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No Time To Die - 007

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  • Originariamente inviato da Sensei Visualizza il messaggio

    I difetti quelli sono, in primis un cattivo insulso interpretato da un mediocre attore, è il villain peggiore dell'era Craig indubbiamente, forse se la gioca per evitare l'ultimo posto solo con quello di Quantum of Solace.

    Il nuovo Bond sarà più solare sicuramente, hanno già la strada tracciata facile da seguire.
    Mamma mia Malek veramente pessimo, nel lungo dialogo finale fa facce e faccette in continuazione che fastidio. Poi aggiungerei anche che Fukunaga nella parte centrale adotta una regia che non so come definire se non televisiva, non lo considero un grande regista però mi aspettavo un modo di gestire il tutto un po' meno compassato. Nel complesso poi il film è bello però appunto forse con un regista ed un villain diverso sarebbe stato anche meglio, Ana De Armas ci mette 3 secondi a rubare la scena Malek pare sempre uno di passaggio

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    • De Armas promossa da tutti in pratica, l'azione a Cuba si lega bene al suo carattere spigliato, basta vedere quando distrugge l'impalcatura con la macchina senza pensarci due volte.

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      • Visto. Film di luci e ombre: punta forte sui momenti emotivi, ma la trama non è da prendere troppo sul serio, e viene detto esplicitamente ad un certo punto
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        Viene coerentemente portata avanti l'opera di decostruzione e umanizzazione del protagonista iniziata con CR -anche premendo sull'aspetto drammatico, ma al tempo stesso c'è una forte riappropriazione degli elementi classici della saga, anche più che in Spectre, e il ritorno alla leggerezza del passato (il personaggio macchietta dello scienziato sarebbe sembrato un alieno nei primi film di Craig). Inoltre sempre nell'ottica del "non prendersi sul serio" c'è molta autoironia sui clichè della serie, tuttavia soprattutto nella seconda parte la pellicola rimane "vittima" di alcuni di questi clichè (non solo di 007, ma in generale dei film di questo tipo); praticamente tutto quello che succede può essere previsto con un certo anticipo
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        l'unica cosa veramente imprevedibile è
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        Su una cosa in particolare sono molto d'accordo con gli altri commenti: il villain è uno dei più pezzenti in assoluto della serie (ma non solo), a tratti mi ha ricordato Neander Wallace di BR 2049, posto che l'interpretazione di Malek l'ho abbastanza apprezzata (supercazzola finale a parte, ma la scrittura non lo aiuta). Al di là di tutte le facilonerie il film funziona come pellicola d'intrattenimento (non ha mai mezzo momento morto nonostante la durata gargantuesca, e anch'io ho apprezzato in particolare il segmento cubano), e come chiosa dell'era Craig, soprattutto per merito di quest'ultimo, sempre più in palla e padrone del personaggio; di fatto lui è il film. Sul finale
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        Fukunaga se la cava in cabina di regia, ho apprezzato in particolare alcune soluzioni tipo lo stacco dall'opening alla scena dell'irruzione al laboratorio, certe dissolvenze e l'uso del dettaglio. L'azione non è particolarmente creativa, ma grintosa e ben realizzata; per essere la sua prima prova ha dimostrato di saperci fare. Colonna sonora direi meglio di Dune, ma comunque uno Zimmer abbastanza standard, a parte il main theme (che poi è quello integrato nella canzone), a restare impressi sono soprattutto i molteplici utilizzi dell'iconico tema bondiano. Fotografia veramente bella, e direi anche location utilizzate benissimo (particolare il set finale dell'isola)

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        • Posto che " non prendersi troppo sul serio" sta ai primissimi posti della hit parade delle frasi fatte...Lo step successivo alle "...solite cose" , per risolverla più " finemente" pare dunque essere non dare alcuna spiegazione vagamente credibile? Una formula tipo "Lost", dove giustificavano una stranezza con ...Due stranezze.
          "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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          • Nel frattempo Villeneuve ha dichiarato che amerebbe lavorare a un film di Bond.
            Secondo me in questo momento serve altro, uno 007 "villeneuviano" me lo immagino non troppo distante nei toni dalla saga di Craig.

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            • Originariamente inviato da Admiral Ackbar Visualizza il messaggio
              Nel frattempo Villeneuve ha dichiarato che amerebbe lavorare a un film di Bond.
              Secondo me in questo momento serve altro, uno 007 "villeneuviano" me lo immagino non troppo distante nei toni dalla saga di Craig.
              Esatto, però appunto bisogna capire che taglio vogliono dare al prossimo Bond. Effettivamente per riavvicinare alla saga le generazioni più giovani sarebbe buono un Bond più battutaro e leggero, senza magari perdere alcune Delle caratteristiche molto interessanti dell'ultimo Bond di Craig

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              • Ma ragazzi, parlate di leggerezza e battutine per acchiappare il pubblico giovane come se il Bond di Craig fosse lo standard in questa saga, quando invece quelle erano caratteristiche molto marcate soprattutto nei Bond di Brosnan e Moore.

                Per il futuro, secondo me un nuovo reboot che va a ricostruire il personaggio sarebbe ripetitivo (al nuovo cambio attore che dovrebbero fare, un altro reboot ancora?). Viste queste fisime che, a leggere in giro, tanti si fanno sulla "continuity", io fossi un produttore sarei ancora più provocatorio: nuovo attore per James Bond, ma confermati Ralph Fiennes, Naomie Harris e Ben Whishaw nei loro ruoli (come fatto con Judi Dench in Casinò Royale), opzionali gli altri personaggi (Lashana Lynch, a seconda dello spazio da dare all'MI6 [oppure, ma mi rendo conto che narrativamente sarebbe difficile, perché non utilizzarla come "nuovo Felix"?], Lea Seydoux invece è troppo legata a Craig, quindi fuori).

                Assodato questo desiderio, giusto per incasinare ancor di più la "continuity", devo dire che sarebbe intrigante l'idea espressa da Cosmo di ambientarlo negli anni '50-'60, in modo da potersi sbizzarrire con gli elementi più stravaganti che caratterizzavano la saga. Sarebbe bello se, nel fare questo, riadattassero in ordine i libri di Fleming, ma sarebbe assai complicato: ci sono film che dei libri hanno il titolo, altri che prendono spunto/fanno un mischione di più libri, altri tutto sommato sono abbastanza fedeli, senza contare che bisognerebbe cominciare un'altra volta con Casinò Royale. Insomma, il rischio di essere troppo ripetitivi sarebbe molto alto.

                Penso che alla fine si proseguirà come fatto finora, lasciandosi influenzare da ciò che accade nel mondo.
                'They play it safe, are quick to assassinate what they do not understand. They move in packs ingesting more and more fear with every act of hate on one another. They feel most comfortable in groups, less guilt to swallow. They are us. This is what we have become. Afraid to respect the individual. A single person within a circumstance can move one to change. To love herself. To evolve.'

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                • Originariamente inviato da p t r l s Visualizza il messaggio
                  Ma ragazzi, parlate di leggerezza e battutine per acchiappare il pubblico giovane come se il Bond di Craig fosse lo standard in questa saga, quando invece quelle erano caratteristiche molto marcate soprattutto nei Bond di Brosnan e Moore.

                  Per il futuro, secondo me un nuovo reboot che va a ricostruire il personaggio sarebbe ripetitivo (al nuovo cambio attore che dovrebbero fare, un altro reboot ancora?). Viste queste fisime che, a leggere in giro, tanti si fanno sulla "continuity", io fossi un produttore sarei ancora più provocatorio: nuovo attore per James Bond, ma confermati Ralph Fiennes, Naomie Harris e Ben Whishaw nei loro ruoli (come fatto con Judi Dench in Casinò Royale), opzionali gli altri personaggi (Lashana Lynch, a seconda dello spazio da dare all'MI6 [oppure, ma mi rendo conto che narrativamente sarebbe difficile, perché non utilizzarla come "nuovo Felix"?], Lea Seydoux invece è troppo legata a Craig, quindi fuori).

                  Assodato questo desiderio, giusto per incasinare ancor di più la "continuity", devo dire che sarebbe intrigante l'idea espressa da Cosmo di ambientarlo negli anni '50-'60, in modo da potersi sbizzarrire con gli elementi più stravaganti che caratterizzavano la saga. Sarebbe bello se, nel fare questo, riadattassero in ordine i libri di Fleming, ma sarebbe assai complicato: ci sono film che dei libri hanno il titolo, altri che prendono spunto/fanno un mischione di più libri, altri tutto sommato sono abbastanza fedeli, senza contare che bisognerebbe cominciare un'altra volta con Casinò Royale. Insomma, il rischio di essere troppo ripetitivi sarebbe molto alto.

                  Penso che alla fine si proseguirà come fatto finora, lasciandosi influenzare da ciò che accade nel mondo.
                  Chiarisco: ne sono ben consapevole che sarebbe da un certo punto di vista un ritorno alle origini però appunto Bond si deve adattare al cinema che lo circonda e questo ritorno, almeno in parte, per me sarebbe una scelta saggia. Sul mantenere M, Q e chi ti pare poi sono d'accordo

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                  • Un bond ambientato negli anni 50 ma con personaggi e interazioni che per forza devono essere moderne non avrebbe senso di esistere. Era fellini ad aver detto che la saga di Bond era interessante perché ogni film è perfettamente figlio del suo tempo?. Ecco se viviamo in un'epoca in cui il cruccio è la questione ambientale e non l'edonismo degli anni 80 inutile che sognate un Bond edonistico in futuro.

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                    • Io per il prossimo vorrei un Bond un tantino più solare (che non significa necessariamente riportarlo ai territori camp del Bond di Moore) e fresco, con un Bond giovane e atletico, ovviamente essendo un film di Bond per me DEVE avere una ambientazione contemporanea e deve essere quindi figlio del suo tempo, magari con delle scene action che si ispirano a film come The Raid o John Wick.
                      Ecco, vedrei per l'appunto bene un Bond diretto da Gareth Evans, oppure addirittura da Matthew Vaughn (che è un noto fan della saga).

                      Villeneuve sarebbe stato perfetto per un Bond di Craig, Spectre diretto da lui sarebbe stato decisamente un film molto più interessante.

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                      • Beh, che dire? Un Bond che può stare stare tranquillamente tra i classici della saga (e questo è il complimento migliore che si possa fare oggi a un nuovo film di Bond), sicuramente il migliore dai tempi di GoldenEye e Casino Royale. Craig conclude il suo percorso in maniera degna
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                        e si conferma degno della pesantissima eredità che gravava sulle sue spalle, aggiungendo un bel pezzo di storia al mito di Bond. Forse il migliore dai tempi di Connery, sicuramente quello che ha osato di più. Belli gli omaggi al film con Lazenby, punto di riferimento dichiarato già dal finale del film precedente.

                        Ora saranno ca**i amarissimi per il successore, che ha tutta la mia solidarietà già da ora

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                        • Anche per me il Bond contemporaneo è la prima scelta, in modo da mantenerlo come specchio dei tempi. Il Bond retrò, però, sarebbe qualcosa di sperimentale che potrebbe generare cose interessanti.
                          Un Bond alla The Raid sarebbe altrettanto sperimentale, ma non penso verrà seguita questa strada.
                          'They play it safe, are quick to assassinate what they do not understand. They move in packs ingesting more and more fear with every act of hate on one another. They feel most comfortable in groups, less guilt to swallow. They are us. This is what we have become. Afraid to respect the individual. A single person within a circumstance can move one to change. To love herself. To evolve.'

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                          • Ingarbugliato pachiderma coi piedi d'argilla, che fine ingloriosa mister Bond.
                            Hai capito perché Danny Boyle se l'è data a gambe levate?

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                            • Gli dessero la regia a Steven Spielberg, accontenterebbe tanti, giovani e vecchi.

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                              • Imparassero a scrivere delle storie decenti invece di assemblare questi mappazzoni nel tentativo di stare dietro a duemila istanze sarebbe un buon punto di partenza.

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