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Knives Out - saga (Rian Johnson)

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  • Dai vostri commenti mi ero fatto aspettative un po' troppo alte, nella prima parte, con la presentazione dei personaggi, mi sono addirittura annoiato.
    La mia attenzione é tornata ad aumentare al momento della rivelazione, che giocata così presto é in effetti un elemento innovativo rispetto ad altri film del genere.
    Nonostante la sceneggiatura ben scritta e i diversi ribaltamenti ho trovato che procedesse poi un po' troppo da manuale, avendo visto diversi altri film simili poche cose mi hanno lasciato veramente a bocca spalancata.
    Dopo che tutto vira su un determinato personaggio si amplifica la sensazione che tutti gli altri fossero poco interessanti sin dall'inizio.
    Spicca di sicuro l'interpretazione della De Armas, bellissima anche con un abbigliamento casual, le auguro una buona carriera per i prossimi anni.
    Johnson si dimostra un buon conoscitore di generi andati fuori moda, ma a mio parere con Brick aveva avuto un'interpretazione più originale del noir.

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    • annunciato il sequel

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      • Un po' come Baby Driver, e ti pareva

        Comunque Johnson aveva già detto da tempo che aveva in mente una serie in stile Agatha Christie/Conan Doyle dedicata al personaggio di Craig, quindi, visto il successo, non è una vera sorpresa.

        Dice anche che vorrebbe realizzarlo nell'immediato, con le riprese già l'anno prossimo, sperando che non si lasci prendere dalla fretta e non realizzi un sequel non all'altezza.
        Luminous beings are we, not this crude matter.

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        • e piantala di gufare con sta storia della fretta mi sembra di esser tornato ai tempi di "Glass". Parlava di sequel ancora prima che il film ottenesse il successo critico, quindi spero abbia avuto modo di sviluppare per bene le idee

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          • E tu pensa che Shyamalan aveva in mente Glass ancora prima di girare Split

            Comunque il rischio c'è sempre, si veda anche Kingsman 2, ad esempio.

            Naturalmente spero che gli esca bene e che magari sia pure un film diverso dal primo; un franchise originale di un regista che mi piace è sempre benvenuto per quanto preferirei che esplorasse altre possibilità.

            A proposito, se parla di "realizzarlo l'anno prossimo" sarà una conferma trasversale che con SW ha chiuso o che, comunque, per il momento non se ne parla?
            Vorrebbe dire essere impegnato per i prossimi due anni.
            Ultima modifica di Sir Dan Fortesque; 06 gennaio 20, 10:52.
            Luminous beings are we, not this crude matter.

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            • Visto durante le vacanze.E' un film confezionato bene,girato meglio ed interpretato alla grande.Davvero una bellissima sopresa.
              "Non discutere mai con un idiota: la gente potrebbe non notare la differenza"

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              • Un bel film, che ricorda in tutto e per tutto un romanzo non scritto della Christie, che vive di vita propria e riportando in vita i classici film "gialli" ora non tanto più in voga.

                Film solidissimo, bella regia, ottima fotografia, Craig e la de Armas davvero bravi, Plummer che gigioneggiava al di sopra degli altri divertendosi nella parte, gli altri tutti bene nonostante le parti non proprio consistenti come screen time (che mi ha fatto pensare molto ad Assassinio sull'OE di Lumet, ma con più azione del detective).

                Molto belli i dettagli tutti al loro posto a fare una gran bella scenografia, sala dei coltelli stupenda, colpo di scena inaspettato come tempistica e controcolpo di scena non telefonato ma un po' "atteso", conoscendo le dinamiche tanto care alla giallista.

                Un film che soddisfa gli amanti del genere, e non solo.
                - Ah Se'... e mo' che famo?
                - Famo pausa.

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                • Mentre il film arriva zitto zitto quasi a quota 300 milioni, la Lionsgate mette ufficialmente il sequel in lavorazione.

                  A detta di Johnson sarà un'altra indagine del personaggio di Craig con differenti cast e ambientazioni. Infatti mi chiedo se avrebbe senso chiamarlo ancora Knives Out al di là di motivazioni commerciali.

                  https://www.indiewire.com/2020/02/kn...ig-1202209375/
                  Luminous beings are we, not this crude matter.

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                  • Uno dei pochi casi in cui sono contenta che si faccia un sequel Soprattutto, è molto sensata l'idea di farne una saga (?) di film autoconclusivi (presumo) ciascuno incentrato su un caso diverso. Spero che Johnson continui a dar sfogo a tutta la sua abilità sia di regista che di sceneggiatore, che ai miei occhi lo rende tra i registi contemporanei più interessanti; un pochino mi dispiace che non rivedremo Shannon e la De Armas - salvo camei -, ma seguirò comunque col massimo interesse questo progetto

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                    • dai, niente male...non mi strappo le vesti come molti ma è un bel prodotto di genere, anni luce davanti a quello fatto da branagh tempo fa, divertente e divertito in molti momenti, verso la parte finale perde un pò di ritmo quando escono dalla casa si sfilaccia un pò ma niente di che...cast ispiratissimo, craig tira fuori una serie faccette e mosse che chissà da quanto voleva esporre e comunque viene voglia di rivedere, la arms la possono vestire pure con il bidone per i poveri, farla vomitare ogni 20 minuti ma con quel visino lì non c'è storia comunque ed è perfetta per il ruolo, evans nel ruolo dello stronzo-borioso vince sempre facile, ma tutto il cast di contorno è veramente ottimo...regia di johnson come sempre mai banale, e come spesso capita piega e e ribalta il genere a suo piacimento senza perdere la bussola, si merita il successo ottenuto.
                      Ultima modifica di Variabile Ind.; 12 febbraio 20, 08:53.

                      "Il cinema è un arte soggettiva, quanto la musica, belli i 5 alti bello sentire pareri discordanti ai propri, ma alla fine sono io, uno schermo e tutto quello che ci passa di mezzo."

                      "Le barbarie sono lo stato naturale dell'umanità, la civiltà è solo un capriccio dell'evoluzione e delle circostanze". cit.


                      ~FREE BIRD~

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                      • Rian Johnson, regista di Star Wars: Gli Ultimi Jedi e Cena con Delitto, ha svelato una interessante curiosità collegata ad Apple e ai suoi iPhone

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                        • Film bislacco nei toni e nella struttura. Pecca nella caratterizzazione e utilizzo dei personaggi, dove la maggior parte sta sullo sfondo e basta (tipo il figlio "alt right" che è una cosa che resta lì, ma senza che abbia rilevanza) e dalla soluzione abbastanza scontata. Tuttavia è un film che si segue con piacere, complice un dainel craig divertito nella sua goffaggine mista figaggine tanto che vorrei rivederlo in un altro caso, a sto giro meglio scritto. Rian Johnson a quanto pare qualcosa di decente riesce a farla, sono colpito, anche se il film lo si può riassumere in questo modo

                          Spoiler! Mostra


                          Comunque non ho potuto esimermi dal giffare la scena clou del film

                          Spoiler! Mostra
                          Ultima modifica di Maddux Donner; 09 marzo 20, 01:17.

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                          • Visto e apprezzato molto.

                            Rian Johnson continua il suo percorso di appropriazione e rielaborazione dei generi, dopo il noir e il teen movie, la screwball comedy e il caper, lo sci-fi e l'hard boiled, la space opera, stavolta tocca al whodonit (che però si ribalta in un meccanismo oliato di sopravvivenza e ironia drammatica, lasciandosi il giallo alle spalle solo per ritirarlo fuori dal cilindro nel terzo atto).

                            Johnson continua anche ad essere ossessionato dal concetto di storia, il più delle volte associato al meccanismo della menzogna (anche a se stessi). Meccanismo fondante dell'essere umano, necessario alla sua sopravvivenza al suo accrescimento e piacere sotto più aspetti.
                            I suoi personaggi sono sempre presi in intrighi e storie in cui devono imparare ad evolvere dal ruolo di pedina a quella di giocatore consapevole (che per vincere davvero, non deve necessariamente vincere il gioco).

                            Il suo nutrito parco di personaggi anche qua crea un tessuto di storie nella storia, che ne intricano la struttura, ne alterano la percezione, creando una fitta rete di riflessi e controriflessi che minano la capacità della protagonista di preservare se stessa, quella purezza che le è valsa l'amicizia e il rispetto del facoltoso Thrombey (anche lui narratore nella nella narrazione, su livelli multipli) e che viene messa alla prova sino alla prova decisiva con la domestica avvelenata.

                            Ma Per RJ la narrazione/bugia non è mai materia negativa a prescindere, e la seconda importante prova per Marta è andare contro la sua bizzarra natura anti-menzognera (tanto brillante quanto basico l'espediente del vomito, a suo modo mitico nella propria natura di contrappasso) per incastrare il villain, sfruttando a fin di bene gli stessi meccanismi d'inganno attuati fino a quel momento da lui.

                            Anche qua Johnson reitera la necessità di rompere un ciclo, in questo caso rappresentato anche, ma non solo, dalla tradizionale famiglia "nobile" contrapposta alla povera outisider, un po' a continuare alcune tematiche già presenti nel suo precedente Star Wars e incarnate dai personaggi di Rey e Rose (emblamica l'ironica e preparatissima doppia immagine di chiusura); bisogna rompere un "loop" per un bene superiore e/o per evolvere come essere umano, che è ovviamente la base implicita della maggior parte delle narrazioni ma che in RJ è sempre tematizzato e problematizzato.

                            Il viaggio del regista allo stesso tempo sovversivo e rispettoso nei generi, che rompe le regole o le rispetta a seconda di quello che serve, allora diventa più che vezzo postmoderno, riflesso delle stesse necessità dei suoi personaggi e viceversa, e costante (ri)affermazione e analisi del potere che la narrazione ha sulle/nelle nostre vite.

                            Al di là di tutto il film ha quel giusto mix di fattori per diventare un piccolo classico: la sceneggiatura a orologeria e imbottita di semine e raccolte perfettamente calibrate, chicche tematiche, dialoghi che non sono mai solo esercizi di stile; la regia sempre puntuale di Johnson che sta sul classico e si fanotare quando serve; il divertito cast di superstar; il co-protagonista col potenziale carismatico di lanciare un proprio franchise; l'elegante fotografia digitale del fidato Yedlin che si maschera da 35mm; le sceneografie articolate e citazioniste dell'abitazione che funge da vero e proprio personaggi, testimone ironico dei misfatti della famiglia; le musiche del cugino Nathan Johnson, che dopo aver definito lo stile musicale unico di Looper con la sua cacofonica orchestra percussiva costruita da zero da oggetti di abbandonati e di discarica, qua abbraccia all'opposto un approccio classico che punteggia con rilevante ma non invadente co-protagonismo (e un main theme solido e memorabile) tutti gli inganni e contringanni, svolte e controsvolte dell'intricato racconto.

                            Assodato che RJ ha tra le mani un potenziale franchise davvero interessante e naturalmente nelle corde della sua poetica, non resta che sperare la prossima avventura di Benoit Blanc sia altrettanto ispirata (se non di più) e che non si adagi al ruolo di semplice rifacimento ma si spinga nuovamente verso la rottura delle aspettative, magari puntando su un tipo di mistero diverso e combinandosi con qualche sotto-genere ulteriore.
                            Ultima modifica di Sir Dan Fortesque; 06 giugno 20, 09:07.
                            Luminous beings are we, not this crude matter.

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                            • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
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                              Vero, la scelta del go (invece dei soliti scacchi) è stata una bella chicca, come poi la scoperta che lei era l'unica a battere Thrombey più del nipote.

                              Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
                              Craig è fantastico. Ruba la scena a tutti, tranne che a Plummer. Carismatico, elegante (ma il regista evita di strizzarlo in abiti slim fit, quasi a nascondere la muscolatura bondiana), gigioneggia di gusto e sfoggia una gamma di facce da finto tonto per "gabbare" i soggetti dell'interrogatorio. Postura, scelte dell'inquadrature (ce lo inquadrano spesso dal basso verso l'alto per farlo apparire più imponente).
                              A proposito di Blanc, mi sono informato per curiosità e, tra le tante, quella della nota di pianoforte suonata per fare una specifica domanda è una di quelle "illuminazioni da set", trovata sul momento perché per come era pensata in sceneggiatura lui si sedeva dietro il poliziotto e batteva col piede la sua sedia all'occorrenza, ma con questa riscrittura la presentazione del personaggio ne guadagna parecchio e diventa anche una strizzatina d'occhio a quegli espedienti musicali che spesso accompagnano la scoperta di prove, o il sospetto che ci sia qualcosa di più sotto ecc.

                              Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
                              fantastica la "ciambella" ricreata con i coltelli"
                              Sì, tra l'altro azzeccata la scelta di far sedere Blanc perfettamente allienato col buco centrale mentre sta arrivando cercando di arrivare alla soluzione del caso perché capisce che c'è ancora qualcosa che gli sfugge, con la sua testa in prospettiva che "riempie" il famoso vuoto.
                              Luminous beings are we, not this crude matter.

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                              • Visto ieri sera.
                                Beh visto in questi giorni è un film forte. Praticamente è un film che urla che i bianchi sono TUTTI razzisti. Il regista in maniera geniale ci mostra nel salottino il dialogo in cui sono contrapposti i familiari fan di Trump e i familiari progressisti ma poi la nipote che tanto si offende all'inizio del film perchè la cameriera viene definita "una della servitù" (praticamente il bianco medio che dice non sono razzista perché se vedo un nero seduto in un bus non mi provoca nessun sentimento di fastidio) e che ovviamente con i soldi dell'eredità vuole "aiutare l'amica" va completamente nel panico quando la situazione si capovolge. Quale migliore metafora del razzismo sistemico, dell'orrore, della resistenza psicologica alla distruzione di questo sistema che inconsciamente o meno riguarda tutti i bianchi, nessuno escluso.


                                Usando le parole di Chimamanda Ngozi Adichie : "è ora di rottamare la parola razzista. Se non hai linciato nessuno non puoi essere chiamato razzista. Dunque oggi i razzisti sono merce rara almeno quanto i serial killer. Le persone affette da << sindrome da disordine razziale >> sono tante invece, praticamente ne sono tutti malati. Alcuni in forma acuta, altri solo media o lieve"

                                Qualcuno qualche messaggio fa ha scritto che il nipote dell'estrema destra è buttato lì. Invece credo sia "divertente" che il personaggio che scrive nei social messaggini di destra sia per l'appunto innocuo e irrilevante a livello narrativo e che invece il suo "alter" sia indispensabile al sottotesto narrativo sulla questione razziale.

                                Sto ancora riflettendo sul significato che possa avere la scena dell'accoltellamento finale, con tutti quei coltelli esibiti per tutto il film e che poi si rivelano finti. Qualcuno si è dato una spiegazione?

                                La parte gialla ovviamente è solo un pretesto. L'ho trovata sufficientemente interessante anche se alle volte non perfettamente equilibrata tra il voler essere davvero sconvolgente sul lato thriller e il dover essere una sorta di parodia del genere.
                                Ultima modifica di Sebastian Wilder; 07 giugno 20, 09:03.

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