annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

Hereditary (Ari Aster)

Comprimi
X
 
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • Hereditary (Ari Aster)



    In occasione della Festa della Mamma la A24 ha diffuso in rete un nuovo video promozionale a tema di Hereditary, horror scritto e diretto da Ari Aster con protagonista Tony Collette.

    La pellicola segue la storia della famiglia Graham. Dopo la morte della solitaria nonna la figura della matriarca deceduta continua a gettare una sorta di ombra sulla famiglia, in particolare su Charlie, la nipote adolescente che ha sempre suscitato un insolito fascino sulla donna. Quando il terrore assorbe e travolge la famiglia, la madre viene costretta ad esplorare l’oscuro e sfortunato destino che è rimasto in eredità.

    Potete vedere il video nella parte superiore della pagina.

    Del cast fanno parte anche Alex Wolff, Milly Shapiro, Ann Dowd e Gabriel Byrne. Il fim arriverà nelle sale americane l’8 giugno.


    Per festeggiare la festa della mamma è approdato in rete un nuovo video promozionale dell'horror Hereditary
    "Vabbè camerata, beviti un po' quello che ti pare e torna su VKontakte a scrivere di come vorresti sparare ai politici e di quanto la Meloni sia la tua waifu, va benissimo". cit.

  • #2
    In anteprima il poster italiano.

    hereditary-teaser-poster-casa.jpg?w=1600&quality=85&strip=all&ssl=1.jpg

    Commenta


    • #3
      Manca meno di un mese all'uscita di uno degli horror più interessanti e acclamati degli ultimi anni e in rete non c'è ancora traccia del trailer italiano mostrato nelle sale. Sulla pagina Facebook di Lucky Red nemmeno un post promozionale. Niente, il nulla assoluto.

      Commenta


      • #4
        Fa niente, già è tanto che lo facciano uscire 1. in Italia 2. in sala 3. in tempi relativamente brevi

        Commenta


        • #5
          Ho letto in giro in effetti commenti entusiastici ...
          Ex utente Matt80 dall'autunno 2007

          Commenta


          • #6
            https://www.comingsoon.it/film/hered...32/recensione/

            Gironi lo boccia.
            https://www.amazon.it/Dario-Argento-...+il+suo+doppio Il mio saggio sul cinema di Dario Argento.

            "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

            Commenta


            • #7
              L’ho visto. E non è così bello come sostiene la critica USA. Magari prima di domani scrivo qualcosa.

              Commenta


              • #8
                Originariamente inviato da Gidan 89 Visualizza il messaggio
                In compenso ha appena dato niente meno che tre stelle e mezzo all' ultima cagata di Dwayne - The Rock - Johnson.
                E' da tempo che Gironi ha perso la brocca.

                Commenta


                • #9
                  Hereditary purtroppo è più dalle parti dell’horror esaltato in USA (perché abituati alla cacca) ma giustamente ridimensionato in Europa che da quelle di The Witch come speravo, nonostante si muova nello stesso territorio, tuttavia fa riferimento a un tipo di cultura meno affascinante che affonda le radici nello spiritismo e nel satanismo. Resta comunque un ottimo esordio e un film dell'orrore anomalo per forma e tono.

                  La sostanza bene o male è sempre quella, non è che abbia molto da dire. Volendo essere maligni si potrebbe affermare che sia la versione autoriale dei vari Ouija della Blumhouse. C’è roba sinceramente agghiacciante, in senso positivo, che lascia addosso un senso di malessere e angoscia, ma alla fine non lascia addosso la paura dell’uomo nero prima di andare a letto.

                  Quando dico che il tono è strano intendo che il film ondeggia tra la tragedia e il comico, ma lascia perplessi perché non arriva mai al grottesco (non facile da gestire).

                  Insomma, l’ho apprezzato ma meno di quello che avrei voluto. Il finale poi demistifica un po’ tutto quello che hai visto, è quasi un happy ending. Credevo che leggendo le interviste di Aster, quelle dove spiega il film, avrei capito qualcosa che mi era sfuggito ma niente, a quanto pare non è previsto che scatti nulla.

                  Nonostante il cinemascore negativo sta incassando bene perché la A24 l'ha venduto bene. La campagna marketing nasconde un twist abbastanza clamoroso.

                  Commenta


                  • #10
                    Non dubito che non sia il capolavoro decantato da tanti critici americani ma perlomeno un buon film sì.
                    Considerando anche che è un' opera prima coi limiti che di solito comporta.

                    Commenta


                    • #11
                      Niola lo elogia.
                      https://www.badtaste.it/recensione/h...nsione/324190/

                      Commenta


                      • #12
                        E non dice nulla di sbagliato, dopotutto vinci facile a essere il miglior horror dell'anno.

                        Commenta


                        • #13
                          Visto anche io il film. Mi trovo d'accordo con Se7en, ma cerco di approfondire un attimo la mia opinione.
                          E' un buon horror, sicuramente superiore alla media. Anzi, volendo essere buoni, è uno dei migliori horror che abbia visto al cinema. A differenza dei film di James Wan ad esempio, Aster non intende fare un popcorn movie, non è la sagra dei jumpscare, tant'è che per un'ora di film - e forse anche di più - di horror non c'è quasi niente. In tal senso è un'opera affine a The Witch. Rispetto al film di Eggers però, qui c'è più carne al fuoco. Il film dura 2 ore e 7 minuti, e per più di metà è un dramma dalle atmosfere pesanti. Si parla di impossibilità di elaborare il lutto, sensi di colpa etc etc il tutto ammantato da un alone funereo veramente ben restituito allo spettatore. Io che purtroppo ho dovuto far fronte ad un lutto grave un pò di anni fa, mi ci son ritrovato in certe sensazioni che Aster ha cercato di ricreare. Dopodiché pian piano il film sfocia nell'horror puro, ed un pò delude. Delude perché gli sparuti momenti orrorifici disseminati fino a quel momento erano realizzati benissimo, ed era lecito aspettarsi un'esplosione finale davvero potente. Aster ci prova, senza però riuscire ad affondare il colpo, senza tra l'altro trovare una dimensione originale nelle trovate ad effetto. La seconda parte del film inoltre, è spesso in bilico sul binario del ridicolo involontario, ma riesce a reggersi in equilibrio.
                          Detto questo, è una piccola occasione mancata ma solo perché ne sarebbe potuto uscire fuori un capolavoro. Mi accontento comunque di un film ben scritto, ben girato e ben recitato, dove ogni personaggio - forse tranne Gabriel Byrne - ha un suo spessore psicologico, cosa insolita negli horror mainstream contemporanei. Aster è un bel regista, già ampiamente padrone del mezzo. Sicuramente è da tenere d'occhio.
                          https://www.amazon.it/Dario-Argento-...+il+suo+doppio Il mio saggio sul cinema di Dario Argento.

                          "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

                          Commenta


                          • #14
                            Sembra quasi un dramma bergmaniano, un film sull'elaborazione del lutto e sul senso di colpa che usa elementi noti del genere - l'uso dei modellini in chiave inquietante mi ha ricordato una vecchia stagione di CSI - in maniera non convenzionale, e quando sembra portare lo spettatore verso binari prevedibili è abile a svicolare e a rilanciare la posta. Il regista mi pare molto preparato e consapevole dei propri mezzi, dirige ottimamente gli attori e mostra uno stile visivo molto ricercato con inquadrature assai elaborate in funzione di avvicinamento/allontanamento dai personaggi, uso studiatissimo del recadrage, sovrimpressioni e dissolvenze incrociate degne di celebrati capodopera. La A24 mi incuriosisce sempre di più come linea editoriale, rispetto alla Blumhouse che punta molto sulla serializzazione mi pare che loro tendano a valorizzare gli autori che non necessariamente magari proseguiranno con l'horror, ma fa usare loro codici e formule narrative in maniera personale per trovare la propria strada artistica.

                            per quanto mi riguarda una buona conclusione di stagione in sala al film nr.110: ora un po' di pausa e speriamo che la prossima stagione sia migliore, perché in questa ci sono state troppe poche scoperte e 2 o 3 delusioni davvero cocenti

                            Commenta


                            • #15
                              C'hanno diverse cose in comune Il sacrificio del cervo sacro ed Hereditary (grossi grossi grossi bàgoli a livello focolare domestico, riferimenti scolastici alla tragedia greca: Ifigenia vs Eracle, un'incombente maledizione bastardissima, in colonna sonora assoli di strumenti nella zona grave, col bayan della Sofia Gubaidulina per Lanthimos, e un clarinetto basso, che s'avvoltola lento tra le note sbuffanti veleno come dalla gola di un basilisco, per Aster), ma nel confronto tra i due il greco perde e il ricordo del suo film-giochetto stralunato ed estetizzante si dilegua alla svelta come quelle vecchie big babol che masticavi giulivo per una ventina di secondi prima che la fragola si dissolvesse per lasciare il posto ad un antigusto che t'inabissava lo spirito manco smandibolassi tra i denti la materializzazione in bolo plasticoso dell'inessenzialità stessa dell'esistenza.
                              Hereditary invece è una goduria.
                              Un esordio all'altezza della fama eh, tanto sicuro di sé, del proprio racconto e dell'approccio ambiguo con cui ce lo dipana, da non cedere quasi mai a quei dozzinali giochi del cucù stereofonici, un cinque minuti in cui il respiro ti resta in levare e poi ti tocca rilasciarlo con quanto di più distante si possa immaginare dal sollievo, un finale di largo respiro con, ficcata in mezzo, un'immagine allo stesso tempo orrida e spassosa che svetta nell'intera annata cinematografica, una Toni Collette incantevole e degna della Shelley Duvall di Shining, lo strabuzzare di occhi e l'iperventilazione in crescendo mentre le forze oscure le incacciavitano la bara e lei niente, non c'azzecca manco di traverso: povera.
                              Un film che si e ti prende sul serio eppure profuso d'humor nero (quindi secondo me il senso di ridicolo che talvolta affiora non è affatto involontario), bravo, durante il quale sogghigni anche mentre quello attenta al candore della mutanda.
                              Sala stracolma in un sabato sera di fine luglio, e se lo merita.

                              Commenta

                              In esecuzione...
                              X