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Old (M. Night Shyamalan)

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  • Old di M. Night Shyamalan (2021).

    Tempo nefasto che fuggi via portandoti dietro i migliori anni della nostra vita, con il rimpianto di come poteva essere il passato e non lo è stato, mettendoci nudi innanzi all'incertezza degli anni rimanenti del futuro a cui rinviamo ogni problema nell'attesa di trovare il momento giusto, vivendo in questo modo in un presente apatico che ci scivola via velocemente tra le mani senza neanche accorgercene.
    Pellicola abbastanza bistrattata quanto ridicolizzata da gran parte della critica, nonchè dal pubblico, come spesso capita per le opere di Night Shyamalan, spesso accolte con medie disastrose, specie dalla metà degli anni 2000, dove si può notare come qualcosa si sia rotto con la critica ufficiale e la sua carriera che dopo Il Sesto Senso (1999), Unbreakable (2000), Signs (2002) e The Village (2004), sembrava dovesse essere eterna, improvvisamente è sprofondata giù per il cesso alla velocità della luce, con accuse di fare un cinema basato su un'idea che regge solo in funzione del twist plot finale, ma a conti fatti fragile e colma di buchi; quest'attenzione sul mero meccanismo narrativo da parte dei critici e del pubblico, sembra essersi riversata anche in questo Old (2021), con media voto francamente impietose quanto ingiustificate, poichè tutti hanno frainteso il concetto di tempo secondo Shyamalan, da non intendersi come mero soggetto a sè su cui costruirci un film attorno; ma come entità fattuale vissuta dai personaggi sulla propria pelle, prigionieri in una spiaggia tanto bella ed isolata dal mondo, quanto letale, poichè in questo luogo mezz'ora di tempo in realtà corrisponde a circa un anno nel mondo reale, il che porta ad un invecchiamento precoce di tutti i soggetti lì presenti, i quali però scoprono amaramente di essere impossibilitati a poter scappare via.
    Il cineasta con 18 milioni di dollari e due sole location, imbastisce un'architettura semplice esternamente, ma dalle labirintiche disposizioni interne; Old infatti racchiude al suo interno una miriade di generi disparati, che nel loro evidente squilibrio accentuato da azioni e dialoghi sgangherati, frutto anche della situazione surreale vissuta dai personaggi, possono suscitare reazioni differenti nello spettatore, che variano dallo scetticismo al drammatico esistenziale sino grottesco straniante con venature di ilarità per determinate situazioni, specie quelle riguardanti i ragazzini Trent e Maddox, figli di Guy e Prisca (coppia in procinto di divorziare che si concede un'ultima vacanza prima di comunicarlo ai bambini), che dall'età di 6 e 11 anni, vedono i loro corpi maturare velocemente, senza consapevolezza, sviluppando tutta una serie di sensazioni e cambiamenti interiori ad una velocità inaudita, giungendo velocemente all'età adulta, passando così l'età dell'infanzia e dell'adolescenza in un batter d'occhio, messe in scena tramite scelte registiche elegantemente sopraffine nella loro semplicità, come un viso inquadrato a metà, oppure giocando d'ellissi con la macchina da presa, tramite lo scarrellamento dolce di essa in orizzontale, come perfetta esemplificazione del tempo che scorre ineluttabile ed uguale per tutti, elementi che poco si vedono in produzioni di tale genere e facilmente etichettabili dal pubblico come pessima regia e scelta della inquadrature.

    Un spiaggia straniante dall'interpretazione impossibile da venire a capo, se non decriptandone il suo linguaggio in un'idioma a noi comprensibile come ad un certo punto riesce a fare Trent adulto; ed ecco che un'architettura che girava intorno ad un'idea e basata sul caro twist plot tanto a cuore al regista, assume un senso compiuto, perchè Old assume enorme valore non alla luce del finale spiazzante che grossomodo rende plausibili (ma non pienamente giustificate pensandoci profondamente) le sconnessioni e le dissonanze mostrate in precedenza, ma per via del suo porsi come prima pellicola che vive e tenta di leggere la pandemia da Covid19 tramite la sua corrosiva satira nera, dove la spiaggia non è altro che una prigione perimetrata come lo sono state per mesi le nostre case, dalle quali non potevamo uscire per via dell'epidemia, costringendo così le persone ad essere costrette in un unico posto senza avere in mano la propria vita, vedendola scorrere velocemente giorno dopo un giorno, con la costatazione attuale (ma ancora in corso d'opera e quindi non definitiva) di aver perso oltre un anno della nostra vita; matrimoni rimandati, rapporti umani congelati, uscite andate all'aria e così via, senza che potessimo far nulla per impedirlo, con conseguenze nefaste per la nostra salute mentale e l'isolamento forzoso dalla società patito dai nostri corpi, che si sono adattati giocoforza a tale situazione, abituandosi sempre più a condurre un'esistenza sedentaria tra le quattro mura dove le comodità offertaci dal sistema sono aumentate (consegne a domicilio, spedizioni, streaming etc...), con il risultato nefasto di farci disabituare ad uscire e quindi renderci inabili alla vita, come in un certo senso lo sono tutti i personaggi della spiaggia, ma non per il fatto che molti di loro fossero affetti da malattie fisiche o mentali, ma per la loro incapacità di vivere il presente, essendo proiettati in un passato rassicurante (l'archeologia praticata da Prisca) o un futuro incerto (Guy fa sempre piani per il domani che puntualmente crollano), quando in realtà costoro erano già "vecchi dentro", vittime delle loro contraddizioni, caricature spinte all'eccesso da una società grottesca che mira a sfruttarli per un proprio tornaconto personale, rendendoli così prigionieri di fatto senza saperlo, perchè costoro potrebbero in effetti fuggire da tale luogo infernale, ma oramai i loro corpi si sono "adattati" a tale condizione alienante e la via d'uscita non può che avvenire per il tramite di un gioco di fantasia d'infanzia, quando si è più creativi e meno inclini alle sovrastrutture imposte dalla società, così che si possa assaporare con somma felicità il nuovo scorrere della vita intorno a noi, godendo delle delizie del mondo da una prospettiva umanista come consapevolezza o a seguito di un riadattamento cercato e voluto al mondo (grandi gli attori Berna, Krieps, Elliott e Davidtz con i loro visi e gli sguardi ricolmi di ritrovata vita nonostante il segno del tempo), ridiventando soggetti attivi della propria vita.
    Interpretando il significante alla luce di ciò, Old è il vero cinema che vuole condurci alla vita, magari lo fa attraverso soluzioni traballanti e situazioni sgangherante, con un'impressione di troppa carne a fuoco, ma l'intelligenza del finale riscatta certi avvenimenti visti in precedenza, donando maggior forza alla lettura della pellicola come satira nera, anche se a costo di andare contro le aspettative del pubblico, forse sarei stato più aderente con la realtà, dato che il sistema capitalista vince sempre.
    Alla luce di ciò, dovrei in effetti mettermi a recuperare una miriade di altri film del regista, che conosco poco o nulla in effetti e spero che dato il successo che sta ottenendo, riesca a fare altre pellicole così sorprendenti.
    Ultima modifica di Sensei; 28 luglio 21, 00:48.

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    • Dunque lo spettatore che , lavorativamente, non ha fatto il lockdown è sollevato dalla pappardella filosofica ed è autorizzato a considerarlo un b-movie?
      Ora stiamo alle sperequazioni mediatiche tra "No" e "Free" Vax, c'è gente in piazza col megafono 'azzo! Se vedi uno in treno che dorme per i fatti suoi, lo svegli per rammentargli che la sua "fanatica" fiducia per il trasporto ferroviario sottace stragi, incidenti e disastri mortali sui binari e nelle stazioni?

      [ P.s. E ricorda che devi morire. Segna! Od almeno fattelo spiegare dallo Sciamano].
      "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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      • Quante belle cose! Apprezzato molto, dovrei rivedermi qualche altro suo film, ma per ora lo considero il suo migliore. Superato The Visit.
        Direi un horror come quell’altro film con Abbey Lee: nessuna scena di paura vera e propria, ma nel complesso davvero inquietante.
        'They play it safe, are quick to assassinate what they do not understand. They move in packs ingesting more and more fear with every act of hate on one another. They feel most comfortable in groups, less guilt to swallow. They are us. This is what we have become. Afraid to respect the individual. A single person within a circumstance can move one to change. To love herself. To evolve.'

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        • La dipartita di Abbey Lee ricorda quella della sventurata Olga nel Suspiria di Guadagnino.

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          • Non c'è bisogno di scene di paura nel senso banale del termine, perché la vera paura risiede nello scorrere ineluttabile del tempo contro il quale non si può fare nulla e lo subiremo anche noi. Una paura archetipa in sostanza.

            Comunque ritorno al cinema dopo che non ci andavo da marzo 2020, ma non dovevano fare una poltrona si e una no? Non c'era l'obbligo di vaccino? Vabbe io domani ho la seconda dose ok, ma dubito che fossero tutti vaccinati.
            Ultima modifica di Sensei; 28 luglio 21, 08:35.

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            • Pienamente d’accordo.
              'They play it safe, are quick to assassinate what they do not understand. They move in packs ingesting more and more fear with every act of hate on one another. They feel most comfortable in groups, less guilt to swallow. They are us. This is what we have become. Afraid to respect the individual. A single person within a circumstance can move one to change. To love herself. To evolve.'

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              • Per me i suoi migliori sono Split e The Visit, quelli che secondo me lo mettono su un piano superiore rispetto alla media. Gli altri passano dal buono al mediocre.

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                • Originariamente inviato da mr.fred Visualizza il messaggio
                  La dipartita di Abbey Lee ricorda quella della sventurata Olga nel Suspiria di Guadagnino.

                  ho pensato la stessa cosa, ma quella di Guadagnino è estremamente più angosciante
                  In qualche strana maniera noi svalutiamo le cose appena le pronunciamo. Crediamo di esserci immersi nel più profondo dell'abisso, e invece quando torniamo alla superficie la goccia d'acqua sulle punte delle nostre dita pallide non somiglia più al mare donde veniamo. Crediamo di aver scoperto una caverna di meravigliosi tesori e quando risaliamo alla luce non abbiamo che pietre false e frammenti di vetro; e tuttavia nelle tenebre il tesoro seguita a brillare immutato. (Maeterlinck)

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                  • Sì, quella è una vera e propria scena madre mentre questa passa via veloce -non c'è tempo!- comunque gustosa.

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                    • Per chi se lo chiedesse.
                      Sulla carta il fumetto sembra più nelle mie corde (diciamo più elegante soprattutto nell' atto finale) ma Shy ha fatto bene a renderlo suo, la storia insegna che i migliori adattamenti passano sempre attraverso un filtro personale. Senza dimenticare che parliamo di media diversi con esigenze diverse.

                      Old si basa fortemente sul fumetto Sandcastle, ma M. Night Shyamalan modifica l'incipit e il finale con un nuovo "Shyamalan twist"

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                      • Originariamente inviato da mr.fred Visualizza il messaggio
                        La canzone che Thomasin McKenzie canta nelle battute finali e che accompagna i titoli di coda è opera della figliola raccomandata, tale Ishana
                        Ho visto ora che la canzone è di Saleka, l'altra figlia, Babbo Shyamalan ha fatto un post apposito su IG.
                        Luminous beings are we, not this crude matter.

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                        • È vero, le figlie da sistemare sono diventate due.

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                          • Ammetto di essere un po' invidioso di chi il film l'ha probabilmente apprezzato più di me, ma solo perché si parla di Shyamalan

                            Mi è piaciuto con riserva, devo assimilarlo, rivederlo in v.o. (tra l'altro a casa ho da una vita il br intonso di Glass, anche quello devo rivederlo).
                            E' in linea con il nuovo Shyamalan "ammodernato" nello stile e nei tempi, tendenzialmente più dinamico e apertamente sperimentatore.
                            Di tutte le idee visive forse l'unica che non mi sia davvero piaciuta è quella del viso sfumato del dottore dal punto di vista di uno dei personaggi quando
                            Spoiler! Mostra
                            , mentre ho adorato sempre la soggettiva dello stesso personaggio che vede
                            Spoiler! Mostra


                            Poi è da tre film almeno che ho un po' di problemi col montaggio dei suoi film, a volte mi sembra un po' ferragginoso e qua l'ho sofferto un po' per come viene gestito il rapporto ellittico tra
                            Spoiler! Mostra

                            Vero anche che in un film con una tematica così (e includo anche l'identità frantumata di Split), un montaggio di questo tipo ha anche il suo senso, ma non mi ha convinto appieno.

                            A proposito del contenuto, ho avuto l'impressione che qui, molto più che in altri film, lo Sciamano abbia abbracciato appieno l'idea di fare un b-movie dove l'incedere dell'azione e le metafore fantastiche parlano da sé e lasciano poco spazio ai soliti ed estesi approfondimenti drammatici che da sempre stanno alla base del suo cinema. Non sono totalmente spariti, ma, vuoi per il ritmo, vuoi per il numero di personaggi, vuoi per la natura stessa della storia, sono molto ridotti rispetto al solito (mi chiedo se siano stati tagliati al montaggio o se già lo script sia stato concepito così). Forse è proprio questo l'aspetto più straniante (ma già in Glass, film che parlava per icone, si affacciava una tendenza simile).

                            Per quanto riguarda il plot twist, è interessante ma mi ha lasciato un po' indifferente, anche perché non saprei se definirlo un vero e proprio twist alla stregua di quelli tipicamente shyamalaiani.

                            Il mio preferito del nuovo lotto per ora resta The Visit, che forse è anche il suo film dai contenuti globalmente più affini a questo.
                            Luminous beings are we, not this crude matter.

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                            • Originariamente inviato da mr.fred Visualizza il messaggio
                              Per chi se lo chiedesse.
                              Sulla carta il fumetto sembra più nelle mie corde (diciamo più elegante soprattutto nell' atto finale) ma Shy ha fatto bene a renderlo suo, la storia insegna che i migliori adattamenti passano sempre attraverso un filtro personale. Senza dimenticare che parliamo di media diversi con esigenze diverse.

                              Ok, nel fumetto succede una cosa che pensavo/speravo succedesse, ma forse era troppo complicata da portare avanti e non si sposava col finale.
                              Alla fine penso che il senso del finale originale Shyamalan l'abbia voluto addossare principalmente alla coppia sposata, per poi aggiungere quella coda e fare la sua cosa.
                              Luminous beings are we, not this crude matter.

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                              • Shayamalan fa l'analisi di una scena:

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