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TeneT - Christopher Nolan

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  • Prima di dire che il giudizio complessivo del forum aspetterei ancora qualche giorno, ricordo per esempio l'anno scorso che i primi freddi commenti sul film di Tarantino furono seguiti da molti altri che inneggiavano al capolavoro.

    Mi pare che nessuno abbia ancora fatto riferimento alla palese citazione a Casablanca verso il finale, io l'ho trovata un po' messa lì senza motivo.

    EDIT: Chiedo a chi l'avesse rivisto di recente, oltre al nome in qualche modo simile (Saito - Sator) trovate ci siano dei parallelismi con il villain di Inception?
    Ultima modifica di aldo.raine89; 27 August 20, 12:36.

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    • A proposito dell' ultimo gioiello tarantiniano: a Recchioni fece cacare.

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      • Originariamente inviato da MrCarrey Visualizza il messaggio
        Provo a risponderti:
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        Sì però a lei se non sbaglio a un certo punto viene detto di
        Spoiler! Mostra

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        • Originariamente inviato da aldo.raine89 Visualizza il messaggio
          Prima di dire che il giudizio complessivo del forum aspetterei ancora qualche giorno, ricordo per esempio l'anno scorso che i primi freddi commenti sul film di Tarantino furono seguiti da molti altri che inneggiavano al capolavoro.

          Mi pare che nessuno abbia ancora fatto riferimento alla palese citazione a Casablanca verso il finale, io l'ho trovata un po' messa lì senza motivo.

          EDIT: Chiedo a chi l'avesse rivisto di recente, oltre al nome in qualche modo simile (Saito - Sator) trovate ci siano dei parallelismi con il villain di Inception?
          Ma Saito è un villain?
          'They play it safe, are quick to assassinate what they do not understand. They move in packs ingesting more and more fear with every act of hate on one another. They feel most comfortable in groups, less guilt to swallow. They are us. This is what we have become. Afraid to respect the individual. A single person within a circumstance can move one to change. To love herself. To evolve.'

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          • Ma guarda, il personaggio di Watanabe non mi sembrava propriamente un villain, alla fine partecipava anche lui alla missione e anzi diventava l'elemento da salvare. Il villain mi sembrava più il personaggio della Cotillard e gli "anticorpi" del subconscio del personaggio di Murphy. Il personaggio di Branagh l'ho trovato più simile a Bane. Entrambi sputati fuori da un "inferno sulla Terra" ed entrambi in possesso di una bomba

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            • Originariamente inviato da Tom Doniphon Visualizza il messaggio


              Guarda, secondo me si assesta tranquillamente tra i suoi film più brutti e cerco di spiegare perché.


              A scanso di equivoci non credo né che il film sia particolarmente verboso né particolarmente "difficile" e non mi ha dato neanche fastidio che Nolan abbia voluto fare un film più "di genere". Se devo riassumere in poche parole, l'ho trovato un film: irritante, goffo, "arrogante" nel suo inutile e poco riuscito intrico narrativo temporale. L'idea alla base anche interessante si trasforma in un film che non so riassumere diversamente: cinematograficamente goffo e ben poco attraente.

              Il film regge fondamentalmente solo nel primo atto, a un certo punto deraglia e la questione temporale diventa goffa sul piano narrativo ma anche della messa in scena. Branagh è potenzialmente un villain bellissimo e si presenta con alcune battute che fanno venire i brividi (in senso buono), ma poi nel corso del film viene ampliamente sputtanato, in termini di motivazioni, sviluppo, piano generale e sul finale diventa ridicolo. I giochi temporali non hanno una costruzione nel corso del film, c'è un plot twist sul protagonista che al solito è dichiarato verbalmente ma è stato anticipato ben poco. In alcuni contesti i dialoghi sono davvero goffi e tutte le aspettative del primo atto sono disattese. Il terzo atto poi è al limitel del pietoso, anche in termini di montaggio: dal punto di vista puramente action e di gestione della tensione, McQuarrie gli piscia in testa, a Nolan.

              Alla fine cosa abbiamo? Una sorta di spymovie in una salsa sci-fi goffa, con personaggi goffi, dinamiche goffe e un buon cast.

              Non sono poi neanche d'accordo che è il "solito" film di Nolan, perché per dire, parlando di altri film che lavorano sulla temporalità o su piani simili, Inception, Interstellar e Dunkirk hanno delle riprese magnifiche e alcune anche iconiche, per tanti aspetti. In questo non c'è nulla di tutto ciò. Nulla. Alla fine del film non c'è un'inquadratura che ti faccia dire davvero "wow".

              Ci sono, sì, alcuni elementi tipici di Nolan, ma in un film depotenziato degli aspetti migliori ed esacerbati quelli peggiori. Non è neanche una questione di "prendere o lasciare" (manco stessimo parlando di Lynch, Malick o Sokurov): è proprio un film malriuscito.

              Non so se è più brutto di TDKR, ma meglio sicuramente non lo è.


              E' una bella botta leggere queste considerazioni.

              Ma l'effetto reverse come appare nel film? Nel senso sembra quasi un qualcosa che faccia parte naturalmente del processo narrativo, ha il suo momento di spiegazione? Si riesce ad apprezzarlo subito (sia visivamente che narrativamente)?

              Oppure fa un effetto estraneante? A me spaventa molto questa cosa.. la prima volta che l'ho visto nei trailer mi ha fatto pensare a benny hills show e al film di bud spencer, al momento non riesco a trovare un punto di congiunzione tra il modo di fare cinema di Nolan (sempre abbottonato, preciso) con questo espediente così fantasioso
              "So the son saves the father and the father saves the son and it works out perfectly.
              And I draw that line all the way from Phantom Menace to Return of the Jedi.
              That’s the story of Star Wars." - Dave Filoni


              # I am one with the Force and the Force is with me #

              -= If You Seek His Monument Look Around You =-

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              • Nessuno qua dentro che, come il sottoscritto, considera Il cavaliere oscuro - Il ritorno il "Capolavoro" (l'unico, invero) di Nolan? Mi stranisce sempre il fatto che lo si spacci come un merdone concentrandosi su dettagli maldestri delle scene di rissa e non si sottolinei la smodata ambizione (e poco importa che poi non tenga botta fino in fondo sullo sviluppo di alcuni personaggi e sulla risoluzione di certi snodi: almeno ci prova ad intavolare una riflessione politica sofferta ancorché sfuggente ed irrisolta, e solo per questo merita l'applauso), lo sguardo del regista allo stesso tempo partecipe ed impietoso e l'atmosfera di pervasivo annichilimento alla quale si contrappone una frenesia del racconto che si smarca finalmente dall'approccio spettacolare ma spesso algido e pettinato dell'autore, e una generosità di impianto da romanzo d'appendice che rende la chiusa dell trilogia più sbrigliata, senz'altro imperfetta (rispetto a Il cavaliere oscuro e la sua sceneggiatura maggiormente rifinita) ma meno scontata.

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                • Originariamente inviato da Naihir Visualizza il messaggio


                  Ma l'effetto reverse come appare nel film? Nel senso sembra quasi un qualcosa che faccia parte naturalmente del processo narrativo, ha il suo momento di spiegazione? Si riesce ad apprezzarlo subito (sia visivamente che narrativamente)?

                  Oppure fa un effetto estraneante? A me spaventa molto questa cosa.. la prima volta che l'ho visto nei trailer mi ha fatto pensare a benny hills show e al film di bud spencer, al momento non riesco a trovare un punto di congiunzione tra il modo di fare cinema di Nolan (sempre abbottonato, preciso) con questo espediente così fantasioso
                  Evidentemente va a gusti, ma io l'ho trovato alquanto tremendo. Il combattimento corpo a corpo scade talora nel ridicolo involontario, mentre le scene più "fracassone" risultano di difficile intellegibilità, con il risultato di farti estraniare abbastanza, e mai come in questo caso pesa l'assenza di ironia, che avrebbe potuto dare una svolta surreale e fantasiosa alla trovata, mentre il realismo cozza abbastanza. Data la suscettibilità che genera Nolan qui dentro avevo pensato di non intervenire, ma devo dire che resto perplesso dall'ammirazione di taluni, questa volta il Cristoforo mi pare difficilmente difendibile, e passi per alcuni suoi difetti "storici" o se vogliamo aspetti che generano discussione solitamente, ma a mio avviso non funziona proprio come intrattenimento, per trama, spessore dei personaggi e soprattutto messa in scena dell'azione, che risulta valida solo quando in versione "normale". Sono curioso del passaparola, la sala ieri a fine visione era alquanto freddina, per usare un eufemismo.
                  Ultima modifica di Medeis; 27 August 20, 15:07.

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                  • Originariamente inviato da Naihir Visualizza il messaggio



                    E' una bella botta leggere queste considerazioni.

                    Ma l'effetto reverse come appare nel film? Nel senso sembra quasi un qualcosa che faccia parte naturalmente del processo narrativo, ha il suo momento di spiegazione? Si riesce ad apprezzarlo subito (sia visivamente che narrativamente)?

                    Oppure fa un effetto estraneante? A me spaventa molto questa cosa.. la prima volta che l'ho visto nei trailer mi ha fatto pensare a benny hills show e al film di bud spencer, al momento non riesco a trovare un punto di congiunzione tra il modo di fare cinema di Nolan (sempre abbottonato, preciso) con questo espediente così fantasioso
                    L' effetto è volutamente straniante ed è una delle cose che mi sono piaciute dl film, l' unico tocco autenticamente visionario del mappazzone.
                    Ho l' impressione che 'sto film ti piacerà molto, contiene tutti gli elementi per cui dimostri interesse e gradimento.

                    Ultima modifica di mr.fred; 27 August 20, 15:16.

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                    • Originariamente inviato da Bone Machine Visualizza il messaggio
                      Nessuno qua dentro che, come il sottoscritto, considera Il cavaliere oscuro - Il ritorno il "Capolavoro" (l'unico, invero) di Nolan? Mi stranisce sempre il fatto che lo si spacci come un merdone concentrandosi su dettagli maldestri delle scene di rissa e non si sottolinei la smodata ambizione (e poco importa che poi non tenga botta fino in fondo sullo sviluppo di alcuni personaggi e sulla risoluzione di certi snodi: almeno ci prova ad intavolare una riflessione politica sofferta ancorché sfuggente ed irrisolta, e solo per questo merita l'applauso), lo sguardo del regista allo stesso tempo partecipe ed impietoso e l'atmosfera di pervasivo annichilimento alla quale si contrappone una frenesia del racconto che si smarca finalmente dall'approccio spettacolare ma spesso algido e pettinato dell'autore, e una generosità di impianto da romanzo d'appendice che rende la chiusa dell trilogia più sbrigliata, senz'altro imperfetta (rispetto a Il cavaliere oscuro e la sua sceneggiatura maggiormente rifinita) ma meno scontata.
                      Io non mi sbilancio sul capolavoro (termine che per Nolan mi verrebbe da usare su Dunkirk), però per il resto sono d'accordo. Dirò di più, per certe cose lo trovo anche superiore a TDK e in generale trovo che offra una chiusura dell'arco narrativo di Bats eccellente.

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                      • Originariamente inviato da Atlantide Visualizza il messaggio
                        "Viviamo in un mondo crepuscolare"., sono queste le parole che ci introducono a Tenet. Nel crepuscolo dominano due colori il rosso del sole al tramonto e il blu del cielo. In Tenet il rosso rappresenta il presente, il blu, il passato l'inversione. Nolan gira un intrigo internazionale dove il tempo si appiana, si accartoccia e si srotola su se stesso come se fosse uno dei tanti palazzi di Inception. Al centro della vicenda due uomini, che sembrano usciti da "I senza nome" di Melville. La loro è una amicizia basata sull'azione, sul rapporto fisico, sul susseguirsi della missione. Una bellissima e algida donna è prigioniera come una principessa di un perfido oligarca russo, una sorta di Bane arricchito, anche lui sputato fuori da un'inferno sulla terra, una delle tante città fantasma nate dopo la dissoluzione dell'URSS. Come in Looper, l'oligarca russo agisce nel presente per conto del futuro. Per fermarlo i protagonisti dovranno lavorare sui tre fronti dello spazio per fermarlo. Tenet non è solo un bellissimo film, è anche un film sul cinema. Il fatto stesso di farci vedere l'azione in diretta e in reverso non può che ricordare il mandare avanti e indietro la pellicola cinematografica. Non è un caso che quando i protagonisti assistano all'inversione siano davanti a un vetro con dei fori di proiettile, come se fosse appunto la pellicola in 70mm dell'arcadia di Melzo. Nolan gioca con il paradosso del nonno, ci sono scene che letteralmente mi hanno lasciato a bocca aperta - il primo combattimento di Washington e Pattinson nel freespot e il suo reverso -scene di guerra che sembrano uscite da Dunkirk e un'interpretazione di pattinson che veramente ruba la scena a tutti. E' un film di pura azione, dove le scene di dialogo - non così didascaliche come alcuni pensavano - servono solo per far respirare l'azione. Tenet sembra il figlio nato dalla filosofia di Arrival - il conoscere una lingua modifica la nostra percezione del tempo - e dal dinamismo di Mad Max Fury Road. Per me promosso su tutta la linea
                        Finalmente un po' di entusiasmo!



                        Bellissima recensione che purtroppo non vale il film (per quanto mi riguarda).

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                        • grazie fred

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                            Finalmente un po' di entusiasmo!
                            Io non so ancora se sbilanciarmi sull'entusiasmo ma sono più in linea con la rece di Atlantide piuttosto che con le stroncature. Una cosa è certa, ho una dannata voglia di rivederlo seppur di pancia abbia indubbiamente preferito altri suoi film più sulle mie corde.

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                            • Quante stroncature, in un forum di nolaniani doc! Andrò a vederlo ugualmente, ma non subito.
                              https://www.amazon.it/Dario-Argento-...+il+suo+doppio Il mio saggio sul cinema di Dario Argento.

                              "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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                              • Anch'io sono più vicino alla rece di Atlantide e man mano che passano le ore mi piace quello che ho visto. Chiaramente ho bisogno però di altre visioni, ma la sensazione è che potrebbe fare anche l'esatto contrario di Interstellar (che all'inizio mi era piaciuto da morire mentre adesso sono più sul "bello, ma non ci vivrei"). Ora che sto rimettendo insieme i pezzi della trama trovo la struttura del film molto affascinante e, a differenza di altri utenti, l'inversione del tempo facendo scorrere al contrario la pellicola mi sembra un'idea molto bella (e pure originale, o almeno io non credo di aver visto altri film usare questo espediente: nel caso esistano rendetemi meno ignorante per piacere )

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