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No Time To Die - 007

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  • Originariamente inviato da Sensei Visualizza il messaggio
    Il Bond dell'era Daniel Craig è quello della mia generazione
    beh, beato te! Il primo Bond che ho visto al cinema è stato La spia che mi amava .... come volano in fretta gli anni!

    ho visto questo ultimo Bond .... che dire .... mi è piaciuto, mi ha colpito, molto coraggioso, direi iconoclasta, la conclusione perfetta per quanto fatto nei 5 film con Craig. E' anche perfidamente ingannevole vista la parte iniziale che ti fa pensare ("tranquillizzandoti") ad un vero e proprio ritorno al "classico". Poi può piacere o non piacere ma di certo va lodata l'audacia, la voglia di cambiare, che non è poco visto che molto cinema attuale soffre di sindrome di già visto.

    Ora non so cosa si inventeranno per il futuro, e la cosa mi inquieta non poco ... ma direi che è giusto dare fiducia e aspettare. Ma di sicuro colui (?) che interpreterà il next-Bond avrà una bruttissima gatta da pelare dopo Craig e questa mini-saga-reboot


    "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


    Votazione Registi: link

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    • Originariamente inviato da David.Bowman Visualizza il messaggio
      beh, beato te! Il primo Bond che ho visto al cinema è stato La spia che mi amava .... come volano in fretta gli anni!

      ho visto questo ultimo Bond .... che dire .... mi è piaciuto, mi ha colpito, molto coraggioso, direi iconoclasta, la conclusione perfetta per quanto fatto nei 5 film con Craig. E' anche perfidamente ingannevole vista la parte iniziale che ti fa pensare ("tranquillizzandoti") ad un vero e proprio ritorno al "classico". Poi può piacere o non piacere ma di certo va lodata l'audacia, la voglia di cambiare, che non è poco visto che molto cinema attuale soffre di sindrome di già visto.

      Ora non so cosa si inventeranno per il futuro, e la cosa mi inquieta non poco ... ma direi che è giusto dare fiducia e aspettare. Ma di sicuro colui (?) che interpreterà il next-Bond avrà una bruttissima gatta da pelare dopo Craig e questa mini-saga-reboot

      Beh, il tuo primo è stato uno dei migliori
      Da bondiano fin da piccolo, il primo 007 che ho visto in sala è stato… questo! Strano se ci penso, ma non ero mai riuscito a vederne uno al cinema prima.
      'They play it safe, are quick to assassinate what they do not understand. They move in packs ingesting more and more fear with every act of hate on one another. They feel most comfortable in groups, less guilt to swallow. They are us. This is what we have become. Afraid to respect the individual. A single person within a circumstance can move one to change. To love herself. To evolve.'

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      • Originariamente inviato da David.Bowman Visualizza il messaggio
        Ora non so cosa si inventeranno per il futuro, e la cosa mi inquieta non poco ... ma direi che è giusto dare fiducia e aspettare. Ma di sicuro colui (?) che interpreterà il next-Bond avrà una bruttissima gatta da pelare dopo Craig e questa mini-saga-reboot
        In effetti questo diventerà a breve un tema caldo: come dovrebbe essere il nuovo Bond? E non parlo dell'interprete, ma del tono e dell'impostazione che verranno scelti per il nuovo ciclo: meglio tornare a film più autoconclusivi o continuare sul solco di Craig creando una mini-saga? Meglio mantenere un tono più serioso o tornare a una versione di Bond più scanzonata e godereccia? C'è un fondato rischio di scontentare qualcuno a prescindere dalla scelta fatta.

        Invece leggendo anche il bel commento di Sensei ho l'impressione che questo film finora stia mettendo d'accordo tutti, bene o male ci abbiamo visto gli stessi pregi e difetti. Mi aspettavo creasse più dibattito.

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        • Originariamente inviato da Admiral Ackbar Visualizza il messaggio
          In effetti questo diventerà a breve un tema caldo: come dovrebbe essere il nuovo Bond? E non parlo dell'interprete, ma del tono e dell'impostazione che verranno scelti per il nuovo ciclo: meglio tornare a film più autoconclusivi o continuare sul solco di Craig creando una mini-saga? Meglio mantenere un tono più serioso o tornare a una versione di Bond più scanzonata e godereccia? C'è un fondato rischio di scontentare qualcuno a prescindere dalla scelta fatta.
          penso che sarà un bel brainstorming tra produttori e sceneggiatori, il discorso dell'interprete è essenziale ma ovviamente consequenziale. Prima dovranno decidere che taglio dare al prossimo film. E non sarà facile, ma immagino che abbiano già delle idee concrete in merito. Per me faranno un nuovo reboot, azzardo un pronostico

          Originariamente inviato da Admiral Ackbar Visualizza il messaggio
          ho l'impressione che questo film finora stia mettendo d'accordo tutti, bene o male ci abbiamo visto gli stessi pregi e difetti. Mi aspettavo creasse più dibattito.
          chi ha amato la mini-saga con Craig dovrebbe quasi in automatico approvare questo film, perchè mi pare il finale più logico e "inevitabile" dell'intera operazione iniziata con Casino Royale

          "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


          Votazione Registi: link

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          • Vagando su facebook ho beccato persone che si definiscono "bondiani tradizionalisti" ritenere questo film "irricevibile". Ma non credo che possa essere un dato indicativo di una possibile insurrezione social stile The Last Jedi.

            Comunque il dopo Craig non sarà sicuramente facile. Chissà che non ripeschino Danny Boyle per rilanciare il personaggio (la persona sbagliata per chiudere la storia di Craig ma forse quella giusta per dare vita ad una nuova iterazione).

            Certo è che si capisce molto bene il perché molti puntino sull'attore di Bridgerton per il dopo Craig.

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            • Questo qua è fuori di testa!

              https://collider.com/stanley-kubrick...ga-update-hbo/

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              • Originariamente inviato da Bone Machine Visualizza il messaggio
                Ma passare del tempo con i famigliari ancora in vita di Kubrick come aiuterebbe il progetto? Infusione divina?
                Ultima modifica di The Fool; 07 ottobre 21, 21:34.

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                • Ho visto il film e mi è piaciuto tantissimo. Dolente, romantico, autodistruttivo, solitario, il Bond di Craig è stato veramente unico e merita giustamente di essere tramandato e diventare leggenda

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                    • Originariamente inviato da - Rasputin - Visualizza il messaggio
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                      • Ieri una dichiarazione su Batman (è l' unico supereroe su cui potrei mai lavorare) e oggi una su Bond.
                        Quanti sbadigli.
                        Villeneuve has his eye on Bond, but he knows rebooting the franchise after Daniel Craig is a "big challenge."

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                        • Stavo pensando a come questa saga abbia sfruttato il cliché della morte di un personaggio giocando sempre a carte scoperte: solitamente questi esce di scena, tutti lo credono morto e poi si rivede in un film successivo. In Skyfall, invece, Bond “muore” tutti ci credono fuorché lo spettatore, che lo può vedere in azione dall’altra parte del mondo. In sostanza non c’è più un buco in quel lasso di tempo, anzi il pubblico sa esattamente cosa è successo. Lo stesso accade all’inizio di No Time To Die, in cui sì, Bond è in pensione, ma mi pare di capire che M lo credesse morto. Eppure noi lo vediamo (e io come minimo gli invidio la tenuta).




                          Ho apprezzato anche la manovra “a tenaglia” per chiudere il ciclo Craig (un gun barrel integrato nel finale del film, così come in Casino Royale era posto all’inizio) e l’intera saga (un finale che riporta alla mente la Crab Key del dottor No).
                          'They play it safe, are quick to assassinate what they do not understand. They move in packs ingesting more and more fear with every act of hate on one another. They feel most comfortable in groups, less guilt to swallow. They are us. This is what we have become. Afraid to respect the individual. A single person within a circumstance can move one to change. To love herself. To evolve.'

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                          • Originariamente inviato da Admiral Ackbar Visualizza il messaggio
                            In effetti questo diventerà a breve un tema caldo: come dovrebbe essere il nuovo Bond? E non parlo dell'interprete, ma del tono e dell'impostazione che verranno scelti per il nuovo ciclo: meglio tornare a film più autoconclusivi o continuare sul solco di Craig creando una mini-saga? Meglio mantenere un tono più serioso o tornare a una versione di Bond più scanzonata e godereccia? C'è un fondato rischio di scontentare qualcuno a prescindere dalla scelta fatta.

                            Invece leggendo anche il bel commento di Sensei ho l'impressione che questo film finora stia mettendo d'accordo tutti, bene o male ci abbiamo visto gli stessi pregi e difetti. Mi aspettavo creasse più dibattito.
                            I difetti quelli sono, in primis un cattivo insulso interpretato da un mediocre attore, è il villain peggiore dell'era Craig indubbiamente, forse se la gioca per evitare l'ultimo posto solo con quello di Quantum of Solace.

                            Il nuovo Bond sarà più solare sicuramente, hanno già la strada tracciata facile da seguire.

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                            • La serie con Daniel Craig come interprete del mitico agente segreto si era in qualche modo già conclusa col precedente “Spectre”. Il secondo film con Mendes in cabina di regia non aveva raggiunto per qualcuno (ma non annoveratemi fra questi) le vette degli episodi più memorabili della serie. Visivamente splendido e ricercato, pieno di sequenze dal sapore classico ma rivitalizzate da effetti speciali di primordine ed una coreografia action molto concreta, quasi Nolaniana, con un villain megalomane e nello stesso tempo riemerso dal remoto trascorso del nostro eroe, il film si era concluso con una scena finale che aveva in un certo senso determinato il tradimento del personaggio. Una figura che, a partire dal primo Casino Royale, gli autori si erano sforzati di rendere un tantino più complessa, un po’ meno “al servizio di sua maestà” e un po’ più dubbiosa, fragile, umana (complice anche l’interpretazione sanguigna e un po’ meno aristocratica di un Craig superlativo), sugellando tale percorso di trasformazione con una fuga d’amore abbastanza improbabile dopo l’ultima “mission accomplished”.

                              Senza quell’episodio “controverso” forse non si riuscirebbe a tirare veramente le fila di quest’ultimo. E non solo perché il simbolo della piovra ritorna in continuazione, in modo ossessivo, ma proprio perché Bond 25 comincia proprio da quel gesto di rinuncia al ruolo che aveva assunto molte sfumature senza chiarirne veramente l’essenza: era un saluto al personaggio? Oppure una bandiera bianca, uno sberleffo, una rivincita, un pre-pensionamento, una luna di miele… Era un po’ tutte queste cose insieme e in fin dei conti nessuna. Perché Craig, tra gli interpreti più convincenti di 007, meritava di salutare il suo pubblico con qualcosa di più celebrativo ed emozionante che una sgommata al tramonto con pupa al suo fianco. Perché certe figure di contorno si erano via via tramutate in veri propri personaggi di cui valeva la pena raccontare qualcosa in più. Perché forse occorreva, dopo anni di attesa di un nuovo capitolo e una moltitudine di vane disquisizioni su chi potesse raccogliere l’eredità dell’iconico personaggio (ancora caucasico? Ancora maschio? Ancora etero?) dicevo, forse occorreva ribadire una volta per tutte che l’unico vero 007 possibile si chiama James, James Bond.

                              Vero è che, per fare tutto questo, "No Time to Die" sembra inizialmente adagiarsi sul collaudato modello Marvel Cinematic Universe, dando l'impressione che tutto ciò che vediamo accadere sia stato pianificato con una certa freddezza calcolatrice, come se il racconto fosse stato studiato su una scacchiera computerizzata: un lavoro certosino ricolmo di citazioni ammiccanti, personaggi (qualcuno ha fatto “Nomi”?) inseriti giusto per forzare un paio di battute e poco altro, echi di motivi classici centellinati a dovere, l’incontro con Blofeld come ennesima rivisitazione di Hannibal Lecter, un tunnel che da sfondo si trasforma nell’iconico gunbarrel... Intendiamoci, sono tutte cose che non danno fastidio, ma che sembrano inserite a forza in uno spettacolo che sta ancora cercando un suo stile mentre scorre sullo schermo, e che per modalità di svolgimento dell’azione, una certa stanchezza nel motivare il “cattivo” e una moltitudine di personaggi che fungono troppo spesso da Deus Ex Machina (oltre a Q, a Moneypenny e a Felix Leiter c’è l’agente interpretato dalla splendida Ana De Armas, una wonder-woman che, anche se solo per pochi minuti, ruba davvero la scena), pare uno degli ultimi scanzonati episodi di Mission: impossible.

                              Poi, ad un tratto, avviene qualcosa. E quel qualcosa aggiunge una variabile che non avevamo considerato. Un ingrediente che rende veramente degno questo Bond di essere annoverato fra i migliori. James si rende conto che non potrà mai rinunciare ad essere lui 007, che non potrà esserci fuga, non ci saranno dimissioni o pensionamenti. Non ci saranno sostituzioni. Ci possono essere solo nuove missioni, e forse questa è la più importante di tutte. Non si può cedere il ruolo quando si è diventati un simbolo. Si può solo fare un’ultima cosa: restare immortalati in una mitica ultima immagine dell’eroe che, ferito, stremato e vincitore, al posto di una Walter Ppk stringe un simpatico coniglio di peluche.
                              Missione compiuta.
                              Ultima modifica di Gryzor; 09 ottobre 21, 14:07.

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                              • Uh! Già però ,dato che trattasi di "solo-un-fumettone-cristo-santo" bisogna (?) tirare una riga e pensare ad una fiction più "seria" come "The Americans", anch'essa giocata sulla impossibilità di fatto di sganciarsi dal ruolo (di Agente Segreto) , perfino quando i referenti istituzionali vengono teremotati dalla Storia. Dove si spara ed ammazza ma poi tocca sostenere un profilo borghese sostenendo la copertura con un lavoro comune ( mica la bella-vita, caro lei...) e l'educazione della prole , magari "interpretando" contemporaneamente altri ruoli "familiari" (mica solo scop***, caro Bond, James Bond...). E ti devi cambiare le cassette da solo del registratore per le intercettazioni, non diavolerie fighette pronto uso. Poi che palle sempre lìcon spillette , parrucche e baffi finti per camuffarsi, non smoking su misura neh...

                                E' un po' giocare al "...più puro...". Dici che sei antifascista e ti salterà innanzi qualcuno che per fare quello sveglio, brillante ed equilibrato si professerà anche anticomunista .Segue variante dell'antifascista/anticomunista però stufo di vecchie ideologie...Cosa che userà per squalificarti se darai un giudizio non conciliante (Oddio, politicamente scorretto!!!) su questioni attuali che potrebbero inficiare la sua indimostrata "saggezza". Che poi è "solo-un-berluscone-cristo-santo".
                                Ultima modifica di henry angel; 09 ottobre 21, 06:00.
                                "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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