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1917 (Sam Mendes)

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  • Sono un po' deluso, mi aspettavo di più sinceramente.

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    • personalmente non è che mi ha deluso anche perchè non avevo chissà quali aspettative

      non pensavo fosse così piccolino rispetto a come ne avevo letto, questo si

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      • Recuperato su PrimeVideo.

        Interessante anche se non così avvincente esperimento dove i personaggi si muovono in un parco a tema con eventi che vengono attivati dalla loro presenza (vedi l'aereo che precipita); manichini mascherati da cadaveri sono piazzati in punti strategici a effetto in attesa di essere svelati dalla mdp.

        La guerra è un loop (s'inizia dall'albero e dalla trincea si entra nel dungeon per poi arrivare alla trincea successiva e risedersi sotto l'albero), un distaccato terrario con soldati formica fatti di plastica addossati al bordo delle trincee (notevole visivamente la parte nell'ultima trincea con la fiumana di militari che si muove in fila come in un formicaio di sabbia bianca) in attesa di partire alla carica salvo che il protagonista non completi la sua missione. E solo l'impresa eroica del singolo per la moltitudine può in qualche modo portare avanti una tenue fiammella di umanità.

        Di rilievo (sia dal punto di vista figurativo che musicale che concettuale) la parte tra le rovine cittadine notturne, dove il realismo di plastica precedente trova una più adeguata dimensione artistica in uno scenario mentale da incubo non lontano da altre visioni simili regalateci in passato dalla coppia Deakins-Mendes.

        Thomas Newman in formissima si fa largamente perdonare i due Bond con partiture poderose che quasi da sole si fanno carico di tutto il portato emotivo della vicenda, le cugine fatte meglio di Dunkirk.

        Ps: della citazione (presumo) dell'Ophelia di Millais la cosa che mi ha fatto più impressione è che la faccia dell'attore protagonista si assomigli naturalmente a quella della donna del dipinto

        Ultima modifica di Sir Dan Fortesque; 24 luglio 20, 14:31.
        Luminous beings are we, not this crude matter.

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        • L'hai appoggiata piano . Secondo te quindi ricorrere ad un soggetto di questo tipo, con appunto i gruppuscoli di soldati che rappresentano il " tutto" della guerra , è una "utility" dei copioni che assume un significato precipuo in questi nostri anni inondati dalla comunicazione massmediatica, che trasforma gli utenti in broadcaster nelle/ delle proprie vite?
          "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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          • Ammetto di non averci pensato.
            Anche perché sono abbastanza sicuro che Mendes volesse rendere l'esatto contrario di quello che ho scritto (ma non sono andato ad approfondire in sue interviste).

            Comunque, volente o meno, è un film molto in sintonia con i tempi che corrono.
            Luminous beings are we, not this crude matter.

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            • Recuperato anche io su Prime in tutta calma. L'accoglienza tiepida questa volta era azzeccata. Non è nulla di che. Un esercizio di stile con vari guizzi visivi interessanti, ma alla fine rimane una mission stile videogame con troppi eventi innescati dalla fatalità e dalla sfiga, che di realismo potrebbero avere ben poco. Merita la visione perché tecnicamente è comunque interessante; Mendes ti incuriosirebbe anche con la merda (tipo l'ultimo Bond)

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              • Anche a me non ha detto granché e l'effetto di vedere un videogioco giocato da altri l'ho avvertito pure io.
                Poi non mi ha convinto il tentativo di creare un effetto realistico con tutte le scelte tecniche di conseguenza quando poi la sceneggiatura è piena di clichè da film di guerra hollywoodiani, con tanto di musica pomposa a sottolineare il tutto. Non mi è sembrato ne carne ne pesce. Poco più che sufficiente e nulla più.
                Ultima modifica di Sebastian Wilder; oggi, 09:23.

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                • Per me è proprio l'idea del piano sequenza ad essere sbagliata nel film ed in molti punti mostra il fianco questa scelta auto-imposta. Narrativamente poi nulla di che.

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                  • C'avete fatto caso alla citazione di Va e vedi?
                    https://www.amazon.it/Dario-Argento-...+il+suo+doppio Il mio saggio sul cinema di Dario Argento.

                    "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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                    • Originariamente inviato da Sensei Visualizza il messaggio
                      Per me è proprio l'idea del piano sequenza ad essere sbagliata nel film ed in molti punti mostra il fianco questa scelta auto-imposta. Narrativamente poi nulla di che.
                      concordo, anche perchè un conto è fare una scena di qualche minuto e un altro e fare oltre mezz'ora di film con questa tecnica
                      nell'allungarsi mostra tutti i fianchi possibili di regia, scenografia e prove attoriali tanto da perdere in naturalezza, le scene che ne derivano sembrano tutte impostate e poco poco naturali

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                      • Il piano sequenza è bello quando non viene abusato. Tutto il film in piano sequenza è una palla cosmica dai.

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