alla mercé di adulti ormai sempre più simili agli orchi delle fiabe.
                    Ma in realtà la Ramsey gira invece un film molto più personale ed estremamente originale (perfino troppo), anche se in maniera asciutta ed essenziale, per ritmo e coerenza narrativa.

                    ABD è noir esistenziale e (quasi) psichedelico, con un'attenzione maniacale e spasmodica nel mostrare le devianze di una società e di una mente irrimediabilmente compromessa, cercando continuamente di scavare dentro la psicologia del suo protagonista e cercando, quindi, di renderla reale, quasi tattile, anche attraverso uno studio del corpo (soffermandosi spesso sulle sue cicatrici e sinonimo di altre ferite ben più radicate e profonde) e un enorme lavoro sia della fotografia che, soprattutto, del sonoro che, ad opera di uno splendido Jonny Greenwood, arriva ad alternare colonna sonora, rumore della strada e suoni stridenti e/o metallici in modo complesso, disarticolato e invasivo e, diciamolo, anche straniante quando non, addirittura, respingente.

                    Protagonista assoluto della pellicola il talento sontuoso di Joaquin Phoenix che dona al suo personaggio una dolentissima unicità (ingrassato, barbuto, bofonchiante e caracollante, sembra un senzatetto, apparentemente innocuo), un'indolenza che si trasforma improvvisamente in efficienza e precisione nel momento di colpire con il suo martello, attraverso una violenza autentica e mai asettica o spettacolare ma spesso indiretta o traversale.
                    La violenza viene infatti trattata spesso lateralmente, fuori vista o tramite schermi, mentre viene invece data maggiore enfasi alle sue conseguenze, non solo materiali ma anche e soprattutto a un livello emotivo e/o psicologico.

                    Il risultato è un film affascinate ma complesso, ieratico ed estetizzante, ma anche di non facile fruibilità per la maggior parte del pubblico, costernato e allibito da una potenza visiva e sonora inedita (e, per certi versi, devastante) e immergendolo in un racconto sofferente e disgregante e dal retrogusto amarissimo, forse per alcuni addirittura indigesto.

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                    • #11
                      Visto oggi.
                      Notevole. Un thriller asciutto, ellittico e frammentario. L'unico difetto che mi viene da segnalare è il forse eccessivo autocompiacimento di certe trovate da cinema d'autore, ma nel complesso il risultato è così potente che queste piccolezze le si perdona volentieri.
                      La Ramsay è una regista davvero talentuosa. Davvero difficile mettere in scena la violenza (fisica e non) senza spettacolarizzarla, nè estetizzarla, nè "addomesticarla" in qualche modo, ma questo film ci riesce. Per quanto mostri relativamente poco qui il senso della violenza ti arriva e ti raggela.
                      Phoenix si riconferma (come in quasi ogni sua interpretazione, del resto) un attore immenso. Regge sulle sue spalle buona parte del film e lo fa alla grande.

                      (Piccola nota di biasimo per il titolo con cui è stato distribuito in Italia. Io certe logiche delle traduzioni non le capirò mai. Perchè sostituire un titolo in inglese con un altro titolo in inglese? Per tanto così non si poeva allora lasciare il titolo originale?)

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                      • #12
                        Bellino ma non pienamente compiuto, nella media della scorsa non esaltante edizione del Festival di Cannes.

                        Un notevole passo indietro rispetto al precedente e splendido We Need to Talk About Kevin della Ramsay, sia per regia che per scrittura. Il protagonista, basato per un buon 60% sull'interpretazione di Phoenix (qui meno a suo agio rispetto ad altri ruoli che gli sono più affini e congeniali), è l'unico vero e proprio personaggio del racconto, essendo il solo che vive e respira di vita propria. L'intreccio è ridotto al minimo, il grosso del lavoro è visivo e punta sull'evocare questo senso di alienazione morbosa del protagonista sulla falsariga di Taxi Driver, a cui è stato accostato per ovvie affinità narrative. Nel ricercare un certo minimalismo e compostezza formale - dimensione in cui rientra anche la rappresentazione della violenza - il film finisce quasi per sfociare nel manierismo. Mi viene in mente soprattutto la scena al lago, che per esprimere un concetto piuttosto semplice si inventa una situazione come questa, che mi rievoca curiosamente l'ultimo Del Toro. Almeno le musiche di Greenwood sono un valore aggiunto.

                        In sintesi, un apprezzabile tentativo artistico senza particolari ambizioni che non aggiunge niente al panorama. Niente di cui si sentisse particolare bisogno o impellenza.

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                        • #13
                          Dalla reputazione che si portava dietro mi aspettavo tutt'altro che questo collage di roba trita infighettata dalle lucine alla refn.
                          ​Joaquin che come al solito si impegna ma nulla di trascendentale. Piuttosto spendete il tempo a vedere quella chicca di Brawl in cellblock 99... altro che questa roba furbetta. Purtroppo questa trova una distribuzione e l'altro per vederlo devi improvvisare

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                          • #14
                            Abbastanza d'accordo con gli ultimi due commenti, piuttosto ricercato sul piano visivo, denso su quello sonoro ma fin troppo scarno da un punto di vista narrativo e simbolico da far scattare la scintilla. Francamente mi sono annoiato, in certi punti l'interesse si impennava tutto d'un tratto per poi riassestarsi pochi minuti dopo su valori più bassi. Uno di questi è quando il film tenta di affacciarsi sul genere horror, peccato che le vibrazioni durino una manciata di secondi.
                            Ultima modifica di MrCarrey; 16 May 18, 22:14.
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                            • #15
                              Film che ha la sua forza da un'ottima messa in scena ,dalla fotografia ed anche dalla regia(inquadrature sempre sul pezzo) che sa dare tocchi di grande cinema.

                              Film sicuramente promosso,mi è davvero piaciuto.

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