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Knives Out - saga (Rian Johnson)

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  • Originariamente inviato da Sebastian Wilder Visualizza il messaggio
    Sto ancora riflettendo sul significato che possa avere la scena dell'accoltellamento finale, con tutti quei coltelli esibiti per tutto il film e che poi si rivelano finti. Qualcuno si è dato una spiegazione?
    Fa riferimento a una cosa che dice Thremby a Marta a proposito del nipote: "Vede la vita come un gioco senza conseguenze, finché non c'è più alcuna differenza tra un oggetto di scena e un coltello vero".

    Da una parte torna al discorso della rete di menzogne, inganni e false piste con al centro un vuoto da riempire (i coltelli tutti sovrapposti con il buco al centro, che, come ha detto uomocheride, rievocano la figura della ciambella di cui parla Blanc), che nel caso del personaggio di Evans alla fine gli si ritorcono contro sotto forma di sberleffo (il coltello finto).
    Dall'altra si somma a quella serie di piccoli elementi che Thromby si lascia dietro e che continuano ad agire anche dopo la sua morte (ad esempio, il foglietto con l'inchiostro speciale lasciato alla Curtis), in questo caso come se dalla tomba riuscisse ancora a proteggere Marta e fregare il nipote.


    Comunque la parte gialla non è solo un pretesto, è parte integrante del discorso di Johnson (sia del film che della sua filmografia), e lo è da capo a piedi.
    Luminous beings are we, not this crude matter.

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    • Per me la chiave di lettura principale è quella di raccontare la storia un gruppo di privilegiati e il sistema di difesa che si attua per proteggersi tra di essi. Il giallo è un pretesto per raccontare questa cosa. Il regista passa metà a film a schierare i personaggi come pedine opposte nella scacchiera ma ad un certo punto si scopre che sono tutti nello stesso lato della scacchiera. La bugia- la menzogna- la verità...quelli son sottotemi inevitabili quando decidi di raccontare una storia tramite il filtro di un genere che prevede uno ucciso, gente sospettata e così via.
      Ultima modifica di Sebastian Wilder; 07 giugno 20, 10:15.

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      • Stiamo parlando di un filo rosso che attraversa tutta la filmografia di Johnson e che in questa sceneggiatura è pure parecchio lavorato, livello su livello, non un semplice condimento.

        Ovviamente quella della lotta di classe è una tematica primaria, ma sono chiavi di lettura che convivono sovrapposte.

        E' un po' come la scoperta finale sulla vera origine della villa "dinastica", che lavora sul doppio livello, sociale e verità/finzione.
        Ultima modifica di Sir Dan Fortesque; 07 giugno 20, 10:55.
        Luminous beings are we, not this crude matter.

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        • Riflettendoci infatti è parecchia indovinata l'idea che nessuno sia veramente l'assassino, perché alla fine son tutti colpevoli ma di "altro".

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          • Originariamente inviato da Sebastian Wilder Visualizza il messaggio
            Praticamente è un film che urla che i bianchi sono TUTTI razzisti
            Craig e Plummer sono tutt'altro che razzisti (e il secondo è pure un ricco privilegiato)

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            • Sono molto incuriosito dai vostri commenti, in questi giorni me lo guardo!

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              • Originariamente inviato da Lord Vell Visualizza il messaggio
                Craig e Plummer sono tutt'altro che razzisti (e il secondo è pure un ricco privilegiato)
                Anche l'altra domestica (che era solo profittattrice).

                Comunque ora mi è venuto in mente che forse mi sarei aspettato qualche sorpresa riguardante la nonnina, invece Johnson ha fatto solo finta.
                Luminous beings are we, not this crude matter.

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                • Originariamente inviato da Tom Doniphon Visualizza il messaggio
                  Sono molto incuriosito dai vostri commenti, in questi giorni me lo guardo!
                  Se hai Prime Video, lì lo trovi.
                  Luminous beings are we, not this crude matter.

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                  • Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio

                    Se hai Prime Video, lì lo trovi.
                    Sai che in Svizzera purtroppo ci sono limitazioni sul catalogo, non è uguale a quello italiano fortunatamente però c'è su itunes.

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                    • Originariamente inviato da Lord Vell Visualizza il messaggio

                      Craig e Plummer sono tutt'altro che razzisti (e il secondo è pure un ricco privilegiato)

                      Pure la nipote non è razzista, dalla prima scena all'ultima. Non diventa mai razzista. Ma è' un film sul razzismo sistemico dei bianchi, mica sugli schiavisti dei campi di cotone. Certo bisogna saper cosa significa il termine.

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                      • Originariamente inviato da Tom Doniphon Visualizza il messaggio

                        Sai che in Svizzera purtroppo ci sono limitazioni sul catalogo, non è uguale a quello italiano fortunatamente però c'è su itunes.
                        Ah, è vero! Ogni volta mi scordo di questa tua ostinazione a essere svizzero
                        Luminous beings are we, not this crude matter.

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                        • Gran bel film Cena con delitto, tra i miei preferiti dell’anno scorso assieme a Ritratto della giovane in fiamme, Waves e Toy Story 4.

                          Al di là di un semplice discorso di razzismo, io nel film ho visto due chicche che potrebbero essere state ispirate dall’esperienza post-Gli ultimi Jedi del regista-sceneggiatore:
                          1. La ‘confusione geografica’ dei membri della famiglia sulla nazionalità dell’infermiera (brasiliana, paraguaiana, cilena) mi ha riportato alla testa la statunitense di origini vietnamite Kelly Marie Tran, nota tra i fan starwarsiani come la cinese;
                          2. La ricerca disperata di uno stratagemma per invalidare il testamento, in cui il nipote piccolo, sempre con gli occhi fissi sullo smartphone, propone un termine specifico e in tutta risposta il notaio gli fa: “lo hai cercato su Google?”, una sottile frecciatina ai tuttologi del web, a seconda delle esigenze tutti allenatori, virologi, ministri, piloti o, in questo caso, registi e sceneggiatori.

                          Mi piace, perché Rian Johnson ha vinto e ne è consapevole.
                          'They play it safe, are quick to assassinate what they do not understand. They move in packs ingesting more and more fear with every act of hate on one another. They feel most comfortable in groups, less guilt to swallow. They are us. This is what we have become. Afraid to respect the individual. A single person within a circumstance can move one to change. To love herself. To evolve.'

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                          • Sì, c'era anche la frecciatina sulla tipa che ha letto un tweet su un articolo che parlava di Blanc
                            Luminous beings are we, not this crude matter.

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                            • Bei commenti, in questi giorni me lo riguardo

                              Originariamente inviato da p t r l s Visualizza il messaggio
                              Gran bel film Cena con delitto, tra i miei preferiti dell’anno scorso assieme a Ritratto della giovane in fiamme, Waves e Toy Story 4.

                              Al di là di un semplice discorso di razzismo, io nel film ho visto due chicche che potrebbero essere state ispirate dall’esperienza post-Gli ultimi Jedi del regista-sceneggiatore:
                              1. La ‘confusione geografica’ dei membri della famiglia sulla nazionalità dell’infermiera (brasiliana, paraguaiana, cilena) mi ha riportato alla testa la statunitense di origini vietnamite Kelly Marie Tran, nota tra i fan starwarsiani come la cinese;
                              2. La ricerca disperata di uno stratagemma per invalidare il testamento, in cui il nipote piccolo, sempre con gli occhi fissi sullo smartphone, propone un termine specifico e in tutta risposta il notaio gli fa: “lo hai cercato su Google?”, una sottile frecciatina ai tuttologi del web, a seconda delle esigenze tutti allenatori, virologi, ministri, piloti o, in questo caso, registi e sceneggiatori.

                              Mi piace, perché Rian Johnson ha vinto e ne è consapevole.
                              Sì, il personaggio del nipotino troll dell'alt-right è sicuramente una reazione al clima internettiano che Johnson ha "assaporato" appieno con le critiche spropositate e gli insulti ricevuti per The Last Jedi.

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                              • Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio

                                Anche l'altra domestica (che era solo profittattrice).

                                Comunque ora mi è venuto in mente che forse mi sarei aspettato qualche sorpresa riguardante la nonnina, invece Johnson ha fatto solo finta.
                                Già, dimenticavo lei. La nonnina più che una falsa pista per la sorpresa che non c'è mi ha dato l'impressione di essere stata messa lì per servire un indizio per la risoluzione del caso (che a dirla tutta era abbastanza telefonata fin dall'inizio)

                                Originariamente inviato da Sebastian Wilder Visualizza il messaggio


                                Pure la nipote non è razzista, dalla prima scena all'ultima. Non diventa mai razzista. Ma è' un film sul razzismo sistemico dei bianchi, mica sugli schiavisti dei campi di cotone. Certo bisogna saper cosa significa il termine.
                                Sì, ma allora il messaggio del film non è che i bianchi sono tutti colpevoli di razzismo sistemico, perchè in tal caso dovremmo includere anche personaggi come quelli di Plummer e Craig fra i difensori del sistema bianco-centrico, mentre le loro azioni dimostrano il contrario. Casomai è una pellicola che mostra la possibile reazione di un campione (in questo caso una ricca famiglia di bianchi) di fronte alla perdita dei propri privilegi in favore di un'immigrata (smascherando anche le ipocrisie di quelli apparentemente più aperti e progressisti); quindi un particolare che è certamente specchio dell'universale, ma non per forza vuole rappresentare la totalità di quella categoria

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