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Knives Out (Rian Johnson)

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  • Originariamente inviato da p t r l s Visualizza il messaggio
    I familiari della vittima non si irritano perché un’immigrata li scavalca, ma perché a farlo è un’estranea, una ragazza che, per tutti tranne Thrombey, non appartiene alla famiglia.
    Esattamente.

    Originariamente inviato da p t r l s Visualizza il messaggio

    Poi se si vuole estendere il concetto ai diritti di privilegio che in USA reclamano gli statunitensi doc a discapito degli immigrati, si può fare, ma il film è molto coinvolgente anche ad un livello di lettura ‘superficiale’.

    Certo, dire che l’immigrata bianca è una scelta sbagliata perché non fa pensare immediatamente ad un’immigrata non è neanche cercare il pelo nell’uovo, è inventarsi problemi dove non ce ne sono.
    Ma poi, scusate, ma se queste fossero davvero le idee politiche del regista, non vedo perchè non debba esporle nei suoi film, anche se velatamente. Carpenter e Monicelli lo facevano in continuazione.

    Ma comunque qui ci si dimentica di un fattore importante: i principi con cui uno sceneggiatore porta il pubblico a tifare per un determinato personaggio.
    Se si fa un film che poggia su una eredità (e la maggior parte dei whodunit si basano o sulla vendetta o su una eredità...persino le parodie tipo Totò Diabolicus), allora ha senso che ha prendere quel denaro sia la persona che, ai nostri occhi, si è impegnata di più per farlo (è lo stesso meccanismo alla base di commedie come Una poltrona per due o Caro Zio Joe).
    Per tifare immediatamente per un personaggio, si cerca di porre una persona nella condizione di essere accusata ingiustamente (cosa che è alla base di metà dei film di Hitchcock) e mettergli il mondo contro. Quindi è normale avere un personaggio positivo circondato da squali. E' lo stesso principio con cui hanno scritto il personaggio di Rey ne Il Risveglio della forza.
    Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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    • Originariamente inviato da Lord casco nero Visualizza il messaggio
      A me non sembra che Knives Out sovverta e decostruisca più di tanto le convenzioni del genere giallo .
      Non del giallo in generale, del whodunit che è un caso particolare. Poi è probabile che se io sovverta le regole di un sottogenere finisca a ricadere in un altro filone.
      Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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      • Originariamente inviato da Lord Vell Visualizza il messaggio
        Sì, ma allora il messaggio del film non è che i bianchi sono tutti colpevoli di razzismo sistemico, perchè in tal caso dovremmo includere anche personaggi come quelli di Plummer e Craig fra i difensori del sistema bianco-centrico, mentre le loro azioni dimostrano il contrario. Casomai è una pellicola che mostra la possibile reazione di un campione (in questo caso una ricca famiglia di bianchi) di fronte alla perdita dei propri privilegi in favore di un'immigrata (smascherando anche le ipocrisie di quelli apparentemente più aperti e progressisti); quindi un particolare che è certamente specchio dell'universale, ma non per forza vuole rappresentare la totalità di quella categoria
        Esattamente.

        Inoltre il film modernizza i tipici personaggi del whodunit aggiornandoli ad oggi. Un tempo tra i familiari avremmo avuto l'artista con una galleria d'arte, oggi abbiamo il personaggio della Colette che è una simil influencer. Un tempo avremmo avuto uno yuppie anni 80, oggi abbiamo un ragazzino attaccato a Google, etc.
        Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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        • Originariamente inviato da mr.fred Visualizza il messaggio
          Io l' ho trovato un film didascalico e paraculo in ogni risvolto, impossibile appassionarsi a un simile lezioso esercizio di stile.
          Mi fa piacere che abbia avuto successo di pubblico, quello sì. Sempre meglio questo dei cinecomic o degli action movie che vanno per la maggiore. Ma insomma non c' è da stare allegri.
          Questa tua frase riassume il mio pensiero verso quell'obbrobrio di scrittura che è Birdman.
          Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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          • https://www.cinemablend.com/news/249...-talking-about

            Simpatica questa, chissà se è intenzionale.
            Luminous beings are we, not this crude matter.

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            • Rientro per rispondere a Fred ma vedo che ci avete già pensato. Avete detto tutti cose giustissime e precise, quindi grazie per avermi risparmiato fatica.

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              • Per chi fosse interessato, segnalo qualche corto e video musicale di Rian Johnson. I corti sono stati fatti prima del film d'esordio, Brick, l'ultimo video musicale tra SW e KO.


                Corti:

                Evil Demon Golf Ball from Hell!!! (1997)

                RJ ha detto che probabilmente non farebbe mai un vero horror ma qui ha fatto una parodia su una storia di uno spirito vendicativo che s'impossessa di una palla da golf e perseguita il suo uccisore.
                Lo stile è acerbo ma si vedono già diversi tratti che perfezionerà nel tempo.

                In gnerale fa pensare un po' al primo Raimi, con un camera work cinetico e creativo e una passione per l'effetto speciale da cinema delle origini che poi gli rimarrà anche nella filmografia successiva.




                The Psychology of Dream Analysis (2002)

                Il suo lavoro dalla messa in scena più sperimentale, surreale ed "europeggiante".

                Si basa su un'interessante premessa psicologico/metafisica che per certi versi anticipa alcune delle idee, o il genere di idee, che sfrutterà nei suoi film di stampo sci-fi, penso al concetto di chiusura del loop in Looper come anche al force bond tra Kylo e Rey in Star Wars.




                Videoclip:

                The Mountain Goats - Woke Up New (2008)

                Un falso piano sequenza tutto basato su un gioco di scatole cinesi a "schermi dentro gli schermi" che sfrutta quasi solamente carrellate in avanti o indietro per muoversi tra uno e l'altro.




                LCD Soundsystem - oh baby (2018)

                Cast di lusso (Sissy Spacek e David Strathairn), è una tenera love story a base sci-fi con elementi crime; torna l'effetto speciale semplice e funzionale alla storia, stavolta a in ambito teletrasporto/porta dimensionale.

                Luminous beings are we, not this crude matter.

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