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TeneT - Christopher Nolan

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  • Visto anch'io.

    Parto col dire che, nella mia personale graduatoria, è ben staccato dagli apici di Nolan (che per me sono Memento, The Prestige, Il cavaliere oscuro e Inception), ma c'è sicuramente una ripresa rispetto a Interstellar e Dunkirk, che io detesto.

    Nel complesso mi è sembrato poco equilibrato nel bilanciare il lato action con quello emozionale.
    Il ritmo è fin troppo indiavolato, ma alla lunga l'azione frenetica, senza mai una sosta per tirare il fiato, più che essere adrenalinica risulta stucchevole e intorpidente, finendo per lasciarmi indifferente a qualunque spettacolo pirotecnico mi trovassi davanti.
    Inoltre, un po' per via della struttura del film e della gestione della tematica temporale, un po' perché le regole del gioco a volte vengono spiegate con un brevissimo preavviso prima di essere impiegate (al contrario di Inception, che sarà pure pieno di spiegoni ma almeno avvengono quasi sempre dopo che un certo evento accade, appunto per spiegarlo), ho trovato diversi momenti telefonati e/o anticlimatici
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    Non voglio dire però che sia un film scontato; ha le sue svolte interessanti e i suoi indizi ben disseminati
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    ma anche qualche caduta di stile
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    In generale ritengo l'idea di manipolazione temporale di questo film senz'altro originale ma narrativamente debole, e ha un senso più scenografico che drammatico. Oltretutto è ulteriormente indebolita da risvolti che sembrano più delle controindicazioni all'idea di base che delle implicazioni consapevolmente sviluppate e impiegate come fulcro tematico.
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    La trama nel suo andamento generale si segue abbastanza facilmente (ogni tanto dovevo farmi un recap del perché fossero nella parte del mondo X a svolgere la missione Y, ma ci si raccapezza), anche se è complicata da un intreccio circonvoluto e nel suo insieme non mi è sembrata molto coesa.
    A me le storie labirintiche nelle quali smarrirsi senza porsi troppe domande tendenzialmente piacciono molto (così come i mind game movie); il problema è che qui c'è poco a cui abbandonarsi: non ci sono le logiche oniriche del Grande Maestro David Lynch, non ci sono le fumose atmosfere di certi noir (penso a film come Il grande sonno o Chinatown), non ci sono i trip allucinati di Vizio di forma, non c'è un piccolo uomo comune che rimane coinvolto in affari più grandi di lui come in Intrigo internazionale.

    L'impressione che ho avuto è stata quella di una storia scritta intorno all'idea di base come puro pretesto per metterla in scena, senza curare troppo la coerenza interna e tanto meno la caratterizzazione dei personaggi (che però non sono volutamente lasciati in secondo piano come in Dunkirk - anzi, in alcuni casi si nota anche un certo sforzo di scrittura per renderli accattivanti).
    Mi sarebbe piaciuto che personaggi ed eventi si intersecassero tra loro, influendo reciprocamente nella costruzione della storia, tanto quanto il reverse si interseca col flusso temporale normale; invece i protagonisti della storia sono mere pedine asservite a Nolan, che li muove a piacimento secondo le sue esigenze
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    • E a proposito dei personaggi, ne ho generalmente apprezzato le interpretazioni (soprattutto quelle di Branagh, di Pattison e della Debicki; Washington invece l'ho trovato funzionale e niente più) ma quasi per nulla la scrittura.
      Il problema principale secondo me è proprio Washington, che è privo del benché minimo spessore e non ha nulla di ciò che di solito contraddistingue i protagonisti dei film di Nolan.
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      Il premio per il personaggio peggio scritto comunque lo vince la Debicki/Kat
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      Per quanto riguarda Pattinson/Neil
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      Salvo giusto Branagh/Sator, che alla fine risulta essere un personaggio più interessante e meno cliché di quanto si prospettasse.
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      Ho apprezzato la colonna sonora di Goransson, meno il sonoro confusionario - e non ha giovato che il volume, nel cinema in cui l'ho visto, fosse a palla: sono uscita col mal di testa più per quello che per star dietro al film

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      • Domani pomeriggio il grande giorno: riuscirà il santissimo Nolan a mantere il percorso di riabilitazione iniziato dall'ottimo Dunkirk dopo una sequela di film fiacchi?
        "Austria, Polonia, Ungheria vi prendete i migranti? No. Ci pagate per mandare via quelli senza permesso di soggiorno? Sempre No. Fantastico! Eccovi dei fondi europei". cit. Alessandro Masala

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        • Originariamente inviato da Enfad Visualizza il messaggio
          E a proposito dei personaggi, ne ho generalmente apprezzato le interpretazioni (soprattutto quelle di Branagh, di Pattison e della Debicki; Washington invece l'ho trovato funzionale e niente più) ma quasi per nulla la scrittura.
          Il problema principale secondo me è proprio Washington, che è privo del benché minimo spessore e non ha nulla di ciò che di solito contraddistingue i protagonisti dei film di Nolan.
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          Il premio per il personaggio peggio scritto comunque lo vince la Debicki/Kat
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          Per quanto riguarda Pattinson/Neil
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          Salvo giusto Branagh/Sator, che alla fine risulta essere un personaggio più interessante e meno cliché di quanto si prospettasse.
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          Ho apprezzato la colonna sonora di Goransson, meno il sonoro confusionario - e non ha giovato che il volume, nel cinema in cui l'ho visto, fosse a palla: sono uscita col mal di testa più per quello che per star dietro al film
          Concordo praticamente su tutta la linea. Pattinson finisce per mangiarsi the protagonist e degli altri si salva solo la buona interpretazione di Branagh di un villain con del potenziale ma esplorato mediocremente (c'è un suo scatto di rabbia magistrale in una scena)

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          • A me Branagh non ha convinto del tutto, a tratti molto centrato ma in altri un po' sopra le righe, quasi una parodia di un cattivo (cosa che credo sia anche voluta). Complimenti Enfad , ottima disanima, che mi trova (a parte Branagh) quasi totalmente d'accordo.

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            • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio

              Che diavolo ha Dunkirk che non va? Rispondo soggettivamente:
              1) Personaggi di cui non te ne frega nulla perchè la storia non è in grado di farti appassionare a loro. Potrebbe valere il vecchio trucco di scrittura per cui ti appassioni di qualcuno quando è vittima di qualcosa, ma in realtà sappiamo si tratta di un film di guerra, quindi da entrambe le parti, sia la fanteria tedesca che quella inglese è composta da persone (i militari) che non sono lì per loro scelta.
              2) Trovo profondamente offensivo per l'intelligenza dello spettatore vedere dei personaggi che temono di venire "screditati" per essersi salvati da una missione suicida, visto che è stato il loro stesso popolo ad averli salvati
              3) Il finale è di un retorico e melenso irritante, addirittura c'è il vecchietto cieco che distribuisce coperte
              4) Le parti più interessanti (un gruppo di soldati che se la prendono con un francese perchè temono sia una spia, un omicidio che viene nascosto) non vengono mai sviluppati al pieno del loro potenziale
              per me dunkirk è il peggiore film di nolan e ho gia scritto il perchè, comunque film noioso, retorico, super patriottico e con personaggi che fanno cose stupide e lo so che è una storia vera

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              • Non ci dimentichiamo quel PPP finale su Branagh che pronuncia un vibrante "La Patria!", seguito dal controcampo di 20-pescherecci-20, commentati da una musica così tronfia, manco fosse l'intera flotta alleata che sbarca in Normandia.

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                • Per me invece i film meno riusciti di Nolan sono The Dark Knight Rises e Tenet. Dunkirk in una classifica personale lo collocherei in una fascia media, più o meno come Interstellar.

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                  • L'ho visto anch'io qualche giorno fa. Dal momento che il film è già stato sviscerato praticamente in ogni maniera possibile cercherò di essere sintetico: In sostanza mi è piaciuto, ma con più di una riserva; e mi trovo d'accordo con chi lo aveva definito un film autocompiaciuto e autoreferenziale (non che sia di per sè un difetto), e condivido la definizione di "primo film in cui Nolan è consapevole di essere Nolan (ovvero del seguito che ha e della sua percezione del suo stile da parte del pubblico); infatti la pellicola presenta diversi rimandi al resto della sua filmografia, uno su tutti
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                    . La mia idea è che stavolta abbia deciso che era finalmente arrivato il momento di girare il grosso film di spionaggio che voleva fare da tanto tempo, ma ovviamente doveva passare attraverso il suo filtro, e che quindi l'abbia trasformata in una sfida sia per il pubblico sia per se stesso; da qui la sceneggiatura ancora più cervellotica e la struttura ancora più arzigogolata del solito. Uno dei problemi principali l'ho riscontrato quindi non tanto nella complessità delle regole del gioco (che invece sono abbastanza semplici), quanto nella sfilacciatura narrativa, che assieme al ritmo forsennato e alla verbosità di certe sequenze non rende proprio un'impresa facilissima stare al passo con la narrazione (in particolare nell'atto finale ho avuto qualche difficoltà a comprendere lo svolgimento della missione nei dettagli, sarà anche che ci si arriva dopo un bombardamento incessante di informazioni elargite per tutta la durata del film), e la dilatazione di certe sequenze d'azione non aiuta in tal senso (problema che Nolan ha sempre avuto, anche se talvolta riesce a mascherarlo meglio).
                    Mi ritrovo in molti punti della recensione di Enfad, in particolare per quanto riguarda la gestione dei personaggi, dell'elemento fantascientifico. Il Protagonista di Washington è decisamente lontano dai canoni dei protagonisti nolaniani
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                    Il personaggio più nolaniano del lotto risulta essere quello della Debicki, che però è pure quello con più problemi di scrittura, e alla fine ha pure un momento che si presta molto a parodie varie quando
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                    Pure io ho preferito Neil/Pattinson
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                    e Branagh/Sator, che viene inizialmente presentato come una sorta di Flavio Briatore russo, e successivamente si rivela essere un personaggio ben più sfaccettato e interessante di quanto sembrasse (per quanto non penso che passerà alla storia del cinema), e anch'io ho trovato le sue motivazioni coerenti con la caratterizzazione mostrata nel corso della storia.
                    Così come pure io ho trovato l'idea della manipolazione temporale affascinante, ma troppo asservita alla narrazione, oltre che non particolarmente appagante sul piano visivo. In Inception, giusto per fare il paragone più ovvio, la tematica della manipolazione dei sogni era meglio sviluppata nel contesto narrativo, e permetteva anche di regalare alcune sequenze dalla forte carica immaginifica. Quanto al messaggio generale del film
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                    In cabina di regia Nolan sa sempre il fatto suo, anche se stavolta mi è sembrato che mancasse un'immagine veramente iconica (un discorso simile si potrebbe fare per le frasi cult per le quali molti suoi film sono celebri, anche se da quel punto di vista qualcosa di degno di nota c'è, come l'ultimo dialogo fra Washington e Pattinson e la frase che chiude la pellicola); è migliorato nelle scene d'azione, soprattutto nei combattimenti corpo a corpo, però concordo con chi dice che McQuarrie, giusto per fare un esempio, sta proprio su un altro livello su quel versante. La fotografia di Hoyte Van Hoytema è sempre una garanzia, anche se stavolta mi è sembrato più standard e "asettico" rispetto ad altri suoi lavori. Ho apprezzato anche la colonna sonora di Goransson, essenziale e aderente alle immagini (i brani più immediati, quelli già usati nei trailer, restano in testa abbastanza facilmente).
                    E con questo dovrei aver finito, meno male che dovevo essere sintetico

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                    • Christopher Nolan promuove la strategia distributiva attuata dalla Warner per portare Tenet al cinema durante una pandemia...
                      "Austria, Polonia, Ungheria vi prendete i migranti? No. Ci pagate per mandare via quelli senza permesso di soggiorno? Sempre No. Fantastico! Eccovi dei fondi europei". cit. Alessandro Masala

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                      • Un appunto: sul sito di the space diceva che il biglietto, a qualsiasi orario e a qualsiasi giorno era di 4,90€ e invece ne abbiano dovuti sborsare ben 7,90€ e non potevamo nemmeno togliere la maschera durante la visione. Affanculo, mai più, finché le cose restano così, mai più al cinema che già odiavo prima... Al solito poi la proiezione era troppo scura, tanto che la faccia di Washington sembrava una blackface, tanto che appena si vedevano gli occhi e i denti...

                        Venendo a sta tremenda fetenzia. Non ho molto da dire, però non ho problemi col dire che ho capito poco o nulla della storia. E non tanto per l'ingarbugliamento, ma proprio perché raccontata malissimo e si seguiva con notevole fatica. Colpa di dialoghi orrendi, personaggi impalpabili e scene davvero brutte. Una messa in scena ridicola dall'estetica asettica e poverissima. L'idea di base aveva il suo potenziale, ma nella pratica hai scene di scarsissimo impatto che tendono al ridicolo involontario e una scena madre finale che è un casino in una location totalmente spoglia, priva di dettagli e di cui non capisci niente, non ti interessa niente e non sai se essere imbarazzato per quello o per la crema solare sulla schiena di Brannagh nella scena finale, che fondamnetalmente fa la versione più scema ed esagerata dello stesso personaggio che aveva fatto in Jack Ryan qualche anno fa. Una porcheria incredibile, insomma, non è bello da nessun punto di vista, nemmeno quello più ludico, ti fa solo venire un nervoso e nausea. Avevo riacceso le speranze con Dunkirk, ma niente da fare. Un vero peccato.
                        "Austria, Polonia, Ungheria vi prendete i migranti? No. Ci pagate per mandare via quelli senza permesso di soggiorno? Sempre No. Fantastico! Eccovi dei fondi europei". cit. Alessandro Masala

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                        • Breve e conciso.

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                          • Io ho pagato 6,80 euro e ho potuto abbassare la mascherina, le regole cambiano da regione a regione e da struttura a struttura.

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                            • A me è piaciuto molto sopratutto per la sua impostazione filosofica. Il mettere in discussione i concetti tradizionali di causa ed effetto. Propabilmente riprende da Terminator il concetto di minaccia proveniente dal futuro. Devo recuperare ancora Dunkirk ma credo che Nolan non ha mai sbagliato un colpo.

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                              • Originariamente inviato da Willy Bruschi Visualizza il messaggio
                                A me è piaciuto molto sopratutto per la sua impostazione filosofica. Il mettere in discussione i concetti tradizionali di causa ed effetto. Propabilmente riprende da Terminator il concetto di minaccia proveniente dal futuro. Devo recuperare ancora Dunkirk ma credo che Nolan non ha mai sbagliato un colpo.
                                Infatti è proprio così. Dunkirk non fa eccezione, anzi.

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